Debutto eccezionale per il nuovo film della serie Fast and Furious, arrivata all’ottavo capitolo. Il film, che nel cast vede il dieci volte campione del mondo WWE Dwayne “The Rock” Johnson, ha infatti polverizzato ogni record storico di incassi al primo weekend.

Fast 8 ha infatti totalizzato un incasso di 532,5 milioni di dollari in questo fine settimana, diventando il più ricco esordio di sempre. Superato il record precedente de “Star Wars: Il risveglio della forza”, che era di 529 milioni. Si tratta degli incassi in tutto il mondo della pellicola.

Curioso che nel mercato degli Stati Uniti ci sia stato un certo calo degli incassi, con 100 milioni incassati, contro i 147 di Fast 7, uscito nel 2015.

Prima dell’uscita in tutte le sale del mondo di Fast 8, si è molto parlato dei problemi tra i due action hero della pellicola, The Rock e Vin Diesel, le cui ragioni abbiamo cercato di ricostruire in questa notizia.

  • TheBone

    Non riuscirò mai a capire come possano piacere questo genere di film.

    • Eric

      Neanche io. Forse un paio di film, i primi tipo, erano guardabili. Ma da quando è diventato mainstream fa veramente pena.

      • G.S.B

        l’ultimo decente è stato fast 5. era un’idea nuova quella della rapina ma da li in poi è peggiorato, manca solo daniel craig come 007.

        • Tenshi Neko

          “era un’idea nuova quella della rapina”… nel primo erano ladri! :3

          • G.S.B

            impara a leggere tra le righe. voglio dire una rapina come quella, fast 5 è concentrato su una rapina.

    • DeanAyane

      è lo stesso motivo per cui in Italia si ascolta la Pausini… abitudine, pigrizia, non-voglia di cercare qualcosa di meglio, quello che vuoi… te lo dico io che cerco sempre qualcosa di particolare, se proprio devo aprire il portafoglio…

      • TheBone

        Io comincio seriamente a pensare che l’italiano medio sia limitato in quanto gusti artistici…

        • DeanAyane

          però, come vedi, anche negli USA (e nel resto del mondo) sono alquanto limitati per quel che riguarda i gusti cinematografici! ;(

          • TheBone

            Assolutamente, se la musica o il cinema di merd_a vengono prodotti e venduti è perché c’è qualcuno che li compra…

          • DeanAyane

            ho appena citato “San Andreas” (l’hai visto al cinema?), spettacolare quanto vuoi ma anche abbastanza insultante all’intelligenza… per quanto possa voler bene al buon Dwayne…

          • TheBone

            No non l’ho visto, ho dei seri problemi con i film di Diesel, Jason Statham e The Rock…

        • Daken Akihiro

          è più che non c’è educazione visiva

          e nessuno te la insegna davvero

      • Riccardo Amoruso

        Non può piacere genuinamente la Pausini? Non dico sia la mia cantante preferita, ma qualche canzone è molto bella e ha una bella voce. E su un discorso generale, è questione di gusti. E, molto spesso, uno va al cinema per passare 2 ore coinvolto in qualcosa, e magari poterne parlare poi con gli altri. Motivo per cui al cinema ha più successo un film come Logan che uno come Il Diritto di Contare. È questo che il pubblico cerca e apprezza

        • DeanAyane

          Certo, ma tu vuoi dirmi che tutti i suoi fan, ma proprio tutti, ascoltano la Pausini avendo anche curiosato un po’ su YouTube tutto quello che c’è a disposizione del presente e del passato? Davvero? Io credo che per molti lei sia un’istituzione indiscutibile ed anzi, se fai loro un nome meno conosciuto pregandoli di cercare qualcosa da ascoltare sul web ti ridono in faccia… e chi è, in questo caso, quello che giudica genuinamente? 😉

          • Riccardo Amoruso

            Perché tu vuoi dirmi che conosci ogni singolo cantante e ogni singola canzone del presente e del passato? Magari anche del futuro? Se ascoltano Laura senza cercare chi fossero i Queen non è pigrizia, è mancanza di interesse. Evidentemente non gli importa così tanto acculturarsi musicalmente e trovare di meglio. O magari per loro non é meglio, chi siamo noi per giudicare? E questo succede nella musica e in tutto il resto. Cinema, teatro, arte, wrestling, sport

