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Ladies and gentlemen please, would you bring your attention to me?

Benvenuti a questa special review di UFC Fighting for a Generation: 20 years of UFC. Il blu ray commemorativo della più grande federazione di MMA della storia.

Una grande celebrazione un ottimo blu ray, peccato per la mancanza di match ma in ogni caso la storia è davvero appassionante.

Partiamo subito!

1993 UFC 1. Il blu ray si apre con una breve carrellata di atleti che parlano di come sono venuti a conoscenza della UFC, della loro prima esperienza e di come il fenomeno UFC sia cresciuto così in fretta.

Scorrono anche le pagine dei giornali e le trasmissioni in cui si parla della UFC come di una rissa legalizzata in cui ci si ferma solo se l’arbitro lo ritiene opportuno o se muore. Quel simpatico di McCain lo definisce lotta tra galli umani.

Ora il blu ray comincia davvero. Art Davie, co-fondatore, “Può un pugile battere un wrestler?”, domande che gli frullano in testa da un bel po’. Ora si passa a Rorion Gracie che ci parla della nascita del brazilian jiu-jitsu, un giapponese, Mitsuyo Maeda, si trasferisce in Brasile intorno agli anni ’30 e insegna al padre di Rorion il jiu-jitsu che viene modificato per essere adattato al suo corpo. Rorion si trasferisce nel 1968 per insegnare brazilian jiu-jitsu in USA. Ogni tanto vengono invitati ragazzi che sono convinti di poter battere i Gracie ma nessuno, NESSUNO, riesce a batterli. Art Devie viene a conoscenza di Rorion Gracie grazie alla sua segretaria e gli espone la sua idea di Ultimate Fighting Championship in una riunione a Torrance, Ca nell’Aprile 1993. NO HOLDS BARRED; WHO’S THE BEST FIGHTER IN THE WORLD? In PPV dalla SEG e Campbell McLaren è convinto che possa sfondare, essendo in cerca di nuove sfide. Nessun guanto, nessuna regolare tranne non mordere e nessuna fascia sulle mani. Si trova una scappatoia e si decide di organizzare il primo UFC in Colorado. John Millias viene scelto come regista e arrivano alla scelta di una gabbia, l’OCTAGON. Art decide di essere l’headbooker e matchmaker. Si cercano atleti di varie arti marziali e chiede a Rorion chi sceglie di far combattere. Beh ROCIE! Un ragazzino, piccolo ma proprio perché piccolo potrebbe facilmente dimostrare come il Brazilian Jiu-Jitsu sia superiore.

L’atmosfera è incandescente, gli atleti non sanno nulla e non sanno nemmeno se verranno pagati. Assurdo ed il primo match è tra Tuli e Gordeau. Ko tecnico dopo 26 secondi. Un lottatore di Sumo battuto da un kickboxer che pesa un terzo di lui. Gracie vs Jimmerson, BJJ vs Boxer. Rocie lo porta a terra e in un nulla sottomissione, un boa che lo sottomette velocemente. Ken Shamrock anche lui sottomesso da Gracie e poi Gordeau. Gracie vince UFC 1.

Era qualcosa di reale, chi combatterà nel 2?

UFC comincia come uno spettacolo, senza classi e senza regole.

CAPITOLO 1 – THE EARLY DAYS

80.000 spettatori con UFC 1. Oleg Taktarov vuole combattere in UFC 2, passato nel Sambo, vive in una macchina ma vuole assolutamente far parte dell’evento. Lo stesso vale per Kimo. Don Fry nel suo primo match batte un caminiosta, Art Devie non aveva idea di cosa fare ma tentava comunque di creare un qualcosa che piacesse alla gente. 2 Men enter, one man leaves. La pubblicità era sbagliata, sembra non ci fossero regole ma il marketing non lo spiegava anzi era molto aggressivo. “The most bloodied show in the world”. La morte era nel contratto. E la stampa lo legge e quindi va all’attacco della UFC ma lo si usa come attrazione per il pubblico in mancanza di FB o Twitter. Ogni articolo in più erano acquisti in più. MMA era spettavolo all’inizio ma non sport.

Se non ci fosse stata una controversia, magari la UFC non avrebbe avuto la stessa pubblicità.

