Alcuni di voi avranno già visto il ppv in diretta, altri lo staranno vedendo in questo preciso istante mentre altri ancora aspetteranno questa notte. John Cena avrà probabilmente perso il titolo, come si mormora da settimane, a favore di Bray Wyatt? Gli American Alpha saranno ancora in cima alla categoria di coppia? E che sarà successo tra Natalya e Nikki? Ebbene, questo articolo non sarà sul ppv andato in onda ieri notte, ma su quel che è stato nel passato.

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L’evento, presentato nel 2002 come una creatura di Eric Bischoff, perfetta fusione tra l’Hell In A Cell della WWF e la struttura dei War Games della WCW. Un progetto che ha assunto questo nome dopo un sondaggio farlocco operato sul sito della WWF del tempo, a scelta tra “Elimination Chamber”, “Heavy Metal”, “Battle Chamber”, “Chamber of Conflict” oppure continuare ad usare il nome “No Way Out”. Oggi abbiamo dunque l’Elimination Chamber, chiamato in Germania come “No Escape” perché risultava un vago riferimento ai campi di sterminio nazisti. Col tempo, questo è diventato il match di Triple H: sei partecipazioni e ben quattro vittorie. Segue John Cena con cinque partecipazioni e tre vittorie, ed Edge con quattro partecipazioni e due vittorie. Particolare il caso di Chris Jericho: è lo stakanovista con 8 presenze, ma può contare su una sola vittoria (nel 2010, conquistò il World Title detenuto da Undertaker). Ed ora le sfumature di un match durissimo e intenso.

1) SHAWN MICHAELS PRIMO VINCITORE DELL’ELIMINATION CHAMBER 2002 (PPV: SURVIVOR SERIES)
Un ritorno atteso quattro anni, una emozione non da poco. Un ritorno osteggiato da Triple H che vedeva il vecchio amico ritornare in WWE per riprendersi una scena faticosamente conquistata con le unghie e coi denti dalle grinfie di The Rock, Mankind e Steve Austin. I due si erano beccati malamente a Summerslam in un match sanguinoso. Pareva il canto del cigno per HBK, riabilitato da Eric Bischoff in un incontro dall’aria terribile. E sì, che lì di aria ce n’era veramente poca: “Quando vi sono entrato, ho rivissuto l’Hell In a Cell” ha dichiarato lo spaccacuori, “non si respirava facilmente. Per fortuna mi sono allenato duramente i giorni precedenti per rimanerci dentro il più a lungo”. Nel match ottenne due eliminazioni, decisive: quella su Chris Jericho, che fin lì aveva giganteggiato; e quella finale su Triple H che gli consentirà di laurearsi campione del mondo. Il feud tra i due porterà ad una nuova stipulazione, in quel di Armageddon, all’epico Three Stages of Hell (altro riferimento alla WCW da parte di Bischoff) che vedrà prevalere Triple H.

2) LA GRANDE VITTORIA DELLA EVOLUTION E LE PRIME AVVISAGLIE DI SCISSIONE
Siamo nel 2005, il ppv è New Year’s Revolution. La Evolution, stable guidata da Triple H e Ric Flair, ha perso qualche mese prima un componente, Randy Orton. Tra le due parti è in atto una guerra senza soluzione di continuità, e dopo aver assaporato il titolo per un mese, il giovane Legend Killer vuole tornare alla ribalta. Dentro la gabbia vi entra nuovamente Shawn Michaels, ma in veste di arbitro. Tutto sembra andare per il verso giusto: Batista fa piazza pulita di Chris Benoit e Chris Jericho, è pronto a chiudere su Orton in attesa di consegnare al suo capo una vittoria facile facile. Triple H è un poco stanco ma perfettamente lucido per vedere quel che sta accadendo: Orton colpisce Batista con un colpo basso e lo schiena. Potrebbe intervenire ma non lo fa, sa che nel caso in cui si dovesse trovar di fronte il guardiaspalle, potrebbe capitare di tutto. Meglio tenerlo al proprio fianco per fronteggiare il traditore. È ciò che accade: Batista attacca Orton, Triple H assesta il Pedigree e chiude. Ma quel gesto di resa, quel supporto mancato, sarà la molla che lancerà Batista verso il titolo del mondo con la clamorosa vittoria della Royal Rumble.

