Dopo un Summerslam notevole, la WWE si rigetta a capofitto dei PPV Monobrand, un po’ come quei quarantenni divorziati che si rigettano nelle discoteche postando foto con mohito, figa a pagamento e camice sbottonate, omettendo saggiamente le foto del successivo risveglio alle 16 del giorno successivo in un fosso dell’agro calabro senza mutande, soldi, reni e dignità. Alla tastiera come spesso accade c’è Danilo, che vi presenta la consueta review di Zona Wrestling!

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Alexa Bliss vs. Carmella vs. Becky Lynch vs. Naomi vs. Natalya vs. Nikki Bella – SD Women’s Championship

Lo show inizia, un po’ a sorpresa, con il match femminile valido per l’assegnazione del primo Titolo dello show blu. Senza contarci frottole, continuo a sostenere che la WWE abbia sbagliato nel dividere un roster non eccessivamente folto di talenti tra Raw e Smackdown…ma c’è anche da ammettere che queste sei contendenti ce l’hanno messa tutta, così come chi ha organizzato i vari spot del match, assolutamente ben congegnato. Ragazzi, parlare di un incontro femminile ad eliminazione 2 anni fa significava 6 minuti di pausa evacuazione, e non di 15 minuti di buon wrestling. Non eccelso, ma buono. Dicevo, ottima la psicologia applicata dove nessuna, NESSUNA delle contendenti è uscita indebolita, in quanto l’artefice di ogni eliminazione è stata immediatamente eliminata nello slot successivo, ed Alexa Bliss, la prima “dipartita”, nei primi 10 minuti di match è stata assolutamente l’MVP della contesa. Naomi elimina Alexa, Natalya elimina Naomi con la sharpshooter, Nikki elimina Natalya, Carmella schiena lady Cena con uno school girl ed infine Becky Lynch asfalta l’ex appendice non carismatica di Enzo & Cass. Becky è la campionessa giusta su cui puntare, in attesa (chissà) di un call up di Asuka nello Show Blu. Buon opener, impreziosito da un look alla Harley Queen di Alexa Bliss che è stato in #1 trend worldwide nel feed twitter riservato ai malati di figa. Ah, al #2 c’era il costume di Nikki, che perde 2 cm ad ogni uscita della formosa lottatrice. Less is more.

Winner: Becky Lynch in 14’20” Voto: (6,5 / 10)

 

The Hype Bros vs. The Usos – Last-chance match

Gli Usos non hanno ancora abbracciato a pieno il loro essere heel, mantenendo la vecchia theme song ed alcuni manierismi decisamente poco da cattivoni (un facepaint bello violento tutto nero no eh?). Neanche a dirlo, i gemelli samoani hanno giustamente sconfitto Ryder e m’pare Mojo, che non mi piacevano ad NXT e continuano a non piacermi nel main roster, anche perché il colore del loro attire mi ricorda il vecchio gelato twister, che faceva notoriamente cagare. Bene, 10 minuti di match sufficiente ed avanti verso la finale, con la speranza (vana) di poter assistere a qualcosa di potenzialmente memorabile…o almeno decente. Winner Taco.

Winners: The Usos  in 10’12”” Voto: (6 / 10)

 

The Miz (c) vs. Dolph Ziggler – WWE Intercontinental Championship

Vedere questi due lottare strenuamente per un Titolo importante, per poi osservare dopo qualche minuto la pubblicità del KFC è un po’ difficoltoso, devo confessarlo. Eppure questi due performer sono andati avanti per quasi venti minuti, mettendo su un match dall’ottima fattura psicologica e tirando fuori, per quanto riguarda The Miz, anche una springboard sitdown powerbomb assolutamente dal nulla, mandando anche qualche jab al povero CM Punk nel mentre; il finale è maturato a seguito dell’interferenza della provvidenziale Maryse, che ha permesso al marito di mettere a segno la sua SKF. Il promo di The Miz è stato sfruttato, per forza di cose, abbastanza poco, anche perché l’unico match che lo avrebbe reso realmente significativo sarebbe stato quello tra i due protagonisti dell’angle, cosa abbastanza impossibile: Ziggler dal canto suo avrebbe bisogno di un notevole refresh, magari con un salvifico turn, in modo da poter mandare fuori tutta la sua giustificata frustrazione in modo salutare per lo show.

Winner: The Miz in 18’ 18” Voto: (6,5 / 10)

 

Randy Orton vs. Bray Wyatt

La WWE, in un PPV poverissimo di nomi di rilievo, non poteva non mettere Orton nella card, sapendo già con ampio anticipo che aveva ricevuto una commozione cerebrale contro Lesnar (lo svenimento momentaneo era stato palese). Dunque che fare? Riscavare dal cassetto delle grandi idee di Smackdown 2010/2011 un attacco backstage, per far guadagnare al vile heel una vittoria finta, prima di farlo schienare nel 2016 da un personaggio che non ha più nulla da chiedere al wrestling almeno da un biennio. Masterpiece.

Winner: Bray Wyatt by Forfait  Voto: n.a.

