In un epoca in cui Hulk Hogan regnava sovrano, era quasi impossibile prendere il suo posto. I fan lo amavano, qualsiasi cosa avesse il suo nome sopra venivano finite le scorte in un minuto. Ma il tempo ha dato ha fatto il suo corso, i detrattori dell’Hulkster sono molti più dei suoi ammiratori, e quando si parla di Wrestlemania 3 si, tutti ricordano la sua Body Slam su André The Giant, ma un altro match avrebbe cambiato la storia per sempre.

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Savage era il campione intercontinentale, e voleva rimanere tale. A novembre del 1986, durante un episodio di WWF Superstar, Randy attacca con la campanella Ricky Steamboat sulla gola, costringendolo ai box per diversi mesi. Ma un uomo tradito e distrutto non dimentica, possono passare giorni, mesi, ma la vendetta deve arrivare. E sarebbe arrivata a Wrestlemania 3.

La storia è delle più semplici, la vendetta premeditata che vede il buono farsi valere ai danni del cattivo. La durata non è stata dalla loro, non ne avevano bisogno. Ma con solo 15 minuti, due dei più grandi wrestler della storia hanno dato vita ad uno, se non il migliore, match della storia. Anche se la punta di diamante era la sfida epocale tra Hogan e André, con in palio il titolo massimo, sono riusciti a dar lustro ad un titolo secondario fin troppo calpestato e non ammirato, che molti tra più illustri volti del wrestling hanno detenuto, arrivando a costruirci una carriera intorno.

E ora, lasciamo parlare il match:

Non ci sono parole per descrivere questo match, ancora oggi è studiato da ogni lottatore per capire al meglio l’importanza dello storytelling. Un match veloce, tecnico e appassionante, un pezzo di storia.

Leonardo
20 anni, Roma, appassionato di wrestling da lontano boom del 2006. Seguo parecchie Indy e più ne conosco, meno tempo libero ho, Promotion preferita PWG/Progress. Wrestler preferiti: Roderick Strong, Chris Hero/Kassius Ohno.