Ieri vi abbiamo proposto, attraverso le news, i passaggi più importanti del podcast durante il quale, Steve Austin, ha intervistato il COO della WWE, Triple H. Oggi, come annunciato, attraverso questo blog, vi diamo la possibilità di leggere la trascrizione (quasi) completa del podcast. Segnalandovi che le parti inedite sono quelle in grassetto, vi auguro buona lettura:

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Steve Austin: “Come sai, ho chiesto ai fan di mandarmi le loro domande. Me ne sono arrivate migliaia su quanto successo alla Rumble. Moltissimi non sono d’accordo con la vittoria di Reigns, volevano Daniel Bryan, privato del suo titolo ed eliminato troppo presto dalla Rissa Reale, come vincitore. Sono un po’ confuso. Sembra quasi che la kayfabe sia morta. La gente ora si lamenta delle decisioni di booking, una volta non era così. Ora tutti parlano di booking, writer e del lavoro dietro le quinte. Come si fa a scrivere uno show dove la kayfabe è praticamente morta?”

 

Triple H: “È dura. È la parte più difficile. C’è questa componente oggi, il web. In più, oggi, moltissimi sanno come funziona il dietro le quinte, sanno cosa c’è dietro. Parlano di “pushare” alcuni talenti. Una volta non era così. Oggi la gente non accetta più le storyline per quello che sono, storyline appunto, non siamo più a quei tempi. Una gran parte del pubblico riesce a vedere il wrestling per quello che è ma c’è un’altra grande parte che è dentro al meccanismo, sa come funzionano le cose, è costantemente informata a volte anche più di noi. A volte si arriva al punto che, secondo me, loro chiedono semplicemente l’opposto di quello che facciamo altre volte credono che alcune cose possano funzionare.”

 

Steve Austin: “Nel 1996, a due settimane dall’evento, Vince mi disse che avrei vinto il King Of The Ring. Io ho accettato, non ho detto ‘Sono qui da poco c’è gente sicuramente più meritevole di me per quel posto’. Cos’avrebbe dovuto dire/fare Roman Reigns una volta appresa la notizia che avrebbe vinto la Rumble?”

 

Triple H: “Grazie mille (ride ndr)”

 

Steve Austin: “La gente pensa che non si meriti questo posto. Magari se avesse ottenuto la vittoria alla Rumble in modo diverso, sarebbe stato meglio? Se avesse superato dovuto superare diverse difficoltà. Con tutto il rispetto per chi è rimasto sul ring con lui ma non si poteva pensare ad un finale migliore?”

 

Triple H: “Alla fine di tutto, non sto cercando scuse, ed è il bello della WWE, è un solo uomo ad avere l’ultima parola, a prendere la decisione finale: Vince. Ci mettiamo tutti insieme, portiamo i nostri suggerimenti, valutiamo tutto poi, e questo è il bello, c’è un uomo che prende tutto questo e lo trasforma in storyline, gli dà una direzione e quest’uomo è Vince. È perfetto? No. Io sono perfetto? No. Il team di writer è perfetto? No. Non sempre Vince prende la decisione migliore ma è un buon ascoltatore”

 

Steve Austin: “Roman Reigns vs. Daniel Bryan a Fast Lane con in palio la title shot è il modo di Vince di prendere in mano la situazione? Di ‘rimediare’ in qualche modo?”

 

Triple H: “Il lavoro non è cambiato molto. Un writer, sceneggiatore, booker intelligente reagisce a ciò che gli accade intorno. Alla fine è quello che facevano anche noi, ogni volta che salivamo sul ring. Se la sera prima qualcosa non era piaciuta, ne facevamo un’altra. È così che funziona il business. A mio parere, è la forma migliore di intrattenimento al mondo. Possiamo cambiare direzione in men che non si dica, possiamo continuare sulla stessa, possiamo continuare sulla stessa e poi cambiare all’ultimo e ricambiare ancora. È sempre stato così fin dai tempi di Hulk Hogan.”

 

Steve Austin: “Stasera ho cercato di capire chi era il più tifato tra Bryan e Reigns. Ho fatto molta fatica: prima tutti con Reigns, poi con Bryan, di nuovo con Reigns e così via..”

