Intervistato di recente da Mike Mooneyham, per Post and Courier, la star della Ring of Honor, Jay Lethal, ha risposto ad alcune domande riguardanti non solo la sua attuale federazione, ma anche concernenti la WWE.

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La risposta di Lethal a chi continua ad etichettarlo come un’atleta che ‘dovrebbe’ e meriterebbe di essere già in WWE:

” Ricordo che quando sono entrato nel mondo del wrestling, il mio unico obiettivo era quello di approdare in WWE. Rappresentava l’obiettivo primario per tutti quelli della mia generazione. Oggigiorno invece, non voglio dire che non mi piacerebbe approdare in WWE, ma sicuramente le mie priorità sono cambiate. Quindi, se durante la mia carriera non dovessi mai avere l’opportunità di lavorare per loro, la cosa non mi renderebbe troppo infelice. Non mi sentirei incompleto. Penserei a tutto quello che ho ottenuto durante la mia carriera, e che alla fin dei conti ho realizzato comunque il mio sogno. E questa é una cosa che invece molti wrestlers non riescono ad ottenere.”

Su quale rappresenti la parte migliore del lavorare in Ring Of Honor:

“La parte più bella del lavorare in Ring of Honor, almeno dal punto di vista di un lottatore, é qualcosa che i fan non possono comprendere pienamente. E’ qualcosa che succede ‘dietro le quinte’, ed è rappresentata dal fatto che in ROH puoi presentare la tua idea o comunque dire apertamente cosa vorresti fare. Loro non solo ti danno ascolto, ma 9 volte su 10, ti permettono di realizzarla e di lavorarci sopra. Questo perchè se é una cosa che ti piace e che vuoi fare, ovviamente sei spinto a dare il massimo per provare che le tue idee sono valide e grandiose. Questo é un modo di lavorare che non avevo mai incontrato nella federazioni per cui ho lavorato in passato. Non mi era mai stata concessa l’opportunità di lavorare in questa maniera.”

FONTEwrestlezone.com
Francesco Zel Celotto
The Phenomenal ZelOne. Uno degli acquisti più recenti del Team di Zona Wrestling. Studente universitario, appassionato musicista, amante del Wrestling sin dalla sua infanzia, con il culto per Star Wars e i supereroi. Oltre che sul ring da Boxe, combatte nella vita di tutti i giorni per difendere la propria fede bianconera in quel di Napoli. I suoi wrestler preferiti sono Seth Rollins, AJ Styles, Sami Zayn e Rob Van Dam.
  • Fringe

    Non è il primo a dire questo sulle sue aspettative. La ROH dovrebbe ripartire da lui per tornare grande

    • G.S.B

      hanno anche bisogno di più fondi.

      • Fringe

        Si. Le pubblicità sulla prostata non bastano

        • G.S.B

          be direi.

  • Eddie Guerrero

    condivido in pieno tutto.

  • King Cuzzy

    Grande Jay Lethal, per la ROH servono più Jay Lethal e meno Cody Rhodes

  • Thebigdog

    Toglietevelo dalla testa la WWE è e sarà sempre il punto massimo di arrivo X un wrestler X fare un esempio è come un giocatore che nella sua carriera non ha mai giocato un mondiale di calcio

    • Give me a Spell yeah! TFT

      Anche Di Stefano non ha mai giocato un mondiale, eppure è nella lista dei 100 giocatori più forti di tutti i tempi, al pari dei vari Maradona, Pelè e Cruyff. Una leggenda conosciuta da tutti. Anche da quelli che guardano i mondiali.

      • Thebigdog

        Stai parlando di 60 anni fa cosa c’entra anche molti grandiosi wrestler del passato non hanno mai vinto il titolo massimo ma erano altri tempi

        • Give me a Spell yeah! TFT

          Le leggende sono senza tempo. Tu parli solo di business.

  • bestsincedayone

    perchè 9 volte su 10? che succede la decima, chiedono consigli a Vince? XD
    scherzi a parte, vogliamo mettere la ROH e le due imprese familiari che producono pannocchie a cui deve dare conto, e la WWE che ha centinaia di rapporti? e dai, è chiaro che la ROH essendo una realtà piccola, per quanto conosciuta e di successo, non è grande quanto la WWE e può permettersi di fare certe scelte.
    Su Lethal in WWE, per me diventerebbe pure campione mondiale, ma non il titolo finto rosso che sta a Raw, quello “vero” e autentico che sta a Smackdown, il vero WWE Championship, ne ha tutte le qualità

  • Emanuele Pozzi

    mi sa di volpe che non riesce ad arrivare all’uva come ragionamento. Cioè ci sta dire di essere contenti di quello che si fa e che alla fine anche “solo” arrivando in ROH hai raggiunto un bel traguardo, però la WWE è la WWE e non approdarci quando arrivi a certi livelli di notorietà è sempre un tassello mancante ad una carriera

    • King Cuzzy

      Ok, non sapevo che la carriera di Hiroshi Tanahashi sia incompleta

      • Emanuele Pozzi

        Beh si. Incompleta magari suona male e per lui che è giapponese essersi imposto nella njpw è già un picco importantissimo nella sua carriera (parliamo comunque di una federazione top). Però rimane il concetto che se non si raggiunge la wwe (attenzione, non si raggiunge non vale con il discorso “gli è stato offerto un contratto e lo ha rifiutato” che li entriamo in un discorso diverso) allora alla carriera manca un tassello (più o meno grande che sia)

        • King Cuzzy

          Che dire, rispetto la tua opinione ma non la condivido

          • Give me a Spell yeah! TFT

            Sono d’accordo. Il valore di un atleta dev’essere giudicato senza pregiudizi. Sono scelte di vita. E’ come dire che Totti non conta nulla perchè non ha accettato di andare al Real Madrid.

          • Emanuele Pozzi

            ma l’ho scritto, se rifiuta una chiamata WWE è diverso, ma se questa chiamata non è mai arrivata o se è arrivata e si è stati magari scartati allora vale il discorso che è una mancanza. Poi non ho detto che la carriera non conta nulla ma che manca un pezzo si. Per fare un esempio che hai portato sul calcio è come se un grande calciatore a livello nazionale non viene mai chiamato nella sua nazionale per fare il mondiale

          • Give me a Spell yeah! TFT

            Quella è una situazione legata alle tempistiche e anche al c..o che nella vita è fondamentale. Ogni singola persona da un valore alle cose importanti. Sulla base di questo parametro ognuno valuta ciò che conta e ciò che è relativo.

    • Beh sì, è un discorso che vale solo in parte, perché ad esempio i wrestler messicani e giapponesi non hanno bisogno di andar in WWE, però sicuramente nomi come quello di Sting o lo stesso Styles il salire su un ring WWE è stato un grande riconoscimento alla loro carriera.

      • Emanuele Pozzi

        ovvio che il discorso per un wrestler appunto messicano o giapponese è leggermente diverso, però non del tutto. Cioè per me diventa diverso qualora arrivi la chiamata WWE e venga rifiutata, altrimenti diventa un tassello che manca e appunto si rappresenta la volpe che non riesce ad arrivare all’uva di cui sopra

  • Give me a Spell yeah! TFT

    Cosa che un tempo faceva anche la WWE prima di diventare un’azienda di “giocattoli”.

  • Stex14

    mmm primo colpo della WWE nel 2018?