Credo sia stata la settimana di Triple H: ha detto molte cose, in alcuni casi sincere e in altre meno. Sta imparando da Vince McMahon ad essere furbo anche davanti ai microfoni dato che per il resto ha saputo fare benissimo da solo (Stephanie McMahon, carriera, vittorie).

Le sue parole hanno messo in secondo piano quelle di Daniel Bryan che, ad un passo da Fast Lane, ha dichiarato quanto segue: "Loro (Cena e Reigns, ndr)  rappresentano la tipica Superstar WWE molto più di quanto non lo faccia io; per cui, quando sono assunto, penso che nessuno dei principali addetti ai lavori della WWE mi abbia guardato e abbia pensato: "Oh, crediamo che questo ragazzo potrà diventare, un giorno, un main eventer a Wrestlemania" né, tantomeno, un Campione WWE o, addiriittura, Intercontinentale."

A guardare bene non dice nulla di strano, se rapportato a tutto quel che stiamo leggendo da settimane a questa parte. O rapportato al suo utilizzo alla Rumble. Daniel Bryan è un midcarder, o un uppercarder di lusso. Ora e in futuro sarà quella figura ponte atta a far crescere il prodotto made in WWE, ed inizierà a Fast Lane a lavorare per Roman Reigns in modo che venga riconosciuto come la federazione vorrebbe. Se servirà, faranno in modo che possa turnare heel, in modo che il pubblico si inchini al volere della dirigenza.

Non è un film nuovo. Nella storia, solo Shawn Micheals ha avuto il privilegio di spezzare la catena di WWE homemade, ma solo perché dietro la porta vi era una concorrente. Da Hogan a Savage, da Savage a Warrior, da Warrior a Hogan, da Hogan a Bret Hart (col breve intermezzo di Flair, ma solo perché era Flair), da Bret Hart a Steve Austin, da Austin a Rocky e a Triple H, e nel mezzo Undertaker. Riconoscete uno similare a Bryan? Non che non vi siano stati: Jericho, Angle, Eddie, Chris, Christian. Quest'ultimo ha dovuto faticare quasi 20 anni per ritrovarsi campione. E su Edge per anni ha pesato il giudizio di Hogan che lo riteneva troppo longilineo. Lo stesso è valso per Jeff Hardy. Ma secondo la logica WWE nessuno rimarrà nella storia per essere stato un grandissimo campione (forse Edge, ma chissà…).

Nel momento in cui Bryan fa queste dichiarazioni, arriva Triple H a santificarlo e a santificarsi, quasi come se la storia di un anno fa potesse raccontarla solo con lui. L'ego smisurato in alcuni passaggi ("Io so fare perfettamente del wrestling tecnico. So fare tutto. Semplicemente non mostro questo aspetto del mio repertorio quasi mai, che è diverso ") è stato dosato per dare a Bryan e a se stesso tutta la gloria di cui sente aver bisogno, anche se per l'ex icona della ROH pare quasi un contentino. Come a dire: ti abbiamo dato tutto quello che un wrestler può aspettarsi nella vita. Ma ora basta, pensa a far crescere quelli che vogliano noi. E Bryan ha recepito e parlato di conseguenza. Per lui la strada parla di uno scontro con Ziggler a Wrestlemania.

Molti hanno detto: "ma come, vi siete lamentati della Rumble e poi accettate questo match come fossero due midcard qualunque?". E concordo, è un concetto giusto. Però provo a spostarmi su un altro lato: è Wrestlemania, dove spesso alcuni match sono lì solo per figura, solo per tenere buono il pubblico e dar loro i beniamini. E in più si inserisce nella logica attuale della federazione: Bryan e Ziggler sono due midcarder e meritano uno spot da midcarder. Magari un opener di 12 minuti, comprese le entrate, baci e abbracci. Quindi no, non c'è da arrabbiarsi per questo match, ma solo prendere atto. La WWE ha dato il suo responso: abbiamo cambiato un anno, non lo rifaremo una seconda volta. Ora più che mai avranno ragione loro.

Giornalista professionista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2006 è redattore di Zona Wrestling. Negli anni è stato autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling.