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Il 2014 è finalmente finito in archivio, lasciando spazio al rampante 2015. Ma se avessimo la possibilità di esprimere 10 desideri al Genio della lampada del wrestling per questo nuovo anno, quali sarebbero? Più scoppiettante della mano di un quindicenne partenopeo il 31 Dicembre, ecco a voi l’editoriale odierno!

Tornando a casa dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro il 31 Dicembre, mi preparo per il consueto festeggiamento serale mettendo in fila il frutto pirotecnico del mio stipendio, pronto ad essere lanciato in aria fragorosamente di li a poco, mentre mi concentro mentalmente all’ultima, colossale abboffata con tanto di cotechino-e-lenticchie-post-brindisi, tradizione pluridecennale di ogni famiglia borghese che si rispetti. Tuttavia un solitario brindisi anticipato ci sta, via.

Prendo dal frigo cantina una bottiglia di bourbon misterioso con un’etichetta ingiallita dal tempo: non mi preoccupo. Come diceva mio nonno “l’alcol non ha scadenza”. Stappo la bottiglia ed assieme ad un effluvio venefico, nel salotto di casa appare un essere che mi ricorda terribilmente uno Yokozuna azzurrino travestito da Iron Sheik:

SONO IL GENIO DEL RUESTLING!”, tuona in modo roboante (con un vago accento sardo) il colossale e grottesco spettacolo che mi si è parato davanti, mentre in sottofondo sento l’inconfondibile musica capodannesca dei Los Locos, appena ridestati dalla formalina.

Superato lo stupore iniziale, chiedo a questo mistico essere se posso esprimere 3 desideri: essere schifosamente ricco, risolvere il problema della fame nel mondo ed avere il potere di generare la cagarella solo fissando un individuo con lo sguardo (pensate alle conseguenze devastanti di questo potere ed alle sue infinite capacità applicative). Il Genio ride di me, dicendo che quello è suo cugino Arabo: in realtà lui è Samoano ma tutti lo prendono per Giapponese e mi dice che posso esprimere ben 10 desideri, a condizione che abbiano a che vedere con il wrestling ed aggiunge che non c’è garanzia che possa avverarli in tempi rapidi, perché ha altro da fare. Bella fregatura, penso tra me e me. Tuttavia oramai sono in ballo, verso anche al Genio un bicchiere di bourbon allucinogeno e comincio a sciorinare i miei desideri:

1) Vorrei che ci fosse un minimo di collegamento tra NXT ed il main roster: In questo 2014, caro Genio, ho notato una cosa sconcertante. Per quanto ci si sforzi, spesso alcuni atleti vengono chiamati da NXT al main roster ed anziché assistere ad un’evoluzione, sono testimone di un’involuzione. Finché la cosa accade ad Adam Rose e Bo Dallas, beh pazienza. Ma se un domani dovesse accadere a Sami Zayn, Owens, Balor, Charlotte ed altri mi dispiacerebbe non poco, perché sarebbe un’occasione sprecata. Vorrei che chi si occupa della gestione televisiva di Raw in particolare, sapesse almeno perché alcuni personaggi sono oggettivamente andati over con il pubblico ad NXT. Anche Paige, se vogliamo, rispetto ad NXT ha mostrato ben poco: l’unico che si è salvato in questo 2014 è il buon Rusev, ottima novità del midcarding 2014.

2) Vorrei un prodotto non dico tanto, ma mediamente creativo: Quest’anno dopo Wrestlemania ho assistito a sporadici sprazzi di creatività, per poi sprofondare in un prodotto che definire piatto sarebbe davvero pretenzioso. Vero è che gli infortuni e gli abbandoni annunciati hanno dato il loro contributo per mettere i bastoni tra le ruote alla WWE, tuttavia le faide sono state speso sconclusionate, ripetitive, noiose e soprattutto inconcludenti. A questo prodotto manca verve, spessore e realismo: con Heyman a mezzo servizio e Punk assente tutti i promo che mi capita di sentire mi sembrano preconfezionati, finti, artificiali. Vorrei un prodotto più vero, con storie non complesse ma almeno appassionanti, in grado di portare empatia verso uno dei due contendenti che si menano sul quadrato.

