Quando meno te lo aspetti, i tuoi amici più fidati ti tradiscono. E' recente infatti lo scioccante turn di Seth Rollins ai danni dei suoi compagni di stable Dean Ambrose e Roman Reigns. Proprio per questo motivo, la WWE ha pubblicato sul proprio sito una playilist  riguardante alcuni tra i più scioccanti turn nella storia della compagnia. Analizziamo questa compilation.

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Sicuramente i turn sono la cosa più facile per lasciare a bocca aperta il pubblico. Sia se fatto con senso o no, quando avviene un turn le persone rimangono scioccate, dato che in molti casi questi avvengono inaspettatamente. Infatti è soprattutto questo fattore sorpresa a coinvolgere emotivamente il WWE Universe. Tra i turn presenti in questa classifica quelli che ritengo personalmente i migliori, sia per come sono avvenuti e sia per il fatto di averli vissuti in prima persona, sono sostanzialmente tre. Il primo è il più recente, quello di cui ancora si parla moltissimo: il tradimento di Rollins ai danni di Ambrose e Reigns. Chi si aspettava che Seth Rollins colpisse alle spalle i suoi amici? Nessuno, o forse pochi, ma resta il fatto che questo avvenimento sia già entrato di diritto nella storia della federazione. Ha avuto senso? Mah, neanche tanto ed infatti le motivazioni fornite dall’ex Tyler Black non sono state delle più convincenti. Nonostante questo alla gente non è interessato, proprio per il fattore sorpresa e per l’ormai grande attaccamento verso lo Shield. Sono infatti i turn heel i migliori ed i più efficaci. Mentre con un turn face la certezza di rendere un wrestler un face credibile non è assoluta, con un turn heel è molto più facile creare un nuovo “cattivo” odioso e fischiato dai fan.

 

Nella storia però c’è stato un caso in cui è stato proprio il turn face ad essere al centro di un avvenimento clamoroso. Sto parlando del noto split dell’Evolution, avvenuto ormai nel lontano 2004. Il giovane Randy Orton sconfigge a Summerslam il World Heavyweight Champion Chris Benoit, laureandosi, quindi, campione del mondo. HHH non ci sta, vuole essere lui il campione e proprio per questo isola Orton, portando completamente dalla sua parte Ric Flair e Batista. Indimenticabile il momento in cui Triple H abbassa il pollice, con l’ex Legend Killer che rimane incredulo, venendo prima abbattuto da Batista e poi malmenato dallo stesso The Game. Questo tradimento ai danni di Orton è stato un ottimo modo per porre fine ad una delle stable più dominanti nella storia della WWE ed allo stesso tempo ha aiutato la creazione di un face credibile, ovvero Orton. Infatti quest’ultimo è passato come vittima agli occhi del pubblico e proprio per questo ha aumentato l’odio verso coloro che lo hanno lasciato solo. A differenza di altri tradimenti, in questo caso non abbiamo avuto nessun turn heel, ma bensì un turn face, che ha però comunque consolidato lo stato degli altri tre membri dell’Evolution.

 

Ultimo, ma non per importanza, è il turn di Triple H ai danni di Ric Flair, suo storico amico. Ritorno dopo una lunga assenza per HHH in quel di RAW, in cui ottiene una convincente vittoria in coppia con Flair ai danni di Carlito & Chris Masters. A fine match i due si abbracciano e tutto sembra dover andare per il meglio, ma il King Of Kings la combina davvero grossa, colpendo con il suo Sledgehammer il povero Flair, dicendo che quest’ultimo non era più lo stesso da quando lui se ne è andato. Motivazioni non ottime ed infatti sotto questo punto di vista questo turn non è stato di un livello così alto, ma il bello sta nel fatto che questo avvenimento ha portato all’inizio di una bellissima rivalità tra i due veterani. I loro scontri sono stati molto belli, complice la fisicità e la crudeltà che i due hanno inserito nelle contese. Ed è proprio questo, forse, quello che manca alle rivalità attuali: l’odio tra i wrestler, cosa che ha caratterizzato molte rivalità del passato.

 

Mancano però in questa playlist diversi turn che mi hanno colpito moltissimo e che, secondo me, sono anche tra i meglio riusciti, considerando anche il fatto che li abbia vissuti in prima persona. Sto parlando soprattutto di due turn riusciti ottimamente: quello di CM Punk nella puntata di RAW 1000 e quello di Triple H in quel di Summerslam 2013.

 

Per quanto riguarda quello di Punk, è stato davvero un fulmine a ciel sereno. In quel momento il ragazzo di Chicago era il top face della compagnia ed il suo regno stava andando a gonfie vele. Non mi sarei aspettato un turn clamoroso come quello che è invece accaduto. Alla fine è stato giusto così, perché probabilmente senza questa svolta non si sarebbe riuscito a portare avanti questo grande regno fino alla Royal Rumble dell’anno successivo. E’ stato un vero tradimento verso il WWE Universe ed anche le sue motivazioni sono state molto convincenti. In conclusione, è stato un turn perfetto avvenuto in circostanze perfette.         

 

Quello di Triple H è stato anch’esso gestito ottimamente ed ha dato inizio ad una storyline che, bene o male, non è ancora finita a distanza di poco meno di un anno. A differenza del turn di CM Punk questo è stato più prevedibile, ma comunque non scontato. Diciamocelo, prevedibile o no quando HHH ha colpito Daniel Bryan con la Pedigree tutti siamo rimasti a bocca aperta. Che poi la storyline dell’Authority non sia stata gestita al meglio è vero, ma almeno ora abbiamo un top heel di qualità eccelsa come Triple H, Orton è stato rilanciato dopo due anni passati nell’ombra e Daniel Bryan è sempre di più il beniamino del pubblico, nonostante negli ultimi tempi (anche prima dell’infortunio) sia stato troppo oscurato da storyline più importanti.

 

Questa è la mia opinione ed vi invito a dire la vostra nei commenti. Cosa ne pensate di questi turn? Quali sono i vostri preferiti?

 

Andrea Cesana
Classe 1996 e staffer di ZonaWrestling dal 2012. News reporter, reporter, editorialista, blogger e tanto altro ancora...sul sito ho fatto un po' di tutto diciamo. Oltre a parlarne da dietro un computer, per questa disciplina svolgo anche un ruolo attivo, ovvero quello di arbitro in FCW. Al di fuori del pro-wrestling sono un grandissimo tifoso milanista.