          • DeanAyane

            certo, lo penso anch’io, ognuno ha i suoi interessi e non tutti possono sapere di tutto… però io non mi permetto di giudicare Fellini visto che ho visto solo Amarcord, certi hardcore fan di cantanti tipo la Pausini se provi a nominare loro Billie Holiday ti dicono “ma chi è questa qui, la conosci solo tu!”… il problema è che in Italia la gente, bene o male, ragiona in questa maniera… è molto ignorante ma crede di sapere tutto… ci sono anche gli elitari, certo, ma credo siano il problema minore…

          • Riccardo Amoruso

            Secondo me hai affrontato di recente qualche litigio con qualche fan della Pausini e ora devi sfogarti ahahaha quelli chiusi mentalmente esistono, in ogni campo ovviamente. Ma ripeto, non si va a ricercare altro perché non si vuole. Se non sono amante di musica, mi piace giusto canticchiarla in compagnia o andare a qualche concerto, è inutile che sappia chi sia Bonnie Tyler. Se non sono un cinefilo non me lo vedo Casablanca

          • DeanAyane

            Certo, come dicevo nessuno può seguire tutto quanto in maniera completa, ci vorrebbero 48 ore al giorno per conoscere un minimo le cose interessanti della musica, del cinema, della letteratura e via dicendo… è l’atteggiamento però che mi lascia perplesso: ogni tanto indosso la maglietta dei Grateful Dead ed un amico mi ha chiesto se ascolto ancora quei “gruppetti lì”… certo, un gruppetto che in una 5 giorni storica del 2015 ha fatto qualcosa come 360.000 spettatori allo stadio (più i ppv, più i biglietti del cinema per il resto del mondo).

        • DeanAyane

          per quanto riguarda il discorso del cinema, io spesso torno a casa dal lavoro stanco, senza voglia di tanti approfondimenti socio-culturali, quindi metto sulle reti locali e guardo qualche cavolata, è normale… però se devo tirare fuori il biglietto da 10 euro non mi guardo certamente l’ultima cacata di Dwayne Johnson… almeno questo è il mio parere… ^-^

          • Riccardo Amoruso

            Un altro ragionamento può essere che, dovendo spendere per il cinema, sfrutto l’impianto audio ottimo e il maxi schermo per qualcosa che li utilizzi a dovere, quindi solitamente un film d’azione con effetti speciali e sonori

          • DeanAyane

            vero, però se gli effetti speciali, visivi e sonori, eccedono qualcosa vorrà pur dire… tipo non volersi sbattere per realizzare qualcosa di migliore? ho visto al cinema “San Andreas” (sempre con the Rock) e mi è sembrato nel complesso veramente risibile, sette euro buttati… gli effetti speciali però lasciavano veramente a bocca aperta ma per il resto…

          • Riccardo Amoruso

            Ma dipende da cosa cerchi. Io non amo i film d’azione quindi San Andreas non lo vedrei proprio. Ormai i film d’azione sono così, milioni spesi in effetti speciali per nascondere il fatto che un copione manco esista. I film come The Martian sono ormai l’eccezione. Però siamo sempre lì, è quello che la massa vuole. Il cinema è lo svago, non si vuole pensare. Vogliono vedere l’eroe fare un’impresa e dire “quant’è figo”. Certo non vai a vederti San Andreas aspettandoti Forrest Gump

          • Tiger Mask

            Un film con grandi effetti speciali, ma la trama era profonda come una pozzanghera..

          • DeanAyane

            E la verosimiglianza di certe situazioni, ne vogliamo parlare?

        • Daken Akihiro

          questo è perché il cinema si divide in arte e intrattenimento, ma l’industria mischia le due cose, quando in passato tutto era più distinguibile: negli anni ’60 avevi 8 1/2 e contemporaneamente Maciste nella Valle dei Re, negli ’80 i cinepanettoni nello stesso periodo in cui usciva roba come Amore Tossico… e si parla solo dell’Italia, se guardi all’America, mentre usciva Star Wars IV (puro intrattenimento di genere), c’era Eraserhead… quindi è sempre stato così, ma gli ambiti erano ben distinti

