Nonostante sembrasse scontato che Roman Reigns dovesse uscire come nuovo Universal Champions o da Wrestlemania 34, o da Greatest Royal Rumble, Brock Lesnar è ancora qua. Dopo un 2017 caratterizzato da un suo continuo dominio, il 2018 sembra essere incominciato con le stesse premesse della stagione precedente. In tutto questo, col suo lungo regno incominciato a Wrestlemania 33, The Beast si sta avvicinando ad una velocità paurosa al battere il record (per quanto riguarda l’era moderna del wrestling) del regno più lungo di sempre per un detentore del titolo mondiale, attualmente detenuto da CM Punk, con un totale di 434 giorni.

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È inutile nasconderlo: dal momento in cui Lesnar è arrivato ad un quantità superiore ai 400 giorni di regno, è praticamente impossibile che non infranga il precedente primato. Infatti, pur se perdesse in un ipotetico match a Money In The Bank, riuscirebbe comunque ad avere un regno superiore all’attuale membro del roster UFC. A meno che il titolo non venga difeso a Raw, ma, se già l’attuale detentore del titolo universale non mette in palio la cintura in ogni pay per view, figuriamoci in uno show settimanale, senza considerare che, dal suo ritorno avvenuto nel 2012, si è sempre limitato a semplici apparizioni nello spettacolo settimanale di punta delle WWE. Insomma, in poche parole, è molto più facile che Brock superi il record piuttosto che il contrario.

Il prosieguo di questo regno titolato significa che la politica utilizzata in questi mesi, per quanto riguarda il titolo universale, non sia destinata a cambiare. Per quanto Brock Lesnar sia una figura di spicco, questo wrestler non può funzionare come campione mondiale, nonostante sia meglio che lui non appaia sempre: rovinerebbe l’atmosfera che si crea per ogni sua presenza. Ma, proprio per questo, porre alla sua vita una cintura non giova sicuramente alla credibilità quest’ultima. Eppure, non sono di certo io il primo a dirlo: nonostante già nel 2015 The Beast avesse detenuto un titolo mondiale, la federazione non ha imparato dai propri errori, riconcedendo all’ex campione UFC un regno da campione massimo.

Semplicemente, il titolo più importante di un brand deve essere l’attrazione principale del suo show, e, per questo, non è possibile che questo non sia difeso con regolarità. Una gestione del genere causa troppi problemi, che potrebbero essere risolti affidando questo compito ad un wrestler alla Seth Rollins, cioè un lottatore che sia pronto a difendere la sua cintura sempre e dovunque.

Per quanto sia particolare ed affascinante vedere un wrestler del genere in azione, Lesnar ha portato ad una vera e propria svalutazione dello Universal Championship. Personalmente, sono arrivato a non considerare più la cintura dallo sfondo rosso come un vero titolo: non sento più l’importanza attorno a questa corona, della quale solitamente gode una cintura da campione mondiale. A dirla tutta, provo più pressione quando viene difeso il titolo intercontinentale, cosa che fa pensare a quanto sia sbagliata la decisione di affidare un compito così importante al cliente di Paul Heyman.

Cercando di riderci sopra, attualmente, il titolo che The Next Bog Thing tiene alla vita mi ricorda molto il premio vinto da Braun Strowman vinto a Greatest Royal Rumble: in effetti, lo Universal Championship, negli ultimi mesi, è sembrato un semplice riconoscimento che Brock si porta appresso, più che un titolo che viene difeso in occasione di ogni apparizione del campione. Senza considerare che, poi, che lo Universal Championship venga o non venga difeso, rimane sempre in mano del suo possessore, aspetto che lo rende molto simile alla cintura con la quale The Monster Among Men è stato premiato in Arabia Saudita.

E poi, con tutto il dovuto rispetto, siamo sicuri che un wrestler del calibro di Brock Lesnar necessiti di un altro regno da campione? Dopo vittorie importanti contro avversari come Triple H, John Cena, e lo stesso CM Punk, dopo l’aver avuto successo in UFC, ma, soprattutto, dopo aver battuto la Streak, siamo sicuri che Lesnar abbia bisogno di un nuovo alloro con il quale arricchire il suo palmares? Adesso, la cosa migliore da fare con questa patata bollente sarebbe concedergli un trattamento alla Triple H, ossia un’attività sul ring limitata a uno/due incontri all’anno, per lo più negli eventi più importanti, in modo che, oltre a rispettare gli impegni presi con la compagnia, possa prendersi del tempo libero per i suoi impegni, uno su tutti, fare questo benedetto ritorno in UFC.

Invece, se devo proprio pensare ad un lato positivo di questo regno così lungo e così impalpabile, è certamente il fatto che l’assenza del campione lasci spazio a molti altri atleti: in un periodo nel quale il roster di Raw è fin troppo pieno di talenti, e con il ritorno dei ppv inter-brand, gli spazi per mettersi in mostra diventeranno sempre meno, per questo, il vuoto lasciato dalla continua assenza di The Beast può essere colmato con delle importanti dimostrazioni di questi atleti.

Grazie a questa possibilità, la WWE si trova un grande parco atleti tutto da scoprire e sperimentare, cosa che rimane sicuramente un bene, ma non colmerà mai fino in fondo la mancanza dell’attrazione principale dello show, senza considerare il numero di Dream Match che Lesnar potrebbe svolgere se solo fosse presente.

Con un regno da campione così lungo, la mancanza del campione universale si è fatta sentire parecchio, più che nel suo precedente regno titolato, e, per questo, è giusto che, una volta battuto il “finto” record del performer di Chicago, La Bestia passi di mano il titolo, così da poter risolvere tutti i problemi insorti fino ad ora.

E voi? Cosa pensate di Brock Lesnar? Siete d’accordo con quanto detto da me in precedenza? In caso non lo foste, perchè?

The Notorious

The Notorious
Ho 18 anni. Seguo il wrestling da quando sono bambino, ed è tutt'ora la mia passione. Mi autodefinisco un WWE guy, perchè mi interessa soprattutto la federazione di Stamford, ma allo stesso tempo, quando ne ho modo seguo anche le indipendenti. F**k The Mayweathers.