Dusty Cody

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Cody Rhodes, tramite il suo profilo Twitter, ha reso pubblica l'eulogia pronunciata per il padre Dusty, durante il funerale tenutosi ieri. Dopo il leggi tutto è visibile la traduzione completa del toccante discorso:

Papà

Mi sento onorato e privilegiato a raccontare a tutta la gente che si è riunita qui oggi chi era Dusty, chi era realmente…

Nonostante la sua professione ne abbia descritto così bene la sua identità, la sua personalità, quella non era che una piccola parte di ciò che è stato quest'uomo.

La priorità principale nella sua VITA era essere il marito di Michelle Runnels. Era un uomo con un codice morale d'altri tempi e RISPETTAVA così tanto mia madre, che quasi ne sembrava intimorito. Un amore corrisposto. Ricordo che una volta qualcuno chiese a mia madre: "Michelle, perchè non hai foto con altri wrestler?" 

Lei, che era solitamente una persona piuttosto riservata, sorrise e rispose: "Quando sei sposata con Elvis, non hai bisogno di farti foto con gli altri componenti della band."

Attenzione, non era un segno di disprezzo nei confronti dei colleghi del marito; solamente che per lei…c'era solamente lui. L'amore della sua vita.

Le prove di quell'amore si possono vededre all'interno del loro bungalow: vi sono infatti innumerevoli biglietti d'amore scritti da Dusty, sparsi un pò ovunque: dai mobili in giro per l'abitazione o conservati fra le pagine dei libri di mia madre.

E se si guarda a quei biglietti, dopo aver scorto la calligrafia di Dusty, quel suo particolare corsivo, si scopre un grande segreto su di lui: aveva degli ottimi studi alle spalle, era un intellettuale. Come un Maestro… Se qualcuno entrava nel suo ufficio alla Crockett Promotions, alla CNN Center o al Performance Center WWE ed era un wrestler già completo e maturo, difficilmente avrebbe potuto entrare in sintonia con lui.

Senza dubbio lo avrebbe assunto o avrebbe riconosciuto onestamente il suo valore, ma lui amava aggiustare le cose…Aveva una propensione per i giocattoli emarginati, che non voleva nessuno… persone spezzate, bisognose di fiducia. Se giungeva qualcuno sovrappeso o ricoperto di tatuaggi o appena divorziato… lui avrebbe fatto di tutto per trasformare il dolore di quelle persone nella loro forza. Avrebbe fornito loro gli strumenti necessari.

Molti dei suoi allievi sono qui oggi, a voi voglio dire una cosa: Dusty vi AVEVA A CUORE, moltissimo… Come faccio a saperlo? Non mi ha mai parlato di voi, perchè sapeva che sarei stato geloso.

Perchè io e i miei fratelli eravamo la sua priorità. Il suo dovere primario era occuparsi di noi. In tutti i sensi. Per alcuni anni, diciamo da quando ero poco più che un teen-ager, abbiamo perso praticamente tutti i nostri soldi… eravamo sul lastrico… ma noi mangiavamo come dei re, ballavamo come le stelle e vivevamo come il re, che ciascuno di noi pretende di essere. Lui RIFIUTAVA categoricamente l'idea che ai suoi figli potesse mancare qualcosa. 

"Avevi solamente un dollaro d'argento, ma sei riuscito ugualmente a non farti prendere, no."

La mia bellissima sorella Teil vi potrà raccontare qualcosa sull'"Angelo del denaro" o di quel bellissimo Rolex d'oro. Mio padre mi disse una volta che, qualora avessi vinto il titolo del Mondo, me lo avrebbe regalato. Proprio l'altra sera chiesi che fine avesse fatto e mi fu detto che  lo aveva venduto, per darmi la possibilità di andare a Los Angeles ad inseguire il mio sogno. 

Mercoledì scorso è stata una notte terribile. Non l'ho mai lasciato. Sono stato accanto a lui tutta la notte. Guardavo costantemente i numeri, che apparivano nei vari monitori, ai quali era collegato. Ogni volta che il suo battito cardiaco calava, il mio cuore sobbalzava e dentro di me speravo stesse migliorando. Intorno alle tre e mezza del mattino l'infermiera Mena è uscita fuori dalla stanza per alcuni minuti ed eravamo solamente io, l'aria fredda, il pavimento bianco, il rumore industriale delle macchine e il mio eroe, disteso accanto a me.

E ho detto…

"Rimango qui, finchè non ti svegli…"

Spero papà che non ti arrabierai con me, quando ti sveglierai… e non vedrai il mio volto, ma quelli di Dick Murdoch, di Eddie Graham. Il piccolo Virigil rivedrà il grande Virigil.

Sei stato una figura di FEDE. Non praticavi la tua religione, ma la vivevi. Per descrivere i sentimenti nell'essere tuo figlio, un tuo amico, un tuo compagno, o addirittura se ti avessi conosciuto solamente per cinque minuti… citerò il leggendario Lou Gherig dei New York Yankees: "Oggi mi considerò l'uomo più fortunato di questo pianeta, poichè sono stato in tua compagnia Dusty Rhodes."

Eri un cowboy d'altri tempi, l'ultimo bastione del wrestling del Sud. Un oratore straordinario, in grado di sputare fuoco. Ma se mai qualcuno ti avesse chiesto di scegliere fra la fama e la famiglia?

La Famiglia. Sempre la famiglia. Essere amato dalla tua famiglia e da tutti i parenti era ciò che contava di più per te. Amavi veramente la famiglia.

Consiglio a coloro che sono qui oggi di guardare il film del 2003 "Big Fish". Si tratta di un padre, che racconta delle storie impossibili al figlio. Ed è sostanzialmente un'autobiorgrafia di Dusty Rhodes. Non vorrei rovinarvi la visione, ma alla fine si scopre che tutte quelle storie erano vere o almeno lo erano in parte. A partire dal numero di denti del gigante, passando per il treno deragliato, per finire con la lotta con l'orso. Il messaggio è: Vivi la tua vita sulla scia di un lampo scintillante e ama la tua famiglia. 

Amici, parenti, colleghi, fan e passanti, questa sera, quando sarete sdraiati sul vostro letto, con la testa sul cuscino, cercate di non avere un sogno come tutti gli altri…

Abbiate un American Dream.

Fonte: Dailywrestlingnews.com & Zonawrestling.net