In uno stralcio dell’intervista a Sports Illustrated, Honky Tonk Man ha parlato benissimo di Kevin Owens, affermando come l’ex ROH stia ridando prestigio al titolo Intercontinentale. Ecco le sue parole: “Ho sempre pensato che il titolo intercontinentale non fosse più lo stesso dall’ultima volta che lo detenne, ma Kevin Owens mi ha fatto ricredere. Ho incontrato Kevin a diversi show indipendenti. Sapevo la sua storia, ha grande desiderio di emergere e molta dedizione in ciò che fa. Lui vuole assolutamente avere successo e farà davvero bene”.

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Ecco invece altri passaggi dell’intervista, come un pensiero su Jimmy Hart e sul job clamoroso a favore del rientrante Ultima Warrior durante Summerslam 1988. Ecco le sue parole: “Jimmy Hart e io eravamo come maccheroni e formaggio. Eravamo inseparabili ed abbiamo sempre lavorato insieme in modo molto naturale. Jimmy mi ha motivato e mi ha spinto oltre i miei limiti. Ha agito come fosse il manager della mia vita. Ha passato molto tempo in giro grazie alla musica e ha girato tutto il paese con l’American Bandstand. Sapeva l’importanza di vestire e di agire in uno show, sapeva pubblicizzarlo alla grande. Riusciva a farmi svegliare alle 4 del mattino a Seattle per farmi partecipare ad un programma radiofonico a Boston alle 7. Se dovevamo prendere parte alle 6,30 a Good Morning, della TV di Buffalo, Jimmy lo avrebbe fatto. Jimmy mi ha sempre spinto e mi ha spronato. Li devo molto per questo. Non avrei raggiunto così tanto successo senza di lui”.

“L’arrivo di Warrior (Summerslam 1988 ndr)? Beh era una cosa che sapevo da circa tre-quattro mesi. Abbiamo però dovuto tenerlo segreto, quindi la maggior parte dello spogliatoio non ne era a conoscenza. La costruzione è stata fatta così bene che ha portato tutti fuori strada. Nessuno si aspettava Ultimate Warrior. Il Madison Square Garden è esploso quando Warrior arrivò di corsa. E’ stata l’unica volta in cui ho lavorato per una promotion e ho avuto il controllo creativo di ciò che sarebbe accaduto. Vince (McMahon ndr) disse: “Non m’importa come vuoi agire, basta che lo mandi over”. Sapevo che doveva essere molto breve e sempre Vince disse: “Agite come meglio credere”. Quindi ho agito di mia spontanea volontà e ho fatto tre cose. Non mi ha dato fastidio, all’epoca ero già odiato. Volevo far si che ogni persona là fuori pensasse di potermi buttare giù. Avevo bambini di otto anni che lo pensavano. Ha dato a Warrior una notte indimenticabile ed abbiamo creato ciò che voleva il pubblico e ciò che voleva Vince. Hogan aveva appena detto a Vince che sarebbe stato via un anno per girare alcuni film a Hollywood, quindi avevano bisogno di qualcuno. E quel qualcuno è stato Warrior”.