Marcos Louis, ex lottatore di NXT, ha pubblicato un interessante lettera aperta verso la WWE, dopo aver visto l’ultima puntata di Raw.

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”Non vedevo Raw da un anno circa. Credo che la WWE dovrebbe smettere di reclutare gente finchè non risolve i suoi problemi di scrittura. Conosco un sacco degli attuali wrestlers, li ho visti lottare, li ho visti fare promo, conosco la loro personalità e, cosa importantissima, capisco i loro characters. Ci sarebbe moltissimo da fare, non ho dubbi sul fatto che uno dei problemi alla base sia la pigrizia. Lasciate che vi spieghi meglio; il wrestling non è MMA, il wrestling non è recitazione. Non puoi dare dei copioni da seguire per filo e per segno perchè i wrestlers non sono attori, quindi tutto ciò sarà un fallimento. Il loro lavoro non è neppure quello di lottare, sono wrestler, non fighter, non puoi cercare di ricreare l’intensità che si trova nella MMA, quindi anche qui falliranno. Devono imparare a conoscere i loro performers a livello personale, ascoltarli, osservarli, conoscere le loro forze e le loro debolezze. Dovrebbero conoscere TUTTO di Kalisto, di Gable o di Crews, prima di prendere la penna in mano e scrivere. Trovo sia un punto cruciale per scrivere delle buone storylines.

Una volta fatto ciò, devono scrivere CON loro e non PER loro. Non aspettare lunedi alle 6 del pomeriggio per comunicare ai wrestlers la propria visione e dargli il loro bel copione da recitare a memoria. Ci vogliono settimane di preparazione ad un bravo attore per entrare in un determinato ruolo, un wrestler come può fare ciò in un paio di ore? Dovrebbero anche ascoltare come parlano, come si esprimono, tutto ciò prima di scrivere qualcosa. Se non fanno tutto questo continueranno ad avere questi promo terribili dove questi ragazzi recitano parola per parola ciò che gli viene detto e che hanno imparato un’ora prima. La WWE ha bisogno di ripensare bene a ciò che sta facendo ora. Stanno perdendo il senso dello show.”

VIAWrestlingInc
FONTEWrestlingInc
Irish Tommy
Ho 26 anni, seguo il wrestling dal lontano 2001, seguo principalmente la WWE, anche se ciò mi porta rancore e frustazione il più delle volte, una sorta di sindrome di Stoccolma. Quando trovo il tempo e non sono inghiottito dalle serie tv seguo anche RoH e NJPW. Wrestlers preferiti: Eddie Guerrero, Chris Benoit, Brock Lesnar e Steve Austin.
  • _Romanov_

    Ecco l’ennesimo fenomeno che ti trova la soluzione magica.

    • El Niño

      Beh, tutto quel che dice è più che condivisibile…

      • _Romanov_

        Le solite cose trite e ritrite che sento dire anche da molta gente qui dietro. Il problema ,che nessuno si pone, è che la WWE è un’azienda quotata in borsa, deve dar conto ai suoi azionisti, non può permettere ad ogni str*nzo di dire la sua, non sapendo nulla di come funzioni un’azienda o di come portare avanti uno show. Ti immagini il casino che verrebbe fuori? Senza contare che la maggior parte dei wrestler , tirerebbe fuori idee veramente , passatemi il termine, di m*rda. Guarda AJ, voleva indossare una maschera e chiamarsi Velocity. Pensa se chiedessero cosa fare a Brock, probabilmente risponderebbe, chiamatemi per Wrestlemania , solo se devo affrontare Cena o The Rock. Immagina quali obbrobri potrebbe partorire un Sin Cara o un Crews.

        • Gawd

          Concordo con il tuo discorso, ma c’è da dire che su un punto ha ragione. Il roster di oggi della WWE è forse uno dei migliori mai visti. Purtroppo però dietro c’è un’accozzaglia di scimmie che han problemi palesi con le storylines. Se si lavorasse un modo per sfruttare le potenzialità degli atleti senza farli risultare tragicomici… forse avremo un prodotto migliore da guardare. RAW è una tortura su tutti i punti di vista e diciamo che il motivo per cui lo si guarda è più per l’abitudine che altro. Abbiamo avuto debutti disastrosi… gestioni irreali, cambi di rota improbabili. Non riescono neanche a seguire una linea retta… non c’è quasi mai linearità… buchi logici a gogo peggio delle telenovelas nigeriane.

