Pay per view di conferme. Divisione tag team al top e categoria femminile ancora nelle retrovie. L'epilogo tra Cena e Rusev dove si sarà piazzato? Il déjà vu dello Shield merita il podio? Spazio anche per una sorpresa…Questo ed altro nella TOP 10!

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10 – THE MEGA POWERS ARE BACK!
Scommetto che qualcuno non avrà gradito ma l'interpretazione di Damien Sandow e Curtis Axel di Macho Man e Hulk Hogan è stata divertente, specie se è stata vissuta l'intera vicenda a partire dalle settimane antecedenti nei tv-show e proseguita via web. Non è la prima volta che la WWE si diletta in imitazioni o di citazioni che vanno a richiamare superstar del passato, e ben venga se il revival del pre-show ha strappato qualche sorriso.

9 – COSA ?!?!?!?!
Posizione numero nove per l'espressione di Rusev dopo che John Cena ha deciso di non arrendersi in seguito ad un suplex su una recinzione. Un inedito niente male 😀
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8 – THE BELLA TWINS vs. NAOMI & TAMINA
Se la categoria di coppia può vantare molte unità, al momento sul campo divas è questo ciò che passa il convento. Con la divisione femminile è una lotta continua, le ragazze si impegnano, sembrano che diano il meglio di se, eppure a fine incontro si ha sempre la sensazione del "si, però…". Il tag team match non va giudicato in negativo, i pochi minuti a disposizione sono stati comunque ben utilizzati. Aver deciso di non chiudere la pratica dopo la finisher move di Naomi, ha dato quantomeno uno spunto in più per vedere come sarebbe andata a finire. La nota positiva arriva dalla ex Funkadactyl che, in veste da heel, rende dieci volte meglio di quanto non lo fosse mai stata prima.

7 – NEVILLE vs. KING BARRETT
Personalmente ho sempre considerato Neville come il talento migliore di NXT, più completo rispetto anche ai vari Finn Balor e Sami Zayn, per la spettacolarità delle sue manovre e di come le esegue. Proprio come si è potuto vedere durante il ppv, se Barrett tendeva a frenare, Neville accelerava. L'unione tra i due stili ha funzionato così come negli incontri precedenti. In termini di qualità si poteva pretendere di più, ma quanto accaduto successivamente alla squalifica del King Of The Ring 2015 smorza quella punta deludente. Nessun vincente e nessun perdente, una soluzione giustificabile.

6 – SHEAMUS vs. DOLPH ZIGGLER
Nonostante non ci fosse una stipulazione speciale, l'incontro è risultato globalmente migliore di quanto espresso ad Extreme Rules, anche grazie alla comparsa del sangue sul volto di Ziggler. Convincente l'intensità dei colpi inferti da Sheamus, e il modo in cui ha sconfitto l'ex campione intercontinentale va incontro all'appeal decisamente più cool che ha sfoderato dal momento in cui è tornato in pianta stabile. Non c'è bisogno di aggiungere dell'altro, i due wrestler sono da fascia alta e quando si affrontano dimostrano di cosa sono capaci. Una buona esibizione in attesa di qualcosa di più grande.

5 – SIERRA – HOTEL – INDIA – ECHO – LIMA – DELTA…SHIELD!
Come tutte le più grandi stable, anche per lo Shield, prima o poi si parlerà di reunion, e in attesa che questo accada, con la Triple Powerbomb assestata ai danni di Randy Orton è stato come fare un salto nel passato. E il segmento susseguente con Seth che chiede complicità a gli ex compagni con questi ultimi che per tutta risposta lo prendono a mazzate, ci ha subito catapultati nel presente. Un piacevole viaggio temporale.

