Negli ultimi anni la TNA ha sempre cercato modi diversi di proporsi come alternativa a WWE e AEW, provando a esplorare strade alternative rispetto a quanto mostrato dalle altre federazioni in tv. E sicuramente una di queste strade era quella che portava verso l’hardcore wrestling, che in questi anni nella compagnia ha avuto diversi esponenti: Sami Callihan, Steve Maclin, PCO, Bully Ray e tanti altri si sono sfidati e hanno sanguinato sul ring in spettacoli a volte quasi macabri per il divertimento dei fan. Ma le cose potrebbero presto cambiare.

Stop al blading

Secondo quanto riportato da PW Insider, infatti, una circolare interna della TNA avrebbe avvisato il roster della necessità di interrompere la pratica del blading – la pratica per cui un wrestler si procura volontariamente un taglio per sanguinare durante un match – e, più in generale, di ridurre l’esposizione del pubblico al sangue. Una scelta di rottura rispetto al passato – anche molto recente, considerato che nelle ultime settimane abbiamo visto proprio incontri di questo tipo, non ultimo quello tra Sami Callihan e Mance Warner a Unbreakable.

Questione di diritti tv?

La motivazione dietro questa scelta sembra però essere molto strategica: secondo quanto riporta Jon Alba, la decisione sarebbe dovuta al tentativo della TNA di vendere i propri diritti televisivi a un prezzo maggiore e attirare così più investitori pubblicitari, che notoriamente sono più restii a comprare spazi di advertising in programmi controversi. Addirittura, secondo Alba, sarebbero ben 5 gli operatori del settore interessati ai diritti della federazione, e tra questi ci sarebbe anche una piattaforma di streaming.

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