5. NATALYA

Il match clou della divisione femminile coinvolgeva cinque atlete. Essendo un match ad eliminazione non c’è stato molto spazio per tutte ma durante la contesa abbiamo ugualmente assistito a qualcosa di interessante, tra cui il tentativo di Tamina di aiutare Lana, lo scontro tra le due amiche/nemiche Charlotte e Beck yLynch, ma in primis la vittoria di Natalya. Se Smackdown viene considerata terrà di opportunità, allora possiamo affermare che sia giunto il momento di dare a Natalya la possibilità di diventare campionessa usufruendo a Summerslam la shot appena conquistata. Nattie è una veterana di lungo corso e ha vissuto la promozione di numerose ragazze che arrivavano da altri lidi e si affermavano come campionesse. La canadese ha sempre rispettato le decisioni della fed senza far mai parlare di se per vicende spiacevoli. Ha lavorato duramente mettendosi a totale disposizione. Un modello da seguire, un esempio, che finalmente e giustamente si vede consegnare la possibilità di lottare per un match titolato. Magari a Summerslam diventarà campionessa, o magari uscirà sconfitta nonostante una prestazione da “Hart” ma di certo nonostante le più quotate Becky Lynch e Charlotte, il match di Battleground che l’ha vista coinvolta, verrà ricordato per la vittoria di Nattie e dello status di #1 contender da usufruire a Summerslam.

 

4. MY NAME IS CENA…JOHN CENA

Quando torna lo fa sempre in grande stile, e anche questa volta non si è smentito. Nonostante sia diventato un part-timer, Cena rimane un atleta di livello Top su cui continuare a fare affidamento, richiamandolo alle armi quando c’è da organizzare qualcosa in particolare. Siamo in viaggio verso Summerslam, il grande party dell’estate, e di certo una figura carismatica come John non può mancare, e un allenamento prima della grande notte non può di certo nuocere alla nostra salute. La sfida contro Rusev è stata la tipica sfida di Cena, di cui più volte abbiamo parlato. L’uomo inarrendevole che negli ultimi istanti riesce a trovare un pertugio per ribaltare la situazione sfavorevole e aggiudicarsi l’incontro. L’immagine di John che annienta il proprio avversario nella zona dello stage non è nuova ma ciò non significa che sia passato di moda, e con l’avvento dei numerosi nuovi volti, la carta John Cena sarà un grande jolly di cui poter disporre, specialmente ora che può saltare da Raw a Smackdown senza obblighi di roster di appartenenza. Detto questo, le modifiche apportate al Flag Match hanno garantito un maggiore spettacolo rispetto alla tradizione La parte più interessante del match è stata infatti lottata nel tragitto che portava allo stage. Il ritorno di Rusev è una buona notizia anche se probabilmente il character del bulgaro dovrà subire qualche modifica, ma ciò che ricorderemo della serata del 23 Luglio è il ritorno in grande spolvero del pluricampione del mondo.

 

3. QUESTIONE IN SOSPESO

La rivalità tra Owens ed AJ Styles è alquanto complicata da decifrare ma è allo stesso tempo stuzzicante e coinvolgente. A partire dalla vittoria di Kevin per countout a Backlash, passando per il successo di AJ in un live event e terminando (almeno per ora) con la riconquista del titolo da parte di KO tramite uno schienamento dubbio. L’arbitro stordito e le varie prese di submssion fino all’epilogo che conosciamo, una serie di eventi che lasciano una libera interpretazione, che aprono a diversi scenari e che restituisce quella nota di mistero, una sfida in equilibrio senza mai un chiaro e limpido verdetto, o accompagnato da fatti quasi improbabili. Il tutto a formare una faida piena di imprevedibilità, che non guasta e che a volte aiuta, come in questo caso. La questione è quindi in sospeso ma sapendo che AJ ed Owen torneranno a vedersela 1vs1, una notizia decisamente positiva. Lo svolgimento del match di Battleground è stato anch’esso inusuale con colpi mirati ad indebolire parti del corpo ben precisi, limitando di conseguenza la spettacolarità che i due wrestler possono sfoderare ma per il bene della faida ci sono dei fattori da considerare, così come è bene ricordare che per il Big Match c’è un bel SummerSlam in vista. Lo US Championship Match di domenica verrà ricordato per il finale controverso, per i punti di sospensione…e per il to be continued.

