“E senti allora, se pure ti ripetono che puoi, fermarti a mezza via o in alto mare, che non c’è sosta per noi, ma strada, ancora strada, e che il cammino è sempre da ricominciare”. Era così che Eugenio Montale renderà “Il canto delle Sirere” un’immortalità letteraria ed è proprio con questa frase che ritengo opportuno inaugurare il penultimo capitolo della rubrica sulla storia della Total Nonstop Action Wrestling.

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2014
La TNA è chiamata a rinascere e dopo l’addio di Hulk Hogan, Dixie Carter ha preso le redini della compagnia in solitario, ma il nuovo anno non inizia nel migliore dei modi. Sting ed AJ Styles abbandoneranno la nave, nei mesi successivi anche Chris Sabin farà lo stesso mentre Frankie Kazarian e Christopher Daniels verranno mandati via senza una lecita spiegazione.

I primi mesi del 2014 sono un’atrocità sia nel booking che nel backstage, il primo motivo renderà noto Magnus come il peggiore campione TNA della storia, ma nonostante questo la compagnia cerca di non demordere puntando tutto su poche persone fidate tra cui, Bobby Roode, Bully Ray, EC3 e James Storm (Ed inaspettatamente un Eric Young che vincerà il titolo). Kurt Angle è in scadenza, ma a fine anno rinnoverà dopo il mancato accordo con la WWE che pretendeva una presenza dell’Olympic Gold Medalist con un calendario full-time. Passano le settimane ed il feud tra Storm e Gunner tira fuori dei match stratosferici, non è da meno il coinvolgimento di Roode che turnerà poi face. Da segnalare i debutti di MVP, Wolves e Bram ed il ritorno di Bobby Lashley, tutti nomi che daranno una leggera (Ma delle volte anche troppo leggera) scossa positiva all’ambiente. I Wolves tireranno fuori una serie di match contro Hardys e Team 3D da guardare e riguardare negli anni, MVP porterà alla luce il Beat Down Clan con un grande push per Lashley che darà inizio alla creazione di uno dei migliori worker sulla piazza al momento e forse, per questo, dobbiamo dire grazie al suo infortunio che gli impedì di conquistare il titolo ai danni di Eric Young a Slammiversary.

Lotte al potere a parte, un ruolo fondamentale, come già detto, lo giocherà Bully Ray che nei tapings di New York, dove tornerà il ring a sei lati, metterà fuori gioco Dixie Carter schiantandola su un tavolo. Proprio quella serie di tapings riporterà in alto il nome di Samoa Joe come campione X-Division, vedremo il ritorno di Low Ki e tanti match davvero belli tra cui l’ascesa di Bram come nuovo volto hardcore. Gli episodi girati a NY furono un fiore all’occhiello nonché il ritorno ad un punto medio-alto che la compagnia non toccava da due anni circa. Mentre James Storm si ritroverà indaffarato a dare un senso alla sua scialba (Che inizialmente tanto scialba non era) Revolution, Bobby Roode riconquisterà il titolo TNA ai danni di Lashley e proprio questo scenario andrà ad inaugurare il 2015 con tante novità che porteranno buoni frutti.

Il PPV dell’anno fu Slammiversary, nonostante il main event venne costruito in modo sensato all’ultimo secondo, andò in scena un evento molto buono a differenza di Bound For Glory che si rivelò essere un PPV con delle vere e proprie sfide tra il roster TNA e la Wrestle-1. Termina l’anno e termina anche l’accordo con Spike TV che quindi dopo circa dieci anni, non trasmetterà più la TNA. La compagnia approderà su Destination America, meno soldi in palio e meno case che trasmetteranno Impact Wrestling. Una grande perdita in termini economici e mediatica e, per certi versi, anche una fortuna considerando l’altissima possibilità di chiusura definitiva sfiorata.

2015
Il 2015 ha inizio nuovamente con una serie di tapings in quel di New York City, 7 gennaio 2015 per la precisione e tutti i titoli saranno in palio. Austin Aries vince il titolo X-Division, la Revolution si conferma campione di coppia, Taryn Terrell è ancora Knockouts Champion, ma il vero shock della serata avviene con il main event. Lashley riesce a riconquistare il titolo TNA ai danni di Bobby Roode grazie agli interventi del Beat Down Clan (Che svela i suoi membri con MVP, Samoa Joe e Low Ki) ed Eric Young che, come ogni volta la gelosia richiede, attacca il suo vecchio amico per non aver ricevuto una title shot in segno della loro amicizia.

