Roman Reigns, intervistato dal Kingston Whig-Standard, ha risposto così ad una domanda inerente ai continui e costanti fischi ricevuti in giro per il mondo, nelle arene presso le quali si esibisce la WWE:

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“La tua è una domanda difficile per il semplice fatto che non esiste una vera risposta. Non c’è alcuna ragione concreta per fischiarmi. Forse, al pubblico non piace cosa indosso, o non faccio loro un’impressione positiva, forse ho fatto qualcosa che ha offeso qualcuno ma, dal mio canto, è difficile individuare una ragione perché sento di avere sempre l’occhio di bue sopra di me e devo tener conto costantemente di molteplici fattori. Per quanto mi riguarda, posso solo continuare a preoccuparmi delle cose che rientrano nella mia sfera di controllo, ad esempio, la positività del mio stato di salute, la mia puntualità nell’arrivare agli show e la mia assiduità nell’esibirmi. Finché rispetto questi parametri, gli appassionati possono liberamente fischiarmi o sostenermi, com’è giusto che sia. In questo modo, viene a crearsi un’atmosfera fantastica, ricca di energia. Detto questo, non riesco a capire i fischi. Ora, so di avere molti tifosi, pronti a sostenermi in ogni cosa che faccio, e ti dirò di più: non c’è nulla che i miei detrattori possano dire al fine di convincermi che loro abbiano ragione. Si tratta soltanto della loro opinione. Non dimenticate che vengo dal football il quale, tra le altre cose, mi ha permesso di sperimentare la differenza fra giocare in casa, tra il calore dei tifosi, e in trasferta, in un ambiente ostile. Che io sappia, i miei tifosi sono sempre con me e, anche se non sono fisicamente presenti alle arene, riescono a farmi percepire il proprio sostegno tramite i social media. Chi è con me, si divertirà. Quanto a chi è contro di me, beh, mi dispiace per loro, considerando ciò che sta per accadere (sto tremando, personalissima ndr).”

FONTEEWrestilngNews.com, TheWhig.com & ZonaWrestling.net
ChristiaNexus
Cercatore di notizie nonché, occasionalmente, editorialista, reporter e co-fondatore e co-curatore della rubrica "La Theme Song del giorno". Appassionato di wrestling di lunga data che odia l'ipocrisia e l'apriorismo sterile. Il suo compito è portare avanti l'opera di salvezza intellettuale avviata da Damien Sandow, ora noto come Aron Rex, a costo di passare per grammar nazi. Segue, in un'ottica dialettico-inclusiva, tante federazioni, dalla WWE alla PWG, passando per TNA, ROH, NJPW, NOAH e Lucha Underground. Il Nexus, Christian, CM Punk, Daniel Bryan, Seth Rollins, Bray Wyatt, Undertaker, The Brian Kendrick e, ovviamente, Damien Sandow, ora noto come Aron Rex, sono tra i suoi lottatori preferiti, senza dimenticare AJ Styles, Chris Hero, "Broken" Matt Hardy, il Bullet Club, i War Machine, Pentagon Jr, Minoru Suzuki, Satoshi Kojima, Tomohiro Ishii e Togi Makabe.