Il wrestling, seppur eccessivamente penalizzato dai più per la sua predeterminazione, resta uno sport di contatto molto molto pericoloso, nel quale gli infortuni purtroppo sono abbastanza all’ordine del giorno. Fatta questa premessa, Seth Rollins è eccessivamente da colpevolizzare per l’infortunio di Bàlor? Più scoppiettante dell’ultimo giorno di mercato del Carpi, ecco a voi l’editoriale odierno.

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La ginocchiata che ha rotto il naso a John Cena. L’infortunio di Sting. L’infortunio di Finn Bàlor. Messa in modo così asettico, la lista delle “vittime” di Rollins dovrebbe parlare da se, facendo giungere anche il più ceco dei blind mark ad un’univoca conclusione: lo stile di lotta di Seth è abbastanza pericoloso per chi condivide il ring con lui. Ma è davvero così?

Certo, quando ad infortunare il prossimo è un worker non osannato dal pubblico smart come Ryback, soprattutto se il j’accuse viene fatto partire da una voce influente ed oppiacea come CM Punk, schierarsi contro è decisamente più semplice rispetto a quando a farlo è uno dei più amati della “nuova era”, come nel caso di specie. Eppure ci sono delle piccole differenze. Mentre gli infortuni che Ryback ha potuto causare derivano da un’eccessiva e deliberata (in alcuni casi) noncuranza nei confronti dell’avversario, nel caso di Rollins vi sono dei dettagli che possono, almeno in parte, discolpare l’ex ROH. Fermo restando che ogni caso fa storia a se.

Partiamo dalla ginocchiata data a Cena. In questo caso, l’errore di Rollins c’è eccome: la ginocchiata non viene data con la parte molle immediatamente sopra il ginocchio, ma pienamente con l’osso. Cena in questo caso è incolpevole perché non va incontro all’avversario con il volto, ma cerca di restare nei limiti del possibile rigido in modo inutile: un errore che pesa, in quanto avere nel proprio arsenale mosse così realistiche ed impatto deve necessariamente avere un coefficiente di errore prossimo allo zero, per i rischi che si possono correre. Per questo motivo sono e sarò un fan a vita del Dudley Boys, capaci di effettuare mosse dall’impatto devastante mantenendo sempre e comunque intatto il corpo dell’avversario: nel caso dell’infortunio di Dixie Carter l’errore è stato causato decisamente da una scompostezza nell’atterraggio da parte della ex Presidentessa della TNA, ma stiamo parlando di un non worker decisamente poco agile.

Passiamo a Sting. L’episodio viene analizzato in modo perfetto proprio dalla malcapitata Icona che, nell’intervista con JBL, ammette di avere le sue dosi di colpa, non essendo rimasto rigido con il collo (i quasi 60 anni avranno influito, non trovate?) subendo il letale contraccolpo derivante da una manovra, da egli stesso definita, come basilare. In questo caso Rollins non ha nessun tipo di colpa, avendo effettuato il “lancio” dell’avversario con la giusta forza, ponendolo nella corretta posizione necessaria per non subire eccessivi danni.

Discorso simile potrebbe essere fatto per Finn Bàlor. Innanzitutto la barricata è un punto abbastanza infelice dove effettuare uno spot di questo tipo, ed in subordine Bàlor si volta in modo abbastanza singolare esponendo la spalla, nel tentativo folle di bloccare un bump del genere con un arto e non con la schiena. Seth avrebbe potuto accorgersene un attimo prima di lanciare il malcapitato Finn? Forse. Finn avrebbe potuto fidarsi cecamente del suo avversario? Forse. In ogni caso, non mi sembra opportuno crocefiggere un atleta talentuoso come Seth bollandolo come “pericoloso” solo per aver eseguito delle mosse, oggettivamente, nemmeno in modo troppo sconsiderato, eccezion fatta per la ginocchiata al volto di Cena. Ma l’errore e l’infortunio, nel wrestling, sono sempre dietro l’angolo.

Basti pensare ad esempio ad AJ Styles, il worker migliore attualmente in WWE ed uno degli atleti maggiormente talentuosi della storia: in uno sei suoi primi match in giappone ha rotto il collo a Yoshi Tatsu (anche in questo caso è quest’ultimo che sposta il collo inspiegabilmente prima di subire la Styles Clash, ma tant’è) ed in uno dei suoi primi match in WWE ha fatto saltare un dente al povero The Miz con un colpo accidentale. AJ Styles è una ciofeca? No. AJ Styles è un pericolo pubblico? No. La Styles Clash andrebbe ritirata come mossa finale? Non necessariamente, ma il suo utilizzo è stato abbastanza limitato, fornendo come finisher WWE anche la Calf Crusher ed il Phenomenal Forearm. Un ulteriore, recente incidente di percorso è invece capitato con Lesnar ed Orton: la precisione del ground & pound di Lesnar è stata decisamente sopravvalutata, ed anziché colpire la povera Vipera con una leggera e tagliente gomitata alla tempia, Lesnar ha scaricato buona parte del suo peso facendo osso contro osso, creando non solo una ferita decisamente estesa ma anche uno stordimento momentaneo assolutamente non preventivato. Certo, la politica no blade è stata decisamente pagante da questo punto di vista.

