Pubblicità

“mi sa che a Punk gli conviene davvero ritirarsi, far scadere il contratto, andarsene, far compiangere i bei tempi di quando a Raw c'era lui e tornare fra tre o quattro anni”. Per la miseria Phil: io scherzavo!

Seriamente, la devo smettere di dare questi suggerimenti tra le righe ai wrestler, poi questi li prendono sul serio e mi danno pure retta.

Ah, piccola nota informativa: questo articolo lo sto scrivendo al lunedì, senza avere la benché minima idea di quel che potrebbe succedere nella puntata di Raw del 3 febbraio. 

Dubito che ancora non lo sappiate, ma CM Punk è definitivamente sbottato, alla vigilia (o addirittura durante la puntata) del Raw del 27 gennaio ha alzato i tacchi e se n'è andato a casa, non nel senso che abbia abbandonato la WWE, è proprio tornato a casa, è salito su un aereo in partenza per Chicago e si è levato di torno.

Comincio subito col dire che ha sbagliato. Non nel senso che non abbia le sue ragioni, ma è innegabile che abbia sbagliato a mollare tutto di punto in bianco, professionalmente non ci si comporta così, non si molla tutto fregandosene delle conseguenze. Il fatto che questo gesto di Phil Brooks sia stato, oltre che uno sfogo personale del wrestler, probabilmente allo stremo delle forze, anche una protesta contro tutto ciò che non va in WWE (la gestione di Daniel Bryan, la vittoria della Royal Rumble di Batista), questi fatti, dicevo, hanno fatto sì che il suo gesto venisse preso come qualcosa di molto “figo”, finalmente una protesta chiara e diretta, di chi non ha paura di rischiare il posto di lavoro pur di farsi sentire, noi tutti fan che ci sentiamo impotenti, che continuiamo a lamentarci sapendo che difficilmente le cose cambieranno, abbiamo sicuramente apprezzato Brooks, lui che con le sue proteste davvero, se non cambia le cose, almeno fa girare non poco le scatole al Grande Capo Vince McMahon ed al genero Triple H. La “figaggine” del gesto dunque ci sta, ma, oggettivamente, così non ci si comporta, anche da una testa calda come Punk mi aspetto un minimo di serietà professionale, non fosse altro per quelle migliaia di fan che non aspettavano altro che vederti dal vivo, Philip.

Appurato questo, riesaminiamo i fatti, come il miglior investigatore dei gialli di Agatha Christie e cerchiamo di immaginare quale futuro aspetta Philip Jack Brooks d'ora in avanti. Premettendo che non abbiamo ancora tutti gli elementi a disposizione per scoprire il colpevole della vicenda. Mettiamoci pipa e impermeabile e indaghiamo.

Anzitutto, come ho già accennato, quello del ragazzo di Chicago è stato uno sfogo dovuto ad un susseguirsi di situazioni stressanti, non solo il ritorno di Batista o l'esclusione di Daniel Bryan dal giro titolato, ma anche la sua stessa gestione, un match contro Triple H di cui non era entusiasta, i rapporti stessi con il Triplo ormai compromessi, la possibilità di finire in un match contro Kane o di perdere nuovamente contro Triple H, il salario non chiaro, lo stress psicofisico, gli acciacchi, i continui controlli medici a cui veniva sottoposto, alla fine non ce l'ha fatta più. Capire il perché CM Punk abbia deciso di andarsene è fondamentale, dal momento che se il problema fosse solo riguardo la sua gestione in WWE, con qualche accorgimento il buon Vince lo riporterebbe alla sua corte in un attimo, ma se si tratta di salute, di stress, di ritmi che non ce la fai più a sostenere, allora non importa che tipo di offerta ti mettano sul piatto, o quantomeno diventa molto più difficile azzeccare l'offerta giusta.

Mi piace l'idea di un lottatore che mette da parte i soldi, la possibilità di essere a WrestleMania, in nome delle sue idee, delle sue convinzioni, restare fedeli a se stessi a qualsiasi costo

D'altra parte, ovviamente, mi piacerebbe anche che a tutto si trovasse una soluzione, una soluzione che non comporti il definitivo addio di Phil Brooks alla WWE.