          • _Romanov_

            Raw è uno show problematico, su questo siamo tutti d’accordo. C’è parecchia confusione. Non credo però, che ne io, ne te e tantomeno questo ennesimo genio della lampada, riusciremmo a fare meglio, anzi probabilmente da 2 milioni si passerebbe a 1 milione di telespettatori.

          • giovy2jpitz

            Però ha centrato un punto fondamentale: non promuovere i lottatori perché hanno successo ad NXT per poi metterli in mano di gente che non li conosce (parlo di booker), gli ha parlato un’ora e gli dice quello che devono fare. Questo è fondamentale secondo me. Non dico che bisogna farsi dire dal wrestler ciò che vuole fare, ma sedersi con lui per capire come lavoraci insieme, direi che è importante.

          • _Romanov_

            Sulle promozioni da NXT sono d’accordo, promuovere gente e buttarla senza alcun piano, dritta nel main roster , è sbagliatissimo. Però ipotizziamo un dialogo che avviene in questo periodo con un’ipotetico Crews: io immagino che il ragazzo possa dire cose come, avete Mahal campione, che non vale 1/10 di me sul ring, perchè non dare il titolo anche a me? Quando in realtà è un comodino fenomenale sul ring, ma sempre un comodino. Gente come Aries e Neville non ci starebbe mai nella categoria dei CW, Neville ha detto spesso che è meglio di Lesnar e non credo fossero dichiarazioni del tutto in character. Oppure un altro esempio, un Batista appena promosso dalla OVW, non credo che sarebbe stato in grado di pensare ad un’ascesa come quella che gli è capitata, che rimarrà nella storia come una delle migliori. Secondo me è un periodo in cui i booker stanno capendo poco o nulla , tante promozioni, tanti lottatori nuovi e mai visti, inseriti tra due fuochi, un Triple H che li vorrebbe “pushare” tutti e un Vince che va coi piedi di piombo. Sono d’accordo che ci vorrebbe una conoscenza più approfondita , che oggi sembra proprio non esserci, però spesso la cosa dovrebbe fermarsi lì.

          • giovy2jpitz

            Come sai io non credo che sfondare nella WWE basti essere un fenomeno del ring, infatti, non la penso come la maggior parte, però secondo me di tante dichiarazioni questa ha abbastanza senso. Poi sono d’accordo che il problema non sono solo i booker, o meglio penso che i booker siano il problema perché spinti da situazioni e condizioni per niente facili, certamente. E’ il sistema che deve rimettersi in riga, tutto, concordo su questo.

          • _Romanov_

            E’ anche vero Giovy, che facendo 2-3-4 show a settimana credo che neanche volendo ci sarebbe il tempo di scrivere con ogni wrestler il suo percorso e provare e riprovare, come dici tu le condizioni non sono facili, io sarei curioso di vedere le giornate lavorative di un booker , credo che in tal caso, molti cambierebbero idea. (Resta il fatto che ci sia parecchia confusione e carenza di idee)

          • giovy2jpitz

            Esatto, per questo credo che sia meglio avere un prodotto meno saturo ma più qualitativo, partendo da zero, nel senso dal capo fino ai booker si dovrebbe alleggerire tutto il sistema.

          • _Romanov_

            Purtroppo credo che il lato economico renda tutto questo impossibile.

          • Alberto Iizuka

            Sulla prima frase hai ragione. L’esempio di Crews è lampante.
            Spesso si dimentica che i bookers (di cui alcuni di wrestling in generale sanno poco. E non parlo di mero lottato) spesso devono sottostare a direttive imposte. Divenendo loro stessi in un certo senso vittime del sistema. 2 dichiarazioni, manco recenti, mi interessarono sull’argomento creativo. Una di Russo che sottolineava la differenza di metodo di lavoro tra i suoi tempi e quelli odierni, meno preciso nei particolari. L’altra sul fatto che quei wrestlers bisognosi di entrare maggiormente in sintonia col personaggio, a metterci del personale, non andavano dal team creativo a cercare suggerimenti, ma da Heyman. Che in queste cose è sempre stato un drago (basti bensare a come rese una s**accia come Sandman in icona). Segno che forse c’è un certo distacco tra le parti in causa.

