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Bentornati all’unico spazio in Italia che parla compiutamente degli show italiani in giro per la penisola.

Quest’oggi torniamo ad una settimana fa quando ad Almenno San Bartolomeo (BG) si è tenuto un doppio evento: dalle 19 è salita sul ring la Bullfight Wrestling Society con lo show “Cut the Cord” mentre dalle 21 circa è toccato alla Rising Sun con “Showdown In The Sun” dare un bel colpo d’occhio del wrestling nostrano. Alla tastiera con voi il nostro inviato Juxhin Deliu, buona lettura!

L’ultimo appuntamento per il pro wrestling ad Almenno ha visto il ritorno in azione della Bullfight dopo svariati mesi di fermo per stravolgimenti interni (e l’evento di gennaio cancellato), a seguire la Rising Sun. Una mossa alquanto originale quella di accodarsi alla realtà locale nel “SUNtuario”, anche se la posizione temporale ne ha risentito, con meno pubblico a “Cut the Cord” che a “Showdown In The Sun”. Entrambi hanno condiviso la stessa presentazione spoglia e alcune pecche nel sonoro.

Fa il suo ingresso, il promotore della Bullfight Simone Spada, a fare da annunciatore (con del carisma e linguaggio corporeo a dir poco irreprensibili). Introduce così il primo incontro della serata che vede contrapporsi il membro dell’Arcadia Kyo Kazama ad Aaron Cage, ormai parte integrante del roster KOX.

I due si conoscono bene e questo si nota nella tranquillità degli scambi e una maggior scioltezza, nonostante non vi sia nulla di notevole, col veterano che la fa da leone (inclusa una moonsault fuori dal ring). Nel finale Cage connette una Styles Clash ma è solo conto di due (un kickout che francamente si poteva piazzare in altro modo), ma Kazama si riprende con una sua tattica e chiude Aaron andando per la sottomissione.

Il titolo Bullfight Gore è poi assegnato in un 2/3 Falls senza squalifiche tra i due giovani talenti David Silas (in una nuova veste orientale, con tanto di facepaint ripreso dall’incarnazione lupina della dea Amaterasu e una katana) e Luke Zero della KOX. Il primo è accolto come un heel (anche per l’affiliazione all’Arcadia) rispetto il secondo. I due alzano il tono con una prima caduta fatta di spot veloci (nonostante qualche leggero errore, specie da Luke), che vede Zero vincere. Alla seconda Silas riesce a riportare la situazione in parità grazie anche all’uso di alcuni oggetti contundenti e una sua nuova mossa, la Silasmaker (Rainmaker in DDT). Nella terza caduta spunta una scala e sembra vogliano andare per un superplex o, uno spot simile, però Luke si libera di Silas spingendolo ma lanciandosi, finisce in una sua Cutter, andando a perdere. Silas festeggia così la vittoria assieme al padre e lancio di coriandoli (una situazione spiazzante certo per la sua figura).

Il terzo match è stato di nota, una prima volta faccia a faccia per Nick Lenders e Nemesi, due tra i migliori assetti della ICW odierna. Uno sprint energico e colmo di azione frenetica sino alla concitata fase finale in cui il Mezzo Demone non riesce a domare lo spirito agonistico del Goleader nemmeno con una Tombstone e una Package Piledriver. La vittoria sorride difatti al giovane, con Nemesi che ne riconosce sportivamente la vittoria. Arriva anche Spada che si congratula con entrambi e annuncia che al prossimo evento saranno entrambi coinvolti nell’assegnazione del titolo massimo Bullfight.

Nel frattempo però arriva anche il pornodivo Gianni Verga (nuovo personaggio dell’ex Jake l’Aviatore, ora passato in FIW), il quale dichiara di volere una sfida titolata pure lui, al quale è chiarito che per quella sera sarà nello scramble per il titolo Sun 24/7. È poi annunciato l’ingresso dell’Illuminato KOX Nicolò Ferrari, a suo solito mentre osteggia e manda gesti non consoni al pubblico. Il suo sfidante Bottazzini è purtroppo assente per motivi personale ma fa il suo ingresso, a sorpresa, “Street Dog” Jimmy Barbaro! I due così realizzano una rissa che si protrae in maniera confusionaria per la locazione e perde della foga dopo l’iniziale avvio grintoso, con un Ferrari sempre più frustrato dalla situazione (e una situazione decisamente ardua da reggere per entrambi) che ricorre all’uso di un’arma, facendosi squalificare e colpendo poi Barbaro con una GTS. Non una totale perdita di tempo visto che a seguire Ferrari prova ad infierire su Barbaro, fino all’arrivo di Aaron Cage e Daniel Specchiulli a salvare la situazione. A sorpresa Cage colpisce il suo alleato, entrando a far parte della stable formata da Ferrari e dal Buttafuori.

