La Westside Xtreme Wrestling è la federazione capostipite della nuova generazione del wrestling europeo. Una creatura che anno dopo anno, dagli albori dei duemila, cresciuta a tal punto da diventare sinonimo di Major in un contesto visto da sempre come periferia. Dalla Germania con furore alla conquista del successo, riuscendo da Oberhausen ad attirare a sé una fetta consistente dell’Europa, a creare un dojo di prestigio e a dare risalto ad alcuni talenti di assoluto valore: Tommy End (attuale Alistair Black in WWE NXT), Micheal Dante, Big Van Walter, Axel Dieter Jr, Karsten Beck, Emil Sitoci, Bad Bones, Absolute Andy, Eric Schwarz, Da Mack ed una sfilza di ospiti britannici, giapponesi e americani da far impallidire qualunque promotion mondiale.

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Un modello che oggi vede un torneo seguito come fosse la final four di Eurolega (16 Men Carat Gold), storyline di volta in volta sempre più avvincenti ed una gestione oculata del roster e delle chiamate. Per conoscere meglio la storia della wXw ho deciso di parlarne con Tassilo Jung, arbitro e promoter della federazione tedesca che ha deciso di spiegarci la genesi e l’evoluzione di questa splendida creatura.

  1. Partiamo dagli albori della wXw: quando come e perché è nata questa promotion?
    La wXw è stata fondata negli anni oscuri del wrestling tedesco. Dopo la fine della vecchia CWA (che organizzava famosi tornei ad Hannover, Vienna, Graz, ecc), in Germania non era rimasto nulla se non wrestling ad un livello backyard. Una di queste promotion era chiamata NAWA. Uno dei suoi wrestler, HATE, avrebbe voluto organizzare alcuni eventi in un club di concerti metal della sua città. Quel club era il Roxy ad Essen. Organizzò tre date tra dicembre 2000 e gennaio 2001. Una di queste era prevista il giorno di natale e i promoter della NAWA non vollero puntarci. Così HATE decise di chiamarlo “Xtreme Wrestling Party” senza l’affiliazione ad altre realtà. Quando i rapporti tra lui e la promotion si deteriorarono nel febbraio del 2001, HATE ha decisodi fondare la wXw e creò il primo evento per il 25 febbraio del 2001. Io ero parte dell’evento come arbitro e il primo atleta a salire sul ring fu un ragazzo esile proveniente dalla Svizzera al suo primo match. Questo ragazzo diventerà poi oro puro ed oggi è conosciuto come Cesaro. Col tempo si aggiungeranno al gruppo Felix Kohlenberg per curare il rapporto coi talenti mentre Christian Micheal Jakobi diventerà il manager onair. Nel 2006 noi tre abbiamo comprato i diritti della wXw da HATE e abbiamo creato una federazione legittimamente riconosciuta.
  2. Come è cambiato il wrestling europeo dal debutto della wXw ai giorni nostri? Qual era la situazione nei primi anni duemila?
    Domanda per la quale ci vorrebbe un libro come risposta. Ti dirò: non esiste una scena europea, ma esiste un wrestling europeo composto da tante mini scene. Per esempio Scandinavia, Polonia, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Italia sono animali diversi, proposti in maniera differente (senza contare il boom della scena britannica). Mi piacerebbe però parlare della scena tedesca che è nata nei primi anni duemila, con i classici tornei ormai diventati inutili ed una serie di atleti giovani e promettenti che se ne erano andati altrove oppure avevano deciso di smettere. Persino i promoter avevano mollato. Per fortuna la conoscenza del wrestling non è svanita: wrestler come Micheal Kovac, Christian Eckstein e Karsten Kretschmer hanno aperto scuole di wrestling. In seguito, nel 2002 abbiamo organizzato dei seminari con atleti americani (ricordo Chris Hero che venne al seguito di Mike Quakenbush ad esempio) così che abbiamo potuto imparare tante cose sul wrestling.
    Pensa questo: al giorno d’oggi la Germania ha una decente quantità di scuole di wrestling dove puoi ricevere giornalmente o settimanalmente un insegnamento da maestri competenti. Questo permette la formazione professionale di un wrestler. Tornando indietro: l’allenamento poteva avvenire da qualsiasi wrestler che risultasse disponibile e capace ad insegnare wrestling per almeno due ore prima di ciascun evento. Ci sono persone che sono state allenate da Robbie Brookside, Mike Quakenbush ed altri come loro, ricevendo la corsa migliore del momento in termini di apprendimento e conoscenze. Naturalmente tanti di quei primi eventi furono terribili. C’erano atleti quasi professionali che si basavano su una idea datata di wrestling ed altri ragazzi che erano incapaci a lottare o ad insegnare. Non voglio ricordare quante volte abbiamo fatto eventi davanti a 50 fans, alcune volte anche meno. Posso ricordare però di esser stato parte di eventi dove il pubblico se n’è andato durante la pausa. Però per quei pochi che rimanevano, la wXw era il posto più bello anche se nella location erano presenti meno di 100 persone.