          ovvio non vedrai mai al cinema qualcosa come Satantango di Bela Tarr, pur essendo una delle cose più belle che il cinema moderno ci ha regalato, perché è un’opera d’arte di 7 ore, non un film d’intrattenimento e non tutti hanno la capacità (o la sofisticazione al livello di linguaggio visivo) per seguirlo e comprenderlo (e questo si apre in un discorso ancora più grande, volendo, in parte psicologico, sul perché esiste roba come il wrestling ad esempio, che segue gli stessi archetipi del cinema, ma diventa lunga); così come non vedrai mai El Topo, ma piuttosto ti becchi un film tv della Rai su Ulisse…

          siamo in un periodo in cui tutti possono fare cinema (I mean, Tangerine è stato girato con un iPhone 5s) quindi il mercato produce così tanta roba che oramai l’intrattenimento è mandato avanti perché è ciò che la maggior parte del pubblico può comprendere: se mandi in sala Ferro 3 di Kim Ki-Duk, un film di 2 ore, praticamente senza nessun dialogo tra i protagonisti, quanti pensi rimarrebbero lì in sala?

          per fare un paragone col wrestling: pensa ad un match con un bello storytelling, lungo, con tante piccole cose e un match con continui spot, sequenze atletiche mozzafiato e superveloce, quale credi farebbe esaltare di più il pubblico?

      • LANSE ARCIAAAAA !!!

        Commenti pure su Metalitalia vero? 🙂

        • DeanAyane

          Sì, però il metal era più una passione giovanile, e sono stato un ascoltatore atipico (niente cose classiche tipo Maiden e nemmeno più di tanto i Metallica) più portato verso le cose estremissime… Cmq oggi ascolto di tutto tranne quelli che proprio non mi trasmettono nulla tipo Ramazzotti o la già citata Laurona… 😉

          • LANSE ARCIAAAAA !!!

            Sì sì capisco, anche io sono quasi totalmente per l’estremissimo! Allora avevo visto bene 😉

          • DeanAyane

            Strapping Young Lad, the True Mayhem, primi Aborym, cose così insomma… cose anche abbastanza odiate dai “puristi” del genere… ^-^ Ma il mio gruppo preferito di sempre – non sono metal – sono i Grateful Dead che con questi non c’entrano proprio niente…

          • LANSE ARCIAAAAA !!!

            Indosso una maglietta dei Mayhem in questo momento, il che è tutto dire.

          • DeanAyane

            Beppe Cruciani direbbe: “indossi una maglietta dei Mayhem il giorno di Pasquetta? Beeehhh… siamo al top!”

          • LANSE ARCIAAAAA !!!

            Dai ho fatto di peggio, ieri era di Burzum.

      • Tiger Mask

        L’italiano medio ha dei gusti musicali(e di arte in generale) terribili.. manca proprio una cultura ed una educazione musicale, ma é un discorso lunghissimo..

        • DeanAyane

          Esatto, tutti dicono che è colpa della scuola, che dovrebbe educare alla musica in maniera più seria ma non dimentichiamoci che, per fare un esempio, da decenni la stessa scuola ci fa odiare splendidi classici come “I Promessi Sposi” o “La Coscienza di Zeno”, quindi forse è meglio se lasciamo tutto com’é… 😉

    • The Real Demon

      Me lo chiedo anche io da parecchi anni ormai…

    • SickDaSh*t

      I gusti son gusti alla fine, senza contare quanta gente si è affezionata alla serie

      • TheBone

        gusti incomprensibili per me…

        • SickDaSh*t

          anche per me, degli street racers che diventano supereroi ahahha

      • Daken Akihiro

        “i gusti” è una delle scuse più stupide dell’universo, quando l’industria cinematografica è responsabile della modificazione dell’immaginario collettivo tramite i prodotti che porta

        quindi, no

        • 3:16

          i “gusti” continueranno sempre a esserci. E il cinema e il pubblico si influenzano a vicenda, smettiamola con questa cagata radical chic di sinistra che il popolo è un gregge che si fa guidare incondizionatamente

          • Daken Akihiro

            non ho nessuna inclinazione politica né me ne frega un cavolo di essa

            ciò che sto dicendo è che se il mercato va in una direzione, le nuove generazioni verranno abituate al nuovo linguaggio; il fatto che si influenzino a vicenda in termini di tematiche e modi nessuno lo mette in dubbio, ma l’attuale società consumatrice di arte vuole un linguaggio adatto alla tempistica moderna