Dulcis in fundo, dopo le recenti diatribe tra HeadHunters e dirigenza (protrattesi anche in un angle durante lo stesso evento), ai due campioni non resta che affrontare i due astri nascenti inglesi Chris Tyler e Ashley Dunn in un incontro di coppia con regole messicane (un tornado tag team insomma, anche se lo è diventato effettivamente dopo una certa). Il passo è ben cadenzato, Entertrainer mostra seri miglioramenti e se la gioca con i due stranieri, mentre Kronos, per quanto smorzi l’azione, domina sugli avversari con la sua maggiore stazza. I due inglesi però riescono a far valere la loro maggiore agilità e sbarazzarsi per più volte d’inconvenienti o salvarsi con un hot tag durante lo shining. Notevole la sequenza di superkick a turno con Kronos che abbatte Tyler per lo stupore di tutti. Alla fine sono i due italiani a vincere con la Magic Killer su Dunn isolato, portando a casa la prima attesa difesa dei titoli di coppia Bullfight. Una prova di nota da parte di tutti.

Dopo una breve pausa, subentra l’evento Rising Sun, più appettibile e consistente per la card proposta. Il presentatore è il blogger e youtuber del wrestling web italiano Francesco Zerini, una presenza gradita.

L’opener vede affrontarsi i giovani FCW Steve McKee e Matt Disaster, dopo il tradimento del secondo ai danni dell’amico lo scorso evento. A parte qualche errore e incomprensione, è scorso liscio e ha aperto l’evento senza particolari sussulti. McKee porta a casa la vittoria con una Killswitch.

I titoli di coppia dell’ASCA sono messi in palio tra i detentori dell’Arcadia (Kyo Kazama e Horus l’Assoluto), i debuttanti della FCW Larry Demon e AB Knight e due avversari misteriosi… Paziente Zero e la sua consorte Insanity. L’ingresso degli heel è clamoroso: non contenti della caratura degli sfidanti, allo sfogo e la furia di Horus, si è visto Kazama entrare, come promesso, davvero in ciabatte infradito, senza attire (solo in mutande) e facendosi beffe della situazione. Una scelta controversa ma clamorosa nella situazione in cui si sono trovati, con del geniale annesso in tutto ciò. I due tag team avversari, dopo gli scambi scolastici, sono ignorati a favore di Kyo che si riveste e le beffe di Horus. Appena Zero finisce al paletto, entra l’Assoluto che si scaglia su AB e lo scaraventa via con una backdrop suplex quasi eseguita per scherno, deridendone la mascolinità. Si avventa poi su Demon, rilevandone la minore età e spazzandolo via, per poi liberarsi anche di Paziente e Insanity, dopo aver nosellato la loro offensiva. In tutto ciò Kyo Kazama riesce a prepararsi per la bellezza di una mossa, sino a quando i due dell’Arcadia non si ritrovano assieme sul quadrato e uno schiena l’altro, mossa consentita e che permette a loro di mantenere, sfregio ulteriore sulla ferita. Un angle tutto sommato, che ha elevato lo stato da heel dei due masnadieri come mai prima nonostante la sua non legittima natura. In seguito a ciò, Horus malmena pure un suo allievo con ferocia e i due se ne vanno lasciando una certa scia di distruzione.

Il seguente incontro è un ladder per il titolo Rising detenuto da Akira, contro Ashley Dunn, ormai diventato una presenza fissa in Sun. Notevole il ritmo e gli scambi sono di una velocità a dir poco clamorosa, però l’inconsistenza si fa sentire specie col fatto che la scala non è, quasi mai stata toccata sino al finale, anche se il pubblico degli appassionati ha comunque sostenuto con un gran vociare tutto ciò. La parte che chiude l’incontro vede Akira sospeso con le gambe mentre subisce una Double Stomp rischiosa da Dunn, che va a prendere il titolo in fretta per la vittoria, in un momento esaltante che comunque ha fatto finire il tutto con una nota alta.