    Attualmente in Germania ci sono un buon numero di promotion e anche le location sono adatte per far wrestling. Gli atleti sono professionali e ben allenati. La wXw quest’anno arriverà a produrre tra le 80 e le 90 date in Germania, ovvero più di quanto organizzammo nel periodo con HATE tra il 2000 e il 2005. La qualità degli atleti e della produzione è cresciuta, possiamo riempire luoghi da oltre 300 persone come luoghi da oltre 500 (i nostri eventi più grandi). Lo scorso weekend abbiamo portato ben 972 fan allo show Superstars of Wrestling, presentato su Tele5 con la presenza di talenti della Lucha Underground. Questo è stato il numero più alto rispetto a qualsiasi altro evento tedesco dai tempi dei vecchi tornei di catch.
  3. Cosa ricordi delle difficoltà e delle emozioni di quei primi tempi?
    Il wrestling era un hobby, un sogno di bambino che diventa reale. Nessuno di noi ha pensato al wrestling come un lavoro. Non conoscevamo molto del wrestling e senza eventi abbastanza pieni non avevamo prospettiva. Era un hobby e ci divertivamo così. Il più grande cambiamento è avvenuto quando una serie di persone ha realizzato che bisognava istruirsi sul wrestling in modo da inserire la professionalità nel nostro circuito. E ciò ha portato all’attuale situazione dove gli atleti e noi stessi siamo preparati in ogni aspetto di questo business.
  4. Col tempo siete arrivati a collaborare con federazioni americane e giapponesi. Com’è avvenuto e cosa vi hanno dato quelle collaborazioni?
    Agli inizi facevamo solo wrestling hardcore. Non avevamo wrestler decenti e dunque questo ci poteva permettere di coprire le lacune con pazzeschi death match nel main event. Col tempo abbiamo cambiato con l’auspicio di portare dream match da noi, abbiamo chiamato atleti internazionali dalle indy e catalizzato l’attenzione dei fans. Non vi è nulla di male nello scegliere questa strada, anzi la PWG e la Rev Pro stanno facendo un bel lavoro in questo senso.
    Lavorare con promotion americane e giapponesi ci ha permesso di avere tanti talenti ai nostri eventi e promuovere show co-promossi. Così abbiamo creato card stile PWG e attivato tanti altri fans. PWG, Chikara, Dragon Gate, CZW e NOAH hanno avuto una bella opportunità per allargare il proprio mercato negli eventi europei, cosa che risulta sempre ottima. Ricordo che il nome della wXw ha avuto una grossa notorietà nel venir espresso a Philadelphia e al Korakuen Hall di Tokyo, ed ha aiutato il mercato tedesco ad accorgersi di noi, così come i media tedeschi. Il problema è capire se questo tipo di strategia sia sostenibile. Tu sei dipendente da un gruppo di talenti che non puoi controllare, e questo porta i ragazzi che lottano per te da sempre a sentirsi secondari rispetto agli ospiti. Se non sono visti come le star dello show, non potranno essere il punto principale della scena tedesca. Per fortunai talenti tedeschi (e olandesi e austriaci etc..) sono cresciuti molto bene negli ultimi anni, allenati da ottime scuole  e hanno portato in dote eventi molto belli. Abbiamo cambiato la nostra promotion in qualcosa che mettesse in prima fila il racconto nel wrestling. Il nostro focus va ai nostri talenti. Le chiamate extra entrano nel nostro giro per un medio-lungo periodo, fanno parte dei nostri tour e aiutano il nostro prodotto.
  5. Per coloro che non lo sapessero: che cos’è il 16 Gold Carat Tournament? Com’è arrivato ad essere il torneo più seguito in Europa e quali aspettative si creano ogni anno?
    Il primo torneo è stato creato nel 2006 in cooperazione con Alex Shane, ed abbiamo avuto una serie di ottimi e pazzi talenti che hanno portato il torneo ad essere considerato il più puro e miglior evento tedesco da molto tempo. Il nostro modello erano il King Of The Indies della APW e l’annuale Ted Petty Invitational della IWA Mid-South. Attualmente il Carat è uno dei nostri big event assieme al World Tag Team League che avviene in Ottobre. Organizziamo tre giorni in quel di Oberhausen con eventi serali, un evento speciale al pomeriggio del sabato, tanti meet & greet, sessioni di Question & Answer, un after party di saluto coi fan e i wrestler, e tanto altro. I fans sono immersi quello che chiamiamo una “bolla di wrestling”: non devono far altro che divertirsi. Quest’anno il Carat ha attivato ben 850 persone con un bel sold out.
  6. Sono passati per la wXw tanti atleti. Chi ricordi con piacere e perché? Soprattutto: quali consigli hanno dato per permettere alla promotion di crescere?
