Ultima fermata per il roster di RAW prima di raggiungere Wrestlemania, e noi andiamo a scoprire gli hashtag protagonisti della serata dedicata ad Elimination Chamber. Le migliori etichette social che sono andate di tendenza entrando prepotentemente nella #Top5

5. #AsukaGonnaKillYou – #TheIrresistibleForce

E’ stato interessante analizzare il rematch della sfida tra Asuka e Nia Jax, e confrontare con quanto avevano fatto ad NXT verso la fine del 2016. Per entrambe le lottatrici c’è stato un miglioramento. Nia è apparsa più in forma, sinonimo di come stia lavorando duramente per raggiungere uno stato migliore che le consenta di esprimersi al meglio nella proprio professione. E’ sempre la stessa ragazza dalla grande potenza fisica ma più agile, con una rapidità che le garantisce di migliorare le prestazioni all’interno del ring. Lottando contro Asuka ha potuto mettere in luce anche manovre interessanti che la catalogano come una big woman atipica. Le varie prese di sottomissione che ha subito sono state la dimostrazione di come Nia stia evolvendo il suo stile di lotta. I suoi match risultano sempre molto fisici e il finale le rende sicuramente giustizia. Asuka, nonostante sia arrivata in WWE con una personalità già completa, non può concedere passi falsi e ad Elimination Chamber ha dimostrato di adattarsi a qualsiasi situazione indipendentemente dall’avversario che è chiamata ad affrontare. Fattori di qualità che hanno contribuito al successo del match tra Asuka e Nia, ed una complicità tra le due ragazze da tenere in considerazioni per un successivo rematch, magari con il titolo in palio.

 

4. #MondayNightRollins

Personalmente ho sempre considerato Seth Rollins una superstar con qualità superiori a gli altri top main eventer della federazione. Che questo parere sia condivisibile o meno, ciò non toglie che il reboot di Rollins stai portando i suoi frutti. Dopo essersi ritrovato senza un tag team partner (prima Ambrose e poi JJ) e quindi senza un piano ben preciso per WM, il ricalcolo dell’intera vicenda ci ha portato ad avere un Seth nuovo di zecca, più energico che mai, più in sinergia con il pubblico e stakanovista come non mai. La performance della RR, del Gauntlet Match a RAW e di EC non sono tre coincidenze, ma tre prove su come il percorso alternativo imboccato nelle ultime settimane sia fiorente e luminoso. Rollins è un timbro di garanzia, capace di esibirsi per un lungo minutaggio senza frenare la prestazione. Una vita da wrestler spericolata, incentrata sul godimento di quanto si riesca a produrre sul ring e all’esterno dello stesso. La risposta la si ha nell’esaltazione che trasmetti in chi ti segue e basta porgere un orecchio per avere una risposta chiara e incontestabile. Anche chi è stato a lungo in cima alla vetta può inciampare di fronte ad agenti esterni e compromettere il proprio status all’interno della compagnia, ma quando si riesce ad utilizzare a proprio favore ogni piccolo particolare, come il Monday Night Rollins, il tutto diventa più facile da gestire. Seth, nonostante non sia in primissima fila, è sempre su una casella davanti ai propri colleghi, come d’altronde ha dimostrato nel ppv. Non credo che un paragone con Shawn Michaels sia poi così sbagliato…

 

3. #TheBaddestWomanOnThePlanet

L’approdo della ex campionessa UFC ha lasciato il segno portando con se del chiacchiericcio da bar, con un impronta da storyline, partito proprio dalle wrestler, con chi le dava il benvenuto e chi la respingeva al mittente. Successivamente sui social non si è fatto altro che discutere se la presenza di Ronda potesse in qualche modo oscurare le protagoniste attuali della Women’s Revolution, così come accadde alla Royal Rumble. Ma ad Elimination Chamber si è potuto constatare come la Rousey è un elemento aggiuntivo alla divisione femminile, che va a riempire quella casella rimasta vuota. Infatti la pluricampionessa delle MMA ha caratteristiche e una personalità completamente differente, così come ce le ha Brock Lesnar per il roster degli uomini. Una figura possente e dominante sotto ogni punto di vista, che non decide di fare un passo indietro neanche di fronte alla figura della Authority. La presa di posizione di Ronda contro HHH e Stephanie ricorda da vicino il periodo in cui Lesnar non si faceva scrupoli a colpire persino Vince McMahon, o Triple H. Se poi aggiungiamo il fatto che sia stata una donna a schiantare il COO su un tavolo, il segmento acquista più punti. L’alterco con Stephanie McMahon dovrebbe portare ad un resa dei conti in un match vero e proprio, e quando l’odore del business si fa sentire è giusto usufruirne e andare fino in fondo. Ragionando con una più ampia veduta sappiamo che quella di Ronda Rousey non sarà una toccata e fuga, non sarà una singola partecipazione a WM per poi tornare in UFC, e di conseguenza una volta chiuso il capitolo Wrestlemania sarà interessante assistere a questa sua nuova fase di vita professionale come wrestler della WWE, e avere tra le fila The Baddest Woman on the Planet è come poter disporre di una Ferrari nel proprio garage.

