5. IL RITORNO DEGLI HARDY BOYZ

Difficilmente la WWE non riesce a centrare i propri obiettivi e anche questa volta il desiderio di riportare Matt & Jeff Hardy a casa si è tramutato in realtà. Purtroppo tra i due fratelli e la TNA è in corso una diatribe che impedisce di usare certi termine e certi nomi che avrebbero certamente dato tutt’altro effetto ma nonostante ciò la sorpresa si è rivelata un successo. Il ritorno degli Hardy era nell’aria ma una presenza a Wrestlemania non era così scontata, seppure la sconfitta e la fine del regno titolato il giorno prima nella ROH, aveva acceso diverse lampadine. Un ritorno in pompa magna che si è rivelato un WM-Moment con tanto di partecipazione in massa da parte del pubblico a suon di DELETE. Parlando del match, Matt & Jeff hanno trovato la tavola apparecchiata in quanto dare loro a disposizione delle scale, è come dare a Lewis Hamilton una Mercedes e dirgli di fare una pole, raramente qualcosa può andare storto. Gli Hardy si sono rituffati nell’atmosfera della WWE interagendo con le altre coppie coinvolte e rivedere Jeff eseguire uno dei suoi pezzi forti, è stato come effettuare un salto indietro nel tempo. Vederli trionfare e conquistare i titoli di coppia di Raw, va a chiudere un intera saga che mesi fa Broken Hardy e Brother Nero avevano battezzato annunciando di conquistare ogni panorama riservato ai tag team fino a sfociare nella federazione dei MeekMahan. Un qualcosa nato quasi per caso e con vena ironica ma che a Wrestlemania si è invece realizzato per davvero.

 

4. AJ STYLES vs SHANE McMAHON

Cominciamo con i pollicioni in su per aver sancito il suddetto incontro come opening contest della serata. Per iniziare ci vogliono i botti, e non mi riferisco ai fuori d’artificio. AJ & Shane hanno fatto faville respingendo al mittente tutte quelle preoccupazioni per chi aveva poco considerato questa sfida catalogando Shane come un “piccolo” avversario per AJ Styles e di conseguenza un passo indietro rispetto alla scorsa edizione di WM per il P1. Il Commissioner di Smackdown è ben noto per il suo stile sprezzante del pericolo e la presenza di AJ non avrebbe fatto altro che esaltarlo maggiormente. Discorso differente ma con lo stesso fine per l’ex campione del mondo che avrebbe duettato con un certo signore dalle caratteristiche congeniali per dare spettacolo. Il bump dell’arbitro ha dato il via libera all’indole extreme di Shane e tutto ciò che ne è scaturito è stato ovviamente ben accolto esaltando la folla e rompendo il ghiaccio iniziale. Non è mai semplice aprire le danze, sopratutto se si parla di Wrestlemania, ma Shane ed AJ hanno ballato saltando dal valzer al rock senza perdere un briciolo di lucidità. Spot dopo spot la contesa ha raggiunto alti livelli mettendo in luce anche delle ottime doti da submissioner di Shane O’Mac. Tanto di cappello per il figlio di Vince McMahon che si dimostra di essere un part-timer di lusso grazie al periodo della Attitude Era che ha fatto scuola.

 

3. SETH ROLLINS vs TRIPLE H

Probabilmente il match più incerto dell’intera card, non solo in termini di risultati ma anche per quanto riguarda lo stato di salute di Seth Rollins. La buona riuscita dell’incontro infatti va riconosciuta in gran parte alle condizioni della gamba di Seth che sono rimaste nascoste, tenendoci all’oscuro sulla reale entità dell’infortunio riportato settimane fa. Tutto ciò ha associato al match un punto interrogativo senza sapere effettivamente come potesse svolgersi, se fosse terminato nel giro di pochi minuti, se Seth potesse eseguire tutte le sua manovre, e altri pensieri simili. La risposta migliore l’abbiamo avuta sul ring con un Seth in grande forma e con una contesa di alta qualità supportata da una storyline ben costruita nel tempo. Gli attacchi di HHH sulla gamba malandata di Rollins sono stati ben gestiti senza sprofondare nella ripetitività e in azioni monotone, ma bensì ben giocata nel vedere se Seth fosse pronto a certi meccanismi. Fondamentale il coinvolgimento di Stephanie ai fini della story. HHH, seppure con pochi incontri alle spalle rispetto a gli impegni che le superstar di oggi sono chiamati a rispettare, rimane pur sempre uno stacanovista e la chimica con Seth era evidente. E come non apprezzare il Pedigree di Triple H? Unico ed inimitabile. Una faida nata a fine Agosto, costruita in autonno/inverno e risolta in primavera. Una perfetta quattro stagioni. Un feud con i giusti ingredienti e con un finale che in questo caso possiamo dire che è terminata con un game over.

