Questa domenica Roadblock ci consegnerà la fine dell’anno WWE. Un anno per certi versi positivo per la mole di materiale inserito negli show gratuiti e a pagamento. Si è ritrovata la voglia di guardare la WWE, di apprezzarla e seguirla di settimana in settimana con l’atteso di sapere cosa accadrà poi. Merito, lo si può dire, della decisione di tornare ai monobrand – come auspicavo da tempo, dove molti interpreti sono riusciti ad uscire alla distanza mostrando la propria indole e il proprio talento. Si è passati da una stanza piccola con 60 atleti a due stanze un poco più grandi con 30 atleti ciascuno: si respira, si ragiona meglio, si ha più libertà di movimento. Un toccasana che, se da un lato non ha risvegliato Raw dal torpore delle tre ore, sicuramente ha reso più interessanti e sistematici i ppv.

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Nel 2016 il main roster non ha sofferto della concorrenza spietata di NXT né del Cruiserweight Classic. In entrambi i casi è valsa la necessità di limitare l’enorme talento dei ragazzotti delle indy, tentando di far capire pienamente di quale campionato si stesse parlando. Sicuramente, una volta arrivati ai voti di fine anno, non dovremo far ricorso ad NXT e ai suoi match e alle sue storyline. Con questo non sto dicendo che NXT non abbia prodotto buon wrestling, ma che lo abbia prodotto con meno intensità rispetto al passato. Il motivo? Il passato di NXT e delle indy è andato a dare intensità al main roster, ha fornito numerose occasioni di delizia, garantendo in ogni caso il massimo spettacolo. La sfida tra Sasha e Charlotte è un caso emblematico di come potrebbero lottare pure per altri due anni e non ci stancheremo mai di loro. Ed è incredibile come la WWE sia riuscita a tirare avanti una storia così per un anno (prima con l’inserimento di Becky, quindi solo le due in assolo) e non abbia fatto annoiare per nulla, trovando ogni volta nuovi spunti o addirittura rinfrescando temi che si credevano saturi.

L’ausilio di Ric Flair poi è servito a dare pathos ad un rapporto padre-figlia ottimamente recitato come mai era accaduto nella storia. È la dimostrazione di una donna che ha appreso in ogni dettaglio la lezione del padre, al quale ha rubato segreti e malizia, tale da consentirle di rimanere pur sempre sulla cresta dell’onda. Charlotte, più di Sasha e Becky, è stata magistrale. Ha saputo reinventare la categoria femminile, liberandola dall’era divas e consegnando una donna neorealista – dove gli sculettamenti o i tradimenti triti e ritriti ai danni degli uomini sono stati banditi, dove è uscita fuori quella che è la vera competizione femminile quotidiana. Ha spazzato via Trish & Lita, Sable & Torrie, Nikki & Brie, Maryse & Candice, Michelle & Layla. Non ha spazzato via AJ Lee poiché nel suo interpretare sghembo e malefico c’era una traccia sulla quale il team creativo di Raw ha lavorato alacremente con risultati strepitosi.

Sasha ha seguito la collega, pagando talvolta la minore esperienza familiare ma riscattandosi con una egual misura tecnica, in grado di spostare sempre più in là l’asticella dello spettacolo. Ha saputo fare “click” col pubblico che l’ha supportata strenuamente ed ha gioito per le sue vittorie ed ha pianto per le sue sconfitte, arrivando ad un punto dove l’incazzo sapeva quasi di tradimento personale. Anche lei rimarrà nella storia di questo 2016 ed avrà l’ultima parola per la chiusura del feud. Sarà lei a vincere perché è giusto poter proseguire così: Charlotte ha bisogno di un periodo nelle retrovie dopo un periodo lunghissimo da leader e Bayley ha una possibilità in ballo dopo aver vinto alle Survivor Series e potrebbe ancora una volta costringere la Banks a girare heel. Se Nia Jax pare superata, Alicia Fox non schierabile, attenzione al ritorno di Emma che fino all’infortunio stava facendo davvero bene. Un face vs heel che si scrive da solo e che risulterebbe il giusto intermezzo prima di saper/voler lanciare definitivamente la nerd Bayley. Però fino a quel momento sarà Sashamania, e assieme a Charlotte potranno scrivere l’ultima riga della loro favola: un lieto fine dove entrambe saranno vincenti, qualunque cosa succederà.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".