            è un fatto, questo: vuoi un esempio? se fai vedere ad un ragazzo di 15 anni un film come Per un pugno di Dollari lo considererà lento (di ritmo) perché ciò con cui è cresciuto è iperdinamico, veloce, fast-paced; lo dimostra anche la struttura dei film di Hollywood che col tempo hanno rilegato sempre di più spazio al III atto, in favore di un maggiore appagamento risolutivo

            altro esempio? negli anni ’80 era frequente che una canzone hip-hop avesse 3 versi, adesso è molto più probabile ci si tenga a 2, per facilitare l’ascolto al consumatore (riflessioni fatte da artisti stessi, queste)

            tieni il name-calling per qualcuno a cui interessa

          • DeanAyane

            Altro esempio: io ho quarant’anni e quando ero ragazzo, negli anni ’90 – ho fatto molta fatica nel cominciare ad ascoltare musica anni ’60, perché in quelle produzioni non c’erano i “muri di chitarra ed il suono della batteria era meno invadente rispetto alle produzioni contemporanee… ad esempio i Grateful Dead, al primo ascolto, mi fecero veramente cacare; mi incaponii nel riascoltarli più e più volte soltanto per gli assoli di Garcia che mi incuriosivano… ecco, il mio gruppo preferito di sempre sono proprio loro, i Dead. Se non mi fossi sforzato nell’ascolto, mi sarei perso ore ed ore di ottima musica…

            Quello che voglio dire e che molta gente, soprattutto i giovani, sono abituati a cose molto dinamiche in ogni settore dell’arte e tenderanno a vedere come brutte molte cose del passato e quindi a non sforzarsi nemmeno più di tanto nel fruirne, snobbandole, ed è un peccato.

          • Daken Akihiro

            yep, è esattamente quello che intendo

            è anche una cosa naturale alla fine, solo che nello specifico del cinema (e in parte della musica) non credo sia una cosa del tutto buona: per il cinema perché ogni storia ha dei tempi naturali e fisiologici (ho visto gente droppare Solaris di Tarkovsy perché è lento, non riesco a capirlo, giuro, si precludono roba bellissima) e quindi non tutto deve essere sparato (The Raid può essere sparato, se provi a immaginarti 2001 Odissea Nello Spazio con quei ritmi, beh, non farebbe mai quell’effetto); per la musica, nonostante ci siano artisti che coi nuovi standard spaccano i culi (e sono il primo a dirlo) perché limita tremendamente l’espressione dell’artista

          • 3:16

            Il mercato va in una direzione perché si adatta alle abitudini e alle caratteristiche della società. That’s it

          • Daken Akihiro

            il “mercato” forse, ma il “mercato dell’intrattenimento/arte” no, specialmente per il cinema, ma basta studiare storia del cinema per capirlo

            se guardi alla Nouvelle Vague (la base del cinema moderno, si potrebbe dire) fu un movimento totalmente opposto a quello che la società cinematografica chiedeva al tempo (si deve a loro lo sdoganamento dell’editing continuativo, visto che furono i primi a usare i jump cut a quel modo, quando prima la base era Ėjzenštejn e in generale in cinema propagandistico russo); non solo, promuovevano storie del tutto diverse da quelle che il pubblico generalista desiderava e grazie a questo cambiarono il mercato, parlando di qualcosa più vicino alla vita di tutti i giorni, invece di grandi cose epiche (motivo per quale ad oggi esistono registi come Jim Jarmusch o Wong Kar-wai); ma ancora la Taiwanese New Wave degli anni ’90, è un altro esempio di come il cinema sia girato per i cavoli suoi, imponendosi sul mercato a prescindere dalle tendenze

            la verità è che è un discorso molto più complesso e non è “bianco/nero”, almeno, non lo era fino alla definitiva esplosione di Hollywood negli ultimi 15 anni, dove il budget dei film è aumentato così tanto (200/400 milioni per i blockbuster) che i produttori DEVONO avere la certezza di riprenderci i soldi, cosa che porta a castare gente come Rocky (famoso in altro, ma che porta gente al pubblico) o cantanti (Timberlake? Leto?) o a usare source material non originale (i cinecomics ne sono un buon esempio) con grande seguito di base… attualmente tutto il cinema sperimentale è spostato nei festival come il Sundance, Berlino, a volte Venezia, Tokyo e così via (dove viene appunto esposto il “cinema d’arte” o “d’autore” che dir si voglia: Weerasethakul non lo trovi in sala al cinema, per dire, così come nel mercato Cinese non trovi la dGeneration [sì, si chiamano così] che è un movimento underground documentarista)

            quindi mi dispiace, ma è molto più difficile di così: porre le questioni in maniera dicotomica non ha nessun vantaggio quando si parla di meccanismi molto più complessi, anche perché non si parla del “mercato degli smartphone” che segue le esigenze reali della nostra socialità (e anche qui se ne potrebbe parlare per ore, ma esistono i podcast di Sam Harris, se vuoi), quanto della modificazione dell’immaginario comune (ma si potrebbe fare questo discorso anche sulla musica, quando consideri che ogni volta che nasceva un genere musicale nuovo si sviluppava 9/10 nell’underground e in modo diverso da quello che “il mercato” voleva [esempi spicci: thrash metal, l’hip-hop dei N.W.A., etc…])

          • 3:16

            Tutti i movimenti artistici e le arti nascono da un gruppo di persone che inventa qualcosa di diverso dai gusti prevalenti nella società . Ciò non toglie che poi il mercato dell arte li noti e ne venga influenzato ( un po’ come la wwe che negli ultimi anni cerca di intercettare i gusti di quelli che guardano le federazioni indy). Quindi alla fine la verità vuoi o non vuoi che non c è mai una imposizione unilaterale, ma un reciproco e sibaritico coinvolgimento reciproco che porta a influenzarsi vicendevolmente.

          • Daken Akihiro

            “Tutti i movimenti artistici e le arti nascono da un gruppo di persone che inventa qualcosa di diverso dai gusti prevalenti nella società” era vero 100 anni fa, non è vero nell’era del post-moderno (quella in cui ci troviamo, anche se è parzialmente superato pure quello), quindi no, non funziona proprio così; inoltre questa posizione non prende in considerazione il capitalismo (ovvero il sistema economico nel quale viviamo) che anche se idealmente punterebbe alla meritocrazia data dal libero mercato (l’idea che “il meglio” viene “vale di più”) in realtà si traduce nell’abbassare il prodotto al minimo comune denominatore per aumentarne la fruizione

            “Ciò non toglie che poi il mercato dell arte li noti e ne venga influenzato ( un po’ come la wwe che negli ultimi anni cerca di intercettare i gusti di quelli che guardano le federazioni indy)” è più che appena un movimento dimostra di poter guadagnare soldi e aumentare introiti (capitalismo, appunto) viene deciso di spostarlo nel mainstream che con mezzi maggiori (spesso più budget, nel caso del cinema) può fare di meglio rispetto all’underground; ci sono rari casi in cui “meglio” davvero fa rima con “successo”, ma non sempre, per questo ritengo che la situazione attuale sia molto più complessa di come vuoi metterla

            attualmente esistono due ambiti totalmente diversi: uno unilaterale underground/basso budget (di cui ho fatto gli esempi nel post prima) che o a) continua sulla sua strada fino a morire (Dogma 95, tipo, pur essendo rivoluzionario e diversissimo, non ha mai attecchito veramente se non al livello locale, tipo Festen in Danimarca) o b) diventa talmente forte (come la Nouvelle Vague) che influenza tutto il resto e uno egemonico di tipo mainstream/alto budget che ingloba e prende tutto ciò che può tirar fuori il maggior numero di audience possibile (tutti i film biografici, tutti i film storici, privi di qualsiasi tipo di vena autoriale, che raccontano i fatti così come sono per esporli al pubblico, ad esempio) o crea grandi bestie di intrattenimento in cui il livello di ingaggio intellettuale (per loro stessa ammissione) è lasciato alla visione passiva

            certo, si influenzano, ma sono due “linee parallele”, che eventualmente arrivano alle stesse conclusioni per motivi diversi (movimento necessario all’evoluzione dell’arte da una parte, possibilità maggiore di guadagno/intrattenimento dall’altra)

          • 3:16

            mi dispiace, ma non c ‘è una legge universale in tutto ciò. Non esiste solo il bianco e il nero, c è anche il “grigio”, ossia quell’area astrusa ma ancestralmente vitale e decisiva dove il mercato e la società si incontrano, e dove si decide il “trand” e l'”underground”, oltre ovviamente ai prezzi derivanti da domanda e offerta. Ma ciò non toglie che dire che “il mercato e le multinazionali dominano i cervelli delle persone” è una grandissima cavolata populista.