3) Vorrei che fosse il pubblico a decidere il “next guy” e non la WWE: Se Reigns deve essere l’uomo del domani, vorrei che il tutto spuntasse in modo organico ed omogeneo. Il samoano per me ha lo stesso sapore di una fragola di serra a Dicembre: è buono e sa di fragola ma, caro fruttivendolo, non vendermelo come primizia biologica. Sarà il pubblico a mandarlo over, nell’eventualità, abbracciandolo e sostenendolo così come fatto con Bryan, Edge e Punk negli ultimi anni. John Cena ha un età che impone riflessioni sul futuro ed il suo braccio possente sembra anche abbastanza stanco di reggere una fiaccola che da troppo tempo gli sta bruciando le sopracciglia: che in questo 2015 Bryan, Rollins e, perché no, Ziggler e Cesaro (!!!) possano dargli il meritato cambio, almeno per una buona fetta di calendario.

4) Vorrei che Lucha Underground avesse più visibilità in questa seconda stagione: Questo non è un prodotto di nicchia, Genio, ma un certificato di eccellenza. I livelli produttivi sono alle stelle, le vignette pulp sono girate a mo di film da sala e la qualità in-ring, grazie a Ricochet/Price Puma e Johnny Mundo/Morrison, è sempre e comunque di assoluto spessore. Con un eventuale approdo di Del Rio e Rey Mysterio ed un’attesa esplosione di personaggi come Mil Muertes, questo prodotto può davvero emergere come L’ALTERNATIVA, in quanto l’impatto grafico tutto lascia pensare tranne “WWE”. Ed è cosa buona e giusta. L’unico problema è che, un prodotto così ben fatto, ha dei costi produttivi difficili da sostenere senza un adeguato riscontro almeno in termini di ratings.

5) Vorrei che la TNA tornasse ad essere un’alternativa e non una copia slavata della WWE: La TNA è stata la grande sconfitta di questo 2014, penso che sarai d’accordo. Nonostante i ratings, nonostante un rapporto pluriannuale con Spike TV, nonostante i tagli al roster questo prodotto, per alcuni mesi, non ha avuto una casa televisiva. Dopo essere partita come alternativa, puntando su parti del prodotto-wrestling trascurate dalla WWE come la X-Division, la divisione Tag Team e quella femminile, la TNA è diventata una vera e propria copia mal riuscita, con personaggi meno talentuosi (in media) rispetto a quelli WWE ed un prodotto che sa tanto, troppo di tentativo disperato. Con Destination America vi sarà una riduzione drastica in termini di ascolti (e dunque di soldi da investire nel prodotto), ma l’occasione è propizia: ricominciamo. Ricominciamo a fornire un prodotto differente, ricominciamo partendo da quei tre/quattro elementi chiave come MVP, Bobby Roode, Aries ed ECIII per creare la TNA del futuro.

6) Vorrei che la ROH capisse di non essere più una indy: Un prodotto in-ring da far paura. Personaggi validi. Divisione Tag Team di livello assoluto. Valori produttivi da federazione provinciale di amatori della Dama. La ROH non è più una indy, per quanto quest’aurea di precarietà sia diventata parte integrante del suo fascino, e motivo per il quale la WWE non ha problemi a menzionarla ed usare la sua “storia” come background per la miriade di atleti attinti nel corso degli ultimi anni. Tuttavia le luci, il sonoro, le telecamere e le vignette sono rimasti fermi ad uno stile “ECW” che andava forse bene negli anni ’90 ma non nel 2014: con questo passo in più, e con qualche problema di streaming in meno, sono convinto che la ROH possa dire la sua in questo regime di monopolio che è il wrestling/business.

7) Vorrei che CM Punk possa vincere al suo esordio in UFC: Il nostro beniamino ha avuto un tempismo a dir poco perfetto (e tutt’altro che casuale) nel partecipare al podcast di Colt Cabana poco prima del clamoroso approdo in UFC, che ha colto di sorpresa tutto il panorama misto wrestling/mma. Il suo esordio doveva necessariamente avvenire in UFC e dovrà, di concerto, necessariamente avvenire in PPV, per garantire un certo ritorno economico: il suo avversario dovrà dunque essere un lottatore in parabola discendente ma con un certo starpower e personalità, in quanto lo slot occupato sarà quello di co-main event. Mi verrebbe da pensare ad uno dei partecipanti alle precedenti edizioni di TUF ad esempio. Punk dalla sua ha tutto contro: si, sarà anche bravo in BJJ ma ha 36 anni, non ha esperienza di lotta greco/romana e di striking, tutte doti necessarie ad un minimo di sopravvivenza. Proprio per questo sarebbe bello poter raccontare una storia di vittoria da “underdog” contro tutto e tutti, che possa garantire allo stesso Punk una longevità almeno biennale (ed altamente remunerativa) in UFC.

