La Road to Wrestlemania è oramai arrivata quasi al suo attesissimo capolinea, ma non tutti i wrestler coinvolti in storyline di rilievo possono essere nominati come candidabili per una pole. Randy Orton, in particolare, sembra essere diventato quasi un autostoppista di lusso…più atteso della “remuntada” del Sassuolo, ecco a voi l’editoriale odierno.

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Il primo Campione dei Pesi Massimi WWE: un alloro importante, che avrebbe dovuto rendere il possessore di tale ambito Titolo il fulcro di questa trentesima edizione di Wrestlemania…eppure così non è stato. Sul regno di Randy Orton, sin dal primo giorno, si sono alternate delle ombre talmente ingombranti da aver oscurato, in un batter d’occhio, tutto il valore intrinseco nella vittoria Titolata (e pulita, giova ricordarlo) contro John Cena, erede legittimo della cintura. E le ombre in questione sono quelle di Triple H, di Stephanie McMahon, di Batista e non ultimo di Daniel Bryan.

Si perché sin dall’inizio Randy è stato dipinto come una protesi neanche troppo minacciosa di Triple H. E lo stesso Re dei Re, in più occasioni, ha ribadito la sudditanza che lega il Campione alla sua imponente figura…e da che mondo è mondo non deve (o dovrebbe) esistere niente e nessuno che sia sovraordinato alla figura del Campione, o comunque lo stesso non dovrebbe mai essere messo in ombra o reso marginale da qualsiasi figura autoritaria. Un esempio positivo, una volta tanto, può essere trovato in TNA: nonostante la presenza di Dixie Carter, il Top Heel rimane il Campione Magnus e comunque non vi è mai un deprezzamento evidente ed espresso del suo ruolo da parte dell’ Autorità.

Con Randy, dicevamo, è avvenuto l’opposto: grazie alla voluta preponderanza della figura di HHH, The Viper è sempre stato visto come un heel “intermedio”, un gradino sopra lo Shield e due sopra Kane, con Triple H al vertice di questo teorico totem alla “Mortal Kombat”. E non solo la figura di         HHH, ma anche quella di Stephanie come vero cuore pulsante dell’Authority ha finito con l’impoverire la minacciosità del Campione, succhiando heat peggio di una pornodiva in fase ascendente…risultato? Un ulteriore raffreddamento di quella che sarebbe dovuta essere una figura chiave. Almeno in teoria, si intende.

Il colpo di grazia, poi, lo ha dato il ritorno di Batista. Presentato come babyface ed accolto sin dal primo secondo come heel usurpatore, Batista è stato il grado di incarnare, dopo poche settimane, il prototipo dell’antitesi perfetta per il babyface del momento, Daniel Bryan. Non solo l’Animale ha privato Bryan del suo legittimo spot alla Rumble, ma incorpora alla perfezione tutto ciò che l’Authority (in character) potrebbe volere dal “volto della compagnia”: un look stereotipato da big man, uno starpower quasi mainstream e tanta, tanta genuina boria da heel vecchio stampo. Ecco, Batista è perfettamente complementare con la figura dell’Authority e dunque la connessione tra queste due figure finisce con l’alimentare entrambe, mentre invece Randy Orton più che complementare è divenuto accessorio, e dunque decisamente marginale.

In tutto questo anche la gestione come Campione debole non ha aiutato ed il quadro a questo punto sembrerebbe completo: le continue sconfitte contro babyface disparati lo hanno reso vulnerabile, ma il fallimento non è ravvisabile neanche li, in quanto JBL era un Campione davvero debolissimo ma non per questo poco efficace. Orton è stato dipinto anche come incapace di cavarsela da solo, ed al fine di rafforzare la figura dello Shield o dell’Authority come “essenziali”, è stato reso tremendamente poco credibile, oltre che debole. Ed un esempio abbastanza esemplificativo lo abbiamo visto a Raw questa settimana.

Nel bellissimo segmento iniziale, Triple H e Batista hanno avuto quasi lo stesso atteggiamento nei confronti di Bryan, visto come “immeritevole” e non degno di respirare la loro stessa aria, figuriamoci di calcare lo stesso ring in un palcoscenico come quello di Wrestlemania. Il risultato è stato creare interesse verso Bryan Vs Triple H a WM, e magari in Batista Vs Bryan nei PPV successivi, alla luce della non eccessiva interazione tra i due. In tutto questo, quello ad aver fatto una figura barbina, neanche a dirlo, è stato il Campione, schienato nel match contro il nostro barbuto beniamino ed ammazzato a suon di spear e Batista Bomb dall’Animale. Una bella seratina di conferma insomma.

Orton, sin dalla notte dei tempi, quando ha funzionato (sempre per brevissimi periodi di tempo) lo ha fatto come inseguitore, sia da heel spietato, come spesso è accaduto, che da babyface badass. Le conseguenti e numerose vittorie Titolate sono sempre state in grado di cancellare buona parte dell’interesse che il pubblico stava avendo verso di lui, un po’ per il piattume che finisce inevitabilmente con l’avvolgere un predatore che si forza a diventare preda ed un po’ per la gestione del suo personaggio una volta indossato l’oro, sempre caratterizzata da una monodimensionalità poco pagante sia in termini di buyrates/ratings, sia in termini di dinamiche tra lo stesso Orton ed i suoi potenziali rivali. Un esempio virtuoso, in tal senso, potrebbe essere il suo alter ego di maggior successo, ossia Cena: nonostante i suoi regni da Campione non siano mai stati eccessivamente accattivanti, il ruolo di “preda” gli si addice eccome, e vincere contro Cena strappandogli il Titolo vale 10, 100 volte vincere contro Orton percepito, da sempre, come un Campione di transizione, seppur di lusso.

La percezione di chi vede Cena Campione, fa nascere la domanda “chissà chi riuscirà a strappargliela questa cintura”, mentre invece vedere Orton passeggiare per il backstage fa solo presupporre che stia portando le cinture in giro in attesa dell’arrivo di qualcun altro…e quel qualcun altro, a Wrestlemania, potrebbe essere proprio Daniel Bryan, che sarebbe poi libero di portare avanti in modo più che degno la storyline che dovrebbe vederlo contrapposto al colossale Batista. Se questa ipotesi (ampiamente probabile) finisse con il concretizzarsi, la Vipera potrebbe trovare una riallocazione molto simile a quella del suo precedente turn heel, rimanendo tuttavia come cattivo di “lusso”: Orton staccato dall’Authority sarebbe sicuramente un uppercarder ampiamente ricostruibile, e grazie al suo pedigree potrebbe essere l’avversario perfetto per i vari Cesaro, Reigns e Rollins che da una rivalità con la Vipera avrebbero solo da guadagnarci, oltre che un n°1 contender sempre e comunque spendibile.

Ed a voi questa storyline tra Bryan e "l'Evolution" vi sta piacendo? Il ruolo di Orton è quello giusto?

NM Punk

 

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.