 

Triple H: “Lo so, è dura. C’è un ambiente molto duro ora. È come la questione John Cena: dicono che non li ascoltiamo, leggo sempre che di gente stufa di John Cena, non vogliono più vederlo. Eppure è lui che riempie le arene, vende più di tutti. Buona parte del pubblico lo acclama. È difficile, impossibile, accontentare tutti dal più vecchio al più giovane. Durante l’Attitude Era, era più facile: avevamo una target demografico ben definito.”

 

Steve Austin: “Qual è il vostro target ora?”

 

Triple H: “Beh, è diverso. Ora hai il ragazzino di 8/10 anni seduto di fianco al ragazzo di 22 con i suoi amici, poi magari hai la mamma e il papà e, ancora, i nonni. Ognuno vuole cose diverse dall’altro. Siamo trasversali, abbracciamo tutte le fasce d’età, le razze, le religioni ecc. Il nostro pubblico è troppo eterogeneo, non ci sarà mai uno che ti fa pensare ‘Ecco, questa è la Superstar perfetta per tutti.’”

 

Steve Austin: “Tornando ai tempi dell’Attitude Era, mi sembra che a quei tempi la gente fremeva per vedere cosa sarebbe successo nella puntata successiva, non aveva altro modo per conoscere gli sviluppi. Ora che siamo nella Reality Era, cos’è cambiato? Cosa significa?”

 

Triple H: “Siamo nella Reality Era perché, come hai detto tu, la kayfabe è morta. La gente ‘crede’ alla storyline ma poi sa anche quello che c’è dietro, conosce la realtà. Oggi è semplicissimo accedere alle notizie sul dietro le quinte, persino i siti e quotidiani più importanti riportano quello che succede all’interno del business. Possiamo quasi dire che la realtà è il business oggi. Non si può più negare il ‘dietro le quinte’, la gente ormai sa troppo per poter far finta che non esista.”

 

Triple H: “Quando non mettiamo in scena una storyline non fatta bene, per qualsiasi motivo: scrittura, sceneggiatura, messa in atto.. La gente è molto critica. Soprattutto quando la storyline va completamente contro la realtà di chi la mette in atto, c’è una buona porzione di pubblico che dice: ‘Andiamo, dai..”

 

Triple H: “Se la guardi da un punto di vista della storyline, Daniel Bryan è stato eliminato presto e Roman Reigns ha vinto la Rumble. Fine. La Reality Era dice: ‘No No, stanno pushando Roman Reigns e ridimensionando Daniel Bryan’ perché, per qualche ragione, credono che noi vogliamo ridemensionaria Bryan, vogliamo lasciarlo indietro. È divertente. Anche quando abbiamo costruito il percorso, l’anno scorso, di Bryan verso WrestleMania, quando abbiamo modificato i piani originali. C’erano dei momenti in cui lo stesso Daniel diceva ‘Non posso avere successo ora, è troppo presto. Dovete mettere fine a questa storyline’.”

 

Steve Austin: “Non ho ancora visto Twitter ma mi sembra che stasera Reigns sia andato bene. Ha un buon look, una buona presenza e sicuramente migliorerà. Penso proprio che stasera sia andato particolarmente bene, penso abbia brillato. Penso che il finale lo abbia aiutato.”

 

Triple H: “Assolutamente. È quello di cui parlavo prima. Di cos’ha bisogno Roman? Facciamolo. Il business è come un puzzle… Sento un sacco di persone che dicono ‘Roman non è pronto per questo’. Secondo me nessuno è pronto per questo. Pensi di sapere cosa significhi essere la prima stella, avere tutta l’attenzione su di te ma non è così. Quando hai un sacco di persone che ti dicono cosa devi fare, ognuno ti dice il proprio parere non capisci più cosa devi fare, non capisci più quelli che sono dei buoni suggerimenti. Cominci a pensare e a ripensare alle cose. Questa è la peggior cosa che ti possa capitare.”

 

Steve Austin: “Fare il wrestler è sempre stato il tuo sogno, fin da quando avevi 5 anni. Eri anche interessato ad altri aspetti come le inquadrature ecc. La tua carriera sul ring è stata eccezionale e prosegue ancora oggi con quello che fai dietro le quinte. La mia domanda è: se non avessi sposato Stephanie McMahon, quale sarebbe stata la tua strategia? Come avresti continuato la tua vita?”

