Jim Cornette ha preso recentemente parte allo speciale “WWE Table for 3”, ossia una trasmissione esclusiva del WWE network nella quale tre figure del wrestling si siedono ad un tavolo per mangiare e parlare di wrestling, insieme ad Eric Bishoff e Michael Hayes (com’era stato precedentemente riportato sul sito).

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Data la sua esperienza da promoter, booker, manager e commentatore di wrestling, Cornette ha espresso un suo parere in merito a quali siano i problemi fondamentali del wrestling odierno: “Il concetto generale è sbagliato. Siamo passati dal cercare di rendere credibile una battaglia simulata a mettere in piedi veri e propri teatrini di coreografie e mosse atletiche. Credo che in un contesto del genere sia difficile creare un Heel che venga odiato facilmente ed un face idolatrato dalle folle“.

  • Contro Nessuno

    Dai, provate ad insultarlo!

  • BoBx30

    Beh il concetto di fondo non è per nulla sbagliato. La cosa bella è che anche gli heel ora sono rispettati a differenza del passato. Ma lo storytelling viene letteralmente mandato a fan**o, nei match odierni… e non parlo solo di indies eh, anzi.

    • Give me a Spell yeah! TFT

      Di che passato parli? Negli anni 80 può darsi. Vent’anni fa sono stati quelli che hanno rivoluzionato il concetto di spettacolo. Stone Cold (heel come attitudine) DX e Triple H erano idolatrati. Lo stesso The Rock ha creato il suo mito da heel attraverso la Nation Of Domination. Ti dirò di più. Erano molto più avanti degli heel attuali. Merito del prodotto ovviamente.

      • BoBx30

        Assolutamente sì. Il problema (se così di può definire), è che il wrestling, specialmente in WWE va a fasi. Durante la Golden Era gli heel erano fortemente odiati, specialmente se di un’altra nazionalità. Poi con l’Attitude si è riscoperto l’amore per la trasgressione e più uno era “bastardo” e più lo si amava. Con la Ruthless e giù di lì, poi, si è tornati ad odiare gli heel, vedi JBL. Si può dire che con l’avvento di internet e quindi la grande crescita di tutto il prodotto completo del wrestling, molti fan sono riusciti a scoprire tutte le varie sfaccettature che questa disciplina ha, ma solo in quanto tale. Tutta la parte “romantica e fantasiosa” del wrestling è andata persa quasi del tutto. Altrimenti i “vecchi bidoni” come molti chiamano i part-timer, non farebbero più tutto questo successo se non fossero dei personaggi scolpiti nelle menti e soprattutto nei cuori dei fan. Il problema è costruire una storia col wrestling e portarla a termine… non odiare o meno qualcuno, quello ti viene spontaneo se la storia è raccontata alla perfezione.

        • Give me a Spell yeah! TFT

          La dicotomia face e heel ha sempre mantenuto il suo significato. E’ la base su cui si muove una sceneggiatura. La caratterizzazione dei personaggi è ugualmente importante ed esula da qualsiasi tipo di prodotto proposto. Le digressioni erano fasi di sviluppo di una story line che giravano intorno a una faida ben precisa.
          Il punto è che l’attuale prodotto offerto dalla WWE è imperniato su un genere tendenzialmente infantile. Nemmeno nell’era gimmick si respirava un tale morboso buonismo e un simile embargo creativo. A peggiorare il tutto ci pensa un booking praticamente assente che si barcamena mandando avanti lo show alla bene meglio. Faide messe in piedi all’ultimo momento e profili dei lottatori poco accurati e già in debito perenne con le favolose gimmick dell’era passata. Questo testimonia quanto conti poco avere sulla plancia mille teste pensanti e nessuna davvero decisiva. Vince non ha più in mano la sua creatura come un tempo e i suoi fidi Patterson e Russo, sono fuori dai giochi per motivi diversi. Si è affidato un prodotto d’azione a un gruppo di writer abituati a scrivere telenovele o favole per bambini.
          Questo per accontentare uno star system sempre più ingabbiato su patetici preconcetti legati ai partiti conservatori.
          Gente come Heyman, in parte Bischoff e Russo si sono formati nel wrestling e a quel mondo hanno donato le loro idee, grazie anche a una dose di controcultura che oggi servirebbe in modo massiccio.
          Hanno allungato il brodo con tanta acqua, dimenticandosi del sale.
          Il wrestling va a cicli. Dopo il picco vissuto nei novanta e a inizio duemila, si è scelto di tirare i remi in barca, confezionando il prodotto come fosse un pacchetto di caramelle. Basta azione, basta violenza, zero creatività. Solo un’immensa bacheca piena di contenuti video, personaggi anonimi e infinite puntate che fanno il verso ai programmi del primo pomeriggio. E ci chiediamo ancora perché ci siamo rotti?