 

2. THE NEW DAY vs THE USOS

Ho perso il conto di quante volte ho dovuto parlare in positivo delle sensazioni che i tre ragazzi del New Day e i due fratelli Uso riescono a trasmettere. Potrà essere noioso leggere continuamente elogi su questi due tag team ma è meglio un prodotto funzionante che un prodotto da scartare. La categoria riservate alle coppie sta vivendo un periodo di ristrutturazione, e di conseguenza per continuare a prosperare bisogna partire su delle basi solide e indistruttibili, riconducibili ai nuovi ed ex tag team champions. Analizzando il match di Battleground è evidente come cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Nonostante sia stato deciso di lasciare Big E in panca, Xavier e Kofi non hanno fatto pesare l’assenza del Big Man del New Day. L’intesa non ha subito cedimenti così come l’alchimia con gli Uso, e il risultato in termini di qualità è rimasto intatto. Ultimi scambi vissuti a gran ritmo con continui capovolgimenti di fronte che hanno garantito un inizio di ppv scoppiettante. Non c’erano dubbi sulla riuscita dell’incontro per i tag team titles ma non è mai semplice confermarsi di volta in volta. Il roster di Smackdown ha riportato in auge una delle migliori recenti faide e così facendo ricorderemo Battleground per la brillante prestazione delle cinque superstar e di come il New Day abbia conquistato per la prima volta i titoli di Smackdown.

 

1. PUNJABI PRISON

Non mi sarei mai aspettato che una stipulazione del genere potesse convincere a tal punto da essere considerato un main event con due grandi attributi, eppure il match conclusivo del ppv ha saputo stupire. I precedenti erano del tutto di cattivo auspicio ma la ricetta indiana ha saputo sortire l’effetto contrario. L’entrata in scena dei Singh Brothers ha rotto gli indugi dando il via ad una girandola di eventi. I due stuntman amano il rischio e noi cominciamo ad amarli proprio per questo. Magari possiamo considerarci sadici, ma vedere questi corpi minuti essere lanciati da altezze considerevoli è sempre un piacere quando si parla di wrestling. Il personaggio heel che si affida a suoi scagnozzi per riuscire in qualche modo a trionfare, è un evento che si manifesta di anno in anno e che sinceramente funziona. La situazione che vede una netta superiorità numerica beneficia nella maggior parte dei casi il “face” che deve con le sole forze eliminare tutte le mini vaganti, e di fatti il feud in corso per il WWE Title ci sta regalando un Orton diverso, più facile da apprezzare e supportare nella suddetta rivalità. Il ritorno a sorpresa di The Great Khali può essere quasi definito un colpo di genio, con tanto di applauso alla regia per l’inquadratura al momento della musica partita all’improvviso mentre Orton scalava la gabbia. La WWE ha preso una strada ben precisa e giustamente deve continuare a sostenere il regno titolato di Jinder, e l’ampliamento del team con l’ingresso di Khali è stata una mossa ben ponderata. Piacevoli momenti extreme tra oggetti contundenti e cadute rovinose, senza dimenticare attimi di suspance con Orton in preda a problemi di equilibrio a causa dell’ira del gigante. Lo spazio che separava le due gabbie è stato un perfetto terreno di scontro e finalmente il Punjabi Prison match verrà ricordato in maniera positiva, così come la famiglia Indiana che è riuscita a prevalere su un Orton in grande spolvero solo grazie all’ultimo grande innesto.