 

Bray Wyatt vs. Kane – No Holds Barred

Dicevamo. La gestione di Bray Wyatt manderebbe in terapia anche il più savio dei fan di wrestling: un personaggio su cui la WWE palesemente ha deciso di puntare già da anni, che è perennemente spendibile come sfidante di rilievo e che, puntualmente, non vince una mazza. Una m-a-z-z-a. Non importa quanto sia over il suo avversario, Bray potrà sovente aver vinto la battaglia, ma quasi mai la guerra: lo status di perdente oramai sta cominciando ad essergli affibbiato in modo scomodo e pericoloso, e la sconfitta subita contro Kane, anche se a causa di una RKO di Orton, resta assolutamente un qualcosa di evitabile, alla luce del fatto che il Big Red Monster oramai dovrebbe vivere solo per mandare over gente, al pari dei Dudleys. Match meno che sufficiente nel complesso: unica nota rilevante una senton di Bray sul tavolo di commento spagnolo…a sto punto, sarebbe lecito aspettarsi anche un dream match contro Boogeyman. Eater of worms.

Winner: Kane in 10’56” Voto: (5 / 10)

 

Usos Vs Rhyno & Heath Slater – SD Tag Team Championship

La WWE, grazie ad una storyline nata quasi dal nulla ed alla comicità spesso involontaria di un suo sottovalutato performer, si è ritrovata tra le mani un piccolo, poco duraturo tesoro di intrattenimento. Slater, i suoi problemi logopedistici, i suoi figli inesistenti (?), la curiosa interazione con Rhyno sono un cocktail di divertimento a medio termine da apprezzare finchè si può: alla luce di questa considerazione è giusto fornire ad un act del genere uno spotlight degno di tale nome, ma allo stesso tempo lo spin dato alle inaugurali cinture di una categoria a dir poco scarna è immediatamente poco “legit”, contrariamente al titolo femminile. Senza contare che il successo di un act sfigato costituisce la fine fisiologica dell’act sfigato. L’incontro ha seguito in modo pedissequo il canovaccio tracciato da Cass ed Enzo: tantissimo selling prima del salvifico hot tag per la parte forte della Coppia. Gli Usos da heel hanno un buon potenziale (non vestono questi panni praticamente dal loro esordio), ora manca solo un facepaint adeguato ed una theme più tendente verso il ghetto; infine il match è stato allo stesso livello del precedente incontro tag team, uno showcase televisivo sufficiente e nulla più. Rosso Malpelo.

Winner: Rhyno & Heath Slater in 9’55” Voto: (6 / 10)

 

AJ Styles Vs Dean Ambrose (c) – WWE World Championship

In una card a dir poco scarna di nomi altisonanti, le redini della carrozza sono state affidate interamente a AJ e Dean. L’incontro tra i due è stato lunghissimo come minutaggio, congegnato molto bene dal punto di vista psicologico con i continui attacchi alla gamba di DA da parte di Styles ma leggermente sconnesso in molte parti, affidando al Lunatic Fringe un’offensiva tutto sommato abbastanza concentrata nella parte finale e basata quasi solo sul brawling…eccezion fatta per un super release belly to back german suplex dalla terza corda veramente impressionante. Il risultato è stato buono ma non ottimo, a conferma che Dean Ambrose sul ring ci sa fare, ma non tocca quei picchi di eccellenza al pari di uno Styles appunto, o di un Rollins. Detto, questo, AJ Styles è Campione WWE. AJ Styles. Campione WWE. AJ Styles. WWE. Se la visione di Styles alla Rumble era stata quasi un regalo fatto dagli dei del wrestling, e la presenza a Wrestlemania un presagio della fine del mondo come lo conosciamo, vedere AJ-fucking-Styles alzare al cielo una cintura con una gigantesca “W” su è quasi un miraggio, un segno finale e definitivo della nuova era che è giunta, dei vecchi preconcetti sgretolati, dell’età anagrafica che assume un valore relativo. In uno show che regala ben poco in termini di…tutto, AJ Styles ci dona un momento storico: le vittorie di Nakamura e Owens sono mirabolanti, ma non come quella di AJ. Sino a pochissimi anni fa questo performer era sinonimo di una competizione le cui tre lettere sono ancora oggi tabù, era sottoutilizzato, incompreso, frustrato, sprecato. La WWE è riuscita ad utilizzare le tre star più brillanti mai generate dalla TNA (Styles, Roode, Joe) meglio della TNA stessa, migliorandoli, coltivandoli, rinvigorendoli. AJ Styles is THE MAN: giusta la scelta di affidare a lui la cintura in vista del ritorno di Cena che, stiamone pur certi, a breve cercherà di riconquistare allori, onore ed head band. Dean Ambrose da Campione non ha convinto non per suoi demeriti, ma per una gestione eccessivamente comedy di un character che, a questo punto, ha bisogno di una bella rinfrescata sia nell’attire che nella gestione: continuo a sostenere che in se coltiva il germe della grandezza, ma solo come heel di rilievo. Glorious.

Winners: AJ Styles in 25’46” Voto: (7 / 10).

MVP della serata: Bliss, Styles, Miz.

Dietro la lavagna: Mojo, Otunga, i booker di Wyatt.

 

Voto complessivo Allo Special Event: (6 / 10)

Una puntata di Smackdown Live più che buona, uno Special Event monobrand che non supera la sufficienza stringata, solo ed esclusivamente grazie ad AJ Styles. Se il roster di Smackdown è già “sottile” di per se, figurarsi senza gli American Alpha, Orton (l’averlo annunciato nonostante la commozione cerebrale è stato veramente un colpo degno di un bimbo di 5 anni), Cena ed Eric Rowan (!). La chiave per avere più contenuti interessanti è semplicemente creare un coefficiente di diversità: i Takeover, il CWC in tal senso trovano perfetta collocazione…ma non eventi di questo tipo, assolutamente inconsequenziali se non per pochissimi momenti. Vedremo come andrà per i prossimi, ma sinceramente non sono affatto fiducioso.

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.