 

Triple H: “Onestamente, anche se.. Sai, all’inizio mi dava fastidio, molto, che la gente mi dicesse che sono quello che sono grazie al matrimonio con Stephanie. Poi ho smesso di preoccuparmene. In ogni caso, credo che se anche non avessi sposato Steph, sarei nella stessa posizione. Magari non proprio questa, ma comunque sarei qui a lavorare dietro le quinte. Come tutti, agli inizi, pensavo che, con un po’ di fortunata, avrei lottato per qualche anno, fatto un po’ di soldi e mi sarei ritirato, magari avrei aperto una palestra. Ma poi, una volta entrato in questo mondo, mi sono innamorato della parte creativa tanto quanto della parte sul ring. Amo tutto quello che c’è dietro, tutto il making of. Qualsiasi dettaglio. Penso che Vince abbia visto in me questa enorme passione, ne abbiamo sempre discusso, molto prima della storia con Steph. Mi ha dato diversi opportunità, già all’epoca, di entrare in questo mondo. Mi invitava ai production meeting, ero affascinato dal processo. Ero affascinato da Pat e Vince, erano fantastici, avevano idee folli. Certo, non ti vengo qua a dire che lo preferisco ad un incontro, non lo preferisco a io e te su un ring di fronte a 50mila persone che impazziscono (goes banana ndt) ma mi piace molto sto mondo. Adoro l’opportunità avuta con NXT. Sono come Vince, lavoriamo tantissimo ma non sentiamo il peso perché amiamo talmente tanto questo lavoro da poterlo fare 24 ore al giorno.”

 

Steve Austin: “Ti giro una domanda arrivata via Twitter. È meglio frequentare una scuola di wrestling e poi venire al performance center oppure andare a lottare direttamente nelle indipendenti?”

 

Triple H: “Dipende da persona a persona. Ho visto gente che non aveva praticamente nemmeno mai sentito parlare del nostro mondo, tipo Kurt Angle che, a mio avviso, è stato il più veloce di tutti ad adattarsi a questo business, incredibile. Certo, era un atleta fenomenale ma aveva anche un’attitudine innata per fare questo. A volte prendi ragazzi che hanno lavorato nelle indies per anni ai quali, però, è difficile togliere le loro abitudini e insegnargli come lavoriamo noi e volte prendi uno dal nulla, che magari ci segue da sempre, ed è più facile insegnargli il tutto. Dipende. Ci sono ragazzi che vengono qua e sono disposti ad imparare e ci sono altri che arrivano e dicono ‘Questo è quello che so fare, questo è il mondo con il quale lo faccio non cambierò, non lo farò alla vostra maniera.’ Il football è football, ma se vai a giocare nei Patriots devi seguire il loro playbook non quello dei Seahawks. Per noi è la stessa cosa, non è questione di dire noi siamo meglio, vogliamo semplicemente che i talenti rispettino il nostro playbook. Sappiamo quello che vogliono i fans, o almeno ci proviamo. Non voglio cambiare nessuno, voglio solo che i ragazzi facciano le cose alla nostra maniera, con il nostro stile. La gente può dire quello che vuole ma il nostro stile funziona, non siamo i numeri uno mica per niente.”

 

Steve Austin: “Torniamo ad NXT. È la tua creatura. Stai facendo un gran lavoro, lo show è fantastico. Amo le luci, il wrestling, i promo. Tutto.”

 

Triple H: “Ad NXT cerco di fare quello che mi piace e che piace al pubblico. So quale è il target di NXT e quello che vuole. Cerco di scrivere meno promo. Lascio che i ragazzi siano più liberi, anche liberi di sbagliare e imparare. Ogni cosa alla Full Sail Arena è la stessa del main roster: telecamere, inquadrature, luci ecc. Sono tutte cose fondamentali per il nostro prodotto ma sono anche difficili da imparare ad utilizzare al meglio, così facendo, i ragazzi, saranno già pronti una volta arrivati a RAW o SmackDown.”

 

Steve Austin: “Ma NXT è ancora un territorio di sviluppo?”

