La theme song principale di Wrestlemania dice che bisogna festeggiare ed in effetti la 34a edizione dello Showcase Of Immortals è stata una grande festa, una celebrazione del talento e delle storyline che per gran parte terminavano il lungo viaggio a New Orleans. La card presentava numerosi “big match” che si sono rivelati tali, e ha visto anche un Wrestlemania Moment dedicato a tutti quei giovani fan che sognano un giorno di potere salire su un ring WWE davanti all’insormontabile platea del ppv più importante dell’anno. La settimana post-WM è partita in maniera pirotecnica ma prima di concentrarci sul futuro è tempo della TOP 5.

5. DANIEL BRYAN & SHANE MCMAHON vs KEVIN OWENS & SAMI ZAYN

Ho sin dall’inizio espresso tutto il mio apprezzamento per la storyline che vedeva coinvolto il duo Owens & Zayn contro Shane, dei tasselli che venivano aggiunti di volta in volta e dell’alternanza dei personaggi a seconda delle situazioni. Per l’epilogo non si poteva scegliere un palcoscenico migliore, ma nessuno si sarebbe potuto immaginare che per l’ultimo atto ci fosse stata la presenza come wrestler di Daniel Bryan. Il tempismo con cui è arrivato l’annuncio è servito ad ingranare l’ultima marcia a disposizione per arrivare al grande appuntamento nel migliore modo possibile, le due figure di autorità di Smackdown contro i ribelli. Un quadro perfetto dopo mesi di disegni e tocchi d’arte. Il comeback di DB ha ovviamente dato al 2vs2 una forte impronta sentimentale in quanto chiunque avrebbe dato del pazzo a chi sosteneva che il GM di SD potesse vivere un altro Wrestlemania Moment da assoluto protagonista, e con lo Yes Movement vivo più che mai. L’attacco a tradimento, l’intervento dei medici, quella barella a bordo ring, tutti piccoli particolari per accrescere l’attesa del tag di Shane per Daniel. Wrestling lottato di spessore grazie anche al solito e spericolato Shane O’Mac, ma come avviene per le grandi pellicole, è la trama a fare la differenza e ad elevare un semplice 2vs2 in un tag team match appassionante. Il finale ha visto calare il sipario sul contratto di SD per Owens e Zayn e allo stesso tempo ha visto l’aprire delle tende per Daniel Bryan, che è tornato ad esibirsi per noi e che è pronto a fare spettacoli sera dopo sera, show dopo show e ppv dopo ppv. Per un bivio senza via d’uscita, una luce in fondo al tunnel verso nuove avventure.

4. WOMEN’S CHAMPIONSHIP MATCHES

Posto da condividere per i due match che vedevano i titoli femminili in palio. Sia RAW che Smackdown hanno offerto degli incontri degni dell’occasione ma con sapori differenti. Storyline diverse, una sfida prettamente incentrata sul titolo vs streak e una sfida prettamente personale. Asuka vs Charlotte è stata con molta probabilità il confronto tra le migliori atlete di cui la federazione può disporre quest’oggi, e i nostri occhi possono tranquillamente testimoniare a favore di questa tesi. Inoltre il fatto che Asuka si presentasse ancora imbattuta ha alzato la posta in palio, senza dimenticare che fosse alla sua prima Wrestlemania e con una Royal Rumble vinta qualche mesetto fa. New Orleans è stata ancora una volta terra di sorprese, e dopo The Undertaker anche Asuka è entrata nella lista delle vittime che si vedono interrompere la propria striscia vincente. Un fatto alquanto sorprendente specie per vederla cedere nel tipico gesto del tap-out, cosa che probabilmente non rivedremo mai più. Prima o poi si doveva mettere un punto ed è strano far inciampare Asuka nel momento clou della sua carriera, rendendo reale ciò che sembrava impossibile. Scelta azzardata ma vincente. Il match tra Alexa Bliss e Nia Jax è stato ugualmente spettacolare, e la differenza di stazza ha dato maggiore consapevolezza delle abilità delle due ragazze, in quanto non era affatto semplice convincere ad alti livelli. Il desiderio di vendetta di Nia nei confronti del tradimento dell’amica ha portato più veemenza, restituendoci una contesa di contenuti e con una Alexa infallibile come sempre. Nel match c’era del vissuto, c’era una storia alle spalle e la finisher move di Nia si può considerare come la volontà di chiudere definitivamente questa capitolo, timbrando il The End.

