Charlotte Flair ha scritto una lettera a suo padre su Players Tribune, eccone un’estratto;

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“Caro Papà
Quel momento in cui appari da dietro una tenda.
Ogni singola notte, prima di esibirmi, ripenso a quando mi dicesti che la parte più importante di ogni match è quando esci sullo stage e il pubblico ti vede per la prima volta.
‘Che siano 50 in un auditorium o 100.000 in uno stadio’ tu mi dicesti ‘l’instante in cui ti vedono, possono capire subito se credi davvero in te stesso.’
Ricordo il mio primo match, ero  al buio, col cuore che batteva forte sapendo che la folla stava solo aspettando. Non aspettando me, ma aspettando di giudicare la prossima persona che sarebbe apparsa sullo stage. Sapevo che i miei colleghi avrebbero guardato da un monitor nelle vicinanze. Sentivo le pareti come se venivano verso di me chiudendomi. Ero bloccata, riuscivo a malapena a respirare. Era come se avessi dimenticato tutto quello che avevo imparato sul Wrestling in quel momento.
La gente poteva pensare che fossi una truffa. Io cercavo solo di inziare una carriera al di là del tuo nome. Non ero ancora Charlotte Flair, ero solo la figlia di Ric Flair. Temevo il peggio.
Insomma come si può essere pronti? Come potevo essere alla tua altezza? The Nature Boy! Jet-flyin, The Limousine-ridin’ etc. etc. – Ric Flair! Una delle superstars più coronate al mondo nella storia del Business. Era un’aspettativa impossibile da vivere senza patemi d’animo.
In quel momento avevo davvero molta paura di poter non essere adatta alla WWE. Smettere non era una soluzione che mi passava per la testa. Ma come avrei potuto dare il 100% di me stessa quando avevo paura anche della mia ombra.
Ero nervosa per i fan li fuori. Ero nervosa per i colleghi che da lì a poco mi avrebbero visto e commentato al monitor. Ma soprattutto ero nervosa perché fra tutti il pensiero più straziante era uno;
NON POTEVO REGGERE AL PENSIERO DI POTERTI DELUDERE.”

Dear Dad,

It’s that moment when you appear from behind the curtain.

Every single night, before I perform, I think about what you told me. That the single most important part of any match is when you walk out onto the stage — and the crowd sees you for the first time.

“Whether it’s 50 people in an auditorium or 100,000 in a stadium,” you said. “The instant they see you, they can tell right away whether or not you really believe in yourself.”

I remember my first match, standing in the dark, listening to my heart racing. I knew the crowd was just waiting — not waiting for me, but waiting to judge the next person they saw emerge onto the stage. I knew my peers were watching on the monitor just a few feet away. I felt the walls closing in. I could barely breathe. It was like I had forgotten everything I had learned about wrestling up to that point.

People were going to think I was a fraud — that I was just trying to piggyback a career off of your name. I wasn’t Charlotte Flair yet. I was still just Ric Flair’s daughter. I feared the worst.

I mean, how could I really be prepared? How could anyone live up to the legacy of Ric Flair? The Nature Boy! The limousine-ridin’, jet-flyin’, etc. etc. — Ric Flair! One of the most decorated superstars in the history of sports entertainment. It was an impossible expectation to live up to.

In that moment, I actually feared that I wasn’t made for WWE. Quitting wasn’t an option … but how was I going to commit 100 percent when I was afraid of my own shadow?

I was nervous about the fans in the crowd. I was nervous about the Superstars in the back. But most of all, I was nervous about one very specific thought.

I couldn’t bear the thought of disappointing you.