          • giovy2jpitz

            Perché nel team creativo ci dovrebbero essere più persone come Heyman, o almeno che svolgono il ruolo che svolgeva come consigliere dei wrestler Heyman. Cosi risolveresti due problemi probabilmente.

          • DETH

            Come su ogni cosa ci vorrà tempo, forse più del dovuto, affinchè “loro” trovino la soluzione; credo che Triple H con NXT, tutto il sistema dietro ed il modo diverso di lavorare lì, stia in qualche modo sperimentando un nuovo sistema da proporre più avanti nel main roster quando ne avrà la possibilità concreta.

          • DeanAyane

            Come fecero con i vari Stone Cold, the Rock, Foley e compagnia bella qualche anno fa…

        • Vabbè ovviamente si riferisce alla collaborazione tra writer e superstar sulle storyline, non che i wrestler devono prendere decisioni sulla loro gestione. Non è che gli Young Bucks hanno carta bianca sulla loro gestione e nel corso degli anni si son pushati da soli, ma collaborano con i writer per offrire al meglio i piani stabiliti. E’ una mentalità più aperta e più funzionale quella nelle indy, perché solo così i wrestler si possono esporre al meglio. C’è un motivo se certe federazioni pur non avendo la potenza economica della WWE, stanno prendendo sempre più piede. Altro esempio di successo sono gli Hardy in TNA, dove collaborando per la gimmick Broken, hanno creato un fenomeno mondiale. Jinder Mahal potrebbe essere una grande rivelazione, ma al momento tolta la sua presenza scenica e l’entrata, non dice nulla, perché chi scrive i promo fa schifo e il wrestler ne sta risentendo.

          • _Romanov_

            No non concordo per niente, è una mentalità funzionale per le indy, la WWE è un altro mondo.

          • Mica tanto solo per le indy. Ricordiamoci cosa è diventato CM Punk e quanta popolarità abbia riscosso grazie alla piena fiducia che la WWE ha riposto in lui.

          • _Romanov_

            Grazie è CM Punk. Stessa cosa vale per Owens , Jericho ed altri. Non sono tutti così però, ed è ciò che ho detto ad altri utenti.

          • Se non vengono messi alla prova non lo si può sapere. Tipo Baron Corbin che a Talking Smack diventa un fenomeno e lì capisci che il problema dei suoi promo non è lui, ma il fatto che non abbia libertà di poter dire “guarda io questa cosa la direi così e la farei in questo modo”. Per me certe cose cambieranno solo quando finalmente vedremo HHH avere il pieno controllo anche nel MR.

          • _Romanov_

            Messi alla prova? Corbin fenomeno? Se è apprezzato solamente perchè sta zitto e picchia e i suoi sostenitori sono comunque esigui. Cosa bisogna mettere alla prova di Crews? Di Cesaro? Di Harper o Rowan? Stiamo parlando di una macchina da soldi, un’azienda quotata in borsa ragazzi, ogni wreslter che entra è un ingranaggio.Se io andassi a giocare nel Real Madrid, non vado da Zidane a dirgli, guarda io mi proverei punta e giocherei questa partita, no, devo essere consapevole che giocherò dove vuole il mister e quando vuole il mister. Non è un caso che Owens abbia esordito battendo John Cena mentre Cesaro no. I booker fanno quello di mestiere. Se c’è del talento , la superstar uscirà, basta vedere The Miz che si è costruito da solo. I booker qualche errore lo hanno commesso, vedasi Christian, ma nella stragrande maggioranza dei casi, hanno ragione.

