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Tra licenziamenti improvvisi, part timer che ritornano dal nulla e booker spietati, che cosa serve per restare a lungo in WWE?

Ormai ci siamo, in quel particolare periodo dell'anno in casa WWE: la Royal Rumble è in dirittura d'arrivo e WrestleMania alle porte. È il periodo che saluta il nuovo anno lasciandosi alle spalle le festività e con tanti buoni propositi per regalarci un'edizione di WrestleMania come si deve. Per l'occasione si cerca di riportare all'ovile sempre due o tre nomi di alto livello, l'anno scorso è toccato a The Rock, Triple H (non perché se ne fosse andato, ma perché aveva quasi totalmente dismesso i panni da wrestler) e Brock Lesnar, quest'anno molto probabilmente toccherà al sopracitato Lesnar e a Batista, forse anche ad Hulk Hogan?

È il periodo che più amo, torna a farsi vivo un certo Becchino, ma non è questa la sede per parlarne, spero di poterlo fare in futuro, anche perché una lettera d'amore lunga probabilmente venti pagine risulterebbe ostica da mandar giù. Ma insomma, arriva il periodo “usato sicuro”, il periodo in cui è d'obbligo far tornare sul ring un grande nome. E tutti quei talenti che calcano i ring WWE 365 giorni l'anno storcono un po' il naso. E dire che c'è gente che sta lì da un bel po' di anni ormai.

E allora mi sono chiesta: cosa serve per avere una lunga (e si spera anche soddisfacente) carriera in WWE?

Ho spulciato ben bene la lista delle persone attualmente sotto contratto a Stamford, cercando di capire in quale modo un lottatore possa sperare di vedersi rinnovato il contratto di anno in anno, magari aggiungendo qualche alloro al suo palmares. Non voglio prendere in considerazione l'impiego da General Manager o un qualche ruolo dirigenziale che stanno occupando i vari Booker T, Kane e Triple H, quello viene dopo, quando sei alla fine, non all'inizio, almeno nel 99% dei casi, l'1% che rimane è Brad Maddox.

Da una parte abbiamo i big men, rappresentati da Big Show, Mark Henry, Great Khali (ridendo, scherzando e ballando, son quasi 8 anni che è in WWE) e anche da Kane, finché non ha scoperto le giacche eleganti. Diciamo che se sei un big man sei avvantaggiato, i big men servono sempre e sempre serviranno, ne ho già parlato qualche tempo fa; verrà sempre il momento di un debutto col botto di un big man più grosso degli altri, verrà sempre il momento in cui il big man di turno verrà mandato in pasto al campione mondiale con l'unico scopo di vedere se il campione lo solleverà per la sua finisher, verrà il momento in cui il big man Golia vincerà il titolo solo per poi subire l'inaspettata sconfitta ad opera del Davide face del momento, verrà il tempo in cui il big man si libererà del manager o partner che lo accompagna e turnerà face per la gioia di tutti noi. Sono avvenimenti che sempre si susseguono, non è una parte neanche troppo difficile da interpretare. Poi sta a te decidere di non adagiarti sopra a questo posto fisso, sta a te migliorare di giorno in giorno ed arrivare a sfoderare abilità al microfono inimmaginabili (Mark Henry), sta a te voler essere “il” big man tra i big men (Big Show), sta a te aggiungere a quei muscoli anche una gimmick talmente unica e irripetibile che nessuno potrà mai dimenticarti (Kane). E se non hai troppe pretese puoi sempre riciclarti come gigante buono per i segmenti comedy.

Se non hai il fisico dalla tua parte, un fattore chiave è indubbiamente la versatilità

La WWE è un universo straordinario e, apparentemente, c'è posto per tutti, perciò non resta che mettersi comodi e aspettare il momento propizio. La gimmick con la quale debutterai probabilmente non sarà quella definitiva, perciò non resta che pazientare, senza smettere mai di migliorarsi, e intanto accettare di fare di tutto.

Non credo esista una regola precisa, perché, come dico sempre, un ruolo fondamentale lo giocano i booker e le storyline in cui decidono di infilarti, ma tra fare il cheerleader maschio e il limonarsi Vickie Guerrero magari ci scappa un titolo del mondo e pure una vittoria su John Cena in un main event di un PPV. CM Punk ha mostrato la stessa determinazione e convinzione in ogni faida in cui si trovasse, che si trattasse dell'ECW Championship, di passare dal difendere il (fu) World Heavyweight Championship al combattere per i titoli di coppia nel giro di un mese o che si trattasse di farsi rasare a zero in pubblico. Daniel Bryan è passato dall'essere un heel approfittatore, vigliacco, lievemente patetico e stronzo con la fidanzata all'essere un comedy assolutamente credibile e, poco dopo, un beniamino del pubblico. Tuttavia di Bryan o di molti altri personaggi al momento sulla cresta dell'onda (ad esempio lo Shield), non voglio parlare, vorrei concentrarmi più su personaggi che si trovano in WWE da almeno sei o sette anni, se non dieci, non certo tre, in questi casi è troppo presto per capire quale sarà il segreto della loro longevità in WWE, se l'avranno.

