Anche quest’anno sono arrivate le Survivor Series, anche quest’anno siamo arrivati al tradizionale 5 vs 5 e anche quest’anno, immancabili, sono fioccate le discussioni: c’è chi dice che il 5 vs 5 di quest’edizione sia una cagata pazzesca(cit.) e chi grida al miracolo, parlando di match meglio costruito degli ultimi anni; chi avrà ragione tra i due? Son qui apposta

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Premettendo che dovremo attendere il risultato del match e gli eventuali strascichi che si porterà dietro, analizziamo un po’ come siamo arrivati a questo match e ai suoi partecipanti

E visto che Survivor Series è circa alla trentesima edizione, io seguo il wrestling da cinque anni e delle edizioni precedenti ho visto solo la prima mesi fa e già non mi ricordo una mazza, come metro di paragone userò le edizioni che ho visionato in diretta, dal 2012 al 2017

Innanzitutto, è palese che negli ultimi anni la WWE abbia fatto non poca fatica a costruire dei 5 vs 5 che avessero una trama, specialmente perché i roster non erano più divisi: vogliamo parlare dell’edizione del 2012? Il team Brodus vs il team Tensai? Really? O Dolph Ziggler che sostituisce ad mentula canis CM Punk nel “team Punk” contro il team Foley?

Voi, voi giovani che magari seguite il wrestling da un paio d’anni, non avete idea di che periodo buio sia stato quello

Andiamo avanti nel 2013 e anche qua le cose zoppicano non poco, si prosegue la rivalità dello Shield contro Cody Rhodes&Goldust e gli si assegnano dei partner di supporto per tirar fuori un 5 vs 5, in compenso abbiamo il team Total Divas contro le Real Divas, anche qui i bei momenti fioccano

Nel 2014 pare ci sia una svolta, dato che al match a squadre si aggiunge un particolare che mancava alle edizioni precedenti: una storyline solida. L’Authority sfida il team Cena, in palio ci sono l’autorità dell’Authority (giustamente) e il lavoro dei membri del team Cena, alla fine del match compare nientemeno che Sting e Dolph Ziggler, fino ad allora trattato come pezza da piedi, è l’unico sopravvissuto del suo team, che segna la fine del regno dell’Authority . . . anzi no, perché Cena manderà tutto in vacca qualcosa come due settimane dopo, e vabbè

2015, di nuovo mancanza di idee, perciò si ricorre di nuovo al trucco di prendere i campioni di coppia ed i loro sfidanti e mettergli altri due o tre wrestler di rinforzo, io ho la memoria di un pesce rosso, ma scommetto che anche voi avete qualche difficoltà a ricordarvi quei match e quali erano i partecipanti (e non cercate su Wikipedia, vi osservo!)

Nel 2016 avviene un cambio radicale di rotta, perché i roster vengono nuovamente divisi e quindi, in un certo senso, non c’è più bisogno di costruire una storyline attorno ai match, si torna ai tempi di SmackDown vs Raw, cinque fanno parte di un roster, cinque di un altro e tanto basta per scontrarli, certo c’era il confronto tra i fratelli McMahon per decretare quale fosse il roster migliore, ma in definitiva la cosa non si è avvertita più di tanto

Quest’anno, a mio avviso, stiamo assistendo alla faida meglio costruita dell’ultimo lustro: se da una parte si ha la scusa bella che pronta per piazzare un cinque contro cinque, ossia un roster contro l’altro, dall’altra parte abbiamo i general manager e i commissioner dei rispettivi roster in guerra fra loro e la loro presenza è molto più forte rispetto all’anno passato, forse perché l’anno scorso la divisione era avvenuta da troppo poco tempo. Anzi, i commissioner non devono vedersela solo contro i loro avversari, ma anche con i loro alleati, difatti Shane sembra avere più di un attrito con Daniel Bryan e Stephanie ha attaccato duramente Kurt Angle, imponendogli il marito Triple H come quinto membro del team. Per questo motivo, mi sento di affermare che questo tradizionale 5 vs 5 ha la storyline meglio costruita degli ultimi cinque anni