3) NEL 2008, L’ELIMINATION CHAMBER NON VALE PER IL TITOLO MONDIALE
Come da titolo, per la prima volta nella gabbia entrano dei contendenti che si giocano una title shot e non direttamente un titolo. In questa edizione i match sono addirittura due: da un lato il sestetto di Smackdown e dall’altro quello di Raw. Il ppv è quello di No Way Out: per lo show blu trionfa The Undertaker, alla prima partecipazione. La prestazione è chiaramente da applausi poiché non solo riesce a conquistare un pass per Wrestlemania, ma riesce anche ad eliminare ben tre concorrenti (The Great Khalì, Finlay, Batista). Dall’altra parte, manco a dirlo, vince Triple H: smonta i sogni di gloria di Jeff Hardy e chiude ogni via di rivalsa all’amico/nemico Shawn Michaels. I due veterani andranno alla caccia del nuovo che avanza a Wrestlemania con alterne fortune, dato che solo Taker riuscirà ad aver la meglio del campione in carica (Edge) mentre Orton riuscirà a tenersi il titolo dall’attacco di Triple H e John Cena.

4) TRIPLE H e CM PUNK: IL TEMPO VA A LORO FAVORE
Triple H ha combattuto per ben 39 minuti e 20 secondi nel primo Elimination Chamber della storia. È il dato numerico più alto per un atleta che ha partecipato al match, ma non ha vinto. Diverso il caso di CM Punk che ha combattuto per 32 minuti e 39 secondi nell’edizione 2012, vincendola ai danni di The Miz.

5) I VINCITORI DIMENTICATI
Quanti ricordano le vittorie di Jack Swagger e Ryback? Il primo trionfò nel 2013 in maniera alquanto inaspettata, andandosi a prendere una insperata title shot al titolo mondiale. Con lui nella gabbia vi entrarono nientemeno che Randy Orton (ultimo eliminato), Mark Henry, Daniel Bryan, Kane e l’onnipresente Chris Jericho. Questa vittoria non gli consentì di vincere a Wrestlemania ai danni di Alberto del Rio, ma certamente rimarrà un punto importante della sua carriera. Come rimarrà un punto importante la vittoria di Ryback, che qualche giorno fa ha lamentato una mancanza di momenti speciali, eppure quello vissuto nel 2015 è rimasto nel suo palmares. La competizione non era certamente di alto livello, anzi ha avuto di fronte alcuni midcarder di (poco) lusso come Sheamus, R-Truth, King Barrett, Dolph Ziggler e Mark Henry. Per la prima volta, la stipulazione è stata utilizzata per definire un nuovo campione Intercontinentale (la cintura era vacante).

6) NEW DAY ROCKS!
Nel 2015, la WWE, provò a cambiare le carte in tavola ed oltre il match valevole per il titolo intercontinentale, ne propose uno dedicato ai tag team. Ebbene sì: per la prima volta sei tag si sono fronteggiati in un match inedito e non del tutto riuscito, che permise ai New Day di conservare i titoli di coppia in possesso approfittando del grande lavoro dei PrimeTime Players per avvantaggiarsene e fregarli all’ultimo giro. Fu il match dei tanti botch e della confusione, dove l’esperienza degli Steel Cage a più uomini della TNA non aveva insegnato proprio nulla.

Ed ora siamo al nuovo Elimination Chamber. Dopo due anni si torna ad un singolo match: infatti nel 2016, la WWE ha deciso di dare una pausa alla stipulazione. In precedenza era capitato solo nel 2004 e nel 2007. Oggi gli uomini in gara sono John Cena, Bray Wyatt, Baron Corbin, Dean Ambrose, The Miz e AJ Styles. Lo spettacolo è tutto nostro, lo spettacolo ce lo danno loro.

Corey
Dal 2007 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia e Coppa dei Campioni. Attualmente coordinatore ad interim del sito.
  • Mr. 619

    Bell’articolo 😉