 

Triple H: “Assolutamente sì. Non conosco nessuno di NXT che non voglia arrivare a RAW o SmackDown. Allo stesso tempo siamo riusciti a creare un brand alternativo ed è questa la cosa che amo di più. Il mio obbiettivo, ora, è di portare NXT on the road. Voglio portarli di fronte ad un pubblico ogni sera, è anche così che si impara. Lo so che molti hanno già sperimentato questa vita ai tempi delle indy. Sai, ci sono questi ragazzi, prendo ad esempio Finn Balor, che ha avuto successo per anni in tutto il mondo come Fergal Devitt. Ha un talento incredibile. Un paio di mesi fa stavo lavorando con lui sulla sua entrata, è rimasto scioccato. Nessuno lo aveva mai aiutato o spiegato come agire con le telecamere. Semplicemente gli dicevano di andare fuori e fare il proprio lavoro.”

 

Steve Austin: “Ad NXT, i ragazzi prendono parte al processo creativo?”

 

Triple H: “Assolutamente! Ad NXT ‘alleniamo’ tutti, prepariamo tutti dal tecnico delle luci al wrestler passando per il cameramen. Al PC c’è sempre un contatto diretto, per esempio possono andare da Dusty Rhodes per discutere dei promo oppure possono venire a me a propormi le loro idee. Anche quando sono nel mio ufficio, ho un canale diretto con il PC così posso sapere sempre quello che succede. Posso dare suggerimenti, aiutare i talenti ecc. Ma viene tutto da loro. Se non credono in quello che fanno, in quello che gli diciamo di fare non se ne fa nulla. Devono sentire come proprio quello che fanno”

 

Steve Austin: “Altra domanda da Twitter: chi, del roster attuale, potrebbe essere il nuovo Cena o Hogan?”

 

Triple H: “Ci sono tanti ragazzi e ragazze che hanno la possibilità di brillare, ma il business è diverso oggi. Non puoi più essere solo bravo sul ring, solo al microfono, non puoi non avere personalità, non puoi essere solo un big guy, non puoi essere solo uno che fa i numeri sul ring (flip flop guy ndt).”

 

Triple H: “Undertaker è l’esempio perfetto. Il miglior personaggio di sempre, idea di Vince. Avrebbero potuto dare la gimmick a chiunque, a 100 altri wrestler e questi 100 wrestler avrebbero fallito, schiacciati dal peso della stessa. Ma Mark no, Mark l’ha fatta sua. È diventato qualcosa che nemmeno lui immaginava. Però era tutto sulle sue spalle, come oggi. Possiamo darti tutti i mezzi, ma poi sta a te sfruttarli.”

 

Steve Austin: “La gente mi chiede: che fine ha fatto la “brass ring” citata da Vince? Sembra che sia stata data a Roman Reigns, presa da altri wrestler tipo Bryan o Ziggler.”

 

Triple H: “Sento spesso la gente che dice: ‘Quello lavora molto’. Qui tutti lavorano molto! Tutti i ragazzi. Ti dico questo, Roman si è fatto davvero il culo. Non gli stiamo regalando il push, se lo merita tanto quanto se lo meritano gli altri, lavora duro tanto quanto gli altri. Questo business non riguarda chi lavora di più, chi suda di più. Non funziona così. Lo so io come lo sai tu. Essere un bravo ragazzo non c’entra nulla, lavorare duro non c’entra nulla. Tutti lavorano duro, anche chi è al top, specialmente chi è al top. John Cena è il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare, fa tutto.”

 

Steve Austin: “Chyna verrà mai introdotta nella Hall of Fame?”

 

Triple H: “Meriterebbe di esserci? Assolutamente. Ma non è facile inserire alcune persone nella Hall of Fame. Ha cambiato il business? Al 100% Non c’è nessun dubbio su questo, da un punto di vista della carriera sarebbe già dentro. Ma c’è un altro lato della medaglia: un bambino di 8 anni potrebbe andare su internet, incuriosito da questa donna che non ha mai visto, digitare ‘Chyna’ su Google e cosa gli uscirebbe? (riferendosi al film porno fatto da Chyna ndr). Non critico nessuno, non critico le scelte di nessuno, non è una questione morale. Il problema è solo quello che ho detto. Sai, la Hall Of Fame non è semplice da gestire. Non si limita a: ‘Questo ragazzo ha avuto una carriera leggendaria, deve entrare nella HOF’, sì, ma non possiamo per queste ragioni, problemi legali e tutte cose che non c’entrano con la carriera."