Tuttavia, prima di passare al prossimo punto, va fatta una precisazione: la costruzione del match vi sembrerà comunque una cagata pazzesca(cit.) se non entrate nel mood delle Survivor Series. La sottoscritta da circa un mese ha accettato il fatto che novembre è il mese di Raw contro SmackDown, quindi va benissimo Corbin che viene applaudito quando mena un impiegato di Raw e va benissimo Braun Strowman che fa il cagnolino di Kurt Angle contro il roster di SmackDown; viceversa, chi trova inconcepibile che due lottatori che si odiano possano collaborare semplicemente perché indossano entrambi una maglia rossa o una maglia blu, avrà un vizio di fondo che gli farà storcere il naso. Io la cosa la accetto, la non sono nessuno per imporvi di fare lo stesso, perciò se i match a squadre roster contro roster di base vi fanno schifo, non sarete molto d’accordo con me quando parlo di miglior faida degli ultimi anni. E non nego che ci siano stati degli scivoloni, ad esempio il roster di SmackDown che sta sull’attenti per tutto il mese, è preparato, è pronto a tutto e poi si fa sorprendere e mettere KO nel giro di cinque minuti; no, parliamone.

Analizzato il primo punto, passiamo al secondo: i partecipanti. Ammetto che, vedendo coinvolta gente come Triple H, Shane McMahon e Kurt Angle mi sono chiesta se fosse l’edizione di Survivor Series del 2017 o quella del 2002, e anche John Cena e Randy Orton non è che siano proprio di primo pelo. Tuttavia, battute a parte, la scelta di mettere due dirigenti di Raw e SD l’uno contro l’altro può essere vista come una scelta coerente con la storyline proposta (la posta in gioco estremamente alta e la voglia di entrambi di prevalere sull’altro) o come una scelta dovuta alla paura che i “volti nuovi”, vedasi i vari Samoa Joe, Finn Bàlor, Shinsuke Nakamura, da soli non portassero abbastanza star power alla contesa. Ed io, come una pirla, mi trovo nel mezzo, perché da una parte posso trovarmi d’accordo con il tipo di storyline proposta, dall’altro di vedere Shane McMahon lottare mi sarei anche rotta le scatole, ma a quanto pare il pubblico lo ama e non vede l’ora di vederlo salire di nuovo sui ring a fare i grandi spot, che ci devo fare?

Ultimo punto, di ancor più difficile interpretazione, è il risultato del match e le conseguenze che questo avrà: chi si aggiudicherà l’incontro? Chi sarà l’ultimo (o gli ultimi) componente del team vincente? Ci saranno interferenze? Salterà qualche testa in caso di sconfitta? Le variabili sono tante e proprio tutta quest’ampia scelta di possibilità da una parte rende il match ancor più interessante, dall’altra ti fa sudare freddo al pensiero che di cento storyline possibili scelgano proprio di proporre la peggiore, perché in WWE bisogna stare attenti, che è un attimo che i carciofi cominciano a volare basso

In definitiva, senza pensare al resto della card e analizzando solo il 5 vs 5: l’hype per questo match ce l’ho ed è tanto, anche se non tutti i partecipanti mi soddisfano e qualche scelta nella gestione della storyline mi abbia lasciato perplessa. Voi siete dello stesso avviso? È il miglior 5 vs 5 costruito negli ultimi anni, o ci stiamo facendo prendere troppo dall’entusiasmo?

Ysmsc

Ysmsc
Celeste "Ysmsc", gli utenti stanno ancora cercando di capire come si scrive il suo nome, lei sta ancora cercando di capire cose le succede intorno. Scrive con orgoglio i report di Raw e le sue amate FLOP 10. Le cose che ama di più sono il wrestling, il cibo giapponese e Killer Mask (non necessariamente in quest'ordine). Si sentirà realizzata quando non si useranno più i tasti "copia-incolla" per scrivere il suo nickname