4 – RYBACK vs. BRAY WYATT
Con due uomini della loro stazza, è questo il tipo di match richiesto.
Dopo averli visti all'opera 1vs1, sono sempre più convinto che aver optato per Ryback come il nuovo obiettivo di Wyatt, sia stata una scelta intelligente. Non ho mai nascosto il mio debole per i big man e questi due ragazzoni hanno saputo farsi apprezzare. Nessun appunto negativo da rivendicare ma solo e soltanto degli elogi. E come se non bastasse sono arrivati anche due spot degni di nota, in quanto ad eseguirli non sono stati di certo due pesi leggeri. Nemmeno i più grandi veggenti avrebbero potuto immaginare una Frog Splash di Ryback dalla terza corda. La vittoria semi-sporca di Wyatt protegge in qualche modo Ryback che ha peraltro subito una devastante Senton. I due non si sono risparmiati e se qualche costola ne ha risentito, lo spettacolo ne ha giovato. 

3 – JOHN CENA vs. RUSEV
Delle quattro sfide che la WWE ci ha proposto, l'I Quit Match può essere collocato al secondo posto, immediatamente dopo il confronto di Fast Lane. E' vero che gli occhi erano completamente puntati su Lana e sul proseguo della relazione con Rusev, ma Cena e The Bulgarian Brute sono riusciti ad attirare l'attenzione del pubblico. Ovviamente il pluricampione del mondo non si sarebbe mai arreso, la sconfitta di Rusev era certa, eppure quello che si è messo in mostra ha fatto passare in secondo piano l'esito scontato. Spot considerevoli, oggetti contundenti ben utilizzati e spazio circostante al ring ben usufruito. Si può dire che la contesa abbia fermato il tempo senza far sentire il peso dei 28 minuti. Due punti in meno per il botch della Alabama Slam sul tavolo e per un finale che poteva essere gestito in maniera differente in quanto l'uso della corda più alta del ring era già stato proposto anni fa sempre con John Cena protagonista (ai danni di Umaga).
A parte questi inconvenienti, il capitolo conclusivo tra l'americano e il russo ha dato spettacolo, ha saputo coinvolgere e il punto interrogativo nel capire o meno se Rusev avesse effettivamente dette le due parole famose, annulla gli aspetti meno brillanti esposti precedentemente.

2 – THE NEW DAY vs. CESARO & TYSON KIDD 
Questi due tag team si intendono a meraviglia e se ad Extreme Rules lo hanno provato, a Payback hanno dato una conferma. L'azione all'interno del ring e il modo in cui i wrestler hanno interagito ha coinvolto l'arena stessa diventando un tutt'uno. Man mano che i minuti trascorrevano, il match diventava sempre più avvincente. Menzione in particolare per il duo formato da Cesaro & Kidd che convincono a pieno specie quando duettano, anche se non sono stati precisi durante la finisher move combinata che ha portato allo schienamento per l'1a0. Il punto finale con la furbata di Xavier Woods equivale al mago che tira un coniglio fuori dal cilindro. Una mossa che giustamente dona altro heat verso il New Day mentre per Cesaro & Kidd è una sconfitta meno amara. La divisione tag team brilla specialmente per gli ex campioni e gli attuali campioni.

1 – SETH ROLLINS vs. DEAN AMBROSE vs. RANDY ORTON vs. ROMAN REIGNS
Difficilmente un fatal four way può deludere le aspettative e fortunatamente il main event della serata ha superato indenne la prova. Oltre alle qualità degli atleti coinvolti c'era interesse nello scoprire come avrebbe agito Kane, dopo l'ultimatum dato da Triple H. E allo stesso tempo c'era curiosità sul ritrovare i tre dello Shield l'uno contro l'altro. Questi fattori hanno positivamente influenzato la riuscita della contesa. Anche in questo caso c'è stato un botch e di sicuro si poteva architettare un finale diverso da quello già proposto nello scorso ppv. Nel complesso è stato un bel vedere, il coinvolgimento della Big Red Machine e della J&J Security ha reso il tutto più imprevedibile e chiunque poteva tornare a casa con il titolo tra le mani. Titolo di MVP che assegno a Roman Reigns che, a dispetto dei suoi detrattori, è risultato molto espressivo raccontando il proprio incontro con gesti e parole, come nel face-to-face con Ambrose o nel momento in cui Rollins ha interrotto lo schienamento ai danni di Dean dopo aver eseguito la Spear o con un bel dito medio verso Jamie Noble.