La Royal Rumble passa alla sezione archivi del Wrestling, lasciando una traccia forse più negativa che positiva. Cerchiamo di tracciare un solco, sottolineando cosa è andato per il verso giusto e cosa no: più rescisso di Cassano, ecco a voi l’editoriale odierno!

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“Vuoi prima la notizia buona o quella cattiva?”

Questa affermazione potrebbe ben dipingere, in breve, ciò che è stato la Royal Rumble. Qualche filler, un Capolavoro che merita a pieni titolo la “C” maiuscola e l’ennesimo esempio di una testardaggine che fa danni al prodotto più di una bufera di neve. Ma andiamo con ordine, partendo dalle cose definibili come AWESOME!, passando brevemente per quelle MEH! e finendo con la nutrita categoria WTF?.

AWESOME!

1) Il Triple Threat valido per il Titolo WWE:Fosse avvenuto un mese prima, sarebbe stato match dell’anno a mani bassissime. Semplicemente un capolavoro di ottima fattura, in cui tutti e tre i partecipanti sono usciti a testa alta, compreso l’ottimo Rollins, destinato a ricevere il pin in modo ampiamente prevedibile ma mai Main Eventer come domenica scorsa. John Cena è riuscito ad arginare la furia di Lesnar e le mille interferenze della J&J Security andando vicinissimo al trionfo finale, sfoggiando anche qualche powermove in più dal suo sottoutilizzato arsenale mentre Rollins ha fatto il diavolo a 4 subendo dei suplex dall’atterraggio davvero poco delicato, oltre a fornire velocità ed atletismo ad un match estremamente fisico, copiando una pagina dal libro di HBK e Punk con un flying elbow d’antologia. Brock Lesnar infine si è ancor più affermato come mostro sovraumano, resistendo ad un numero infinito di finisher ed assestando, ai fini della fiera, l’F5 che ha suggellato il suo successo. L’incontro è stato bello anche per i piccoli dettagli: Lesnar che incavolato nero smantella con violenza il tavolo di commento, Cena che viene sollevato dalla cintura con totale noncuranza e Rollins che cerca di chiudere il match con un tuffo carpiato (Phoenix Splash) che nemmeno la Cagnotto. Scrosciano gli applausi.

2) Bubba Ray Dudley, DDP & Boogeyman:Bubba o Bully Ray che dir si voglia è stato uno dei migliori performer degli ultimi due anni, per solidità e maturità sia al microfono che sul ring. Purtroppo, la sua totale maturazione non è potuta avvenire su un ring WWE (anzi, probabilmente in tale sede non sarebbe mai emerso come performer TOTALE da singolo) e dunque è stato un bellissimo momento vederlo tornare, anche se solo per pochi minuti. DDP dal canto suo è apparso in ottima forma, dispensando Diamond Cutter come ostie in chiesa ed infine Boogeyman, un po’ come il ghiaccio secco che può ustionare, è sempre meraviglioso nella bruttezza della sua gimmick. Tutti ritorni a sorpresa, tutti estremamente graditi. Well done!

3) Il pubblico di Philadelphia:Semmai ci fosse bisogno di specificarlo, il Pubblico è stato il vero protagonista della serata, contrapposto ad un antagonista che, oggi, nonostante sia il creatore della WWE come la conosciamo sta cominciando a perdere di vista ciò che il pubblico gli richiede così disperatamente. L’eliminazione di Bryan, così prematura ed anonima, è avvenuta proprio all’inizio della Rumble per far “dimenticare” il tutto dopo pochi minuti ,con tanta fuffa ed una ciliegina sulla torta (The Rock) finita dritta nella spazzatura. Il Pubblico non ci è cascato e l’intelligenza del fan medio di wrestling, così sottovalutata ed offesa, è uscita a testa alta da Philly. Onore ai diffidati!

MEH!

1) Le Divas:vedere Paige, un talento così chiaro e cristallino, perso in un marasma del genere mi fa molto dispiacere. Il match in se non è stato neanche eccessivamente malvagio, ma il pubblico ha deciso di ripristinare la decennale tradizione della pausa fisiologica proprio in occasione dello scontro tra queste quattro atlete. Il wrestling femminile nel main roster, salvo eccezioni più uniche che rare, è questo: filler, anonimato, segmenti stupidi. C’è quasi da augurarsi che alcune atlete di rilievo non vengano mai “promosse” da NXT, per il loro bene. Two Hot Dog, please!

2) New Age Outlaws Vs The Ascention:Fa piacere rivedere gli Outlaws per due motivi. Il primo è lo stato di forma invidiabile di Billy Gunn, mentre il secondo è la perenne ed esplosiva mic-skill di Road Dogg. Detto questo, gli Ascention non hanno la mole, la stazza ed il carisma per essere i LOD versione 2015: è un po’ come proporre Giovinco come il nuovo Bobo Vieri, sono entrambi calciatori, ma vi è una certa differenza. Prevedo per loro un bel periodo a Main Event una volta esaurito l’inevitabile feud (già visto ad NXT) contro gli Usos. Who’s NXT?