CAPITOLO 2 – THE DARK AGES

Il senatore John McCain scrive lettere ai governatori dei 50 stati americani chiedendo di non promuovere e autorizzare la lotta tra “galli umani”. Scorrono immagini da Leno e Letterman.

Nonostante tutto durante gli eventi UFC nessuno si era infortunato seriamente. Citati in tribunale. I politici vogliono i guanti da boxe che invece sono usati per proteggere le mani degli atleti e non la faccia. Pugni per terra e il pugilato sembra più sicuro. Lo stesso McCain continua che combattere nella boxe è come fare un match di intrattenimento coi guanti mentre le MMA sono alla stregua di un combattimento con spade.

UFC 8. 1996. Porto Rico. Necessario perché in America ci sono troppe controversie. UFC 9 si torna a Detroit. Shamrock e Severn devono combattere secondo regole prestabilite e il match diventa noioso con il pubblico che canta “boring”. Per molte ragioni UFC 12 diventa il climax della neonata UFC. Evento da fare alle cascate del Niagara e vengono stabilite nuove regole per non far disputare l’evento ma la UFC si sposta in Alabama nel pieno della notte poco prima della chiusura dell’aeroporto.

Seth Rogen entra nella UFC, praticamente gratis.  UFC 12 è stupendo, Coleman vs Severn per il World Heavyweight Championship. New York dichiara illegale la UFC, bannata da tutto. Utenza ridotta dei due terzi. McCain dice che vuole fermare la barbarie. Art Devie vuole introdurre nuove regole, non si può usare la gabbia per alzarsi, nemmeno tirare la gente fuori dalla gabbia, non tirare ditate, testate, time limits, classi di peso, guanti ma con buchi per le dita, nessun calcio a terra.

Arriva la crisi, l’etichetta. L’idea di cagefighting è barbarica. Stati in cui si può fare esempi e altri no. UFC solo sulla direct tv. Il portafogli si assottiglia. Piano piano la gente se ne va, la paura di fallire, rinegoziare i salari al basso, non va bene.

La UFC sta morendo. Ha bisogno di qualche pazzo milionario. Ed è quello che successe.

CAPITOLO 3 – THE PURCHASE

I Fertitta, due fratelli che possiedono qualche casino in Nevada. Lorenzo e Frank. Dana White ad un matrimonio, i tre si conoscono. Entrano nel business della boxe.

John Lewis, Hard Rock Cafè. Dana gli chiede del Jiu-Jitsu e organizzano un incontro. I 3 si innamorano delle MMA. John Lewis presenta ai 3 Tito Ortiz, Cuck Liddell. I Fertitta e White sono fulminati dai due lottatori.

Dana capisce che la UFC è nei guai, ma vuole portare nel business i Fertitta. Lorenzo e Frank vengono presi in giro perché la UFC non è nulla, stanno comprendo il niente ma Lorenzo risponde: stiamo comprando 3 lettere, U F C. Il padre dei Fertitta gli dice che non dovrebbero comprare la UFC ma Frank e Lorenzo gli spiegano che non è quello che era negli articoli, ma lui dice di fare quello che vogliono. 2 milioni di dollari e comprano la UFC. I fondatori vendono perché sono stufi della lotta, ma in tribunale, non nell’ottagono.

Zuffa LLC, ecco la partnership che possiederà la UFC. Ma ora si tratta di eleggere un presidente. Frank e Lorenzo decidono per Dana.

UFC 30. Donald Trump concede il Trump Tajmahall per il primo evento Zuffa. E’ la prima volta per tutti. Tito Ortiz appare come una star, da bad boy. Ortiz vince per ko. Un grande evento ma l’avversario non si muove, tutti sono spaventati. Ma tutto va per il meglio.

CAPITOLO 4 – ROME WASN'T BUILT IN A DAY

Las Vegas diventa la capitale della UFC. I Fertitta sono del Nevada, è nella commissione atletica dello stesso stato. Lorenzo è in grado di presentare uno show comunque già visto negativamente ma riesce a vendere le sue idee. Settembre 2001, UFC 33 primo show a Las Vegas sulla TV via cavo. Stage colossale. Celebrazioni per le vittime dell’11 Settembre, emozioni assurde e Tito si presenta con la bandiera degli USA. L’entusiasmo è alle stelle e la folla è in delirio. Ma tutti i match sono tremendi. I match vanno per le lunghe e il ME va oltre l’orario del PPV, e i fan da casa non riescono a vedere la fine del match.