Se una parte dei fan ha adorato Brooks per il suo gesto così estremo, sicuramente provocatorio, un'altra parte ha mosso delle critiche sicuramente condivisibili, come ad esempio il fatto che pretenda più di quanto gli spetta, che non può pretendere di trovarsi sempre lui sulla cresta dell'onda, che non è Dio in Terra e via dicendo.

Ma è così difficile capire che Punk si è meritato tutto quello che la WWE gli ha dato? E che forse (dico forse) il suo abbandono (se ci sarà) è dovuto al non sentirsi sufficientemente premiati per il lavoro che si svolge? (chi comincerà a scrivere dei 434 giorni da campione rispondo che è inutile essere campione WWE per 434 giorni se ogni tua rivalità viene volutamente messa in secondo piano dalle rivalità di John Cena e compagnia bella). Ovviamente qualcuno potrebbe obiettare che ci sono tanti wrestler che si spaccano la schiena senza ottenere quello che si meritano

Mia opinione personale: se vogliamo dire che nessuno si fa da sé e che ogni main eventer lo è diventato perché la WWE ha deciso di puntare su di lui, Punk rientrerebbe nella cerchia di coloro che, una volta trovatisi al centro della scena, hanno dimostrato di saperci fare, eccome, non come decine di main eventer falliti, bruciati, o wrestler che si accontentano di campare della rendita dei loro trascorsi migliori. CM Punk, un po' per merito suo, e anche della WWE certo, ha regalato ai fan di wrestling, nel bene e nel male, momenti difficilmente eguagliabili. Non che le critiche di un wrestler che non vede mai arrivare il suo momento non siano giuste, lo sono, ma sono diverse rispetto alle critiche di un wrestler che il suo momento l'ha avuto, ha dimostrato di meritarsi tutto ciò che gli è stato dato, e nonostante ciò non si sente ricompensato a dovere, non solo per se stesso, ma anche per tutti gli altri (vedasi Daniel Bryan). Sono due critiche non una giusta e l'altra sbagliata, sono solo diverse ed è, secondo me, sbagliato volerle paragonare.

Se i motivi del suo abbandono siano giustificabili (ho detto i “motivi”, non il “modo”) non so, anche perché non li conosco tutti e forse i pochi che sappiamo non sono neanche giusti. Brooks potrebbe aver reagito alla presa di coscienza che non sarebbe mai riuscito ad ottenere i traguardi che si era prefissato in WWE, non solo il main event di WrestleMania, ma anche (ad esempio) la figura di top face, un cambiamento generale delle cose, un mutamento del prodotto che credeva di aver contribuito a creare e invece sembra essere rimasto tale e quale a prima; motivazioni ideologiche (o egoistiche, dipende) dunque, ma potrebbe anche aver perso di punto in bianco la voglia di fare wrestling per quel che ne so io, diventa dunque difficile criticarlo, ma allo stesso tempo supportarlo, per le sue idee, se non so quali sono.

E dunque, quali scenari dobbiamo aspettarci adesso per Phil Brooks, aka CM Punk?

Premetto che, per uno di quei paradossi temporali che tanto ci piacciono, questo articolo uscirà praticamente in contemporanea con la fine di Monday Night Raw, per cui, per quel che ne so, Punk potrebbe anche essere apparso e aver fatto un discorso d'addio al WWE universe e bon. Allo stesso modo potrei appena visto una puntata in cui si è fatto assolutamente finta di niente, essendo le trattative con il wrestler ancora in corso.

Prima di tutto, l'ipotesi work è sempre più lontana e al contempo più vicina, nel senso che dubito fortemente che il tutto sia una gigantesca macchinazione della WWE, ma se le cose potessero temporaneamente aggiustarsi con Phil Brooks (al perché del “temporaneamente” ci arrivo tra un po') a rigor di logica la cosa dovrebbe essere sfruttata anche in storyline, la WWE sa di non poter tenere nascosto nulla ormai ed un Punk che ritorna dal nulla e fa un promo contro Kane che l'ha eliminato alla Rumble sarebbe quanto di più illogico la WWE potrebbe fare, d'altra parte il personaggio di Punk viene già associato alla figura del ribelle antiautoritario, creare una storyline di non si sa quale durata in cui i problemi di Punk con la dirigenza venissero messi in luce, seppur con un retrogusto di ciò che già abbiamo potuto gustare nel 2011, ci regalerebbe molti altri momenti memorabili.

