Vedere la TNA girare e rigirare nel letto in preda agli incubi ormai è diventata consuetudine. Vedere la WWE girare e rigirare nel pavimento per schiacciare la propria piattezza, anche. La WWE di oggi vive nei capricci del suo padrone, nelle sue paranoie e nelle sue idee fuori logica.

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L'ansia da prestazione è un peccato dal quale Vince McMahon deve fuggire. I molteplici complimenti a Triple H su NXT e sui rapporti umani con la gente e con i colleghi gli hanno annebbiato la mente, e l'hanno elettrizzata martedì quando sul web ha rimbalzato la news del comportamento off character del genero nei confronti di un piccolo fan in lacrime durante la puntata. Questo è ciò che si chiama "best for business", il business di Triple H che come un abile politico in ascesa sta creando un vasto consenso popolare tale da poter scalzare ai voti il suocero.

Ma ciò che notiamo da Raw è che lo show è di una piattezza disarmante. Passi la buona puntata di fine 2014, abbiamo assistito ad una Road to Royal Rumble inesistente, dove si sono tirati senza entusiasmo 4/5 feud e si è puntato principalmente sulla storyline titolata. Qualcuno mi potrà dire: ma Royal Rumble è un ppv che si vende da solo, che vuoi? Avete ragione. Ma dopo di che leggo che molti di voi ritengono il Royal Rumble match scontato e di medio livello, con una "accozzaglia di midcarder" a farla da padrona. E anche qui avete ragione, non abbiamo ad oggi dei main eventer tali da poter seriamente pensare ad una vittoria. Nel momento in cui togli Daniel Bryan, il resto non pare esser all'altezza di poter vincere questa competizione. Non Roman Reigns, oggetto acerbo e indefinito; non Bray Wyatt, ufficialmente personaggio abortito che ha un proprio spazio e da lì non si muove; non Dean Ambrose oggetto misterioso per come la WWE ha preso a trattarlo negli ultimi mesi; non Ryback e Luke Harper, assunti al ruolo di jolly per qualsivoglia storyline; non Rusev che è frenato dalla necessità di una costruzione lunga e paziente, in certi momenti ripetitiva e noiosa. Paradossalmente seguendo la logica degli ultimi mesi, uno dei vincitori possibili potrebbe essere Dolph Ziggler ma purtroppo non ha la caratura giusta per vedersela con Brock Lesnar né con Seth Rollins: nel primo caso una sconfitta sarebbe scontata, nel secondo caso un main event Ziggler-Rollins sarebbe sì da showstealer ma anche da perdita economica dato che è un match da midcard a Wrestlemania.

Oggi perciò c'è questa allegra accozzaglia, aiutata dal ritorno sul ring ad cazzum dei New Age Outlaws contro un team che nel 2015 deve ancora vedersela con i jobber per tot di settimane e venir squashato da tre team del passato. Certo, questo atto aumenta la possibilità che gli Ascension vengano giustificati e premiati con una vittoria al ppv, ma non paiono in grado di proporsi come una coppia alternativa a quelle che ci sono già.

L'unica cosa che mi va di salvare del recente Raw è il main event. Il nostro Marco Giannelli ha parlato di "bordello". Bordello sì, ma organizzato in sequenze perfettamente congeniate:

* Kane, Big Show e Rollins abbattono Cena, intervento di Sting

* Cena vince, Sting scompare Triple H impazzisce e il pubblico grida seguendolo

*Esce Brock Lesnar, attacca Kane e Big Show, Rollins scappa

Sta qui la capacità della WWE di non eccedere nell'overbooking e di dare il giusto peso a tutti i contendenti: Lesnar continua ad essere una bestia; Rollins l'atleta completo di tutto (pure di "bravi") che se perde o vince, perde o vince sporco; Cena mantiene lo status di super-face che vince e aiuta gli amici. Dietro stanno Triple H e Sting, il cui cammino verso 'Mania da domani si farà sempre più incessante. Questo match, alla lunga, sarà l'unico di cui potremmo aver interesse, senza avere la palese sensazione di esser davanti ad una accozzaglia di scelte.

Corey
Dal 2007 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia e Coppa dei Campioni. Attualmente coordinatore ad interim del sito.