Spike Tv ha annunciato di non voler rinnovare con la TNA. O comunque di voler rinnovare su altre cifre, ovviamente al ribasso. Un po' come se una tv italiana qualsiasi si privasse del suo programma più visto per il nulla che c'è dopo.

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Molti hanno esultato, soprattutto i mark della WWE. Quelli che il wrestling è solo in WWE e il resto non vale uno sguardo. Quelli che, se la TNA non rinnova, muore. Purtroppo per loro, la TNA non sta morendo, e non morirà nemmeno dovesse rimanere senza contratto. Non siamo più nel 2001, oggi il modo di concepire i media è cambiato con l'avvento di un sistema internet sempre più ampio. Quando Fox Sports decise di non rinnovare nel 2005, Impact andò in onda per qualche mese in streaming prima di accasarsi con Spike TV. Non morì allora, non morirà ora che ci sono il doppio delle proposte.

La perdita di Spike Tv non sarà grave. Se il network ha dato una mano per l'acquisizione di alcuni atleti di alto livello, tanto non ha fatto dal punto di vista comunicativo, costringendo la federazione a muoversi zoppicante. Uno dei motivi della mancata esplosione del prodotto sta anche nella incapacità un po' del settore comunicazione della promotion e un po' di Spike di far girare il nome come si conviene. Sarebbe meglio quindi puntare ad altri lidi con altre impronte comunicative che potrebbero anche incidere positivamente sugli ascolti. Come ad esempio i tre network con cui la Carter sta contrattando in queste ore: ESPN, Fox Sports, MTV. Con la prima pare manchino pochi dettagli, gli accordi sono fatti e potrebbero saltare solo qualora Spike Tv decidesse di rilanciare. La seconda ha fatto una offerta bassa (simile a quella di Spike) e non ha una buona fama nella dirigenza della promotion. La terza ha fatto un sondaggio ma non è in grado di rilanciare in una eventuale asta.

Perciò vi sembra stiano per fallire? Anche perché in queste ore la TNA sta rilanciando. Una compagnia sull'orlo del collasso, non rilancia, aspetta la fine dell'agonia. Prendere Jessika Havoc potrebbe non voler dire niente, organizzare il British Boot Camp e pensare all'Italia sì. Per il primo caso, la TNA  sta formando un roster di altissimo livello grazie anche alla collaborazione preziosa della Progress. Nomi come Noam Dar, Rampage Brown, El Ligero, Mark Andrews, Martin Stone, Dave Mastiff sono oro colato. Soprattutto Noam Dar è in netto vantaggio per ricevere un contratto con la TNA, e sarebbe un acquisto di alto livello tecnico. Per quanto riguarda l'Italia, la dirigenza è stupefatta dai risultati ottenuti su Nuvolari, per loro una buona tv ma non abbastanza conosciuta da poter veicolare il prodotto come un network di alto livello. Eppure gli ascolti sono molto alti, hanno ricevuto positivii feedback sui commentatori e starebbero pensando ad un passaggio pubblicitario nel nostro paese per il 2015 (non necessariamente uno show, ma sicuramente la presenza di qualche atleta ad un evento particolare).

Ebbene, vi sembra una compagnia sull'orlo dell'abisso? Oggi la TNA ha basse perdite e buoni introiti soprattutto dagli ultimi show. Stanno puntando sul nord, e il nord risponde bene. Pagano i salari, sono precisi soprattutto perché non hanno più contratti pesanti come quelli di Hogan, Sting e Bischoff. A breve si libereranno di Kurt Angle per mettere sotto contratto una superstar delle indie (Johnny Gargano) ed un ex WWE che è nei sogni della Carter da tempo, ovvero Matt Sydal. Si stanno riorganizzando, stanno facendo ascolti costanti e in lenta crescita. Non c'è nulla che porterà la TNA a fallire: di ECW ce n'é già stata una, e la WWE oggi ha altri problemi a cui pensare (come il flop del Network e le gravi perdite in borsa) invece che ad investire su un altro prodotto.

Corey
Dal 2007 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia e Coppa dei Campioni. Attualmente coordinatore ad interim del sito.