          • Daken Akihiro

            ma se hai letto quello che ho scritto è esattamente una posizione grigia che prende in esame non i massimi sistemi (e le generalizzazioni), ma i casi specifici; ho usato anche una metafora semplice alla fine “certo, si influenzano, ma sono due “linee parallele”, che eventualmente arrivano alle stesse conclusioni per motivi diversi (movimento necessario all’evoluzione dell’arte da una parte, possibilità maggiore di guadagno/intrattenimento dall’altra)”

            i prezzi non c’entrano niente, quello è un argomento che non mi interessa assolutamente (così come la domanda e offerta in realtà è relativamente tangente all’argomento, ma non fondamento della questione)

            io non ho mai detto che il mercato e le multinazionali dominano i cervelli delle persone, ho detto una cosa diversa: se stabilisci uno status quo (artistico, inteso, così come è stato per il jazz prima del blues, del rock prima del punk, del cinema hollywoodiano prima dei movimenti avant-garde, o anche banalmente in pittura o anche il modernismo prima del postmodernismo, in letteratura… potrei non finire mai) abitui il pubblico ad un certo tipo di prodotto (perché questo è quello che si produce) e per tanto il nuovo è difficilmente accettabile dalla massa perché (e questo è un fatto) non tutti hanno i livelli di sofisticazione richiesti per comprendere o accettare idee nuove (anche le persone intelligenti)… in questo momento lo status quo del cinema è quello mainstream che per la maggioranza del pubblico è “il modo” con cui si fa il cinema moderno (allo stesso modo per cui per molti il “wrestling” è la WWE), mentre ci sono contemporaneamente linee parallele underground che non toccheranno mai il mainstream (nell’esempio WWE, boh: CZW, PWG, cose così) e dei vari casi di intertwine (per così dire) che uniscono le due cose, ma per motivi diversi (nel caso WWE, NxT che unisce indie e stile WWE, ma non per ragioni di sperimentazione come potrebbero volere le altre federazioni tipo la PROGRESS, per ragioni di profitto, ovvero, vedono che quello stile fuori da loro sta raccogliendo successo)

            è come mangiare per 20 anni solo gelato alla fragola e un giorno ti presentano il gelato alla menta; eri abituato alla fragola, potresti rivolere la fragola e lamentarti che la menta non ti piace (messa proprio banalmente)

        • SickDaSh*t

          Vabbè zio terzo Reich is back ahahahah

          • Daken Akihiro

            guarda la risposta sotto più articolata

            non sto dicendo “oh, non sei legittimato ad avere gusti” quanto piuttosto che non si può ignorare il fatto che il pubblico sia educato da quello che viene proposto dall’industria

            ho fatto degli specifici esempi, ma per dartene uno ancora più semplice e relatable: se un bambino cresce solo con il wrestling wwe, credi possa piacergli a primo acchito un match giapponese o del catch wrestling degli anni ’70? è molto poco probabile perché è stato abituato a cose totalmente diverse dal mercato che ha intorno… e lo dico anche perché ne ho avuto prova diretta facendo lo sceneggiatore di lavoro

            also, se fai riferimento al fatto che potrei in qualche modo essere nazista (diciamo che la risposta è ambigua) solo per aver fatto notare che la questione è molto più complessa del “meh, gusti” beh… okay

          • DeanAyane

            Sei riuscito a farti dare dell’estremista di destra e del radical chic di sinistra nella stessa pagina… complimenti! ^-^

          • Daken Akihiro

            ahahahah, cavolo, ci pensavo adesso, direi che è un record

            (e forse un’implicita conferma che la mia opinione non fa parte di nessuna delle due categorie)

          • Alberto Iizuka

            O che si tende a etichettare troppo certe cose.
            Che poi a pensarci è stata la cosiddetta “intellighentia radical-chic di sinistra” a sdoganare un valore artistico in produzioni per la massa del passato.