    Abbiamo beneficiato di tanti uomini, prima che atleti. Chris Hero venne qua per allenare una serie di atleti europei in rampa di lancio come Cesaro, Ares, Emil Sitoci, Absolute Andy e tanti altri, così che abbiamo avuto tanti bei wrestler e ciò ci ha aiutato i primi anni ad avere le risposte giuste alle domande che aveamo. Penso ad esempio a quanto ci hanno aiutato i feedback di Fit Finlay quando venne da noi. Abbiamo imparato tantissimo da una semplice conversazione. Vince Russo ci ha educato a capire quale fosse la direzione giusta da tenere, che poi è quella attuale. Ci ha dato una montagna di idee su come usare i nostri atleti: la storyline che ha permesso a Karsten Beck e Jurn Simmons di diventare dei top player è stata scritta da Russo ed è stato uno dei successi più grandi che potessimo raggiungere. Sfortunatamente non siamo riusciti a portare avanti il lavoro con Karsten poiché ha dovuto lasciare il wrestling lo scorso anno dopo che gli è stato diagnosticato un tumore al cervello.
    Tom Prichard e Nigel McGuinness hanno entrambi avuto un ruolo fondamentale nell’istruire i nostri wrestler e i membri dello staff. Nigel ci ha dato molte belle idee su come produrre wrestling e come modernizzare Shotgun. Tom invece ci ha lasciato il concetto riguardo la gestione dei match anche fuori dal ring, cosa che raramente qualche promotion indipendente fa.
  7. Recentemente la WWE ha acceso le luci sui wrestler europei. Credi sia stato possibile grazie al boom recente?
    Focalizzandoci solo sulla scena tedesca, può ben vedere come la WWE abbia investito aprendo degli uffici a Monaco di Baviera. In particolare la campagna riguardo il portiere di calcio Tim Wiese ha dato al wrestling un buon ritorno pubblicitario, con i maggiori media che hanno iniziato a ragionare sul wrestling in Germania ed oggi ne parlano regolarmente tutte le settimane. Ogni giocatore nel business beneficia di quel che fa il leader nel proprio mercato. Non importa quale sia il tipo di passaparola che si instaura, la WWE ottiene maggiore attrazione in zero secondi. Col tempo poi hanno messo sotto contratto anche Alexander Wolfe, Alesteir Black e Axel Dieter. I nostri wrestler sanno bene che non devono trattare il wrestling solo come divertimento, ma che esiste la prospettiva di firmare con la miglior compagnia di wrestling del mondo.
  8. Che rapporto hai con l’Italia? Hai seguito qualcosa del wrestling italiano e c’è qualcosa che ti ha attirato nel wrestling italiano recentemente?
    Feci una serie di eventi e seminari con la ICW verso il 2005 prima che assieme ai miei partner prendessimo i diritti della wXw. Ho apprezzato gli show italiani del tempo anche se la qualità era più bassa rispetto a quella tedesca, il pubblico era molto buono. La prima volta, a Bergamo, mi ritrovai davanti ad un migliaio di persone. L’unica cosa che avrei voluto fare al tempo era mangiarmi una autentica pizza italiana. I promoter, forse per farci un favore, ci portarono in un ristorante tedesco. L’unica pizza che riuscii a mangiare quel weekend fu quella che trovai in una pizzeria di Bellinzona ma non aveva molto della pizza italiana comunemente conosciuta. Da quel momento in poi non ho più seguito il wrestling italiano perché sono stato molto focalizzato sulla crescita della wXw, su tutto quanto andava fatto per diventare quel che siamo oggi. Mi è difficile seguire il wrestling europeo, c’è sempre tanto da fare in Germania.
    Ricordo un tour in Camerun nel 2006 con Andres Diamond.. Siccome il tour era stato organizzato all’ultimo, potevano prendere solo atleti che avessero già fatto le vaccinazioni per alcune malattie locali. Gli unici arruolabili fummo io, Andres e Bad Bones. Ovviamente non puoi fare un tour con due wrestler e un arbitro, così mi comprai una maschera e lottai qualche match con Andres. Ricordo che il match doveva vedere me come un buon ragazzo e Andres come un villano. Quando siamo usciti dalla tenda e abbiamo visto le persone con le pistole bene in vista, lui mi chiede “Facciamo in modo di essere due buoni, ok?”.
    Ripeto: onestamente non conosco il wrestling italiano degli ultimi 10 anni e raramente seguo il wrestling che avviene fuori dalla Germania. Però ho passato una splendida settimana in Liguria circa due anni fa.

 

Grazie a Tassilo Jung per le risposte esaurienti su cosa sia stata e cosa sia la wXw oggi. Se siete interessati a seguirla, QUI trovate il sito internet della promotion dove potete essere aggiornati su quanto è accaduto e accadrà da qui alla fine dell’anno nel corso dei loro tour. Seguitela perché ne vale veramente la pena.

 

Corey
Dal 2007 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia e Coppa dei Campioni. Attualmente coordinatore ad interim del sito.