          • No guarda che quello è Strowman, magari facessero star zitto Corbin, invece di fargli ripetere promo a pappagallo e magari i problemi fossero solo nella zona midcading. Come ho già detto prima, abbiamo la dimostrazione con Mahal, wrestler che potrebbe essere una rivelazione, ma che sforna promo al quanto imbarazzanti perché ripete quello che gli scrivono. Cesaro ha avuto le sue chance, addirittura affiancato a Paul Heyman, ma ha fallito, non c’è nulla da ridire su di lui, anche quello schifo di attire è opera sua. lol

          • _Romanov_

            Mahal funziona eccome, trita e ritrita ma la storia dello straniero funziona, c’è poco da fare. Attira heat in ogni palazzetto. Gli errori commessi con Mahal , sono altri, adesso però il lavoro che stanno compiendo è buono.

          • E non dico il contrario, ma dico che possa funzionare meglio. Mahal è entrato a SD nel silenzio, non si è andati oltre all’heat avuto dopo la sua vittoria e il promo nello SD successivo, ho perso il conto delle volte in cui ho visto questo stesso promo. Poi oh, son gusti, a te piace il booking WWE, io invece ritengo che possano far meglio.

    • Nobleman

      C’è da dire tuttavia che quando dice che i writer “devono scrivere CON loro e non PER loro” trovo abbastanza giusta la cosa, magari non proprio scrivere insieme ma dar vita anche alle idee di qualche wrestler invece che pensare solo a quanto scritto dai writer stessi, che come abbiamo visto a Raw non è un buon presagio.

      • _Romanov_

        Credo , anzi sono più che convinto, che certi “privilegi” se così si possono chiamare, debbano andare solo a certi lottatori. Insomma, immaginati provare a scrivere qualcosa con Ryback, uno che adesso , essendo completamente libero, spara una caz*ata dietro l’altra, uno che era contento all’idea di squashare Aj Styles. Oppure scrivere qualcosa assieme ad un Cesaro, che dopo quasi 10 anni di WWE, non riesce a pronunciare un breve promo senza impappinarsi o commetere errori. Nella WWE attuale c’è confusione, questo è chiaro, però non è un caso che pochi lottatori hanno un certo margine di libertà. Ad un Owens lascerei libertà, ad un Cena, un Jericho, ad un Ambrose o ad un Miz, però non lascerei libertà a gente come Balor, Rollins ( per fare due nomi importanti), Mojo, Cass, Enzo ecc…

        • Nobleman

          Si concordo assolutamente con te sul fatto che solo alcuni di loro debbano avere questi privilegi ma è anche vero che non mi dispiacerebbe sentire idee da persone totalmente scomparse dagli show. Prendi ad esempio l’ex Swagger, laureato, acculturato che è stato lasciato nel dimenticatoio (persino a Main Event). Meglio ascoltare delle idee delle volte piuttosto che lasciarli nel vuoto del backstage, e purtroppo temo leggermente anche Per Tye Dillinger. Poi chiaramente se le idee sono delle cagate (come quelle appunto di Ryback) vanno giustamente cestinate.

        • leo

          Per me non intendeva dire che le Superstars si debbano scrivere le storyline, ma almeno renderle partecipi e dare delle idee per lavorare insieme ai Bookers per magari metterle in atto nel miglior modo possibile. Anche perchè se ogni wrestler scrivesse le sue storyline i Bookers non servirebbero più a nulla.

          • _Romanov_

            Sì questo è ovvio, però è ovvio che un Mojo o uno Slater, non andrebbe mai d’accordo sul fatto di essere jobber. Uno Ryback si vedrebbe solamente come campione mondiale.

          • leo

            Slater ha dichiarato più volte che gli basta essere in WWE.

          • _Romanov_

            Beh grazie, quelli che alzano un po’ troppo la voce, non fanno una bella fine.

      • Alberto Iizuka

        Magari ho male interpretato (dovrei leggere l’originale, ma son pigro) ma il fulcro del discorso in quel paragrafo è una critica costruttiva al lavoro sul campo coi talenti più che sulle loro idee (che possono essere ascoltate nel primo e nel secondo passaggio da lui illustrato). Ascoltare e vivisezionare come viene fuori un promo o un segmento fisicamente prima di mandarlo in scena, coglierne i punti di forza o di debolezza e ritagliarne le sfumature a misura del performer. Non farglieli calare dall’alto e con poco tempo per assimilarne i contenuti e le caratteristiche, spesso confidando troppo nelle sole capacità del wrestler. Questo soprattutto per il bene di quelli che in questo ambito son carenti. Forse che forse ciò avrebbe impatto migliore sulla riuscita e lo svolgimento delle storylines e non darebbero quell’idea di lavoro superficiale e raffazzonato.