          • Tiger Mask

            Parole sante!.. Sottoscrivo tutto!

  • Aj Rollins

    Effettivamente ha ragione, ma a me questo wrestling più coreografico piace

  • DETH

    Sulla prima parte del discorso ha ragione, nel wrestling comunque si evolvano le cose non dovrebbe mai mancare la componente di credibilità, che continuo a ritenere la cosa più importante che MAI deve essere trascurata; sul discorso heel odiati facilmente e face amati altrettanto facilmente invece penso che sia roba ormai da lasciare al passato e da ritenere superata, in tv vanno personaggi, superstars, ormai resta solo da caratterizzarli il più possibile e basta, indipendentemente dalla reazione che possono ricevere che comunque in quel contesto diventa individuale e soggettiva.

  • Soren_Kierkegaard

    Si ma se ci cacci di mezzo il preconcetto che le mosse atletiche son prerogativa della costruzione di un personaggio, gia’ mi rendi il discorso privo di senso e stereotipato

  • Cole

    Torna a casa Jim, non ti ci mettere anche tu.

  • Alex91

    Il problema è che mancano le storie e sicuramente i social non aiutano a renderle reali. Mi viene in mente la faida tra Lana e Rusev, anni fa sarebbe stata un classico scontro tra ormai exfidanzati, ora non era assolutamente credibile. Sulle mosse invece devo concordare, in diversi casi si esagera e si perde credibilità a un prodotto che già è una simulazione della realtà. In alcuni personaggi queste mosse danno una caratterizzazione, come ad esempio i pesi leggeri (o medi) o magari big man particolarmente atletici (come Kevin Owens), ma negli altri casi bastano pugni e 3-5 mosse di potenza.

  • SunBro245

    Si chiamano mode, se ci sono vuol dire che grossa parte delle persone tende a seguirle. Evidentemente questo wrestling più atletico piace e vende, altrimenti le promotions non avrebbero nulla da guadagnarci a metterlo in scena.

  • TheBone

    Era da un po’ di tempo che non usciva una notizia in cui qualcuno ci illuminasse sul perché il wrestling oggi è “sbagliato”.

  • Quando ha ragione ha ragione

  • Eddie Guerrero

    condivido in pieno tutto.

  • Vabbè Jim Cornette. Se Hogan avesse lottato oggi, non avrebbe riscosso lo stesso successo avuto nel passato, perché la gente non si impressiona più di questi energumeni. Con il passare degli anni la magia dietro il wrestling è andata sempre più sparendo, perché ormai tutti sapevano di cosa si trattasse. Se il wrestling oggi ha ancora tutto questo successo, lo deve a questi nuovi ragazzi che sono dei veri e propri atleti con un background di svariate discipline. Nessuno si sarebbe impressionato di Hogan che solleva Andrè The Giant se ciò fosse accaduto oggi, mentre la gente si impressiona vedendo eseguire delle manovre al limite eseguite ad esempio da Ricochet, perché quello che esegue non è “finto”.

  • Andrea Re

    Beh cavolo su questo ha ragione, ormai lo percepisci lontano un km che è tutto programmato e sai già cosa faranno diranno o la prossima mossa o il prossimo discorso, non c’è più un imprevisto, o un qualcosa che lasci a bocca aperta(in senso positivo non come la vittoria di Mahal), forse perché devono fare tanti soldi sempre e quindi non possono lasciare nulla al caso, una volta era diverso!