8) Vorrei un anno completo con Bryan da babyface al Top: Genio, Bryan passerà alla storia come uno dei wrestler più sfigati del secolo. Dopo anni di sacrifici e gavetta, dopo licenziamenti ingiusti, dopo retrocessioni al midcarding, dopo titoli persi in 18 secondi, dopo una vittoria alla Rumble a dir poco strappatagli di rapina, dopo gli stereotipi mancati a cui attenersi, Bryan vince il Titolo a Wrestlemania XXX, in un’edizione cucitagli addosso. Poi si infortuna, restando mesi fuori dai giochi proprio nel suo momento di maggior splendore. Quanto sarebbe bello vedere Bryan tornare, ancora una volta, sfidando gli ostacoli che la vita gli ha messo contro? Quanto sarebbe soddisfacente poter assistere ad un regno lungo, testando in questo modo il “babyface definitivo” capace di vincere non solo contro la WWE, ma anche contro la malasorte? Sarebbe proprio una bella storia da raccontare per questo 2015.

9) Vorrei che Sting ed Undertaker si ritirassero assieme a Wrestlemania: Qui ho poco da dire, caro Genio. Taker e Sting hanno in due 106 anni, ed hanno fatto la storia del wrestling nordamericano. In due sono sempre stati accostati come complementari, forse perché i loro percorsi non si sono mai incrociati o forse per quell’alone di misticismo soprannaturale che ammanta sia la gimmick del becchino, che quella dark del corvo (anch’egli non-morto, come ben sai, almeno nel film). Proprio per questo non vorrei vederli l’uno contro l’altro in quanto il match sarebbe abbastanza inguardabile, viste le condizioni di entrambi. Piuttosto vorrei poterli ammirare in un tag team assieme, per poi cavalcare verso il tramonto non avendo assolutamente null’altro da dimostrare.

10) Vorrei che Raw passasse dalle 3 alle 2 ore: Se devi esaudirne uno di desiderio, per piacere esaudisci questo. Spesso, se non sempre, le tre ore sono non tante, bensì troppe. Vignette senza senso, 100 recap, match inutili dal minutaggio elevatissimo (6 man tag team matches come se piovesse) ed un’osmosi da Main Event che ha abbassato tremendamente il livello medio dello show. A guadagnarne non sarebbe solo Raw, ma anche Smackdown: dall’avvento delle tre ore lo show blu è diventato un’appendice inutile di quello rosso, non offrendo assolutamente nulla sia in termini di lottato che dal punto di vista delle storyline. Con un’ora in meno il lunedì sera, chissà che anche il giovedì non possa beneficiarne.

Una volta terminato il mio lungo elenco, Yokozuna mi guarda sornione, ride fragorosamente e svanisce in una nuvola gassosa non meglio definita, di certo non alla lavanda: i Los Locos spariscono in dissolvenza e tutto torna alla normalità. La bottiglia intanto ha visto il fondo e, senza neanche accorgermene, la mezzanotte è passata e per le strade di Napoli è già Baghdad. Lascio casa, vado dalla mia famiglia raccontando a tutti l’improbabile accaduto: anche loro mi sorridono in modo abbastanza perplesso porgendomi il cotechino avanzato, tagliato a fette sottili in mezzo a due corpose fette di panettone. Senza uvetta sia chiaro, che me lo fa risultare pesante. Guardo in TV e vedo Anna Tatangelo brindare con Gigi D’Alessio: che tutto ciò sia frutto della mia fantasia?

Fine della storiella di Capodanno. Quali sarebbero, invece, i vostri desideri per questo 2015 di ruestling? Spero che questa lettura vi sia piaciuta e vi auguro un buon inizio!

“FENOMENALIPOTERI COSMICI…in un minuscolo spazio vitale!”

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.