Smackdown ha festeggiato, qualche giorno fa, il suo quindicesimo anno di vita. Strano a dirsi, sino a non molto tempo fa lo show blu della federazione godeva di ben altra rilevanza: in questo editoriale cercherò di rivivere assieme a voi alcuni dei memorabili momenti di questo brand per il tramite dei suoi protagonisti, sperando di non estromettere nessuno. Buona lettura!

Pubblicità

Quando mi è stato dato l’incarico di scrivere un editoriale su Smackdown, sono stato combattuto. Perché ho amato profondamente questo show per lungo tempo, e perché per noi italiani la trasmissione in chiaro di questo programma agli inizi degli anni 2000 ha costituito un vero e proprio ritorno di fiamma/primo amore: i miei ricordi legati a Smackdown sono dunque piuttosto romantici e spesso il romanticismo porta con se elementi malinconici. La malinconia deriva dal fatto che questo show, un tempo gradevolissimo, è diventato decisamente opzionale: perdere la visione di Smackdown non comporta assolutamente nulla, in quanto quelle rare volte in cui succede qualcosa di interessante vi è una pronta riproposizione in quel di Raw, riportando il segmento in toto oppure realizzando un videopackage neanche troppo elaborato.

Eppure, nel lontano 29.04.1999, nel main event di SD The Rock e Triple H battagliavano per stabilire chi dei due dovesse essere al vertice della federazione. Eppure, poco dopo, Austin avrebbe distrutto il DX express tra lo shock generale, dando vita ad un angle memorabile e di assoluto spessore. Smackdown è stato grande, e lo è stato grazie ad i suoi protagonisti: qui di seguito cercherò di elencare quelli che, secondo me, sono stati quelli che maggiormente hanno segnato lo show blu, stilando una top ten che finirà di sicuro con il suscitare epiteti irripetibili e grida di scandalo in sede di commento.

Menzione di merito, Teddy Long: non si può parlare di Smackdown senza pensare a questo omino di colore taglia 40 in vestiti taglia 50, intento a dispensare tag team match come Babbo Natale dispensa doni a Dicembre (http://www.youtube.com/watch?v=A5aVOoLWF_Q ). Pur non avendo mai inciso in modo sostanziale sull’andamento dello show, la sua presenza da GM face (contraddizione in termini) è stata straordinariamente longeva, ed il pubblico si è genuinamente affezionato alla sua figura pur non essendo mai e poi mai andato over in senso lato. Giusto il tributo concessogli durante la puntata “speciale” per il 15° anniversario, con una piccola rivincita presa sul rivale John Laurinaitis.

Menzione di merito, Paul Heyman: E non mi riferisco al ruolo on screen da GM, comunque svolto in modo passabile. Mi riferisco, piuttosto, al lavoro svolto come head booker, in cui Smackdown fiorì come mai prima, superando addirittura Raw per ascolti, merchandising venduto e qualità complessiva dello show. Grazie agli “Smackdown Six” , ossia Kurt Angle, Chris Benoit, Edge, Rey Mysterio, Eddie Guerrero e Chavo Guerrero lo show blu raggiunse livelli di eccellenza mai sfiorati prima, e gli stessi protagonisti coinvolti, da midcarder spinti di poco conto, divennero star futuribili dall’indiscusso successo. Purtoppo, grazie ad un’eccessiva tendenza allo scontro, Paul fu rimosso dall’incarico prima della sua naturale conclusione, ma il suo apporto resta ancora oggi indimenticato ed indiscusso.

10) CM Punk: All’interno dello Show Blu Punk ha emesso i primi vagiti da main eventer, una volta archiviata la pur proficua parentesi in ECW. Lasciato il terzo brand della WWE come promettente babyface ancora coperto di un’aura indy mai troppo gradita, in quel dello show blu CM Punk ha trovato la vera essenza del character che lo consacrerà, poco dopo, come uno dei più grandi dell’ultimo decennio. In particolare nella faida con Jeff Hardy, dopo aver incassato su di lui da face, Punk mette in piedi un heel complesso, incompreso e banalmente crudele, che trasuda personalità e malevolenza come pochi prima di lui. Anche la parentesi come leader della Straight Edge Society è stata ottima seppur breve, in particolare il momento in cui canta “Happy Birthday” alla figlia di Rey Mysterio (www.youtube.com/watch?v=rqPNcn9b9xk) resta una vera e propria chicca di quel character heel.

