Alla luce dei recenti tagli contrattuali che hanno visto chiudere i rapporti a scadenza di contratto con alcuni veterani WWE, durante l’ultima puntata del podcast The Last Word, Jonathan Coachman e Tommy Carlucci hanno analizzato la posizione dell’“OTC” nel nuovo panorama aziendale. Carlucci ha espresso particolare scetticismo sulla sostenibilità dell’attuale accordo di Reigns, suggerendo che la dirigenza TKO potrebbe “ripensare completamente” la gestione del suo contratto e che difficilmente riceverà cifre vicine ai 15-20 milioni di dollari attuali.

Il ragionamento economico su Roman Reigns

Il caso di Roman Reigns presenta numeri particolarmente problematici per un’analisi costi-benefici. Con uno stipendio stimato tra i 15 e i 20 milioni di dollari annui e apparizioni sempre più sporadiche, l’ex Universal Champion è un asset davvero molto costoso per TKO.

I dati di CageMatch mostrano quanto le sue apparizioni sul ring si siano ridotte negli anni: dalle 52 apparizioni del 2022 si è passati alle 11 del 2023, alle 6 del 2024 e alle sole 3 del 2025. Ovviamente non contano solo i suoi match ma ogni sua singola apparizione, ma anche qui parliamo di numeri nettamente inferiore agli altri top talent della compagnia.

La differenza tra Vince McMahon e la dirigenza TKO

Secondo l’analisi emersa nel podcast, la differenza fondamentale rispetto al passato sta nella mentalità dirigenziale. La dirigenza TKO, composta da manager che “non sono cresciuti nel business” come Vince McMahon e Triple H, potrebbe applicare criteri puramente aziendali senza il filtro sentimentale che caratterizzava le decisioni precedenti.

Carlucci ha espresso dubbi persino sulla capacità di Triple H di difendere l’attuale contratto di Reigns, suggerendo che il Chief Content Officer “non metterà in gioco la propria posizione” per proteggere l’accordo dell’“OTC”.

L’assenza prolungata e i piani di ritiro

Roman Reigns non appare in televisione dalla puntata di WWE Raw successiva a WrestleMania 41, quando è stato attaccato da Seth Rollins e Bron Breakker. Questa assenza, combinata con i suoi piani dichiarati di firmare un contratto biennale prima di ritirarsi, potrebbe fornire alla TKO l’opportunità di rinegoziare drasticamente i termini economici.

L’ipotesi ventilata è che la nuova dirigenza possa adottare una linea dura con un approccio del tipo “prendere o lasciare”, proponendo condizioni economiche significativamente ridotte rispetto all’attuale accordo milionario se il wrestler vorrà mantenere la sua agenda agevolata.

Il contesto dei recenti tagli al budget

Queste considerazioni arrivano in un momento di profondi cambiamenti per la WWE, con la proprietà TKO che ha avviato una strategia di contenimento dei costi che ha già colpito diversi talenti. Negli ultimi mesi sono stati rilasciati wrestler di calibro come Braun Strowman, Dakota Kai, R-Truth e Carlito, con il licenziamento di Strowman attribuito specificatamente al suo elevato stipendio.

Coachman ha definito questa ondata di tagli come una questione legata al “sacro dollaro”, evidenziando come la nuova dirigenza stia applicando criteri puramente economici nelle decisioni contrattuali.

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