 

2. #GetTheseHands

L’Elimination chamber maschile ha avuto tanti protagonisti, varie fasi in cui ognuno ha avuto il suo momento, ma una sola persona ha trascinato l’intera contesa dal momento in cui è uscito dalla camera al momento in cui si è concluso il match. Strowman è stato introdotto come un bruto colosso di oltre 2 metri che distrugge ogni oggetto e/o persona che si oppone al suo cammino, ma nel corso di quest’opera distruttiva è riuscito ad imporsi anche nel lato della comunicazione. Il suo stile di lotta, il suo parco mosse, le sua catchphrase e ogni sua singola caratteristica, hanno permesso ad ogni singolo fan di entrare in sintonia e di stare al suo fianco accompagnandolo spiritualmente in quello che fa. Braun è diventato un attrazione, il gigante che non conosce limiti, l’uomo dalle infinite capacità dal quale è impossibile distogliere lo sguardo. Come spesso è accaduto, il gigante di turno finisce il suo percorso a causa di un alleanza degli avversari, invece vedere Strowman resistere ad ogni attacco e finisher move ha avuto un riscontro positivo, aumentando il supporto verso quest’uomo imponente man mano che passavano i minuti. La velocità a disposizione così come la prestanza fisica, lo rende unico e diverso da qualsiasi big man in circolazione. Vederlo sul tetto di una camera di eliminazione, urlante, con le braccia rivolte al cielo, con lo sguardo rivolto verso i nemici ko, è stato come guardare King Kong sull’Empire State Building. Poco importa se non è stato lui a strappare il biglietto che lo portava dritto dritto al main event di Wrestlemania, perché la prestazione di Elimination Chamber ha dimostrato quanta ricchezza ci sia al suo interno e quanto ancora può dare. Il consenso del pubblico potrà magari far pensare che possa diventare un gigante buono come a fase alterne lo sono stati Big Show, Kane e The Great Khali, con alcuni segmenti ironici che depotenziavano in qualche modo quell’aura da colosso inscalfibile, ma è giusto oltre modo far notare come l’indiretta relazione instaurata con i fan possa ampliare il suo prosieguo rimanendo allo stesso tempo un temibile gigante da cui è impossibile sfuggire.

 

1. #YouDeserveIt

Sentiamo spesso parlare di mic skill, dell’abilità di parlare al microfono intrattenendo il pubblico, del dare un significato alle parole e di suscitare una reazione. La campionessa del roster di Raw ha un’innata predisposizione nel farlo, come ad esempio si è potuto evincere dall’intervista post match del PPV. Una prima parte di lacrime e parole piene di emozioni e una seconda nella quale si trasforma, con un battito di ciglia, nella ragazzina spietata e senza peli sulla lingua, riportandosi al di sopra di ogni singola persona presente nell’arena. Una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Alexa non passa mai inosservata e ogni qual volta decide di prendere parola non ci sono banalità o tipiche frasi ad effetto. La campionessa è assolutamente un punto fermo dell’intera divisione femminile, in quel corpicino non c’è soltanto personalità e carisma ma anche talento nel wrestling lottato. Ad Elimination Chamber non ha tradito le attese, ed essere capaci di raccontare una storia all’interno di un match è senz’altro una dote in più. Il fan del wrestling non è più quello di una volta, il trascorrere degli anni ha portato dei cambiamenti e anche chi viene presentato come un “heel” può essere elogiato e ammirato. I cori a favore della Bliss, quel vale molto di più di un singolo elogio. Il pubblico sa riconoscere chi ha la vera stoffa e non si fa ingannare. Noi tutti vediamo nella Bliss un piccolo grande talento che una volta approdato nel main roster ha saputo ritagliarsi il suo spazio, convincendo l’intero bacino d’utenza e la WWE stessa. L’affermazione ad EC e le parole successive al match le hanno consentito di fare un ulteriore passo in avanti. E’ davvero importante rimanere sempre nel pezzo, non dare mai nulla per scontato e continuare a stupire. Alexa Bliss sta viaggiando ad un ritmo elevato e tutto quello che sta ricevendo in termini di popolarità e di risultati, è INDISCUTIBILMENTE meritato.