 

2. GOLDBERG vs BROCK LESNAR

E’ riuscita la WWE a sostituire il match di WMXX tra Goldberg e Lesnar con il match di WM33? Assolutamente si. Un impresa quasi utopica considerando che tra un’edizione e l’altra sono trascorsi ben 13 anni. Ma a parte le premesse, i 5 minuti scarsi che hanno visto impegnati i due wrestler sono stati decisamente impetuosi. Bill e Brock sono delle star-power nettamente differenti dallo standard tipico di un wrestler, e per catturare l’attenzione ed essere incisivi al 100%, bastano solo alcune mosse. La collisione tra le due bestie è stata affascinante tanto quanto la prima volta. L’inquadratura su Brock in seguito ai primi tre suplex ha costituito un ingente in più per giocare sull’effetto sorpresa con la Spear improvvisa arrivata dal nulla. Il ring sembrava quasi esplodere ad ogni manovra eseguita dai due protagonisti. Una battaglia a colpi di finisher moves, tanto quanto basta. Breve, ma intenso. Un filone con cui abbiamo preso confidenza dall’ultima edizione di Survivor Series per poi proseguire con i face-to-face negli show settimanali e lo scontro nella Royal Rumble. Non si poteva chiedere di meglio e queste due forze incontrollabili chiamate Goldberg e Lesnar hanno lasciato il segno, allontanando per sempre l’epilogo di WMXX.

 

1. ROMAN REIGNS SCONFIGGE THE UNDERTAKER

C’è una categoria di soggetti ben nota a tutti, compresi WWE e Reigns, chiamata “haters”. L’imprescindibile odio nei confronti di Roman, in contraddizione al pensiero degli individui che dimostrano quotidianamente il proprio disprezzo, non sta facendo altro che rafforzare lo status in cui si trova attualmente l’ex membro dello Shield, tanto da spingere la federazione a calcare la mano, di prendere la palla al balzo e lanciare tante piccole esche, consapevole di tornare a casa con una cesta piena di tanti haters. Avere una gran fetta di contestatori di questo tipo non rappresenta una bocciatura ma bensì una delle migliori pubblicità che si possa avere. La WWE ha delle ottime ragioni per continuare a credere in Reigns e individuare in lui come l’uomo che porrà fine alla carriera di The Undertaker, è stata una trovata più che geniale, e quanto si è potuto ammirare (e specialmente ascoltare) nel Raw post Wrestlemania, è un successo vero e proprio. Ciò che è accaduto a Raw, è esattamente la reazione che la WWE voleva suscitare nei confronti di queste specifiche persone, aumentare l’odio verso RR portandolo ad un livello superiore. Ma oltre a quanto esaminato fino ad ora, c’è da sottolineare come la vittoria di Reigns possa essere riconosciuta in qualche modo come una sorpresa. Nonostante le ultime voci di corridoio che vedevano WM33 come l’ultimo ppv di Taker, un calo del sipario con una sconfitta così netta nel main event dello Showcase Of Immortals, non era poi così un fatto auspicabile. Se Lesnar rappresentava l’uomo giusto per mettere fine alla striscia vincente di Undetaker, Roman Reigns rappresenta l’uomo giusto per mettere fine alla carriera del Deadman, perché volente o nolente, il tre volte campione del mondo è ad oggi il presente e il futuro della fed, e non a caso ha presenziato per tre anni di fila nel main event di Wrestlemania. Il No Holds Barred Match ha peraltro dato la possibilità a Reigns di dare sfoggio anche ad una personalità più fredda e senza remora, non avendo pietà del Deadman, surclassando l’avversario dopo averlo più volte colpito con una sedia. Lo sguardo finale che Reigns lancia in direzione di Taker è probabilmente la scena che meglio inquadra quello che è accaduto, e come in una sorta di passaggio di consegne, la frase “This Is My Yard” ha da oggi un nuovo proprietario.