Se vi è mai capitato di andare al ristorante e di aver gradito solo la metà dei piatti serviti, allora Elimination Chamber fa per voi. E come digestivo una TOP 10 a mezzo servizio.

Pubblicità

5 – SEH ROLLINS E…
…e la sua indescrivibile espressione. Se nello scorso ppv è toccato al faccione di Rusev entrare in classifica, questa volta è il turno del campione del mondo della WWE dopo aver saputo di non aver perso il titolo.
https://instagram.com/p/3XwwAsgFCH/?taken-by=wwe

4 – ELIMINATION CHAMBER FOR IC TITLE
Soddisfatti a metà. Un incontro del genere doveva regalare un spettacolo decoroso ma qualcosa è andato storto. La partecipazione di outsiders come R-Truh e Mark Henry non ha giovato e la prima parte con un Barrett intraprendente non è stato il massimo. La trovata di Sheamus per entrare nel match durante una situazione a lui favorevole è da collocare negli aspetti positivi ai fini della storia che si racconta all'interno di un incontro, ma in termini di qualità è stato fatto un passo indietro. Si è avuta una sensazione di smarrimento e i quattro wrestler coinvolti hanno avuto difficoltà a rendere interessante l'azione. Vari punti negativi ma fortunatamente con Sheamus, Ziggler e Ryback in action si è voltato pagina. Spunti interessanti e dura battaglia tra big man nello stint finale. Pollice in su per la vittoria di The Big Guy che si porta a casa il primo titolo made WWE.

3 – ELIMINATION CHAMBER FOR TAG TEAM TITLES
Un podio che sa di beffa. Dopo numerosi incontri con la suddetta stipulazione speciale e la novità dei tag team all'interno della gabbia, era abbastanza logico aspettarsi qualcosa di innovativo e di un certo spessore ma purtroppo non tutte le ciambelle escono con il buco. Generalmente l'azione è andata a rilento, l'alto numero di contendenti presenti sul ring ha generato confusione e nella maggior parte dei casi non ha semplificato il da farsi. Il meglio è arrivato grazie all'entrata in scena del duo formato da Kidd & Cesaro e alle manovre in stile combo. Nonostante la superiorità numerica del New Day, è mancato quel qualcosa in più così come ci si aspettava dal duo messicano. Tenere Kalisto fermo sopra la gabbia del New Day non ha ripagato e nonostante l'effetto scenico del piccolo luchador che si è arrampicato sulla struttura come Spiderman, la caduta dall'alto non ha aggiunto nulla in particolare. Fase finale interessante con i Prime Time Players e i campioni in carica. Alti e bassi, più bassi che alti, un terzo posto preso in extremis.

2 – SETH ROLLINS vs. DEAN AMBROSE
I duelli precedenti tra i due facevano presagire al meglio e così è stato. Rispetto a mesi fa, ci siamo ritrovato un Ambrose decisamente più over e questo fattore ha inciso non da poco. L'atmosfera era quella giusta e la situazione dell'uno vs tutti funziona sempre, proprio come accadeva con Steve Austin quando doveva vedersela con Vince e la sua cricca (giusto per ritornare ad un articolo scritto settimane fa sull'ex membro dello Shield). Il finale può essere inquadrato come una scelta per allungare il brodo e prolungare la faida, ma tutto ciò rema a favore di Dean restituendogli una maggiore popolarità…e il post main event ne è una dimostrazione. Sul ring i due ci hanno intrattenuto alla grande, Seth sa ben interpretare la parte del campione heel così come lo sfidante ha fatto ciò che gli riesce meglio, ovvero la scheggia impazzita, rimbalzando da un lato all'altro del ring come un flipper. La difesa del WWE World Heavyweight Title si conferma come una delle pietanze preferite e anche in questa occasione non siamo rimasti a stomaco vuoto.

1 – KEVIN OWENS vs. JOHN CENA
La gran parte dei wrestler di NXT non sono affatto dei rookie e lottare nel main roster contro mostri sacri che da anni dominano la scena della WWE, non è assolutamente un problema. Owens è apparso proprio per quello che realmente è e per come si è auto-definito nel primo faccia a faccia avuto con Cena durante Raw, un professionista di lungo corso, e ciò è stato provato durante la contesa. Ha saputo tenere testa al ritmo incalzante senza sfigurare di fronte al leader della federazione. Una prestazione che non lascia alcun dubbio sul talento di questo ragazzone che nonostante non rappresenti il modello esemplare dal punto di vista del fisico, sa ugualmente stupire per l'elasticità nei movimenti saltando e muovendosi con agilità, apprezzando in particolare l'esecuzione di alcune manovre mai mostrare prima in quel di NXT. La riuscita del match va riconosciuta anche per il lavoro svolto da John che, indipendentemente dall'avversario che affronta, è sempre costantemente sul pezzo. Apparentemente normale ma preciso e infallibile come pochi. Lo studente modello che tutti i professori vorrebbero avere nella propria classe.
La sfida svolta ad Elimination Chamber ha convinto anche per il contorno speciale e la possibile chiave di lettura, con una sorta di “invasion” del #1 attuale di NXT che decide di affrontare il volto #1 della WWE per dimostrare non solo di essergli superiore sconfiggendolo, ma rivendicando il valore del titolo che porta marcando il territorio, di come l'NXT Champion non sia secondo a nessuno, nemmeno al pluricampione della compagnia per cui lavora. Chiudo sottoscrivendo la scelta nel consegnare ad Owens una vittoria pulita. Attestati di stima anche Cena nell'aver concesso un pin al nuovo arrivato.