    • DETH

      Almeno ci provassero una buona volta, poi vediamo chi ha ragione. Così facendo stanno sprecando un sacco di potenziale, anche da gente che magari nessuno si aspetterebbe; poi certo, starebbe pure ai singoli lottatori essere un attimino scafati e sapersi autopromuovere mettendoci del loro di propria iniziativa come alcuni sicuramente hanno fatto prima di conquistarsi una certa fiducia dai piani alti, anche purtroppo a costo di rischiare.

      • _Romanov_

        Pensaci però, la gente più “valida” è arrivata al top in men che non si dica o quantomeno è stata subito messa in cima. Owens, Aj, Joe, Balor, Charlotte, Banks, Revival, Punk,Cena, Lesnar, . Ovviamente qualche talento è stato sprecato, mi viene l’esempio di Christian come più lampante, però la WWE ci azzecca un 7/8 su 10? Ovvio che un Cesaro , che non è mai stato campione mondiale in una indy come si deve (dove conta di più il lottato), più di quello che sta ottenendo , non può chiedere. Poi pensaci , a quanti, avendo un colloquio con i booker, andrebbe a genio essere un jobber? Io dico nessuno, però sappiamo che i jobber sono parte integrante ed importante dello show.

        • DETH

          Ma non è questione di decidere lo status, il creative non si discute più da una vita soprattutto in monopolio del mercato; sono i promo che andrebbero lasciati fare con molta più libertà e con un minimo di interazione con chi ha la responsabilità di portarlo in scena, dando direttive giusto su quello che c’è da promuovere, dove portare la storia e tutto il resto per carità, ma senza imboccare parole. Lasciare insomma ai performer quella naturalezza al microfono che vista in tv aggiunge credibilità al tutto.

          • _Romanov_

            Non sono d’accordo. Immaginati dare delle direttive lasciando libertà a gente come Ryback, Cesaro piuttosto che un Benoit oppure un Rollins, secondo me botchmania camperebbe di rendita.

          • DETH

            Sanno quel che dicono se lo dicono spontaneamente, gli errori al massimo possono farli quando c’è da recitare a memoria uno script di cui a loro non frega e/o non ricordano nulla. Poi vabbè non stiamo a parlare di Benoit in sto discorso che quello era uno che funzionava pure se stava zitto per mille altri motivi per il quale di solito funziona comunque uno non eccellente al microfono.

          • _Romanov_

            Funzionava perchè è stato bookato in quel modo, non appena però gli hanno dato un palcoscenico un po’ più esposto, ha fallito in pieno. La maggior parte recita uno script, perché quello script ha possibilità di funzionare. Se però sei inespressivo , ti impappini con un discorso già scritto, cosa pensi che possa venir fuori?

          • DETH

            Tu fai dire a loro ciò che davvero si sentono e magari hanno avuto l’idea di dire in fase di scrittura dello stesso promo, e vedi come l’espressività esce fuori. Che poi anche per queste cose ci sono sempre road agent e affini a dare una mano.

          • _Romanov_

            Il fatto è che ogni jobber non può andare li fuori e fare discorsi magari contro il sistema, o simili.

          • DETH

            Infatti non intendo quello, dico solo gestirsi da soli ciò che il promo deve “promuovere”.

  • _Romanov_

    “gli ho visti lottare, gli ho visti fare promo” è proprio brutto da vedere ragazzi..

    • El Niño

      Spero sia stato Google Translate….

      • Irish Tommy

        Mai utilizzato Google Translate.
        Semplice svista.

        • El Niño

          Meglio ancora allora! (non sono ironico)

          • Irish Tommy

            Eh regà, può capitare.
            C’è in giro gente che per dire ‘cioè’ scrive ‘c’è’ e rompete le palle a me? C’mon 😉

          • Nobleman

            mentre scrivi può passare, ma ben due gli mi sembra strano. Inoltre non li rileggi gli articoli? Prendila anche una correzione invece di deviare su gli errori degli altri, hai 26 anni cavolo!