          • SickDaSh*t

            Chiamasi ironia…

          • Daken Akihiro

            ho implicato che fosse una possibilità

      • Son of a Bleach!

        A mio avviso poi avere gusti quando si parla di cinematografia,ma piu in grande arte,e una ca**ta..se gli avessi non avrei potuto godermi perle assolute..film animazione e letteratura giapponese..se t attacchi all avere gusti t perdi tutto..io guardo la qualita di un prodotto e cerco di esaminarlo in modo critico andando a toccare diversi punti..poi a mio avviso la cosa piu importante e il “come”segui..devi farti immegere completamente nessuna fottuta distrazione e goderti ogni istante..

        • SickDaSh*t

          A me i film d’animazione giapponese fanno schifo, come mi fa schifo fast and furious dal 3 in poi. Ma che ragionamenti fate oh? Chi sei tu per dire ad un altro cosa guardare o no? Non tutti possono esperti di arte o di cinema d’autore

          • Son of a Bleach!

            Non mi sembra di aver detto niente del genere…ho solo in altre parole consigliato di nn aver gusti perche perdi tutto il resto tutto li..generalizzare i film “d animazione giapponesi fanno schifo”non mi sembra un gran giudizio..
            E non mi considero un esperto se mai un appassionato..

    • LANSE ARCIAAAAA !!!

      Mi fanno incommensurabilmente cagare.

      • TheBone

        meno male, non sono solo allora

    • Alberto Iizuka

      Perchè sono un prodotto semplice che danno allo spettatore esattamente quello che cerca con una struttura preconfezionata senza troppo sbattimento. Il che non è necessariamente un male, questione di gusti.

    • Daken Akihiro

      c’è una ragione, ma è abbastanza difficile da spiegare in un commento solo, MA se vuoi (e te la cavi con l’inglese) Everyframeapainting su youtube ha un bel video al riguardo chiamato “Michael Bay – What is Bayhem?” (: [parla di Bay, ma Wan o anche Gray vengono dallo stesso tipo di concetto cinematografico]

      e dentro c’è anche il wrestling, in parte

      • Alberto Iizuka

        Che poi è curioso analizzare come un filo meno Bayhem e strutturato “meglio” di Bay come Pain & Gain (lungi dall’essere un capolavoro) abbia avuto meno successo di suoi “classici” come l’orripilante saga dei Transformers.

        • Daken Akihiro

          non lo ho visto, quindi non so darti un’opinione nello specifico; potrà sembrare elitarista ciò che sto per dire (e forse lo è), ma tendo a non sprecare tempo con film o prodotti che posso percepire a priori non mi piaceranno… ma sì, diciamo che è comune che qualcosa di più strutturato (perché ha un linguaggio più sofisticato) sia meno apprezzato generalmente dal pubblico (e non dagli esperti)

          fin quando la lotta bene vs male (per dirne una) è un supereroe vs un villain o un face vs heel tutti possono prenderlo e seguirlo, ma quando lo sublimi e nascondi gli archetipi? cosa succede? perché alla base si può ricondurre tutto ad essi (i mean, La Bella e la Bestia e 50 Sfumature di Grigio son la stessa storia archetipica, lol), ma più li nascondi e li edulcori, più è difficile identificarli

          che è il motivo per cui la religione ha Dio e il Diavolo (poli opposti chiari e definiti) o Horus e Seth o Odino e il Chaos dei Giganti/Loki etc…

          • Alberto Iizuka

            Ma in fondo è sempre Bay, ma che con un po’ meno soldi e un messaggio di fondo facilmente rintracciabile che lo rende esperimento più personale. Sempre tamarro ma meno caciarone(E non è un film irrinunciabile).
            E figurati se sei elitario. Pure io facevo così per il cinema (e ancora lo faccio coi fumetti).

        • Matt16

          Non son d’accordo su una cosa: Pain & Gain a me è sembrato una discreta ca*ata, salvo poco o nulla di quel film.
          Per la saga di Transformers, eh, il primo io lo salverei in toto.
          L’unico dei 4 per l’appunto. C’era il fattore novità, c’era una trama senza troppe complicazioni come tutti quelli successivi e soprattutto avevi dei personaggi scritti bene, e soprattutto John Turturro che dove lo metti lo metti la sua figura la fa.