Milioni e milioni di dollari spesi in marketing, per la passione, ma nessuno avrebbe mai immaginato di perdere tutti questi soldi. Tito Ortiz è il volto della federazione, Ken Shamrock ritorna. I 2 non si amano e non c’è bisogno di costruire nessuna rivalità. Su fox sports net parte la rivalità tra i 2.

UFC 40 Novembre 2002. Buoni numeri 90000-100000 spettatori e Ortiz vince. Le MMA cominciano a farcela, ma ce la faranno prima che i Fertitta decidano di mollare?! Stanno perdendo soldi. Troppi. 40-50 milioni di perdite. Lorenzo non ce la fa più. Non vuole mandare in fumo più nulla. I Fertitta non vogliono vendere, vogliono farcela.

CAPITOLO 5 – DO YOU WANNA BE A FIGHTER?

Piligian è un produttore televisivo e si decide di mettere dei veri match sulla tv pubblica, in chiaro e gratis. Si decide di creare un reality ma nessuno vuole correre il rischio, la UFC ha ancora una brutta reputazione ma ecco arrivare Spike TV. I Fertitta si offrono di pagare i costi di produzione. Ecco THE ULTIMATE FIGHTER. 16 ragazzi, un torneo per decretare chi vincerà un contratto con la UFC. I ragazzi non sanno che devono combattere tra di loro. Ultima spiaggia per la UFC. 10 milioni di dollari dei Fertitta. Se lo show non andrà bene sarà la fine della UFC. Lorenzo chiama Dana, questi ragazzi dicono che non combatteranno. Dana arriva a Las Vegas, fa uno dei discorsi migliori nella storia della UFC. Riesce a motivare i ragazzi e li convince a combattere. Tutti i fighter riprendono la voglia di combattere, i ragazzi sono convinti e il reality decolla. Il pubblico comincia ad emozionarsi, all’amore dei fighter.

UFC Ultimate Fighter Finale. Griffin vs Bonnar. Aprile 2005. UFC live free. Un match storico, i due non si risparmiano. Scambi letali ma nessuno dei due va giù. Pugni e calci volano e le guardie in pratica non esistono. Uno spirito combattivo assurdo, il sangue vola. La gente a casa comincia a chiamare gli amici e l’audience aumenta, aumenta e aumenta. I due sono stremati e il pubblico sembra voler esplodere. Il match finisce per tempo limite. Dana e Lorenzo sono sicuri di aver sbancato. Il match sembra pari ma c’è bisogno di un vincitore. Vince Griffin ma Bonnar è stato comunque un fenomeno. Lorenzo dice a Dana: offriamo un contratto anche a Bonnar. Entrambi hanno vinto. Spike decide di vuole rinnovare Ultimate Fighter subito dopo il match. Il contratto viene chiuso nel vicolo dove ci sono i camion della produzione. Se la UFC esiste ancora è grazie a quel match. Racchiude tutto quello che possono essere le MMA.

CAPITOLO 6 – THE STARS ALIGN

The iceman, Chuck Lidell. Una delle più grandi stelle MMA, UFC 52 e batte Randy Couture per il titolo Light Heavyweight. Diventa il volto della UFC.

Matt Hughes, si confronta con la leggenda Rocye Gracie. Lo batte per TKO. Uno dei campioni più dominanti fino a Georges St-Pierre, ha la facoltà di far sembrare grandi fighter come nella media.

Anderson Silva, il più grande lottatore UFC. The perfect storm. Atletico, forte. Il prototipo delle MMA. Veloce ma colpi forti. Non ha paura, ansia, riesce ad essere il più grande per questo, per Seth Rogen. (anche per me ndr)

Questi fighters sono le stelle UFC che rendono la fed grande di nuovo, la salvano.

CAPITOLO 7 – A MATTER OF PRIDE

La UFC decide di comprare altri fighter ma attraverso l’acquisizione delle federazioni che ne detengono i diritti, partendo dalla WEC. Poi dalla WFA, Rampage Jackson, Lyoto Machida. PRIDE, grande popolarità, ma vogliono vendere ed ecco arrivare Mirko Cocrop, Wanderlei Silva. Ed ecco il 27 Marzo 2007 la UFC compra la PRIDE. La UFC vuole comprare non per eliminare la competizione ma per aumentare la competizione interna e alzare il livello dei match.