Bodom ritorna in Italia col titolo FCW e questa volta, oltre a The Greatest, ha anche Chris Tyler in mezzo. Un bel Three Way, tra i migliori match della serata, tutti e tre offrono il loro meglio in una sfida al cardiopalma. Josh domina con la sua maggiore fisicità, Tyler l’agilità e Greatest col suo arsenale e l’esperienza. Nel crescendo si assiste a una Dragonrana sorprendente da parte di Greatest (meglio piazzata rispetto a quella tra Dunn e Akira) e un Doble German Suplex con Bodom che fa da base scagliando i due avversari. Josh si libera del pluricampione FCW e si ritrova da solo con Tyler, che rischia di chiuderla a suo favore, trovandosi però gabbato da un roll-up di Bodom che termina lo spettacolo in una maniera anticlimatica e confusa. Un’unica pecca per un match che stava dicendo la sua.

Lo Scramble da dieci minuti per il titolo 24/7 (stipulazione non coerente alla natura del suo nome), detenuto da Entertrainer, ha visto la partecipazione del rivale David Silas (già campione nell’ultimo evento FCW), il licenzioso Gianni Verga, Mary Cooper dell’ICW e il duo Insanity e Paziente Zero. Una fagiolata mista alquanto divertente in cui ognuno porta la propria e tutto prosegue in maniera indiavolata ed esilarante, pure lo stesso arbitro Di Fina. Mary fa valere la sua natura temeraria andando a faccia a faccia con l’odiato Silas ed Entertrainer, riuscendo anche a schienare il secondo ma trovandosi poi nella stessa situazione poco dopo. Di Fina e Verga (assai somiglianti eccetto la stazza) cominciano ad alternarsi nei ruoli, frustrati per non aver ricevuto una Bronco Buster da Mary, mentre se la prendono con ET. L’arbitro va vicino allo schienamento in un momento alla Rick Knox ma è solo due, andando poi a litigare con Verga. Zero ne approfitta per schienare Verga e prendersi il titolo momentaneamente ma Entertrainer rientra e ritorna vincitore con un pin ai danni di Zero! L’acclamato pornoattore riesce negli ultimi due minuti a rovesciare la situazione. Silas è pronto a vendicarsi di Mary (per esser stato apostrofato come scarto) e di Entertrainer ma Zerini spunta per distrarlo dalla vittoria del titolo e aiutare ET, facendosi rincorrere da Silas. Entertrainer ancora una volta la sbuca e mantiene in maniera clamorosa. Un angle comedy ben riuscito che ha saputo divertire e intrattenere.

Il main event si rivela essere il picco della serata (assieme al three way precedente). Kobra, desideroso di punire il suo allievo Miso Mijatovic per il suo tradimento, torna per un’altra occasione dal suo ritiro (in seguito alla sfida contro Tony Callaghan a dicembre), anche per riavere indietro il titolo God of Sun, a sua detta proprietà dell’Arcadia. Un violento incontro senza squalifiche, i due non mostrano alcuna pietà per l’altro, ricorrendo a puntine, sedie, un tavolo e addirittura una tastiera chiodata. Kobra scaglia il bosniaco sul tavolo a inizio match portandosi in vantaggio ma poi soffre una rovinosa caduta sulle puntine che lo porta a sanguinare dietro il gomito. Kobra però riesce, però, a schiantare Miroslav sulla tastiera ma il suo ex-assistito è lontano dal volersi arrendere, riuscendo a centrare una sua yakuza kick e per pura disperazione, uscire al due da una Copler driver per usarla a sua volta in un attimo incerto in cui riesce a sconfiggere e chiudere una sfida brutale ed emozionante, sulla falsariga del menzionato Callaghan/Kobra. Miso mantiene ancora una volta a sorpresa dopo la vittoria pulita su Scorpion a marzo, con un tifo sempre più vocale dal pubblico e chop altrettante più caine durante il confronto. È stata una serata in crescendo, con una partenza dignitosa per quanto più elementare rispetto al debutto per la Bullfight e una seconda parte solida e coinvolgente per la Sun, con due match di nota e delle situazioni memorabili.