          • Irish Tommy

            Gli errori capitano. Non stavo deviando assolutamente nulla, stavo semplicemente affermando che i miei non erano errori cosi gravi e sinceramente lo stavo facendo anche con una certa ironia.
            Io credo che si dovrebbe sempre apprezzare il lavoro che gli altri fanno gratuitamente, accetto qualsiasi correzione nel caso essa sia fatta con garbo e rispetto, se invece scrivete credendovi Hemingway allora no, non li accetto.
            Siamo nel 2017, l’inglese dovreste conoscerlo, sopratutto se seguite questa disciplina, esistono centinaia di siti scritti in inglese da cui informarsi, 411mania, WrestlingInc,Wrestling Observer,eccetera.
            Liberissimi di informarvi li invece di criticare ogni fottuto articolo di ogni redattore.
            Vi credete migliori? Scrivete a Calò e iniziate a scrivere articoli voi, il Pulitzer tanto lo avete già in tasca, giusto?

            Sulla roba dell’età nemmeno ti rispondo perchè ti stai aggrappando a l’unica cosa personale che sai di me.
            Che adorabile covo di rompicoglion* è diventato Disqus. Questo perde tempo a correggere pure Eddie Guerrero, che vita vuota potrai mai avere?

            #blocked #trombadipiù

          • Nobleman

            Begli Hashtag, tipici di un 16 enne, ma tu ne hai 10 in più di anni. Poi ciliegina sulla torta, classico degli ottusi: il blocked, onde di evitare discussioni o scambio di opinioni divergenti LOL Inoltre si, l’inglese lo conosco e difatti seguo news americane/inglesi ma siccome apprezzo anche zonawrestling allora vengo anche qui ad informarmi con qualche articolo o news.

          • DeanAyane

            Beh, tu hai scritto – riferendoti a lui – un bel “analfabeti che scrivono articoli”. Cosa dovrebbe fare, ringraziarti per il pensiero?

          • El Niño

            Ma infatti hai ragione! Poi apprezzo sicuramente di più una svista nel tradurre manualmente un pezzo che l’uso sconsiderato di GT che purtroppo tanti fanno! (il c’è per cioè mi fa salire la carogna tutte le volte che lo leggo!)

          • Irish Tommy

            Come ho scritto poco fa, accetto qualsiasi correzione data in modo rispettoso, anzi vi invito a farlo, perchè tante volte, pur rileggendo ciò che si scrive, certe sviste capitano.
            Sinceramente non penso siano in così tanti quelli che usano GT qui su ZonaWrestling, la prerogativa di tradurre le news è proprio dover saper l’inglese a dei livelli quantomeno accettabili.
            E’ quando certa gente si pone con presunzione dall’alto di troppa presunta saccenza che allora non ci vedo più, sopratutto in un paese in cui un buon 30% della popolazione non sa quando mettere la H davanti alla A e la cui più alta lettura sono le istruzioni dell’iPhone. 😉
            Quindi ben vengano le correzione fatte in modo rispettoso e sensato.

            Per quanto riguarda gli altri penso semplicemente che debbano sfogare la propria frustazione in qualche modo e internet è perfetto per fare tutto ciò senza prendersi due schiaffi.

          • Matt16

            Mi aggiungo io per debellare una piaga del giornalismo moderno xD
            Potreste cortesemente smettere di scrivere “un sacco di…” e soprattutto evitare di mettere il plurale di parole inglesi quando trasposte in italiano?
            Prendo te come esempio ma credimi ultimamente ne sto vedendo…un sacco.

          • Irish Tommy

            ”Un sacco..” di solito non lo uso, anche se in inglese tante volte utilizzano il termine ”a lot” che letteralmente significa ”un sacco”. Mi spiace che ciò ti suoni male ma non è del tutto errata come cosa. Di solito preferisco tradurlo in ”molti/molto”, dipende dalla frase, ma per quanto possa suonarti ”dialettale” diciamo, non è sbagliata.