9) Rey Mysterio: senza Rey, Smackdown sarebbe ricordato sicuramente in modo diverso e viceversa. Il lottatore di San Diego è andato ben oltre le più rosee prospettive di carriera anche grazie alla qualità complessiva del lavoro svolto nello show blu: su tutti memorabile il Cage match disputato contro Eddie Guerrero, così come memorabile è stata la faida con l’amico/rivale di sempre avente come sfondo la custodia del figlio Dominick (http://www.youtube.com/watch?v=ax-F9k3Dry8 ). In altri tempi, circostanze e con protagonisti diversi questa faida sarebbe scaduta nel trash spinto, invece i due riuscirono a far appassionare il pubblico, dipingendo un capolavoro a suon di promo e di un’eccellenza in ring davvero invidiabile. Inutile menzionare il successo derivante dopo la morte di Eddie Guerrero, che ha consacrato Rey come uno dei messicani maggiormente di successo della storia della WWE.

8) Randy Orton: Così come Cena è stato per lungo tempo sinonimo del nuovo che avanza in quel di Smackdown, così Orton era visto come futuro vertice della federazione in quel di Raw. Tuttavia la fretta è notoriamente cattiva consigliera, dunque Orton finì con l’essere totalmente bruciato da un prematuro regno da Campione, crollando sotto il gravoso peso della Cintura. Il passaggio a Smackdown dopo Wrestlemania 21 e la conseguente prosecuzione della faida con Undertaker furono provvidenziali per il prosieguo della carriera di questo promettente lottatore, che tornò anni dopo a Raw con una mano di vernice completamente nuova e brillante. Su tutti i vari ricordi, abbastanza memorabili (ed involontariamente comici) quelli legati alla faida con Undertaker (che appariva negli specchi stile Freddy Kruger http://www.youtube.com/watch?v=SIxPeBobiSo ) ed abbastanza dimenticabili quelli legati alla faida con Rey del 2006, in cui la morte di Eddie Guerrero fu rivangata in modo francamente inelegante.

7) JBL: In un periodo di transizione, in cui la Cintura era diventata troppo pesante per l’allora Campione ed in cui Lesnar annunciava un addio non preventivato, un midcarder che sino al giorno prima era stato parte di un tag team forse attempato, viene smantellato e reso…se stesso. Da qui, JBL vince il Titolo del Mondo dimostrando una cosa: che la qualità vince sulla quantità. Il singolo regno Titolato di JBL diviene uno dei più memorabili di sempre, con 10 mesi in cui lo show blu viene totalmente costruito attorno a lui ed al suo Cabinet, con Orlando Jordan, i fratelli Basham e Jillian Hall. L’attuale fama di JBL offusca quella pluridecennale di Bradshaw ed in un solo anno, grazie al tempo microfonico ed in ring dedicatogli durante Smackdown, si guadagna un piccolo pezzo di immortalità. Al punto che, a Wrestlemania 21, è proprio JBL a passare la torcia al futuro, proprio come era stata passata a lui appena 10 mesi prima.

6) Kurt Angle: In due occasioni, ed in due periodi storici abbastanza distanti, Angle è stato sinonimo di Smackdown, garantendo un livello di qualità in ring abbastanza irripetibile. La sua faida con Lesnar è stata a dir poco memorabile, così come memorabile è stato l’Iron Man Match da 60 minuti disputato il 18 Settembre del 2003, a mio avviso il match più bello mai disputato nello show blu. Anche la faida con Eddie Guerrero ed il conseguente match a Wrestlemania XX furono eccellenti, così come lo furono gli sketches (uno su tutti, la theme song di Michaels cantata assieme a Sensational Sherry https://www.youtube.com/watch?v=RegHMfhrk4I) che portarono al match di WM XXI contro HBK, mio match preferito in assoluto ancora oggi. Menzione di merito per la faida ed il match contro Undertaker, validi per il WHC, a No Way Out del 2006, una vera e propria gemma dimenticata della carriera di questo fantastico lottatore, che fece anche ben figurare un promettente debuttante del 2002 in occasione di una open challange.

5) John Cena: ed il fortunato debuttante contro Angle, è nientemeno che la star più brillante della WWE attuale. Far debuttare una giovane promessa contro una macchina da wrestling come Angle, capace di far ben figurare anche una sedia senza gambe, è senza dubbio un attestato di fiducia non da poco, e Cena dopo un debutto coi fiocchi…beh, stentò a decollare, dovendo ricorrere ad utilizzare i colori delle squadre di basket delle singole città per guadagnare consensi. Poi, una volta trovata la gimmick del rapper (http://www.youtube.com/watch?v=kNJcmKvmkLQ) Cena diviene sempre più over, vincendo il primo Titolo a WM XX e spodestando il Campione JBL l’anno successivo a WM XXI, per poi essere draftato a raw poco dopo. Il succo del discorso resta: Cena, prima di essere il vertice della federazione, è stato il top face di Smackdown per molto tempo, usando lo show blu come vero e proprio trampolino verso LA vetta. E lasciando un vuoto che sarebbe stato colmato, di li a breve, da qualcun altro.

