Il fan di wrestling è da sempre irrazionale, infantile e incontentabile. Partendo da questo dogma che ci accomuna tutti quanti, voglio provare a buttare giù qualche pensiero sul “ritorno-non ritorno” più importante degli ultimi anni in WWE.

Ogni generazione ha il suo “vorrei, ma non posso”, chi Bret Hart dalla fine del 1997 in poi, chi Sting da sempre, chi CM Punk da pochi mesi, insomma, potrei fare un elenco storico che riempirebbe un roster intero; nonostante ciò, Vince Mc Mahon, ha sempre saputo gestire con sapienza ogni situazione e momento delicato nei rapporti con i “suoi” wrestler.
Con il terrore, forse ingiustificato, di tenere alta la tensione positiva del post Wrestlemania XXX, la compagnia sceglie di riunire tre superstars già sotto contratto, cogliendo l’occasione di ripulire l’immagine perdente di Orton e Batista. Un successo. Siamo tutti felici di rivederli sbruffoni, come ai tempi di massimo splendore di questa stable.
 
Gli anni sono passati, la leggenda dell’Evolution non come la WWE avrebbe voluto. Non si discute popolarità all’interno del pianeta wrestling, si ribalta la situazione se li confrontiamo con il competitivo mondo dell’entertainment. Motivo per cui li vediamo in aprile inoltrato, periodo dell’anno dedicato a chi vive e respira wrestling, dove la “gente comune” si dimentica di vedere Raw il lunedì sera.
Ma che invece, è terreno fertile per costruire le fondamenta a qualcosa di futuribile, leggasi Shield; che sta avendo un boost di popolarità, mai avuta prima. Impareggiabile rispetto a ogni altra faida avuta in passato per Ambrose, Reigns e Rollins, fino a pochi mesi fa, già battezzati verso un triste e dimenticabile split.
 
Che l’esperimento Reigns sia in fase avanzata, è inutile porre l’accento, più importante mettere l’evidenziatore sulla scelta di scomodare Triple H per far brillare i tre. Per la prima volta nella loro carriera, i tre dello Shield, si trovano a essere proposti e percepiti come main eventer, senza mezze misure. Riconfermando tutto il buono cui erano stati capaci nei primi mesi del 2014.
Adesso, tra pochi giorni, l’occasione di vivere la loro Wrestlemania; nonostante il risultato, per definizione incerto, quando Triple H è tra i partecipanti. In passato, soprattutto nel periodo Evolution, è stato capace di scelte discutibili, ma questa volta la situazione è diversa. Gli anni passati, il ruolo, vedranno questa Evolution 2.0, capace di aiutare a far fare il salto definitivo allo Shield.
 
E’ il classico match, che vedrà i face uscire bene in ogni caso, sconfitta compresa; perché il build-up è stato praticamente perfetto e ha portato la faida ad Extreme Rules, cotta a puntino e con l’hype giusto per ingolosire i fan.
Sarà interessante, inoltre, vedere come, con il Network ormai a pieno regime, la WWE imposterà lo show e l’evoluzione dell’Evolution (scusate il voluto gioco di parole). Si parla di un Batista fuori a maggio e un rientro di Orton nel giro titolato, vedremo, per il momento mi sento di ringraziare la WWE per queste settimane che ci hanno fatto rivivere un passato tirato a lucido e funzionale ad un progetto.
Luca Grandi
In allenamento per diventare un cattivo dei Cavalieri dello Zodiaco. Cerco di non perdere la salute tifando Arsenal. Tengo un occhio aperto sui fumetti e le serie tv come Tetsuya Naito.