Nell’ultimo episodio di Smackdown è andata in scena la versione di John Cena della famigerata “Pipebomb”. Questo termine sconosciuto ai più, o perlomeno a me, ha acquisito una fama spropositata nel 2011 grazie a CM Punk. Lo Straight Edge, allora, si scagliò contro John Cena e la dirigenza, imputando alla dirigenza la colpa di essere faziosa nella scelta del loro pupillo, preferendo gli adulatori (il leader della Chain Gang) a chi davvero lo meritava (lui). Nell’edizione dello show blu di venerdì scorso Cena ha risposto, a distanza di 14 anni circa, a quel famoso promo, dicendo a Punk che se gli è stato sempre preferito lui è perché Cena è il più grande di tutti i tempi, e che Punk si è “imborghesito”, non più quindi un tribuno della plebe (The voice of the voiceless), ma un milionario famoso e pieno di spocchia. Là Pipe Bomb di Cena ha riscosso un enorme successo perché, per la prima volta dal suo turn, Cena è apparso davvero temibile.
Il punto di forza del 17 volte campione mondiale è sempre stato il microfono. Nella dialettica è pungente, distruttivo, ironico e illuminante. Questa peculiarità è ciò che mancava al Cena heel. O meglio, è stata fortemente depotenziata. E in maniera incomprensibile tra l’altro. Il Cena heel, come ho avuto modo di scrivere già, è un piagnucolone, prolisso e inconcludente (perlomeno nei discorsi). 20 minuti di discorso, ogni volta, per dire tanto e non dire nulla, basati quasi tutti su un punto: La relazione tossica tra i fan e lui. Nulla in più di questo. Una versione caricaturale ed impacciata di un Heel che avrebbe tutte le carte in regola per essere odiato sinceramente, e che invece fatica ad unire il disprezzo del pubblico che ancora appare diviso tra chi lo fischia e chi lo sostiene. Non è un buco nell’acqua, sia chiaro. Cena da cattivo comunque fa il suo lavoro, ma potrebbe davvero essere un Hollywood Hogan versione 2025 che invece risulta il solito cattivo senza infamia e senza lode. Il Cena visto a Smackdown è tutto ciò che non è stato fino ad ora, e che avrebbe dovuto essere sin dal primo giorno.
Là Pipe bomb del 17 volte campione mondiale è già storia, entrata di diritto nell’alveo dei migliori promo di questi ultimi anni. La loro sfida a Nightmare of champions è satura di marketing, che dopo questa disfida verbale assume i caratteri di una rivalità sincera, ben oltre la semplice vendita di biglietti. Certo è molto probabile che la loro prestazione sia ben lontana da quella di MITB 2011, data l’età dei due contendenti e gli acciacchi accumulati in questi 14 anni. Ciononostante rappresenta un unicum; Anche se le abilità tecniche sono andate sfocandosi in questa decade, il loro scontro rappresenta una calamita per i fan, complice anche, ne sono sicuro, il promo di John Cena di Smackdown. Molto probabilmente l’esito non cambierà il possessore del titolo, restando il rapper di Boston ancora campione (avendo in serbo in tanto atteso Rematch con il Cena edizione 25, Cody Rhodes), ma comunque resta una sfida ben più quotata e molto più esaltante della controparte di Raw che vede Goldberg affrontare Gunther.