4) Edge: Dopo uno steel Cage tra Undertaker e Batista, Edge incassa il Money in The Bank strappato a Mr. Kennedy laurendosi Campione del Mondo. Corre l’anno 2007 e, per tre anni, Edge trascina lo show blu divenendo ciò che Cena è per lo show rosso: una presenza talmente importante dall’essere imprescindibile, divenendo Campione in più di un’occasione e creando faide nuove ed interessanti. Edge, così come voluto da Heyman qualche anno prima sempre il quel di Smackdown, diventa il volto blu della federazione, creando un’interazione a dir poco esplosiva con l’ex moglie Vickie Guerrero (in storyline http://www.youtube.com/watch?v=i4rCx7zoioU) e creando un vero e proprio monopolio in termini di storyline. Credo che si possa tranquillamente asserire che, senza Edge, SD avrebbe affrontato un tracollo ben prima del 2012, e senza SD Edge non sarebbe entrato nella Hall of Fame lo stesso anno. Neanche a farlo apposta, lo stesso anno vede il ritorno in WWE della medaglia di bronzo di questa nostra ideale classifica.

3) Lesnar: ossia una delle stelle maggiormente polarizzanti della storia della Federazione. Pochi, anzi pochissimi hanno raccolto quanto ha raccolto lui e nessuno lo ha fatto in così poco tempo: ed il cortile in cui Lesnar è diventato la “Next Big Thing” altro non era che Smackdown. La faida che lo vide contrapposto ad Angle, come detto, sapeva tanto di consacrazione ed il match di 60 minuti disputato contro l’eroe Olimpico resta un capolavoro. Tuttavia il momento più memorabile resta il collasso del ring dopo un superplex assestato a Big Show (http://www.youtube.com/watch?v=cbCY1dgNIZs) il 10 Giugno del 2003, ancora oggi l’immagine più iconica associata a Smackdown. Indimenticabile la faida con Angle dunque, ma altrettanto indimenticabile quella che portò a No Way Out 2004, in cui Lesnar avrebbe abdicato a favore della nostra medaglia d’argento.

2) Eddie Guerrero: Sarò fazioso forse, ma per me il sinonimo di Smackdown è e resterà sempre Eddie Guerrero. Raccolto da Heyman in un periodo in cui Eddie sembrava perso nel midcarding di Raw, a Smackdown diviene face a furor di popolo assieme al nipote Chavo nel periodo di creazione del tag team “Los Guerreros”, con vignette a dir poco esilaranti (http://www.dailymotion.com/video/x4f387_los-guerreros-vignettes-04-low-ride_sport) ed uno stile in ring decisamente fan friendly. Il momento in cui Eddie approda al Titolo resta memorabile, così come la celebrazione avvenuta a Smackdown pochi giorni dopo, commuovente e vibrante: tuttavia il promo effettuato la puntata prima del PPV (http://www.youtube.com/watch?v=FpTNcLlYd84) resta la mia personale pipebomb, nonché uno dei pezzi microfonici più veri mai proposti non solo a Smackdown, ma nella WWE in generale. Non è un caso che la puntata speciale di SD successiva alla sua triste dipartita gli fu giustamente dedicata. A questo aggiungiamo la faida con Angle, quella con JBL, il capolavoro messo in piedi con Rey Mysterio ed otteniamo un pedigree di spessore assoluto, secondo soltanto al mio personale capolista.

1) Undertaker: Undertaker è stato Smackdown più di chiunque altro. Il becchino ha fatto dello show blu in proprio playground per più di un decennio, facendo del giovedì (o venerdì) sera lo sfondo delle proprie faide, lo sfondo della storyline più importante di sempre: la Streak. Il contributo fornito da Taker a Smackdown è imprescindibile e non quantificabile, così come non lo è il perenne interesse suscitato nello spettatore in occasione della faide contro Orton, Batista, CM Punk, JBL, Edge, Shawn Michaels, Kurt Angle, Mr. Kennedy, Triple H, Big Show ed MVP. Soprassedendo su faide decisamente dimenticabili come quella contro Khali e l’incidente politico avvenuto con Muhammad Hassan (http://www.dailymotion.com/video/x30iy7_hassan-terrorist-attack-on-undertak_sport ), la storia di Undertaker in quel di Smackdown è un racconto di eccellenza, una pagina di storia che non potrà mai liberarsi del colore blu.

Bene, spero che questa piccola carrellata di ricordi vi sia piaciuta. La “graduatoria” è stato semplicemente un pretesto per menzionare di chi, secondo chi vi scrive, ha fatto la storia e la fortuna di uno show mai troppo apprezzato, vera e propria concorrenza al monopolio di Raw per qualche anno. Oggi, a causa di una violenta sovraesposizione del prodotto, SD è un’allungata versione di ciò che era un tempo, ossia una finestra dalla quale hanno fatto capolino alcune delle personalità più importanti dell’ultimo 15ennio, che senza l’esposizione fornitagli forse non sarebbero mai passati ai posteri come tali.

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.