Scenario interessante che promuove con voti più che sufficienti la prima serie di tapings. Nel 2015 però, come l’anno precedente, seguiranno ulteriori addii alla compagnia, il primo che seguirà dopo i tapings inglesi è quello di Samoa Joe che quindi si autoesclude dal BDC e porrà fine al suo stint in TNA. Uno stint che gli ha concesso tanto, ma che nell’ultimo periodo poteva dargli qualcosa in più, non bisogna trascurare però che anche lo stesso Joe ha commesso alcuni errori come la mancata curanza della propria forma fisica e, purtroppo, i vari acciacchi che lo hanno tenuto fuori dal ring. Lashley si unirà a Kurt Angle in quel di Lockdown e sarà lui stesso a fare guerra al BDC, nel frangente continuerà la costruzione del feud tra EC3 e Rockstar Spud, un feud bellissimo che pose i riflettori su questi due nuovi prodotti nostrani e sulle loro grandi capacità d’interpretazione. Angle tornerà quindi a lottare ed i tapings UK gli concederanno un nuovo regno di campione del mondo, il sesto. Debutterà Drew Galloway e successivamente la sua Rising, una stable di veri pro wrestler che vuole porre fine alla dittatura del BDC di MVP.

I tapings di marzo saranno meno fortunati, quelli di aprile e maggio videro come unico punto interessante il bel push di Eric Young che con la sua nuova gimmick costruisce un personaggio psicopatico molto buono e tanto apprezzato dal pubblico tanto da guadagnarsi una title shot con Kurt Angle. Tornerà anche Bully Ray, ma solo come ruolo dirigenziale on screen, ruolo che lascerà subito dopo perché non interessato a far parte del backstage di Impact.

Arriviamo quindi a giugno 2015 e succede l’impensabile, Jeff Jarrett torna in TNA! Come immaginabile, la vicenda ha degli interessi che vanno oltre il pro wrestling, ma la scusa di promuovere la GFW e vendere le quote TNA rimaste, porteranno alla luce il feud tra Team TNA e Team GFW. Molte volte questi scenari falliscono le loro imprese, in questo caso la storyline costruita fu buona così come il suo finale, ma purtroppo non era composto da un alto starpower al contrario della guerra tra Team WWF vs Team Alliance di Survivor Series 2001. Jarrett andrà via dopo poco tempo, sia perché l’accordo era limitato al breve termine, sia perché voleva il finale del feud a BFG mentre la compagnia decise di proporlo negli episodi settimanali per attirare ascolti.

Terminata la guerra, Galloway avrà un push che lo porterà dritto al main event, ma prima bisogna segnalare la vittoria del titolo da parte di EC3 che raggiungerà finalmente l’apice della sua carriera con un personaggio che da heel tutti abbiamo adorato. Bound For Glory risulterà un buonissimo PPV che però vedrà le assenze di Aries e Storm che lasceranno la compagnia. Il primo per andare nelle indies, il secondo per approdare in WWE in quel di NXT.

BFG confermerà Roode come campione KOTM, i Wolves come campioni di coppia confermando il loro grande talento dopo un’altra bellissima serie di match contro i Dirty Heels ed un Matt Hardy che dal nulla riesce a vincere il titolo del mondo in un triple threat match che vedeva coinvolti anche EC3 e Galloway. Subito dopo il PPV Matt fu costretto a rendere vacante il titolo perché, secondo la denuncia di Ethan Carter, favorito da suo fratello che era l’arbitro speciale del match. Venne quindi inaugurato la Bound For Glory Series un torneo per decretare il nuovo campione TNA (Che includeva anche le Knockouts) in stile Champions League e con finale che vedrà la luce nel primo episodio del 2016.

Nel frangente la TNA perderà anche l’accordo con Destination America, una mail “sbagliata” di Dixie Carter rovinerà il rapporto tra le parti e quindi diede il via alla ricerca di una nuova emittente che si ritrovò con Pop TV dopo una lunga lotta tra Pop e CW. Questa volta i soldi non ci sono minimamente, ma la portata di ascolti è leggermente più alta di DA. Si chiude quindi un anno agrodolce che ha visto una compagnia doversi arrampicare anche sugli specchi pur di creare qualcosa di buono nonostante i vari addii e le già note difficoltà. A aprile 2015 verrà siglato un accordo con Billy Corgan che quindi sarà il nuovo braccio destro di Dixie Carter, la loro era ha avuto inizio ed il 2016 sarà un vero punto focale.

A cura di F**kTheRevival