Nelle ultime settimane ho parlato poco di GFW solo attreverso i report settimanali di Impact poiché impegnato con il Mae Young Classic(e lo spam ad altri articoli lo portiamo a casa). L’ultima volta che abbiam parlato della promotion di proprietà Anthem era per discutere la vittoria del Global Title di Eli Drake. A circa un mese di distanza, cosa è successo in quel di Nashville? Abbiam avuto Triple Mania con i vari lottatori della federazione e la questione Sexy Star-Rosemary, Jeff Jarrett si è allontanato dalla federazione a causa di alcuni problemi con Ed Nordhold, BFG annunciato in Canada per inizio novembre, Eddie Edwards che vince il GHC Heavyweight Title in NOAH e rumors su un nuovo possibile rebrand che potrebbe portare la TNA a diventare una federazione candadese visto che Anthem a sede in Canada. Proprio due cose da niente. Proprio due.

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Mentre su alcuni dei seguenti argomenti avrò l’opportunità di parlare in futuro(forse) oggi vorrei soffermarmi sulla questione del brand legato alla federazione visto che al momento fornisce ottimi spunti di discussione. Partiamo dalla speranza di molti che sono positivamente legati alla federazione e che personalmente credo sia soltanto uno scenario da fantawrestling. Mi riferisco ad un ritorno al brand TNA. Fantawrestling perchè ora come ora la cosa sembra difficile, considerando la voglia dell’attuale proprietà di staccarsi proprio da questo marchio: da gennaio abbiamo avuto diversi cambio di logo, la federazione cambiar nome in Impact Wrestling, diventare GFW con Jarrett e poi tornare ad essere Impact poiché ormai il brand TNA è diventato stantio e sinonimo di pessime scelte dirigenziali. E questo suo esser stantio è da riscontare nell’esser visto male economicamente, tanto che il cambio di nome della federazione è stato fatto per cercare nuovi fan e nuovi advertiser disposti a comprare gli spazi pubblicitari durante le puntate di Impact. Per i fans il marchio TNA è ancora visto positivamente, poiché molti di noi hanno iniziato a seguire questa federazione nel suo miglior momento e dubito che ci siano persone che hanno scoperto la TNA per il periodo di Hogan e Bischoff. Tuttavia fare soldi sfruttando il brand TNA al momento sembra difficile tanto quanto spiegare a Shera come si lotta decentemente.

 

E così Anthem si è provata ad affidare a Jeff Jarrett che ha creato la promotion e l’ha gestita per anni fra alti e bassi. Jarrett che però mi è sembrato quasi più interessato a sfruttare questa occasione per finalmente lanciare la GFW più che riprendersi la sua creatura che tanto ha amato e che poi ha lasciato nelle mani di Dixie Carter. Quasi a dimostrare che alla fine la GFW non era un fallimento, ma purtroppo per lui la sua nuova creatura è già arrivata al capitolo finale, visto che è stato allontanato da Anthem e con lui anche il nome GFW è stato allontanato. Un allontanamento che può esser negativo, visto che Anthem non ha più una persona che conosce bene questo business ed ha una sua visione su come va gestita una federazione ad un certo modo, ma allo stesso tempo può esser positva visto che il brand GFW stesso era visto come un sinonimo di fallimento visto il primo tentativo di Jarrett di portarlo alla ribalta, tra tapings per uno show televisivo trasformato poi in un PPV e una federazione che aveva delle buone pretese e che finì a far solo house prima di esser quasi comprata dalla TNA/Impact.

 

Una federazione che nonostante rebrand e contro rebrand è rimasta la stessa. Se dal punto di vista del prodotto non lo vedo come un problema, sotto altri punti di vista è un problema poiché tutto ciò non è servito per allontanare quella nuvola di negatività, che farebbe impallidire anche quella di matrice fantozziana, dalla TNA. La federazione e la proprietà devono provare a cambiare le cose, non solo dal punto di vista del brand, ma anche dal punto di vista dell’organizzazione e della gestione e far vedere che ci si vuole staccare dal passato e questa sensazione sembra aver delle conferme nei recenti rumor che parlano di un futuro in Canada della promotion visto che Anthem è canadese ed ha sede a Toronto. Ora, non conosco nei dettagli i piani della proprietà e non sono un esperto in economia, ma uno spostamento in Canada della federazione potrebbe esser già un buon modo per dimostrare che si vogliono cambiare le cose. In peggio o in meglio solo il tempo potrà dircelo.

 

Secondo il mio modesto parere, il parere di un semplice fan di questa stupenda disciplina, l’importante per la TNA è andare avanti ad offrire un buon prodotto perchè una qualsiasi promotion, che si chiami WWE, GFW, TNA o WCPW, se offre un buon prodotto troverà sempre un fan nel sottoscritto.

Mauro Chosen One
Nato in un paesino sperduto fra la nebbia della bassa Bergamasca, scrive per Zona Wrestling da 4 anni. Reporter di Impact, co-fondatore e co-curatore della rubrica "La Theme Song del giorno", editorialista a tempo perso. Tifoso sfegatato della Juventus e del Liverpool. Ha visto i suoi Dallas Mavs vincere le Finals. Si ritiene un gran fan di Edge,Scott Steiner, Drew Galloway Gail Kim, Emma, Bobby Roode, AJ Styles, Eli Drake, ECIII, Revival e tanti altri wrestler che non son tifati manco dai loro genitori. Sogna di diventare il nuovo Ron Burgundy.
  • Irish Tommy

    Ho letto giusto qualche giorno fa che lo spostamento in Canada potrebbe favorirli dal punto di vista tassativo. Al tempo stesso però potrebbero avere problemoni con i permessi di lavoro dei lottatori e non solo.

    • Marco10695940

      va beh ma se la volontà è quella di spostarsi in Canada già sapranno come risolvere eventuali problemi con i permessi.

      • Irish Tommy

        Si ma penso abbiano un costo, poi non è detto che vengano rilasciati.

        • Marco10695940

          ok, ma credo che non si faranno cogliere impreparati

          • Irish Tommy

            Si certo.. ma con la tnagfwiw non sai mai che aspettarti

          • Marco10695940

            ah già…

  • Marco10695940

    spaice dirlo ma sulla questione di Jeff Jarrett e il marchio Global Force Wrestling ci aveva visto lungo Matt Hardy qualche mese fa.

  • Give me a Spell yeah! TFT

    Le solite seghe mentali che escono dai piani alti di Wall Street pronte a inquinare le giovani menti che si lanciano nell’imprenditoria. Il nome del brand conta fino a un certo punto. Ci sono migliaia di aziende morte e risorte sotto lo stesso nome. Ciò che non entra in testa a questi nuovi geni del business è che più che la facciata di un’azienda, conta il contenuto.
    Se vogliono ripartire dal Canada per conquistare una nuova fetta di pubblico riducendo le spese, è una scelta logica e consapevole che solo il futuro dirà se giusta o fallimentare.
    Questo continuare a ciurlare il manico intorno al cambio di nome, lo vedo come l’ennesima riprova di una compagnia in balia delle lune storte. Le gestioni precarie si susseguono alla velocità della luce. Più che il brand direi che è un difetto di coerenza.