Il mondo del professional wrestling è pieno di tante storie, serie, meno serie, importanti, meno importanti, tristi, ma anche molto divertenti. Gli aneddoti non mancano, e nei chilometri macinati dai lottatori in macchine sulle strade che portavano da città in città, da show in show, sono scritte tante pagine e tanti racconti.

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Per esempio sul finire degli anni settanta, o all’inizio degli ottanta, non è esattamente chiaro, sulle strade degli Stati Uniti tre signori viaggiavano su una macchina modificata verso la prossima metà, il prossimo spettacolo. Sul sedile del passeggero, un uomo che aveva anche il compito di bookare lo show, oltre a combattere ed essere uno dei punti forti dello spettacolo e del panorama, Dusty Runnels, meglio conosciuto alla massa come Dusty Rhodes. Al suo fianco, alla guida del veicolo, Big Brian Blair, uno che più avanti diventerà famoso per il suo tag team con Jumping Jim Branzell, i Killer Bees. Sul sedile posteriore, il motivo per il quale la macchina era modificata, grazie ad un’altezza che superava di gran lunga i due metri e un peso che superava di parecchio i duecento chilogrammi, mr Andrè the Giant.

I tre, ottimi amici oltre che colleghi, non usavano spostarsi verso i loro show senza una scorta abbondante di birra, scorta che raddoppiava visto che il buon Andrè ne beveva da solo la stessa quantità che Big Brian e il futuro American Dream bevevano in due. Proprio per questo, nella macchina c’erano insieme ad Andrè the Giant nel sedile posteriore, due frigoriferi, uno a destra del gigante ed uno a sinistra.

Quel giorno mentre i tre assorbivano litri di birra in allegria, come ogni santo viaggio, uno dei frigoriferi fu passato davanti per rifornire i due davanti. Andrè quindi aveva, da quello raccontato da Rhodes con un semplice gesto del braccio, passato il frigo pieno di birra a Dusty, che si apprestava ad aprirlo e a stappare due bottiglie. Per sfortuna di Rhodes però, proprio in quel momento Big Brian si trovo davanti ad un cervo, che sembrava non avesse nessuna intenzione di spostarsi, seppur il tempo che gli restava era poco, da mezzo alla strada. Non potendo fare molto, e preso dal panico, Brian Blair diede un colpo di sterzo talmente forte da far ribaltare completamente il frigo addosso a Dusty Rhodes, che ne uscì completamente bagnato.

Rhodes cominciò a gridare contro Brian Blair, invocando santi e imprecando con tutta la sua voce contro al cervo e a Big Brian Blair, che nonostante il dispiacere non riuscì a trattenere un sorriso, anche perché nel sedile posteriore c’era un orso, Andrè the Giant, che rideva di gusto con tutta la sua voce e prendeva in giro Dusty Rhodes, maleodorante di birra, non il più bello dei profumi, e completamente bagnato.

La cosa finì li, ma i viaggi no. I tre si rimisero in viaggio dopo pochi giorni, circa una settimana, e immancabilmente la macchina, con sempre Andrè dietro, era piena di birra. La birra, come molti di voi sapranno, non riempie lo stomaco soltanto di aria, preparando che la beve ad una gara di rutti all’ultimo sangue, ma costringe anche ad andare molto, molto frequentemente in bagno. I tre, anche se lottatori grandi e grossi, non erano esenti da questa legge della biochimica. Un pò di pudore, anche se non sembrerebbe conoscendo i soggetti, spinse i tre a fermarsi soltanto in presenza di un albero. Purtroppo era notte e le menti non erano poi cosi lucide. Andrè non aveva bisogno, o almeno, non riteneva valesse la pena alzarsi dal suo comodissimo posto per una “pisciatina” alla quale avrebbe potuto tranquillamente resistere.

Rhodes corse fuori dalla macchine e si mise accanto all’albero a soddisfare i suoi bisogni. Big Brian Blair corse dietro di lui, si sganciò i pantaloni e cominciò a svuotare le sue membra allegramente. La voce e le imprecazioni di Dusty Rhodes però, non si fecero attendere troppo. Big Brian Blair infatti, non era evidentemente troppo “big” né di cervello né di vista, dato che quella nella quale stava spensieratamente urinando non era una pianta, ma la grossa gamba di Dusty Rhodes. Ancora una volta Rhodes se la prese con Blair, che ancora una volta però, nonostante il dispiacere non riuscì a trattenere un sorriso, anche perché, si, pure stavolta, la grossa voce di Andrè the Giant, irradiava la sua risata nell’infinito silenzio della notte, una notte come tante per dei lottatori, una notte in viaggio, una notte, ancora una volta, indimenticabile.

 

GiovY2JPitz
Appassionato di vecchia data, una vita a rincorrere il Pro Wrestling, dal lontano 1990. Studioso della disciplina e della sua storia. Scrive su Zona Wrestling dal 2009, con articoli di ogni genere, storia, Preview, Review, Radio Show, attualità e all'occasione Report e News, dei quali ha fatto incetta nei primi anni su queste pagine. Segue da molti anni Major ed Indy americane e non. Jerichoholic nel profondo!
  • Raimondo Spada

    un editoriale così bello da usufruire della clausola di rematch 🙂 scherzi a parte, Giovanni, mi sembra di vedere la scena: notte, stelle, parolacce e la risata omerica di Andrè su tutto…

  • Mr. 619

    Editoriale Old but Gold.

  • Mark_Phenomenal_One

    le perle del ruestling