 

Steve Austin: “Secondo te chi ha influenzato di più il business? NWO o D-X?”

 

Triple H: “La NWO ha avuto la sua influenza, soprattutto all’inizio con la storia dell’Invasion. Ma il loro forte impatto è svanito presto per via delle scelte errate. La D-X, in tutte le sue versioni, è durata molto di più, in epoche diverse e ha influenzato il modo di fare business.”

 

Steve Austin: “Cosa pensi di CM Punk? Non ha detto belle cose su di te nel podcast”

 

Triple H: “È divertente. Non ho mai avuto problemi con lui, abbiamo anche lavorato insieme. È un ragazzo strano, non è necessariamente un male ma è difficile capirlo, parlare con lui.”

 

Steve Austin: “Pensi che tornerà mai?”

 

Triple H: “Mai dire mai. Se vorrà e, so che è un cliché, sarà il best for business potremo tornare a lavorare insieme. Ma se non ha più la passione per andare avanti, per fare questo lavoro, ha fatto bene a smettere. Non puoi andare avanti senza motivazione.”

 

Steve Austin: “Facciamo un gioco, io ti dico dei nomi e tu mi dai una veloce opinione su di loro”

Shawn Michaels: "Il miglior in ring performer di sempre."

Ric Flair: "Il miglior all around performer di sempre."

Scott Hall: "Probabilmente l’uomo da cui ho imparato di più. Probabilmente sottovalutato."

Eddie Guerrero: "Fantastico, mi manca. Molto divertente, fantastico."

Goldberg: "Ha portato un’intensità diversa a questo business."

Brock Lesnar: "Mostro. Nell’accezione più positiva."

Paul Heyman: "Sul filo tra follia e genio."

Owen Hart: "Uno dei più gentili e divertenti ragazzi che abbia mai conosciuto."

Bret Hart: "Tecnica incredibile. A volte si è prende troppo sul serio."

Undertaker: "Rispetto"

Kane: "Sottovalutato. Se devo usare una parola costante."

Pat Patterson: "Genio. Lo rispetto tantissimo."

Michael Hayes: "Il suo contributo è sottovalutassimo."

 

Steve Austin: “Pro wrestler o sports entertainer, come preferisci definirti?”

 

Triple H: “Capisco la differenza. Capisco anche la differenza tra pro wreslter e wrestler WWE. Tutti possono giocare a football ma pochi arrivano in NFL. Tanti possono fare wrestling, pochi possono arrivare in WWE e fare bene. Il wrestling è ciò che amo, sono un wrestler”

 

Steve Austin: “Il contratto di Lesnar sta per scadere”

 

Triple H: “Parliamo tantissimo con Brock, abbiamo un ottimo rapporto lavorativo. Al momento gli piace quello che sta facendo.”

 

Steve Austin: “Parliamo della Streak. Giusto interromperla o bisognava farla continuare?”

 

Triple H: “Non lo so. Vedo dei lati positivi in tutte e due le opportunità. Da un lato abbiamo un record leggendario che sarebbe dovuto durare per sempre ma dall’altro abbiamo avuto l’opportunità di far beneficiare a qualcun altro il lavoro svolto. La scelta di concedere il privilegio a Lesnar non è casuale, fa parte di un progetto più grande.”

 

Steve Austin: “Trovo che i promo di oggi siano troppo scriptati, si perde la naturalezza del segmento. Non trovi?”

 

Triple H: “Alcuni vogliono avere il promo pronto, altri vogliono avere la libertà di modificare il promo. Siamo in un’era differente, dobbiamo stare attenti a diverse cose tipo gli sponsor.”

 

Steve Austin: “Cosa cambieresti di RAW?”

 

Triple H: “Tornerei alle due ore. Tre ore sono tante, è dura scrivere uno show così lungo. Mi piacerebbe dare più spazio alla Divas Division”

 

Steve Austin: “Ti vedremo presto sul ring?”

 

Triple H: “Sì, mi sto allenando due volte al giorno da mesi ormai. Sì, mi vedrete presto su un ring, non mi alleno mica per nulla (ride ndr).”

 

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