Ora che Jey Uso ha scelto il suo avversario per Wrestlemania, e cioè Gunther, resta vacante il posto per il titolo WWE. Ciò induce a due importanti riflessioni: Cody Rhodes, che solo 12 mesi fa era l’uomo con cui la Compagnia aveva chiuso l’anno, vincendo il titolo mondiale nel Main Event della scorsa edizione del Grandaddy of them All, quest’anno si ritrova “retrocesso” a comprimario. Ossia, il suo match sarà il secondo più importante dello Showcase, considerato che l’austriaco e Mr.Yeet concluderanno l’edizione di quest’anno. La seconda riflessione importante è che, a meno di coup de theatre dell’ultima ora, non affronterà The Rock, che tanto era stato ventilato come avversario naturale di questa Wrestlemania (dopo tutto quel popò di narrativa propinataci nel corso dei 12 mesi appena trascorsi). L’appuntamento di Rhodes per quest’anno sarà “originale”, qualcosa che nè si era predetto nè era stato auspicato, e questo giocherà un fondamentale ruolo nella sua road to Wrestlemania.
Il suo avversario verrà fuori dalla Elimination Chamber del 1 Marzo 2025, dove ad affrontarsi per il tanto agognato premio saranno John Cena, McIntyre, CM Punk, Damien Priest, Logan Paul e Seth Rollins. Già da subito si sono avviati i pronostici su chi la spunterà, e su chi, tra i partecipanti, è il più “congeniale” per quell’ambìto posto. Scontato che già dalla Royal Rumble si sono poste le basi per la rivalità tra Logan Paul e John Cena, che dovrebbe concludere le apparizioni da wrestler attivo di quest’ultimo a Wrestlemania, e che quindi entrambi sono fuori dai giochi nella corsa al titolo WWE, restano quattro nomi per nulla scontati. Tra i quattro superstiti, tutti sembrano avere diritto ad affrontare Cody, e tutti sembrano al contempo non essere gli avversari giusti. Provando a tirare le somme e facendo un lavoro di coltello, se proprio dovessi sceglierne uno, e siamo infondo costretti a farlo, direi che il più papabile resta Drew McIntyre. Ciò per due ragioni ineludibili: Gli altri tre hanno tre percorsi dinnanzi a loro già scritti che li coinvolgerebbero comunque per lo show degli Immortali, e perché lo scozzese, infondo, merita questa chance più di chiunque. Non certo per demerito altrui, ma per alto merito suo.
La resa dei conti tra Punk e Rollins della prima puntata di Raw su Netflix suona tanto come iniziativa pubblicitaria, e non come attesissimo scontro tra i due. Alle volte, quando le faide sono talmente accese, a renderle epiche è il contesto in cui si risolvono. La loro rivalità, che affonda le radici in un mai celato scontro reale, è degna di Wrestlemania. Ecco perché credo che ne avremo un ulteriore assaggio in vista di questo evento. Ma anche perché, se uno dei due affrontasse Cody, l’altro resterebbe “disoccupato”, che è cosa che la WWE non vuole e non può permettersi. Infine c’è Priest che, da quando ha perso il titolo a favore di Gunther, sembra un personaggio ancora in cerca di autore. Non è mai ritornato in pianta stabile nel roster e fatica, e ne ha ben donde, ad emergere tra i nomi altisonanti di questo periodo florido per la Federazione. Una sua vittoria ad EC non è da escludere a priori, ma non sarebbe la scelta giusta per riportarlo in auge, considerato che sarebbe immolato in sacrificio sull’altare dell’American Nightmare (molto più forte di lui, diciamo, agli “exit poll”). E ripeto, a scanso di colpi di scena hollywoodiani, questa dovrebbe essere la strada da battere, e mai come prima d’ora, aggiungerei, prevedibile nella sua scelta.