3) La telecamera HD in Slow Motion:Un bel tocco di classe “rubato” alla UFC ed a Lucha Underground, perché le buone idee vale la pena copiarle. Un solo appunto: va bene riproporre il Phoenix Splash o la F5 in slow-mo, meno i finti pugni di Nikki Bella. Da usare con parsimonia.

WTF?

1) L’illusione Ziggler:Far entrare Dolph con il numero 30, a seguito una storyline che lo ha visto comunque tra i protagonisti e dopo un sontuoso Survivor Series ha acceso le aspettative dei suoi numerosi fan, sia quelli presenti a Philly che quelli sparsi per il globo, speranzosi di non vedere la nascita del Reigns-merdismo una volta buttato fuori Bryan. Eliminarlo come l’ultimo dei Zack Ryders (con buna pace per lui e per la sua carriera) è stato un bel “fuck-you!” regalato in modo forse eccessivamente gratuito proprio a quei fan che impiegano tanto del loro tempo per seguire un prodotto a volte quasi irrispettoso. Se stasera non si quaglia, non metterti in lingerie. Giusto per dire, eh!

2) L’eliminazione di Bryan:Come scritto in precedenza, il tutto è avvenuto nel modo in cui è avvenuto per due motivi. Il primo è che, eliminando DB in modo improvviso proprio nel bel mezzo della Rumble (e senza Reigns nei dintorni) il pubblico avrebbe dovuto accogliere i seguenti babyface con giubilo, ipnotizzato dalla Rissa Reale. Il secondo è che, non trovandosi mai faccia a faccia con RR, il prescelto non avrebbe perso quotazioni agli occhi del pubblico. WRONG! Le interviste sia di Reigns che di Bryan nella puntata di Raw post Rumble, in bilico tra realtà e keyfabe, hanno fatto capire in modo chiaro che Vince ha deciso, punto e basta. “Deal with that!” ripeteva frustrato Dave Batista un anno fa. Bryan ha avuto il suo momento di gloria e, probabilmente, riuscirà a raccoglierne qualcun altro, ma non sarà mai e poi mai l’uomo di punta della federazione, perché quel posto è già stato occupato. A questo punto sarà interessante vedere chi si arrenderà prima: se la federazione o il pubblico. This is Bullshit!

3) La seconda venuta di The Rock:Non è che Roman Reigns non mi piaccia. Non mi sta nemmeno antipatico, va. Anzi vi dirò di più: quando era nello Shield mi piaceva davvero tanto in prospettiva. Non odio Reigns, odio quello che rappresenta. Il fatto che il pubblico non abbia voce il capitolo, il fatto che la bellezza di uno sport come il prowrestling sta proprio nel fatto che, essendo predeterminato, tutto potrebbe andare esattamente come dovrebbe o come noi vorremmo (con qualche sorpresa e non con qualche delusione)…ed invece no. Reigns rappresenta un bavaglio, una medicina amara da prendere a tutti i costi, una serata a letto senza cena perché “gli servirà da lezione”. Roman Reigns NON E’ ciò che è best for business. Non lo è oggi, potrebbe forse esserlo domani ma ho i miei dubbi in merito. Così come Batista l’anno scorso, ora Reigns non è ne più ne meno che un usurpatore a cui oramai è rimasto solo l’appellarsi alla sua illustre famiglia per guadagnare consensi tra lo stesso pubblico che acclama, e sono sicuro acclamerà, Daniel Bryan di qui alla fine dei giorni. E l’utilizzare The Rock, non annunciato, in un cameo della Rumble “solo” per ricordare a tutti che Reigns dovrebbe piacerci perché è suo cugino è un ultimo, chiaro tassello che la reazione del pubblico era non solo aspettata, ma anche temuta al punto da studiare una simile contromossa. Ah, come ultimo dettaglio: le parole “il pubblico che spende i suoi soldi per entrare nell’arena è libero di poter fare ciò che vuole, compreso fischiarmi” meriterebbero un versamento sul conto IBAN di Cena per violazione del copyright. This is Bullshit 2.0!

L’intenzione della WWE è creare il nuovo messia face, come scritto settimana scorsa…ma se il pubblico dovesse faticare a recepire Reigns come tale (e da qui a Wrestlemania avremo mille e più tentativi di indoramento della proverbiale pillola) potremmo trovarci un main event in cui Lesnar, destinato a passare la torcia, potrebbe diventare il babyface più acclamato dello show, rovinando buona parte dei piani.

BELIEVE THAT!

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.