Se dico Ryback, cosa vi viene in mente? Una canottiera di spandex dal dubbio discutibile? Un wrestler definito come pericoloso? Una ciofeca? Un talento sprecato? Il suo licenziamento è in ogni caso un buon motivo per effettuare una rapida retrospettiva sulla sua carriera. Più imbarazzante di un Cingalese nella prima batteria dei 50 stile libero a Rio de Janeiro, ecco a voi l’editoriale odierno.

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Ryan Allen Reeves non nasce come un adolescente con la passione del bodybuilding, come il suo aspetto e come il suo limitato workrate lascerebbero intendere. Ryan nasce come un appassionato di wrestling nei suoi anni adolescenziali, e dopo aver messo su un bel po’ di muscoli (sul come non ci soffermiamo, alla luce della sua sospensione dovuta al wellness program nel 2006, appena messo sotto contratto) partecipa a Tough Enough nel 2004, non riuscendo in ogni caso a sfangarla.

Non tutti i mali vengono per nuocere però, e complice una particolare simpatia di Jim Ross nei confronti di questo ragazzone, Ryan viene messo sotto un contratto di sviluppo lottando in OVW, con una gimmick non meglio definita ma lavorando principalmente in tag team. L’avventura termina apparentemente nel 2007, ma poco meno di un anno dopo Reeves torna in OVW come Ryback, una sorta di lottatore/terminator, arrivando addirittura a conquistare l’alloro massimo: poco dopo formerà un tag team con l’attuale Sheamus, ma dopo la chiamata nel main roster di quest’ultimo Ryback dovrà cestinare la sua gimmick e reinventarsi, magari migliorando il proprio status.

“Yep Yep Yep, what it do!”

E’ questa la pessima catchphrase che accompagna una pessima gimmick, quella di Skip Sheffield: un tamarro beota delle coltivazioni di luppolo del Nevada, con tanto di cappello di cowboy, che fa dell’allegria e della stupidità la sua ragione di vivere, ripetendo la sua catchphrase con la stessa frequenza con cui RVD amava indicarsi. Materiale da Main Event di Wrestlemania, cicci.

Skip (!!!) partecipa alla primissima stagione di NXT, quella che darà vita al Nexus, avendo come mentore addirittura William Regal. L’omaccione non arriva però lontano, venendo eliminato assieme a Daniel Bryan e Michael Tarver (che addirittura era anche peggio di Skip da tutti i punti di vista). Nel Nexus emerge soprattutto per la violenza del suo stiffissimo lariat, al pari di Gabriel con la sua 450 splash: tuttavia nel momento in cui avrebbe dovuto mettere la marcia successiva si rompe la caviglia, aggiungendo ai suoi limiti anche una bella dose di sfiga. Poi la svolta.

Nel 2012 Reeves torna abbracciando la gimmick che fu in grado di fornirgli la sua parentesi di maggior successo, Ryback. In un mondo in cui per andare over toccava veramente fare il promo della vita o match a 5 stelle a ciclostile, Reeves riesce nell’intento utilizzando la formula più semplice ed antica di un prodotto oramai quasi scomparso…i jobber matches. Settimana dopo settimana, Ryback asfalta lottatori locali, anche in handicap match, in modo assolutamente incurante per la loro incolumità, andandoci giù duro e non tirandosi mai troppo indietro: a torto o ragione, Ryback riesce ad andare over con il pubblico, al punto di essere uno sfidante assolutamente credibile per CM Punk ad Hell in a Cell nel 2012, quando lo stesso era over come la patata estiva. Ryback verrà sconfitto dopo 38 vittorie televisive consecutive, ma il vero dato da segnalare non è questo. Nel 2011, Hell in a Cell con un main event composto da John Cena, CM Punk (post pipebomb) e Alberto Del Rio (pre Paige) aveva totalizzato 190.000 acquisti singoli; nel 2012, un main event composto da CM Punk ed un wrestler limitato andato avanti a suon di jobber matches ne totalizza 200.000.

Da qui in poi il riassunto della carriera di Ryback è molto semplice: un declino lungo ma estremamente lento nella sua gradualità, passato da un tag team comedy con Curtis Axel e finito con un tentativo disperato di recuperare il lustro perduto, con un braccio di ferro combattuto ma perso con la   WWE e con una risoluzione consensuale non senza qualche dissapore. Premesso che le considerazioni finali le lascerò a voi, un paio di pensieri ce l’ho e li butto giù senza tediarvi eccessivamente.

