Un wrestler tuttofare, da mid carder a main eventer, da campione statunitense a campione del mondo. Il numero uno dei numeri due. Nome in codice: SHEAMUS

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Chi di noi a matematica non ha studiato gli Insiemi con relative operazioni? Roba vecchia…ma utile nel nostro caso. Riadattandolo al wrestling si evince che: L'intersezione è dato dall'insieme formato da tutti i wrestler che appartengono sia all'insieme A (main eventer) che all'insieme B (mid carder) contemporaneamente. E di questo insieme l'unico a farne parte è la superstar di nome Sheamus.
Non tutti al giorno d'oggi posso permettersi di poter saltare da una categoria all'altra con eguale successo. Per essere credibile e convincere gli addetti al lavoro, bisogna avere una qualità ben precisa e l'irlandese ha tutte le carte in regola per essere sia un ottimo campione statunitense che un ottimo campione del mondo. In questi anno lo abbiamo potuto ammirare come face e come heel restituendo un feedback positivo. Non rappresenta il top di una determinata categoria ma il suo valore rimane ugualmente su un livello medio/alto. Garantisce incontri di qualità per poi trovare maggiore spessore con un avversario dalle caratteristiche simili, e il duello con Cesaro a Night Of Champions rema in questa direzione.

Poter disporre di un jolly di simile proporzioni è un pregio di cui la WWE può ritenersi fortunata. C'è bisogno di un ragazzone simpatico e grezzo allo stesso tempo a cui affidare il titolo IC o US? C'è bisogno di un bad guy rude e senza remore a cui riconoscere lo status di primo contendente per il World Heavyweight Champion? La risposta è sempre una. Sheamus.
Diversi wrestler dopo un lungo periodo di attività necessitano di un restyling, di un cambio di character, di un evoluzione del proprio personaggio, ma non nel caso dell'attuale US Champion. Il nativo di Dublino si presentò nella fed con la sua chioma rossa e il ring attire da guerriero celtico, ed oggi a distanza di 5 anni lo ritroviamo così com'era senza cambiamenti radicali, ma solo con delle piccole migliorie. La fedeltà alle origini hanno fatto si che Sheamus potesse contare su un identità ben precisa, così come è stato fatto per John Cena e Randy Orton.

Essere il campione degli Stati Uniti e difendere la cintura non è affatto un ridimensionamento seppure in altri tempi conquistava il massimo alloro. Ci sono dei periodi più redditizi e altri meno, l'importante è rimanere bene in vista e avere un ruolo preciso, senza la preoccupazione di vagare per il roster senza una meta precisa e un idea sul da farsi (Kofi Kingston e Big E Langston ne sanno qualcosa). Con Daniel Bryan e Roman Reigns fuori per infortunio poteva essere rilanciato ma d'altronde anche il mid carding ha bisogno della dovuta attenzione per garantire ai titoli secondari di un punto di riferimento e di wrestler che possano fregiarsi delle varie corone. The Celtic Warrior ha carisma e riesce facilmente ad entrare in contatto con il pubblico. Il tifo e l'approvazione per le sue mosse di impatto sono percettibili.  Con l'avanzare del tempo ha colmato delle pecche, tra cui la capacità del prendere il microfono e intrattenere la gente affinché i fan prendano sul serio quello che stai dicendo al centro ring. Quando serve può essere anche ironico e far divertire con il suo humor british che nonostante sia alquanto strano, è efficace.

Sheamus è diventato oramai un veterano e di conseguenza può anche fare da chioccia per gli emergenti vestendo i panni di chi anni fa lo aiutò ad emergere. La faida con Rusev partita la settimana scorsa è il segno evidente della fiducia che la WWE ripone in lui. Lo scontro tra l'irlandese e il russo guidato da Lana è sinonimo di spettacolo, e gran parte del merito va a chi ha spinto per Sheamus come campione degli stati uniti. Nonostante non sia un vero americano, è il wrestler giusto al momento giusto per fronteggiare la nuova e grande potenza dell'est.

Sheamus non eccelle in una caratteristica particolare ma ha degli ottimi voti su tutte le materie rendendolo uno dei migliori studenti. Non sarà un top babyface, non è stato un top heel ma è, e sempre sarà, un top wrestler.

sembra il ragionamento di chi corre con il dogma: "l'importante è vincere, non importa con quali mezzi".