Anche i worker ed i jobber vanno e vengono, eppure tra questi ci sono wrestler come Kofi Kingston, Zack Ryder, Santino Marella, Jack Swagger, Cody Rhodes (per quest'ultimo vi è un discorso a parte) che, ridendo e scherzando, sono in WWE ormai da diversi anni, hanno vinto anche qualche titolo e, male che vada, hanno lasciato il segno più di tanti altri illustri sconosciuti. Difficile riuscire a trovare qualcosa che accomuni tutti loro, dal momento che se sono ancora in WWE ognuno lo deve ad un motivo diverso, ma forse un'idea è possibile farsela. Magari anche da semplice jobber puoi sperare di diventare un giorno quell'ottimo worker che verrà usato per essere sconfitto e dare credibilità al giovane in rampa di lancio, o ancora potresti ritrovarti a fare da tag team partner al suddetto, regalandoti un ultimo titolo di coppia.

C'è chi arriva in WWE come figura secondaria ed il primo ruolo di rilievo lo ottiene quando si trova catapultato in una stable e magari vince un titolo solo perché è funzionale allo star power della stable stessa, una prova fondamentale: sarà in grado tale comprimario di mettersi in luce e forse, in futuro, ottenere più successi dei suoi ex alleati?

Continua a venirmi in mente Cody Rhodes, non perché sia un atleta più decorato di Randy Orton, ma per un discorso diverso: ogni volta penso che è in WWE dal 2006 (nella OVW), ha vinto due volte l'Intercontinental Championship e 5 volte un titolo di coppia (WWE o World tag team Championship che fossero) e non ha ancora compiuto trent'anni. L'aver debuttato a 21 anni è stata la sua fortuna se si pensa che è in WWE da 8 anni e noi possiamo ancora permetterci di parlare di lui dicendo “è un giovane”, ha fatto moltissime esperienze, ha lottato con e contro i migliori e ancora può sperare che il suo momento da protagonista arrivi, una cosa che, solitamente, dopo 8 anni in una stessa federazione, se non è ancora arrivata dovresti cominciare a preoccuparti, Cody può rimandare le preoccupazioni almeno per un altro paio di anni.

Ci sono tanti altri atleti che sono in WWE da molto più tempo di Cody, a cominciare dal fratello Goldust, Christian, Chris Jericho, RVD, Brock Lesnar, R-Truth (quest'uomo ha quasi 44 anni ed ha esordito in WWE nel 1999 santo cielo), ma non so se questi siano un esempio calzante, dal momento che tutti hanno in comune il fatto di essersi presi delle lunghe pause dalla WWE prima di ritornare a Stamford. È vero che un atleta che torna all'ovile dopo diversi anni può contare sulla scia nostalgica che si porta dietro, ma è anche vero che se proprio volete optare per questa tecnica assicuratevi di aver consolidato uno status da semi-leggenda prima di andarvene, perché altrimenti è difficile che a qualcuno interessi del vostro ritorno.

E poi c'è il metodo più difficile: diventare uno dei volti della compagnia. Metodo che se ti riesce non ti farà mai cadere nel dimenticatoio in nessuna circostanza. Non parlo dell'essere un John Cena, parlo di gente come Rey Mysterio, Randy Orton, un altro paio di anni e forse anche di CM Punk. Gente che ormai ha raggiunto uno status tale da potersi permettere di fare tutto e ricevere comunque tutte le acclamazioni del pubblico, Rey piace tanto ai bambini, la parte infantile di noi giovani ancora ricorda quando lo guardavamo la domenica a SmackDown e i più grandi ricordano chiaramente quanto fosse particolare ai tempi del debutto. I bonus accumulati da Randy sin dal suo esordio e la sua parte nell'Evolution gli hanno permesso di passare più o meno indenne dal periodo di anonimo face neanche in lizza per il (fu) World Heavyweight Championship . . . e anche da un paio di violazioni del wellness program se proprio vogliamo fare i maliziosi. Per CM Punk mi tengo qualche riserbo solo perché, come ho detto, si trova in WWE, intesa come roster principali, dalla fine del 2006 e non da ben 12 anni come Rey e Randy, il successo si può analizzare degnamente solo a posteriori, non in corso d'opera.

È evidente che tutti coloro che “sono ancora qua” devono la loro longevità in WWE a qualcosa. C'è una regola precisa per tutto questo? Ovviamente no, sebbene essere un highflyer possa sempre servire, come può servire essere un big man o avere una gimmick unica, comedy o spaventosa che sia. Ma resta comunque estremamente interessante, almeno per me, cercare di capire come abbiano fatto tutti questi nomi, anche chi non ha mai raggiunto la vetta, a rimanere in un territorio difficile come la WWE per così tanti anni.

Come ho precedentemente spiegato, ho preso in considerazione gente che si trova in WWE da almeno 5 anni, 10 ancora meglio, e solo chi è ancora un wrestler attivo e “attualmente” sotto contratto a Stamford, non bacchettatemi troppo. Ma voi cosa ne pensate? Qual è il segreto della longevità in WWE? Una gimmick unica? Storyline memorabili? Perseveranza? Versatilità? Carisma? Esiste una qualche regola da seguire se si vuole lasciare un segno del proprio passaggio?

Stretta è la foglia, larga è la via, dite la vostra che ho detto la mia

Ysmsc.

Ysmsc
Celeste "Ysmsc", gli utenti stanno ancora cercando di capire come si scrive il suo nome, lei sta ancora cercando di capire cose le succede intorno. Scrive con orgoglio i report di Raw e le sue amate FLOP 10. Le cose che ama di più sono il wrestling, il cibo giapponese e Killer Mask (non necessariamente in quest'ordine). Si sentirà realizzata quando non si useranno più i tasti "copia-incolla" per scrivere il suo nickname