3. KURT ANGLE & RONDA ROUSEY vs TRIPLE H & STEPHANIE MCMAHON

Grande attesa per l’esordio su un ring a 4 lati per The Baddest Woman on The Planet. Ronda ha dimostrato che non conta il numero di angoli a disposizione ma bensì il talento, e l’ex campionessa della UFC ha sfoderato una prestazione più che convincente, togliendo ogni dubbio sulle capacità di poter diventare una superstar della WWE. Gli addetti ai lavori hanno elogiato la sua performance, tanti pareri positivi, e in effetti il carisma e la qualità espressa fanno intravedere un ottimo potenziale. La Rousey, così come Lesnar, ha una personalità e una presenza scenica che va ben oltre il wrestling lottato. Lo star power è una dote innata e Ronda ne ha vendere, sprigionandolo a profusione. Quanto accaduto a WM è di buon auspicio per il suo roseo futuro in WWE. Nella vetrina degli immortali ha avuto modo di dare spazio anche all’espressività del volto, a gli sguardi di fuoco, a quello switch mentale quando si entra in modalità rage. Gli spezzoni di lotta con HHH le hanno peraltro dato quell’aura da fighter senza limiti. Giustamente si è optato per dare maggiore visibilità a Ronda ma nel globale tutti e quattro i partecipanti hanno avuto il loro exploit. Fondamentali sono stati i momenti in cui si pensava che il match potesse finire per poi invece proseguire, come ad esempio la fase della doppia sottomissione o l’armbar di Ronda su Triple H.

2. AJ STYLES vs SHINSUKE NAKAMURA

 

Wrestle Kingdom 10 o Wrestlemania 34? Tokyo Dome o Superdome? Una domanda plausibile che di certo non troverà risposta in questa sede, in quanto la sfida tra AJ Styles e Shinsuke Nakamura dello Showcase of Immortals merita una sua analisi senza fare paragoni. Un match che è immediatamente schizzato alle stelle grazie al talento e alla sintonia dei due wrestler. Qualità che è andata crescendo di minuto in minuto per poi passare la palla allo storytelling. La sconfitta di Nakamura, in seguito a quella di Asuka, è stato sorprendente, perché immaginare che entrambi i vincitori della Royal Rumble sarebbero rimasti a pancia vuota aveva una percentuale di realizzazione pari all’uno percento, e il successivo turn heel di Nakamura ha praticamente lasciato sulle scrivanie gran parte delle nostre mandibole. Un abbraccio a centro del ring che ha ricordato quello tra Jericho e Shawn Michales, ma questa volta ad affrontarsi erano due dei top face della federazione. Il preciso istante in cui c’è stato il colpo di scena è stata una mossa ben studiata, visto che se il 50% delle possibilità vedeva un colpo basso da parte di Nakamura, l’altro 50% delle possibilità vedeva AJ Styles colpire il volto del nipponico con il WWE Title. Opzioni dallo stesso potenziale di sbalordimento che ci hanno regalato attimi di suspance lasciandoci con il fiato sospeso. Il finale del WWE Championship Match è sicuramente arrivato dritto alla base come uno strike che abbiamo accolto molto volentieri senza cercare di provare a rispondere, così come la nuova fase di Nakamura pronta a continuare da qui in poi vedendolo in panni decisamente diversi.

1. BROCK LESNAR vs ROMAN REIGNS

Quello che accade nel ring non è l’unica cosa che conta…
…frase più che mai adatta al match valevole per il WWE Universal Title. Gli avvenimenti dell’ultima settimana hanno condizionato in positivo il match tra Reigns e Lesnar. La questione contrattuale di Brock, le parole del patron della UFC, i dubbi di Paul Heyman e tutto ciò che hanno rimpolpato il contorno, hanno in qualche modo condizionato i pensieri di ogni singolo fan una volta che l’arbitro ha dato il via al match. Guardare Roman che esce dal conteggio, F5 dopo F5, come se nulla fosse successo. Guardare Roman che era entrato in modalità invincibile. Guardare the Big Dog vanificare ogni tentativo di Lesnar nel concludere il pin a proprio favore, ci ha certamente proiettato verso un unico finale. Un mix di gioia ed odio, sensazioni opposte tra supporter ed hater, una cornice perfetta per quello che si è manifestato successivamente. Lasciando in disparte le voci di corridoio, ancora una volta le reazioni scaturite dopo il conteggio di 3 di Brock sono state stupefacenti. Il sorriso di The Beast, lo sgomento di Heyman e quella sorta di “brusio” dell’arena è stato come un déjà vu ma con sentimenti disturbanti. La nota da film horror con il volto insanguinato dello sfidante ha giustamente racchiuso l’immagine della faida tra questi due colossi. La vittoria di Lesnar ha peraltro lasciato un punto interrogativo in quanto il rinnovo del contratto è avvenuto solo il giorno successivo. Infine un Brock che ritorna nel backstage con il titolo ed un grande . Reigns che prende la via del ritorno amareggiato ed un grande . Se prima ci si chiedeva se era giusto concedere il main event al suddetto match, ora abbiamo la risposta definitiva.