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La Streak. Semplicemente, uno dei pochissimi elementi nel mondo del wrestling la cui sacralità non è mai stata intaccata: finchè Undertaker sarà in grado di disputare un match, l’assalto alla sua streak sarà sempre il vero ed eterno main event di Wrestlemania. Ed anche quest’anno, le premesse sono di quelle buone.

Negli ultimi 5 anni, la streak  ha assunto proporzione di carattere decisamente epocale, per svariati motivi. Innanzitutto la caratura degli avversari: CM Punk, HBK  e HHH sono tre interpreti magistrali, compagni di danza a dir poco perfetti per il becchino. Si può dire, tranquillamente, che la streak sia divenuta la reale protagonista di Wrestlemania proprio dopo la prima sconfitta di Shawn Michales ed ancor più nella seconda, condita dal ritiro surreale di uno dei più grandi performer di sempre e dalla preponderanza ossessiva che il concetto di “interrompere la streak” aveva assunto proprio per HBK.

Da quel fantastico match di 5 anni fa in poi, Undertaker ha disputato incontri magistrali, arricchiti da uno storytelling a dir poco ipnotico e dalla completa assenza di scontatezza, derivante dalla pericolosa convinzione che la streak possa non avere mai fine. In tutti i “fantastici 5”, anche solo per un breve, effimero istante tutti quanti noi abbiamo avuto una breccia nel nostro scudo di razionale incredulità, ed il merito è non soltanto delle parti in gioco, ma anche dalla magnitudine di questa serie interminabile di vittorie. E’ quasi come se la streak avesse oramai vita propria, come se fosse in grado di far promo e match a 5 stelle senza l’ausilio di ulteriori espedienti di booking.

Forse, a voler cercare il proverbiale pelo nell’uovo, nella faida contro CM Punk dello scorso anno ci si è proprio cullati su questi “automatismi di eccellenza” oramai collaudati. Il match, se ricordiamo, nacque quasi dal nulla, ed a parte qualche promo di CM Punk e di Heyman molto “venefico” indirizzato al povero defunto Paul Bearer, non vi furono particolari scossoni o colpi di scena, complici anche le sole tre settimane dedicate alla costruzione di quella faida. Tre settimane di ottimi contenuti, siamo d’accordo, ma comunque un po’ poco tenendo conto che stiamo parlando pur sempre del Santo Graal della storia del wrestling.

La sensazione è che il canovaccio dello scorso anno sia stato in parte ripreso anche nella storyline che vede coinvolto, questa volta, il temibile ed imponente Brock Lesnar. Il trait d’union rispetto alla faida con Punk, nemmeno a dirlo, è l’ottimo Paul Heyman, dispensatore inesauribile di eccellenza in formato audio ma, proprio alla luce dei protagonisti in gioco, forse era legittimo aspettarsi qualcosina di più in termini di spessore di storyline. Il match, così come avvenuto in precedenza, è nato un po’ dal nulla, con un contratto aperto regalato dall’Authority a Brock Lesnar, come contentino vista l’impossibilità di inserire The Beast nel giro Titolato. Motivazione decisamente debole, se pensiamo che si sarebbe potuto tranquillamente ricorrere ad espedienti di tipo diverso per dare maggiore senso all’inizio (o alla prosecuzione, volendo) di questa faida: che so, rivangare il celebre Hell in a Cell vinto da Lesnar molti anni addietro, per dirne una.

Anche il resto della faida sta proseguendo su binari piuttosto precisi e delineati. Heyman che vuole “difendere” Taker consigliandogli di non partecipare alla faida, il Becchino che tra un accoltellamento da biro e l’altro emerge dalle consuete bare e Lesnar che se ne sta li, bello minaccioso emanando violenza come solo sui sa fare…intendiamoci, una faida con protagonisti del genere non ha bisogno di contorni eccessivamente arzigogolati o complessi, e forse questa rivalità non può non essere gestita in modo semplice vista l’essenzialità del concetto stesso di “Streak”, con un protagonista desideroso di proseguirla ed uno di interromperla, senza ulteriori motivazioni personali alla base della rivalità. A questo punto l’unica domanda è: che tipo di match riusciranno a tirare fuori questi due?