          • Alberto Iizuka

            Attenzione, P&G non ho detto sia bello, ma che per budget ed approccio sia diverso dal solito suo film.

          • Matt16

            Sicuramente ha un qualcosa di diverso ma molti elementi della (orrenda) regia di Bay li ritrovo anche lì.

    • MirkoTheLegend

      La massa è ignorante e lo dimostra in ogni aspetto della vita.

    • Luca Petrillo

      Perché sono una tamarrata.

  • The Xan

    Un bel film di fantascienza che manco Star Wars pare un film realistico a confronto.

  • justcava

    Boh, io mi sono divertito nel guardarlo, sono contento per Dwayne!

  • Tamarrata con macchine ed esplosioni is the way

  • Tony Dillinger Terry

    Nel 7 The Rock spacca l’ingessatura al braccio gonfiando il bicipite.
    Momento più realisticamente alto nella storia della saga.

  • ChristianPeeps

    Francamente ho visto i primi 3 e poi è una collezione quasi tutta uguale.
    Dai che nel 9 sparano la minchiata degli Ufo.

  • Peppe Black

    L’italiano medio non ne capisce di cinema. Lo dimostra il fatto che lo stesso italiano medio preferisce nel 99% delle volte criticare una cosa a prescindere dal contesto. Un po’ come se vado al cinema a vedermi Ghostbusters e poi mi lamento che tanto i fantasmi non esistono. Se non vi piace il genere non criticate il film. E poi menomale che i critici migliori al mondo si raccolgono tutti a commentare sul web per affermare che un film campione di incassi fa cagare. Vi meritate Raul Bova e Argentero.

    • Star Lord

      Con questo commento ti annoveri con gli Italiani che tanto critichi. Il Film non viene criticato per il genere

      • Peppe Black

        E perché dovrei annoverarmi tra questi? Perché ho detto che l’italiano medio critica e basta? Non è forse vero?
        Il film viene criticato da tutti perché a detta di queste persone ormai è diventato fantascienza. A questi rispondo che innanzitutto il film è sempre stato fantascienza sin dai primi quando le macchine col nos svolazzavano tra i tetti delle case.
        In secondo luogo ho letto di commenti del tipo “Non riuscirò mai a capire come possano piacere questo genere di film”. Mai letto un commento più ignorante. I gusti sono gusti e sono vari, tutti possiamo esprimere la nostra opinione ma nessuno dovrebbe permettersi di criticare quella altrui elevandosi a superiore.
        Detto questo, ho scritto tutto ciò non a difesa del film (che oltretutto ho visto senza ne sovraeccitarmi ne senza vomitare in quanto non sono per niente un fan della saga) ma semplicemente perché sono un gran appassionato di cinema e odio​ leggere critiche gratuite e ignoranti giusto per lasciare un commento.

        • Star Lord

          Nei primi 3 non ricordo macchine che svolazzavano tra i tetti e mantenevano oltre che a una trama più verosimile anche un minimo di ancoraggio a leggi della fisica normali. I gusti sono gusti, ma se un film fa schifo per colpa di montaggio frenetico,eccessiva computer grafica, recitazione banale e storia scontata credo sia giusto farsi due domande e dire che il film non merita tutto quello che ha guadagnato dato che campa solo sui nomi come Vin Diesel e The Rock.

          • Peppe Black

            Un montaggio “frenetico” come lo definisci tu è solo un montaggio ad hoc per un film da ritmo alto che mantiene la stessa linea per la sua intera durata. Lo ripeto, lo si può criticare per gusti in quanto può non rispecchiare quelli di tutti, ma oggettivamente è un film d’azione fatto bene. Le scene sono girate bene, il ritmo è sempre alto e gli effetti sono dei migliori. Non è realistico, su questo siamo tutti d’accordo ma a mio parere non lo è mai stato. La storia scontata e tutto il contorno narrativo sono quelli classici di un film del genere, di sicuro non è stato fatto per concorrere agli Oscar bensì per sbancare al box Office e per questo è stato introdotto The Rock come una delle star principali da 4 film a questa parte. Non penso che siamo noi secondo i nostri pareri a stabilire cosa il film meriti o meno.

  • _Romanov_

    Esiste gente che guarda i film solo per svago, così per dire.

  • Eddie Guerrero

    complimenti a The Rock un film niente male guardabile.