Si nega. La prima cosa che si fa quando succede qualcosa di brutto, per il quale si può essere colpevolizzati, per il quale si possono passare dei guai, anche solo per l’opinione del pubblico, dei fan, si nega. Ci si rifugia in una faccia a metà fra il vittimismo e il menefreghismo, e si tende a gettare la colpa oltre l’ostacolo, oltre il salto della vita, perché questa raggiunga colui che se n’è andato, e che non tornerà per difendersi.

Sono decine, fra non molto centinaia, i Wrestler che nel corso degli anni si sono visti arrivare, mentre pian piano venivano attirati all’indietro da una forza lenta ma inesorabile, la colpa di chi è rimasto in vita. Si sono visti colpire in fronte, più e più volte, con quella colpa di non essere riusciti ad esprimersi bene, quella colpa di non aver saputo dire di no, quella colpa di aver dovuto per forza lavorare una sera in più, altrimenti sarebbero stati guai.

Si sono visti colpire allo stomaco, e magari un po’ più in basso, dalla colpa di aver ingerito “ancora una volta” quella pillola, per quella serata in più, per quel lavoro necessario. Si sono visto colpire, con forza e decadenza morale, alle ginocchia, ultimo baluardo che ci mantiene in piedi. Rotule spezzate e colpa di non aver saputo gridare con abbastanza forza che avevano bisogno di aiuto, che è ora di mettere da parte quell’indifferenza che c’è dentro gli spogliatoi vecchi e sporchi, scritti da grossi pennarelli, con foto che ricordano i fasti di un tempo.

Bisogna dire basta alla classica maniera di farsi i fatti propri, perché “Sabu ha bisogno di questo denaro, e non sarò io a portarlo via da qui, in ospedale, magari per salvargli la vita”. Bisogna diventare grandi, lasciare da parte il romanticismo che la morte nel mondo del Wrestling si lascia alle spalle, come una scia tragica, che anche se fa soffrire, infondo mette anche un velo di mistero, di misticità, a questa disciplina che chi non conosce, seppur deridendola, deve ammettere che è qualcosa di serio, per lo meno perché è pericolosa, perché i Wrestler sono problematici, perché muoiono, a volte poco dopo un Match, a volte sul Ring.

Sabu è stato per anni vittima di se stesso, e non ci si deve nascondere dietro un dito. Ma tanti fan si mobilitano sui social network, o con i cori nelle Arene, per riassumere un licenziato, pushare questo o quell’altro Wrestler. Cantano. Cantano Theme Song. A me, però, piacerebbe ogni tanto sentire qualche coro che chieda alle compagnie, ai Wrestler, a tutti coloro che si sono reputati amici, colleghi, compagni di vita, e hanno più fortuna, di aiutare chi sta male.

Please Help Sabu”. Non mi nasconderò dietro un dito nemmeno a dire che al giorno d’oggi le cose vengono fuori, le notizie si sprecano e vengono sputate da questo o quel giornalista. I fan lo sanno, negli Stati Uniti, in Europa, ovunque. “Please Help Sabu”. Un po’ la colpa è anche nostra, nel 2025. Un po’ la colpa è anche di chi per anni si è sollazzato davanti alla TV vedendo schiene in pericolo di rottura, teste sanguinanti, uomini a pezzi. Anche chi ha goduto e gode del Pro Wrestling, del Pro Wrestler, deve fare mea culpa. “Please Help Sabu”.

Se dalla prima volta che è uscita una notizia sulle pessime condizioni, psicologiche e fisiche, di Sabu, in ogni Arena il pubblico della WWE, il pubblico della AEW, il pubblico di ogni compagnia indipendente, almeno una volta, avesse gridato: “Please Help Sabu”, oggi, forse, Sabu sarebbe ancora fra noi. Non su un Ring, non più, ma ancora su questa terra.

Questo è ciò su cui, purtroppo, nel 2025 dobbiamo ancora discutere. Problemi si salute finanziaria, che vengono da problemi di salute fisica, che si trasformano in problemi di salute mentale. Quindi, vi lascio con un nuovo coro, sperando di non essere in ritardo..

Please Help Nixon”.. “Please Help Nixon”.. “Please Help Nixon”. Può sembrare stupido, ma non lo è!

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GiovY2JPitz
Direttore di Zona Wrestling. Appassionato di vecchia data, una vita a rincorrere il Pro Wrestling, dal lontano 1990. Studioso della disciplina e della sua storia. Scrive su Zona Wrestling dal 2009, con articoli di ogni genere, storia, Preview, Review, Radio Show, attualità e all'occasione Report e News, dei quali ha fatto incetta nei primi anni su queste pagine. Segue da molti anni Major ed Indy americane e non.