Venerdì scorso, ha avuto luogo l’evento più importante mai svolto in Arabia Saudita, ossia Greatest Royal Rumble. Questo show nacque inizialmente come un Live Event unico nel suo genere, dato che avrebbe offerto al pubblico la Royal Rumble di sempre, ma, sia per la presenza di questo evento colossale, sia per le richieste delle autorità locali, questo spettacolo è presto diventato un vero e proprio ppv. E non un ppv qualsiasi, bensì uno show tra i più importanti dell’annata WWE. Nonostante Greatest Royal Rumble presentasse una card d’eccellenza, vi sono state molte difficoltà occorse durante lo spettacolo, che lo hanno reso uno show irrilevante, più simile ad un Live Event che ad un evento di prima qualità. Quindi, la domanda è: Greatest Royal Rumble doveva rimanere uno show non ripreso dalle telecamere?

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Secondo me, sì. Va bene che la volontà delle autorità saudite fosse quella di avere uno show di alto livello sotto tutti i punti di vista, ma, oggettivamente, il ppv preso in questione ha rispettato pochi dei parametri per diventare tale, per questo, anche se l’evento che ci è stato offerto fosse rimasto un House Show, ce ne saremmo fatti una ragione. Ora vi mostrerò quali sono per me i punti salienti che sostengono la mia analisi generale.

Prima di tutto, nonostante i match fossero molto interessanti, veramente pochi di questi hanno rispettato le aspettative. Il match per il titolo intercontinentale è stato il migliore: una contesa piacevole, sebbene io trovi che il finale sia un po’ sbrigativo, ma, se dovesse essere oggetto per l’inizio di una nuova storyline, potrebbe funzionare. Anche il match dei pesi leggeri non è stato male, così come John Cena vs Triple H, che non è stato un capolavoro, ma si è lasciato guardare. Ma per il resto, il risultato finale non è un granchè. Di fatti, i match di coppia sono stati entrambi veloci e molto scontati, soprattutto quello per i titoli di Raw. Inoltre, le due contese per i titoli mondiali erano in partenza due match da non perdere, che si sono poi rilevati due scontri non troppo interessanti, con delle conclusioni che sottolineano ancora di più la transitorietà di questo spettacolo. Ma, come peggiore di tutti, abbiamo Jinder Mahal vs Jeff Hardy, sul quale non mi sbilancio troppo perchè un determinato episodio lo riprenderò più avanti nell’articolo. Non ho considerato volutamente il Casket Match, perchè non riesco ancora ad inquadrarlo. Quindi, il risultato è stato mediocre, in alcuni casi neppure meritevole di un semplice Live Event.

Rimanendo in tema, una parentesi ancora più grande va aperta sul Royal Rumble Match: non partiva con le migliori pretese, ed è riuscita a rispettare a pieno le premesse. Buona parte della rissa reale è stata a dir poco noiosa, soprattutto a causa del fatto che nessuno dei lottatori presenti nella competizione avesse veramente qualcosa da dire. Oltre che ad essere una Rumble lunghissima e poco emozionante, vi sono state quelle che possono essere definite tranquillamente le peggiori entrate a sorpresa della storia, considerate nel loro insieme: Hiroki Sumi; Hornswoggle; il membro degli Heavy Machinery Tucker Knight; Roderick Strong, che forse è l’unico ingresso a sorpresa decente; Babatunde; Dan Matha. La cosa che fa veramente scalpore, per me, è che solo Roderick Strong, nonostante sia un nuovo membro dell’Undisputed Era, possa essere defintio come l’unico wrestler singolo affermato ad aver preso parte alla competizione, dato che l’ex partner di Finley fa categoria a se, Sumi probabilmente non saprà neanche chi sono i campioni WWE attuali, Tucker fa parte di un tag team, mentre le presenze televisive di Babatunde e Dan Matha si contano sulle dita di una mano. Insomma, nonostante fosse la più grande di sempre, questa Rumble non è stata assolutamente imperdibile, anzi.

In aggiunta, Greatest Royal Rumble è stato pieno zeppo di errori, sia nel lottato, sia di logica. Per quanto riguarda il lottato, l’errore più grave che mi viene in mente è sicuramente quello da commesso da Jeff Hardy e Jinder Mahal, dal primo compiuto nell’eseguire la Whisper In The Wind senza controllare la posizione dell’avversario, mentre da Mahal compiuto nel vendere la mossa senza tener conto di essere stato completamente mancato dall’attuale campione degli Stati Uniti. Un’altro errore lampante che mi viene in mente è quello commesso da Bobby Lashley, il quale non è riuscito a compiere un semplice Suplex su Big Cass. Infine, vi sono stati due gravissimi errori logici, ossia l’eliminazione di Hornswoggle, dopo che quest’ultimo non fosse passato sopra la terza corda, e Brock Lesnar che vince lo Steel Cage, benchè Roman Reigns fosse stato il primo a toccare il suolo con entrambi i piedi. Tutto questo fa capire che lo spettacolo non sia stato scritto e preparato con grande cura, cosa che accade più o meno negli House Show, essendo questi spettacoli di caratura inferiore.

Altro elemento importante che rende questo spettacolo più simile ad uno evento non ripreso dalle telecamere sta nel fatto che nessun titolo è passato di mano. È vero che Woken Matt Hardy e Bray Wyatt si sono laureati nuovi campioni di coppia dello show rosso, ma è da sottolineare il fatto che i titoli fossero vacanti, quindi era pressochè scontato che venissero incoronati nuovi campioni. Per il resto, nessun cambio di titolo, calma piatta. Uno spettacolo non intento a smuovere gli equilibri, ma che voleva solo divertire il pubblico, quindi, se lo spettacolo fosse stato riservato solo ai presenti all’arena, non ci sarebbero stati gravi impatti sullo sviluppo narrativo delle storyline.

Per ultima cosa, in questo ppv vi sono dei classici spot che ricordano molto spettacoli a telecamere spente: in particolare, mi viene in mente il rubare le taunt avversarie, presentato nell’incontro tra John Cena e Triple H, ma soprattuto il segmento a forte stampo patriottico, dove lo stato di casa, rappresentato da dei vincitori di try-out che hanno avuto luogo proprio in quel territorio, si è imposto sull’Iran, rappresentato dai due Daivari.

Ci sono molti aspetti di Greatest Royal Rumble che possono ricordare un semplice Live Event che ogni settimana la WWE svolge in giro al mondo, e, forse, sarebbe stato meglio che pure questo spettacolo si fosse accodato a questa massa, rimanendo uno show non ripreso dalle telecamere.

The Notorious

The Notorious
Ho 18 anni. Seguo il wrestling da quando sono bambino, ed è tutt'ora la mia passione. Mi autodefinisco un WWE guy, perchè mi interessa soprattutto la federazione di Stamford, ma allo stesso tempo, quando ne ho modo seguo anche le indipendenti. F**k The Mayweathers.