Intensità. Violenza. Drammaticità. Ancora più violenza. Dimentichiamoci i voli funambolici di Michaels, gli espedienti di Triple H e le Flying elbow di Punk: questo incontro sarà la fiera dello stiff, poco ma sicuro. Non potendo, necessariamente, puntare più di tanto sul valore tecnico, mi aspetto da parte di questi due atleti una storia vibrante condita da mosse brutali su tavoli di commento, strangolamenti, un pizzico di MMA (Lesnar è un ex UFC Champion e Taker è uno dei più grandi fan di questa disciplina, basti pensare alla sua “Hell’s Gate”, versione wrestlinghiana della Triangle choke) e tanto sangue. Si, avete capito bene. Se c’è un match in cui avrebbe senso rispolverare i bei bladejob di un tempo, quello è Taker Vs Lesnar a Wrestlemania XXX: essendo la visione di immagini così cruente oramai anti-PG, vedere un wrestler sanguinolento non è più comune come prima, anzi è un qualcosa a cui il pubblico non è più “educato”. Mentre sino a 6/7 anni fa disputare match sanguinolenti era divenuto così comune dall’essere decisamente inflazionato, oggi non è più così, e questo espediente potrebbe essere il boost necessario per poter fornire all’incontro di WM 30 quel qualcosa in più in grado di smuovere gli animi di tutti quelli che avranno il privilegio di assistervi.

Anche quest’anno, dunque, il match di Undertaker potrebbe rivelarsi l’ennesimo grande classico, tenendo anche conto che ogni anno in più che ci viene offerto da questo straordinario wrestler è un vero e proprio dono. A tal proposito, questo pensiero è strettamente legato ad un’altra considerazione, la domanda che tutti i fan di wrestling, sia fan che smart, si sono posti almeno una volta: la streak avrà mai fine?

Sicuramente Lesnar non sarà l’uomo adatto a tal compito. Il match tra i due non è soltanto un match tra due superstar, ma anche tra due uomini con un conto in sospeso mai saldato (il job che Taker concesse a Lesnar nel sopra menzionato Hell in a Cell) in attesa della risoluzione finale, a distanza di 10 anni. Lesnar perderà dopo un match combattutissimo, poche storie…altra storia sarebbe stata se lo stesso ex Campione UFC non avesse sofferto sconfitte (inutili) contro Cena e Triple H dopo il suo ritorno, in tal caso una “streak vs streak” avrebbe avuto un appeal diverso ed avrebbe fornito maggiore incertezza. Così, purtroppo, non sarà vista la rivedibile gestione di Lesnar soprattutto nella fase iniziale.

A tal proposito, Lance Storm ha teorizzato un interessantissimo scenario ipotetico: Taker che dichiara il suo ritiro solo quando la streak avrà fine. Così facendo, con il passare delle edizioni di “Wrestlemania” avremmo un Taker più vecchio, dunque in chiave mark più debole, ed ogni anno potrebbe essere davvero quello buono per interrompere la streak. Una volta interrotta, il Becchino potrebbe cavalcare verso l’orizzonte a testa alta, avendo elargito l’ultimo, estremo regalo al wrestler designato di questo immenso onore.

Morale della favola: il fascino della streak permea in modo intensissimo l’intero brand di Wrestlemania, ed ogni anno vedere Undertaker disputare match per gli annali è un enorme privilegio. Sono sicuro che anche quest’anno, seppur in modo diverso dagli anni precedenti, questo match sarà memorabile…e voi, come la vedete? Che tipo di match sarà Taker Vs Lesnar di quest’anno?

NM Punk

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.