Ryback è un lottatore dalla workrate estremamente limitata, dalla gimmick forse eccessivamente vincolante, pericoloso nell’esecuzione di alcune mosse anche semplici ed estremamente pretenzioso come approccio. Tuttavia c’è un grosso ma.

In un periodo in cui andare over da baby face è estremamente difficile, se non impossibile, Ryback ci è riuscito con una formula essenziale, basilare, che ci ha ricordato che alla fine le cose semplici spesso sono le più efficaci. In un mondo in cui i buyrates erano ancora il metro unico di valutazione del valore intrinseco di un lottatore, assieme al merchandising, Ryback è riuscito a proporsi come nemesi credibile ad un caldissimo CM Punk senza colpo ferire, andando vicinissimo alla conquista dell’alloro massimo. A tirare non è stato lui forse, ma il fascino intrinseco di una streak in palio? Probabile.

Eppure un match contro Golberg, forse l’ultimo dei ritorni illustri possibili in WWE, è stato vicino oltre che diffusamente discusso, eppure bookato in modo sapiente Ryback avrebbe potuto dare qualcosa in più, ed ad onor del vero i match contro Kalisto al crepuscolo della sua carriera sono anche stati piuttosto decenti, da tutti i punti di vista.

Il sogno di vedere Ryback nel main event dello show più importante, probabilmente, era ad uso eslcusivo di Ryan Reeves. Eppure guardando in modo asettico la gimmick di Skip Sheffield, questo performer ha raccolto molto di più rispetto ad altri dalla workrate maggiormente elevata e dal passato indipendente altisonante, mettendosi nelle condizioni di poter andare via più o meno a testa alta, con motivazioni in parte assennate, in parte assolutamente folli, dopo più di 10 anni.

A me personalmente Ryback non è mai piaciuto troppo, e non credo che abbia un’età in grado di potergli fornire altri stint rilevanti: nonostante ciò, credo anche che oggettivamente il suo lavoro vada valutato nel complesso, guardando non solo il punto di arrivo e partenza, ma anche la tipologia di percorso affrontato.

A voi!

Danilo

 

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.
  • LANSE ARCIAAAAA !!!

    Mi dispiace ma non condivido per nulla l’editoriale, sembra quasi che tu (come molti altri) sia rimasto bloccato a 2 anni fa nei giudizi su Ryback, quando era la pippa che ha molto poco a che vedere con il wrestler discreto che è diventato dal post RybAxel in poi.
    Tra l’altro tieni pochissimo in considerazione la parte finale della sua carriera in WWE, che è stata appunto la migliore, che anzi viene definita da te sempicemente come “un tentativo disperato di recuperare il lustro perduto”.
    Poi sul fatto che non sia un fenomeno non ci piove, ma qui viene sminuito tantissimo. Brutte bestie le etichettature.

    E confido che il paragrafo nel quale parli del match con Goldberg tu lo abbia scritto da ubriaco 😀

    Leggendo quest’articolo non sapendo che è stato pubblicato stamattina, penserei che potrebbe risalire al 2013, 2014 massimo.

  • Anti Rockstar

    Io cerco di guardare gli aspetti positivi. Se va in NJPW probabilmente non farà match con i tavoli.

  • Adriano84

    Non ne sentirò la mancanza , anche a me non è mai piaciuto sia per il personaggio che la WWE gli ha affibbiato sia per le sue capacità sul ring , anche se bisogna ammettere che nel suo ultimo periodo in WWE aveva fatto qualche progresso , non tale dal giustificare il suo “battere cassa “e la WWE giustamente gli ha tolto il “piatto” da sotto il naso .
    “FEED ME MORE” , forse è l’ unica cosa che mi ricorderò di questo personaggio , catchphrase di impatto che è riuscita a farlo andare over col pubblico nonostante i suoi limiti ; per il resto gli addii dolorosi in WWE sono altri : uno come Damien Sandow per esempio che poteva dare ancora molto , ma a cui non sono state date le possibilità , a Ryback le possibilità sono state date anche sin troppo e lui il massimo che è riuscito a raggiungere è la sufficienza .
    Nonostante tutto auguro a lui di reinventarsi in qualche altra federazione , magari con un personaggio più interessante che sopperisca alle sue mancanze sul ring , la TNA mi sembrerebbe l’ ideale per lui mentre in NJPW penso che fallirà miseramente o al limite farà l’ enforcer di qualche stable , in ogni caso penso che non gli daranno un ruolo di primo piano .