CAPITOLO 8 – CENTENNIAL MOMENT

UFC 100. Dana e Lorenzo dicono che quasi non ci avevano pensato, ma poi la pressione dei fan cresce e i 2 decidono per qualcosa di speciale.

11 Luglio 2009. Dan Henderson vs Michael Bisping. UK vs America di Ultimate Fighter. Gran Match e Cap America vince per KO. Georges ST-Pierre che domina il suo match e rimane campione. MAIN EVENT. World Heavyweight Championship, Brock Lesnar vs Frank Mir II. I due si odiano ma Lesnar demolisce Mir e dice di avergli spaccato il culo prendendosi la sua personale rivincita. La settimana dopo tutti ne parlano. Lorenzo Fertitta dice che è diventato tutto più grande di quanto avrebbe mai pensato. Una celebrazione della UFC. Di tutto quello che aveva passato per risalire.

 

CAPITOLO 9 – GOING GLOBAL

Frank Fertitta afferma che avrebbe voluto diventare solo la migliore federazione ma capisce che la lotta è uno di quegli sport che può attecchire ovunque. La lotta è uno degli sport più antichi del mondo ed era praticato ovunque. Se due combattono per strada ti fermi a guardarli. Le vendite dei PPV arrivano da ovunque. Il merchandising vende e le persone richiedono degli eventi nei loro paesi. Ad Abu Dhabi costruiscono uno stadio giusto per una notte. Assurdo. Brasile?! Non si può nemmeno fare una passeggiata. E in Canada?! 50000 persone per un mega event, UFC 129, St-Pierre entra nell’ottagono davanti al pubblico di casa che gli tributa una delle standing ovation più grandi della storia dello sport.

3 impiegati all’inizio, ora sono 300. Solo a Las Vegas, dipendenti arrivati da Nike, Adidas, NBA. La UFC è cresciuta talmente in fretta, nessuno sport è cresciuto così tanto in così poco.

CAPITOLO 10 – NETWORKING

Agosto 2011. Fox e UFC annunciano un contratto di 7 anni. UFC on Fox. Fox crede nella UFC e sa che il potenziale di crescita è ancora esponenziale.

CAPITOLO 11 – NOT JUST A MAN'S WORLD

Dana White risponde alla domanda dell’inviato di TMZ che non ci saranno mai donne in UFC. 18 Gennaio 2011. Ma ecco arrivare Ronda Rousey, in Strikeforce che viene acquistata dalla UFC. Ecco arrivare Overeem, Nick Diaz e le donne. Ronda riesce a far cambiare idea a Dana e le dice che sarà la prima donna a combattere in UFC. UFC 157. Prima campionessa femminile UFC. Ma le donne riescono a farsi strada negli show. Provano di meritare il loro posto in UFC.

CAPITOLO 12 – TWENTY AND COUNTING

Uno sport cresciuto così tanto. Bello come sia ora il mondo delle MMA. I ragazzi crescono come degli atleti marziali completi, lo dicono tutti, Rogan e Gracie. Si vedono combinazioni dei migliori atleti al mondo con le tecniche più belle del mondo. Bello vedere come le MMA siano fiorite. Lo stesso McCain si dichiara soddisfatto. Art Devie dice di essere felice di sapere che la UFC sopravvivrà a lui. Ed è soddisfatto di sapere che è in mano a 3 grandi persone che credono nelle MMA, credono nella UFC e hanno la passione necessaria a continuare. I Fertitta non hanno mollato e sono orgogliosi di quello, la commozione di Rogan alla fine è evidente. Si commuove e dice che quando la porta dell’ottagono si chiude non c’è altro posto al mondo dove vorrebbe essere. Dana dice che rifarebbe qualsiasi cosa ha fatto.

FIGHTING IS IN OUR DNA, WE GET IT AND WE LIKE IT

Antonio
Fan delle indy e appassionato WWE fin da Wrestlemania XX. Estimatore dei wrestler tecnici ed innamorato di Aj Styles e Shinsuke Nakamura. Editorialista e recensore per Zonawrestling.net, traduttore freelance e nerd a tempo indeterminato.