Bret Hart non ha mai infortunato nessuno: onore a lui. Tuttavia il wrestling di oggi non è lo stesso di qualche anno fa: i ritmi sono cambiati, il realismo va ricercato sino all’esasperazione e ciò che un tempo era definito spettacolare come un suicide dive oggi è una mossa assolutamente ordinaria, a cui il pubblico non fa più nemmeno tanto caso. Ai suoi tempi, gli incontri televisivi erano al 90% dei jobber matches e gli incontri finivano con un DDT, senza dimenticare che un wrestler del talento comparabile a quello di Bret, suo fratello Owen (pace all’anima sua), ha rotto il collo di uno dei wrestler più importanti della storia, non essendo però tacciato come macellaio senza talento.

E’ bello esaltarsi per i match della NJPW, vero? Verissimo. Eppure al termine di ogni santissimo G1 la lista degli infortunati è sempre chilometrica, e gli stessi infortunati non possono, o non vogliono, prendersi il tempo di curare come si deve i loro acciacchi, con potenziali danni permanenti per la loro salute nel medio termine. E’ bello vedere e rivedere l’Hell in a Cell tra Foley e Taker, vero? Sacrosanto. Eppure Foley oggi cammina come un novantenne, e non è più in grado nemmeno di correre. Senza contare i danni derivanti dal decantatissimo stile ECW, dove i caduti sono quasi più dei sopravvissuti.

Gli infortuni nel wrestling capitano, sono capitati e capiteranno sempre, sia per colpa propria che per colpa della propria controparte: fa parte delle regole del gioco. Ciò che noi fan possiamo fare è sospendere giudizi affrettati ed ingiustificati, mostrando rispetto per chi decide di mettere in gioco la propria incolumità per il nostro divertimento e mantenendo un approccio critico e coerente.

…a voi!

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.
  • Lucky

    Bellissimo editoriale molto scorrevole, mi piacerebbe molto commentarlo, però oggi ho una giornata full e quindi per mancanza di tempo evito, comunque ribadisco complimenti ancora…

  • It Factor

    Bell’editoriale. Il punto è che il wrestling è wrestling e gli infortuni accadono a tutti, non penso sia colpa di Rollins, ma è stata una fatalità, come detto anche da Balor (se non sbaglio). Poteva capitare a Zayn, Owens, Michaels, Roode, Sting, è capitato a Rollins. Quindi per me è inutile fare polemiche su una fatalità.

  • Questo editoriale dovrebbe essere tradotto e fatto leggere a Bret Hart, non prima di chiamare Goldberg a dargli un altro calcione così magari si scorda del suo odio verso Triple H, motivo dell’accanimento su Rollins. E che Owens si prepari alle accuse dell’Hitman.

  • Edoardo

    Russo ha detto tempo fa una cosa sacrosanta: I wrestler hanno paura che infortunandosi perdono il loro spot e vengono poi accantonati dalla federazione ma non dovrebbe esistere in alcun modo il fatto che un infortunio ti penalizzi. Il fatto è che molti atleti hanno paura di perdere il treno, tentano di tornare in 4 mesi invece che 6 e si rompono ancora. Altro discorso è la pericolosità di certe manovre, in WWE si cerca di lavorare hard but smart ma col cambiare dei tempi e la concorrenza nella qualità in-ring questo concetto sta diventando un po’ fumoso. KO, Rollins e molti altri scelgono tra il loro parco mosse quelle che meglio si adattano a questo ragionamento, nonostante tutto il pericolo è dietro l’angolo e non è tanto la pericolosità in se della mossa ma il numero di ripetizioni che porta essa ad aumentare le probabilità di infortuni.

  • #teambringit

    Complimenti per l’editoriale, lo metterei in bella vista nella pagina del Pro Wrestling su Wikipedia

  • LaRazza

    Ti sei dimenticato le costole di Lesnar, Seth andò lungo dalla terza corda, comunque non fu niente di grave.
    non è necessario dare le colpe qua e là, è uno sport fisico e l’ infortunio ci sta.

  • DeanAyane

    Danilo, se CM Punk venisse a sapere che hai definito la sua voce “oppiacea” ti corcherebbe di mazzate! ^-^

  • LORD_SUNSHINE

    bell’ analisi , purtroppo la storia della ginocchiata io non so veramente chi abbia realmente sbagliato , è da pazzi secondo me incassare un colpo del genere con il naso e non con la guancia ad esempio.

    per gli altri due casi, dico che secondo me è stata sfortuna.

    a me da fastidio più che altro , proprio Bret Hart e le sue critiche nei confronti del ragazzo.
    Questi inforutini sono più frequenti proprio perchè il wrestling è cambiato.