Ed ora arriviamo al nocciolo

Phil Brooks vuole lasciare la WWE (mettiamolo come dato certo), Vince McMahon non ne vuole sapere di lasciarselo scappare. Messi questi due fattori, i risultati varierebbero da un piccolo prolungamento del contratto di CM Punk fino ad arrivare al reintegro totale nel main roster

Punk potrebbe apparire a Raw e salutarci tutti per sempre, potrebbe firmare per un'ultima storyline in vista di WrestleMania e poi ritirarsi a fine aprile, potrebbe anche firmare un nuovo contratto sì, ma solo dopo molti mesi di stop; se Brooks è veramente stanco, sia a livello fisico che mentale, potrebbe anche darsi che abbia solo bisogno di una pausa, una lunga pausa, di sei, sette, dodici mesi, con un nuovo contratto da firmare al termine di questo anno sabbatico. Oppure, l'ipotesi meno accattivante per i suoi fan, Brooks ormai sente di non aver più nulla a che fare con la WWE e potrebbe chiuderle definitivamente la porta in faccia; poi, nel giro di tre, quattro anni, per una serie di fortunati/sfortunati eventi, essere convinto a tornare nuovamente in gioco per un ultimo stint, come ha recentemente fatto il vincitore della Royal Rumble 2014.

Sarebbe ipocrita per Punk tornare all'ovile? Come ho scritto, non conoscendo le esatte motivazioni del suo scontento, né di cosa abbia veramente bisogno, è difficile dirlo, se il tutto si risolvesse in una delle storyline che ci piacciono tanto, ribelle contro despota, se Punk il prossimo anno ottenesse quello che vuole (il main event di WrestleMania ovviamente), allora il suo sfogo eccessivo non sarebbe stato vano, certo il discorso cambierebbe se Punk venisse convinto ad accettare le esatte precedenti condizioni del suo contratto, dimostrando di aver fatto, come si suol dire, tanto rumore per nulla. Se ha veramente bisogno solo di staccare la spina per un lungo periodo e prendersi quella lunga pausa che mai è riuscito a concedersi, non ci vedrei niente di ipocrita a rimettersi in gioco quando si sentirà nuovamente in forma.

Non posso scrivere qui un elogio funebre alla carriera di CM Punk in WWE, dal momento che ancora non so se è realmente giunta al capolinea, né posso incolpare la WWE per esserselo lasciato scappare. Certo, potrei dire che se la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il poter perdere contro Triple H, allora la WWE avrebbe sbagliato e non di poco a lasciar scappare Punk solo perché il COO Massimo voleva l'ennesima vittoria a WrestleMania, ma credo che analizzando questo singolo punto sminuirei una situazione molto più ampia.

Perché santo cielo ce ne sarebbero di cose da dire. Diciamo che me le tengo da parte per quando avrò più materiale su cui lavorare.

In conclusione, mi limito a dire che sì, nessuno in WWE è insostituibile, ma allo stesso tempo non vuol dire che tu debba farti scappare i tuoi talenti migliori al grido di “tanto ne trovo un altro”

Specialmente se il prezzo da pagare potrebbe essere solo un job di Triple H, ma dubito che il problema sia tutto lì

Voi invece cosa ne pensate? È tutto un bellissimo work? Quali sono i reali motivi dell'addio di CM Punk? Credete che la WWE dovrebbe fare il massimo per tenerlo ancora nella compagnia? Punk sta solo chiedendo un po' di meritocrazia condita con una punta di egoismo? Può permetterselo? E come credete che si concluderà tutto ciò? Alla fine, chi sarà il colpevole?

Di una cosa sono quasi sicura: se Brooks lascia davvero, se ne rimarrà a casa a riposarsi per un bel pezzo.

Stretta è la foglia, larga è la via, dite la vostra che ho detto la mia.

Ysmsc.

 

Ysmsc
Celeste "Ysmsc", gli utenti stanno ancora cercando di capire come si scrive il suo nome, lei sta ancora cercando di capire cose le succede intorno. Scrive con orgoglio i report di Raw e le sue amate FLOP 10. Le cose che ama di più sono il wrestling, il cibo giapponese e Killer Mask (non necessariamente in quest'ordine). Si sentirà realizzata quando non si useranno più i tasti "copia-incolla" per scrivere il suo nickname