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Era il mese di Marzo del 2004, quando nel main event di Wrestlemania XX Chris Benoit diventò campione del mondo dei pesi massimi. Una vittoria arrivata sconfiggendo Triple H e Shawn Michaels, non proprio gli ultimi due arrivati. Era l'Aprile del 2004, quando nel main event di Backlash, Chris Benoit si confermò campione del mondo dei pesi massimi, sconfiggendo Triple H e Shawn Michaels, non proprio gli ultimi arrivati, soprattutto se si pensa che per due volte consecutive in PPV persero, prima cedette uno, Triple alla Crippler Crossface, poi l'altro, Shawn Michaels alla Sharp Shooter. Allora, dopo anni che si chiedeva un push per Chris Benoit anche solo per un premio alla carriera, tutti dissero che veniva messo in secondo piano perché a Bad Blood, PPV successivo utile per il campione di Raw, affrontò Kane, mentre le luci del palcoscenico le rubarono in un Hell in a Cell, e diamo torto alla WWE se li mise in quella posizione della card, il main event, Shawn Michaels e Triple H. I due perdenti.

 

 

Tutto questo, vi ricorda qualcosa?

 

Vi ricorda qualcosa una lunga rincorsa? Una grande presa sul pubblico? Una vittoria arrivata nel main event più importante dell'anno contro due mostri sacri? Anche se lungi da me paragonare Randy Orton e Batista a HHH ed HBK. Vi ricorda qualcuno? A me si, mi ricorda Daniel Bryan.

 

Sapete, quando si parla di fan di wrestling, non si può intendere il tutto con un genere. I fan di wrestling infatti, sono di svariati tipi, cresciuti in svariate epoche con svariati modi di pensare e soprattutto, ci sono quelli che si lamentano sempre e comunque. Una categoria che può vederci in un punto della nostra vita, tutti inseriti almeno per un po' nella lista. Credo che adesso, in quella categoria ci siano la maggior parte dei fan di Daniel Bryan. Stiamo parlando infatti, di un lottatore che è arrivato alla WWE 4 o 5 anni fa. Uno che è stato licenziato, ma con un disegno ben preciso in testa: riassumerlo. Stiamo parlando di uno che durante il suo periodo di pausa lontano dalla WWE ha preso in giro la stessa compagnia, invitando i fan a tirargli montagne di cravatte sui ring di tutta America. Ma comunque, stiamo parlando di uno a cui la WWE ha perdonato tutti i peccati, seppur veniali.

 

Dico ciò perché questo fu il primo segno che mi fece dire: "la WWE crede in Daniel Bryan". Proprio come credo sia ancora oggi. Come si fa infatti, a pensare che un lottatore che da quando è arrivato ha praticamente sempre avuto faide importanti, e se non le aveva combatteva per un titolo secondario, non goda della fiducia dei suoi capi e dei suoi colleghi? Come si fa inoltre, a pensare che una compagnia come la WWE tralasci tutti i suoi altri main eventer, seppur al momento privi di cintura, soltanto perché il campione e il nostro lottatore preferito?

 

Intendiamoci, io sono un grandissimo fan di Daniel Bryan, come lo sono di CM Punk, e lo ero da quando spaccava la testa di Nigel McGuinness sui pali portanti dei ring della Ring of Honor, ma non mi sento proprio di difenderlo oggi. Sapete perché? Perché non credo debba essere difeso da nulla. Daniel Bryan oggi nel 2014, è alla stregua del Chris Jericho del 2001. Del Triple H del 2001. Di quel The Rock, di quel sorprendente giovane Brock Lesnar. Daniel Bryan oggi è un campione indiscusso. Non credo affatto che mandarlo in un match o in una faida contro Kane, significhi svalutarlo. Primo perché rimane la pedina in cima alla compagnia. Secondo perché noi, in questo ambiente, tendiamo troppo spesso a svalutare i wrestler come Kane, che godono davvero della stima di tutto l'ambiente e di tutti i colleghi, anche quelli più noti.

 

Poi è chiaro, ci sono Triple H, un signore che qualcosa nel mondo del wrestling l'ha dimostrata, Randy Orton, pupillo WWE secondo soltanto a John Cena, lo stesso John Cena, Batista, Bray Wyatt e lo Shield, cioè il vero futuro, e altri talenti in crescita. Perché non si dovrebbero creare storia belle anche per loro? Ci lamentiamo tanto quando un PPV vede soltanto il main event interessante, e poi quando i main event sono tre o quattro ci lamentiamo perché vanno a discapito del campione? Ci lamentavamo inoltre, quando Daniel Bryan non vinceva, e adesso che ha tutto nelle sue mani ci lamentiamo ancora? Cosa dovrebbe offrirgli la direzione della compagnia?

 

Su con la vita ragazzi, cerchiamo di guardare le cose da un punto di vista obbiettivo. La compagnia, le persone più importanti su tutti, credono in Daniel Bryan, e ci credono anche se fra un mese perde il titolo. Ci credono perché lo hanno dimostrato, ci credono perché è palese. Godiamoci il wrestling bello quando c'è, tutto quello che c'è. Magari, in ogni PPV, ci fossero sette oppure otto main event. Magari. Il campione, qualunque sia il suo nome, rimane sempre il punto di riferimento, e la WWE non può non crederci, soprattutto al giorno d'oggi. Chi ha la cintura, magari due, non è grande e importante solo per noi, ma anche per chi spende montagne di soldi su di lui.

 

 

 

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GiovY2JPitz
Appassionato di vecchia data, una vita a rincorrere il Pro Wrestling, dal lontano 1990. Studioso della disciplina e della sua storia. Scrive su Zona Wrestling dal 2009, con articoli di ogni genere, storia, Preview, Review, Radio Show, attualità e all'occasione Report e News, dei quali ha fatto incetta nei primi anni su queste pagine. Segue da molti anni Major ed Indy americane e non. Jerichoholic nel profondo!