A mio modesto parere, ciò che intrattiene deve sempre, in qualche modo, emozionare; che sia una semplice risata, un sussulto o (finanche) una lacrima, non vi può essere intrattenimento senza emozione.

Le due cose, insomma, sono strettamente connesse.

Nel wrestling, così ci fa emozionare e, per l’effetto, ci intrattiene.

Esaminando gli show, tutti anche i più diversi, sparsi per il mondo, si possono rinvenire le fonti da cui il nostro intrattenimento pare provenire, ossia: a) match; b) storyline; c) promo e segmenti.

Per quanto, com’è noto, match e segmenti si inseriscono all’interno di storyline più complesse e articolare, possono, invero, essere presi singolarmente, capitando (per così dire) in uno show di wrestling senza un apparente motivo, riuscendo, tuttavia, ad intrattenere.

Ciò che cambia tra queste tre fonti di intrattenimento è, a mio avviso, la durata dello stesso.

Mi spiego meglio, quanto tempo può rimanere impresso un match o un segmento unicamente fine a sé stesso?

Probabilmente ben poco; si perde, infatti, nei meandri della mente, tra mille e mille match che abbiamo visto e che abbiamo reputato interessanti.

Medesimo discorso vale per un promo o per un segmento: rimane nella mente solo se ha un valore di rilievo dato dal contesto.

In estrema sintesi, ciò che più intrattiene e, al contempo, rimane saldo nella nostra mente, sono le storyline.

Quella cornice, a volte bizzarra e assurda, che contorna questo strano sport spettacolo che tanto amiamo e (a volte) odiamo.

A questo punto della lettura, è lecito chiedersi cosa c’entra tutto questo con 205 Live?

Mi vado a spiegare.

Non vi è dubbio alcuno che 205 Live riesca ad intrattenere il pubblico. Vi riesce, essenzialmente e unicamente, grazie ai suoi buoni, perfino ottimi in certe occasioni, incontri.

Si tratta, tuttavia, seguendo il ragionamento esposto in premessa, di un intrattenimento effimero, che la settimana dopo, o al massimo il mese successivo, è già evaporato.

E’ inutile nascondersi dietro al solito dito: 205 Live non ha delle storyline valide.

Le poche che si intravedono sono dei meri, semplici e banali, pretesti per far scontrare, in un eterno circolo, i pochi membri del roster.

Nulla di male, sia chiaro, anzi per alcuni è anche un punto di forza. Uno spettatore abituale di Raw, ad esempio, appesantito dalle tre ore, può trovare sollievo nel guardare 205 e non perdersi in complicate storie, e anche io, inizialmente, ero di questo avviso…

tuttavia….

….Uno spettatore costante come il sottoscritto si accorge, ben presto, che dietro ai match (spettacolari sì, ma spesso ripetitivi) c’è poco altro.

C’è poco altro perché non si sviluppa la psicologia dei personaggi; c’è poco altro, perché alla fine è un loop infinito di sfide per il titolo, primo sfidante e sfide per il titolo ancora; c’è poco altro perché non vi è, da parte della WWE, la volontà di impegnarsi nei confronti di questo show.

Non mi stupiscono le voci che vorrebbero i pesi leggeri protagonisti del nuovo Smackdown su Fox, per aumentare la qualità degli incontri.

Una notizia che può giustificare, in parte, la svogliatezza che si ha nella gestione di uno spettacolo che potrebbe avere delle grandissime possibilità.

Basterebbe mettere al servizio di buone storie l’ottima qualità di match che i protagonisti dello show sono in grado di portare.

Sarebbe tutto così semplice, ma non si ha la volontà di farlo.

Come biasimare, in fondo, la WWE.

Con l’introduzione del network la federazione ha bisogno di sempre più contenuti, per giustificare la spesa fatta dagli utenti, che mese dopo mese spendono i loro 10 dollari.

Siamo nell’era della quantità, dopotutto.

Sono dell’avviso, in conclusione, che 205 Live possa avere vita breve e che forse, ben presto, lo vedremo fagocitato da Smackdown, per la gioia di qualcuno e la tristezza di molti per uno show che poteva essere qualcosa di più e, semplicemente, non è stato.

Claudio
Nel sito dal 2014, editorialista occasionale, blogger di 205 Live, nonché una delle voci del ZWRadio Show. Orgogliosamente sardo, venne folgorato da un Velocity su Italia 1 in giovane età; da allora non ha più smesso di seguire il Wrestling.