            Sulla questione dei plurali non sono totalmente d’accordo.
            Se utilizzo la parola ”wrestler” ma sto parlando di più di uno, mi pare più logico scrivere ”wrestlers”.
            Personalmente mi suona male anche dire ”che belli questi match”, perchè sarebbe ”matches”, ma in quel caso posso capire il tuo punto di vista.

          • El Niño

            Personalmente mi suona male anche dire ”che belli questi match”, perchè sarebbe ”matches”

            Io lo metto sempre il plurale in questi casi, è semplicemente correttezza grammaticale 😉

          • giovy2jpitz

            Irish, amico mio, le parole inglesi in intaliano rimangono al singolare. Ahahahah. Tranquillo, ci siamo passati tutti, anche lui che ti ha fatto l’appunto probabilmente.

          • Matt16

            È una regola quella dei plurali, non è un mio punto di vista. In italiano le parole inglesi non si usano al plurale, quindi computer resta computer anche al plurale e non diventa computers, come invece dovrebbe essere secondo la lingua inglese.

          • Irish Tommy

            Regola che non vale per tutte le parole.

            ”Il dubbio riguarda il trattamento dei nomi stranieri che sono entrati nell’italiano senza adattamento morfologico, cioè mantenendo la loro forma originaria. Dobbiamo premettere che, nella maggior parte dei casi, queste parole sono entrate in forma scritta, spesso attraverso l’uso giornalistico e ciò ha determinato che la forma grafica sia risultata predominante su quella sonora. Le parole straniere di questo tipo, in generale, restano invariate e, specialmente per quelle ormai acquisite da tempo non si pone più il problema (bar, film, quiz, tram, ecc.). Possono invece riaprire la questione i neologismi e le voci di uso raro o fortemente specialistico, che possono ricorrere, soprattutto nella scrittura, con il morfema finale -s, marca del plurale in inglese. Si tratta quindi di considerare, di volta in volta, se il forestierismo che intendiamo utilizzare sia acquisito stabilmente e da tempo nell’italiano e in questo caso possiamo lasciarlo invariato, o se invece sia un neologismo recente o un termine fortemente specialistico e allora è consigliabile utilizzare il plurale della lingua d’origine.” (Accademia della Crusca)

            In sostanza, bar rimane bar, computer rimane computer ma wrestler diventa wrestlers.

          • Matt16

            Su alcune parole sapevo che si usasse ma non sapevo esattamente quali, grazie delle delucidazione.

    • Nobleman

      Analfabeti che scrivono articoli.

      • _Romanov_

        Non credo dai, confido in google translate.

  • LORD_SUNSHINE

    analisi che sinceramente quadra.
    Una parte del suo pensiero la condivido pienamente.
    Almeno per quanto riguarda i promo, di lavorare il creative team dovrebbe lavorare con i Wrestler

  • leo

    Condivido

  • Eddie Guerrero

    condivido in pieno anche perché sono wrestler, e la gestione dei lottatori i promo o i match sia writers che wrestler devono lavorarci insieme e giustamente non può lavorarci poche ore prima di Raw Smackdown o PPV chi che si, è importante anche ascoltare le idee dei wrestler poi se qualcuno risulta non prensentabile come idea si cestina e ci pensa il writers stesso anche perché ultimamente Raw perde di ascolti e non è un bene anche se alla fine la WWE è sempre in positivo.

  • NM Punk

    Tutto racchiuso in una frase:”Devono scrivere CON loro e non PER loro”.

  • Contro Nessuno

    Applausi.
    Solo una cosa, i wrestler devono essere attori. Perché devono interpretare una gimmick e dei match.

  • Francesco “Red Monster”

    Il problema è che scrivendo con loro togli ancora più tempo agli atleti = più stress anche se farebbe più piacere a loro = organizzare dei meeting mensili con tutti gli atleti per determinare i punti chiave e le svolte delle storyline (lo fanno già, ma non sempre con i diretti interessati)

    • Vabbè basta un contatto skype, una mail o anche un messaggino. Seriamente, basterebbe dare ai wrestler la libera interpretazione dei piani stabiliti, così si potrebbe esprimere il più naturalmente possibile. Basti vedere Mahal e le sue difficoltà nei promo che deve ripetere a memoria.