  • Fringe

    Appena ho letto il titolo ho pensato ad un articolo sul casu marzu invece si parla di Ryback.
    Non mi è mai piaciuto peró c’è da dire che bene o male è sempre stato tifato. Ha fatto bene a puntare i piedi davanti a Vince perchè è uno che si è sempre impegnato e un possibile approdo in Giappone gli puó fare molto bene. Non diventerà un Elgin peró puó diventare un wrestler di tutto rispetto. Solo in futuro ce lo dirà.
    Adesso vado a recuperare il cingalese di Rio perchè non l’ho visto 🙂

  • The Powerhouse is here

    Ho letto che l’editoriale fosse di Giovanni, poi ho visto le prime righe e ho pensato a Danilo, ero un po’ confuso.
    Ryback mi è sempre andato a genio, poi nell’ultimo anno circa è migliorato moltissimo. Dalle dichiarazioni sue e di altri è sempre parso uno che si impegna tanto, che si fa il cu*o diciamo. Ora spero per la sua carriera che vada in NJPW e cresca tanto.

  • Neanche a me è mai piaciuto, eppure son cresciuto nell’era “A Vince piacciono i maschioni”.
    Ryback in questa WWE ha avuto “senso” nel periodo della streak, dopo è durato anche TROPPO nel Main Roster, quando quello spazio avuto poteva essere usato per altri e in maniera migliore (penso a Sandow ad esempio).

    5 a 1 che lo vediamo in TNA, purtroppo

    • Contro Nessuno

      In TNA sarebbe un ultra campione. E sarebbe meglio!

      • In passato la TNA ha ridato dignità ad atleti che la WWE non aveva valorizzato a pieno come Christian, Tomko o in parte minore persino con Tyrus, potrebbero riuscirci anche con Ryback (e intanto vediamo che fanno con Sandow)

        • Contro Nessuno

          Appunto! Per la tna questi sono top player!

    • Francesco God-Anus

      Ryback piaceva, ecco perchè hanno tentato più volte di renderlo un nome dalla medio-importanza in WWE.
      Anche Sandow piaceva al pubblico, ma si sa, la WWE valuta se concedere o meno occasioni del genere tenendo conto di quanto un atleta possa risultare una garanzia a lungo termine e, almeno così sembra, la WWE avrà ritenuto un Ryback una garanzia migliore di un Sandow.

      Non gliene faccio una colpa totale al 100%, ovviamente avrei provato a puntare seriamente su Sandow, ad esempio, ma un revival del character di Ryback lo avrei tentato comunque, piaceva e andava over facilmente, in più sembrava stesse trovando più confidenza con un microfono in mano.
      Poi che rimane scarso è una verità.

  • Jeff Hardy

    Sono solito a tifare per lottatori ben diversi come i vari Jeff Hardy, Edge o Dean Ambrose. Ryback è totalmente diverso da questi, e ammetto che speravo non vincesse il titolo mondiale però queste son preferenze. La verità è che di wrestler come Ryback oggigiorno ce ne sono davvero pochi e questi fanno davvero fatica ad andare over con il pubblico a causa dell’indisponibilità di fare match esaltanti con magari voli oppure match a velocità elevate, eppure lui c’è riuscito. Potevano costruire un personaggio davvero devastante, un nuovo Goldberg o Batista tanto per intenderci ma la WWE ha deciso di scartarlo. Il titolo intercontinentale vinto gli stava bene come a Big Show sta bene il curseiweight title, un’atleta così può puntare solo ad essere neI Main Event. Spero per lui che nella NJPW possa fare bene.

  • Contro Nessuno

    Non ho capito…
    L’ha scritto Danilo o Giovy?

    • giovy2jpitz

      Danilo

      • Contro Nessuno

        Ok…allora c’era stato un problema…

        • giovy2jpitz

          Si perché io l’ho pubblicato, ma l’ha scritto Danilo, infatti c’è la sua firma a fondo articolo.

          • Contro Nessuno

            Perchè infatti mi sembrava strano…
            Che tu scrivessi di qualcuno che non è un ex lottatore…
            E, anche se la mia stima per Danilo è alle stelle, penso che tu lo avresti scitto meglio!